Tessuto muscolare
Il muscolo è l’organo che assolve alla funzione del movimento tramite contrazione. Mediamente, in un uomo adulto normale il tessuto muscolare costituisce circa i 2/5 dell’intero peso corporeo. L’intera massa muscolare è soggetta ad un notevole sforzo metabolico anche in condizioni di riposo, ed è stato stimato che più dei ¾ del metabolismo totale dell’organismo può essere attribuito al tessuto muscolare.
Tipi di tessuto muscolare
In base all’aspetto microscopico distinguiamo due tipi di tessuto: striato e liscio.
Tessuto muscolare striato
L’unità morfologica scheletrica è la fibra muscolare striata, caratterizzata lungo l’asse maggiore dall’alternanza di bande chiare e scure; all’interno di ogni fibra si trovano elementi fibrillari longitudinali, le miofibrille, che con la loro disposizione parallela determinano le striature.
Le fibre muscolari sono disposte parallelamente e sono tenute insieme da connettivo diviso in:
- Epimisio: Guaina connettivale molto consistente posta esternamente (Il muscolo termina con un tendine, rivestimento della fibra muscolare che va ad ancorarsi con un cavo osseo).
- Perimisio: Sepimenti provenienti dalla faccia interna dell’epimisio che rivestono più fasci di fibre.
- Endomisio: Sottili setti che si estendono dal perimisio a circondare le singole fibre.
Reticolo endoplasmatico delle fibre muscolari striate è molto particolare. Prende il nome di reticolo sarcoplasmatico. Composto da una serie di tubuli che poi si diramano e circondano le fibrille.
L’unità base del muscolo striato è il sarcomero: va da una linea Z alla successiva. Al microscopio si vede un’alternanza di bande chiare e bande scure (più scure perché derivano dalla sovrapposizione dei filamenti che compongono il muscolo striato).
Banda chiara: banda I
Banda scura: banda A
I miofilamenti
Le miofibrille risultano costituite a loro volta da miofilamenti anch’essi disposti longitudinalmente e paralleli fra loro e sono di due tipi diversi per dimensione e composizione chimica:
- Miofilamenti spessi: Prevalentemente miosina, vanno a costituire la banda A. Tali filamenti presentano dei piccoli prolungamenti laterali detti ponti che permettono il contatto con i miofilamenti sottili durante la contrazione.
- Miofilamenti sottili: Actina, tropomiosina e troponina (proteine accessorie). Vanno a costituire la banda I e si ancorano al sarcomero a livello della linea Z.
A livello della linea Z abbiamo una linea di ancoraggio: vi si lega l’actina (il filamento si spinge verso il centro del sarcomero: zona H) e la miosina, ancorata alla linea Z tramite la titina (conformazione molla per permettere l’accorciamento del sarcomero).
Banda A → sovrapposizione della miosina con l’actina
Zona H → costituita dalle regioni a bacchetta della miosina
Quando si ha la contrazione si ha uno scivolamento della miosina sui filamenti di actina. Questo scivolamento prevede l’utilizzo di energia. La miosina è una proteina motore accessoria dell’actina. La titina ha un elevato peso molecolare ed è molto importante per ottenere la struttura del sarcomero.
Struttura tridimensionale dei miofilamenti
Ogni filamento spesso è costituito da due fasci opposti polari di molecole di miosina, uniti al centro del filamento. Nelle teste della miosina si concentra l’attività ATPasica; associate alle teste si trovano le catene leggere.
Ogni miofilamento sottile è costituito da due filamenti di actina; in ogni miofilamento sottile, si trovano due filamenti di tropomiosina (proteina fibrillare che segue il solco dell’alfa elica dell’amp;rsquo;