Estratto del documento

Prima lezione

Il disegno

Si tratta di una rappresentazione schematica di un’immagine articolata nei suoi contorni essenziali. L’origine è preistorica (disegni nelle pareti). Nell’arte egiziana il disegno di contorno si trasmetteva da artista ad artista come modello; nelle botteghe si usavano dei repertori grafici che permettevano l’insegnamento agli allievi della bottega, ciò accadeva sin dal medioevo e molto nel Quattrocento-Cinquecento fino al Settecento.

Alcuni disegni modello che circolavano in Egitto sono stati conosciuti grazie ai greci, inoltre sono molto importanti le fonti che ci sono pervenute come gli scritti di Plinio che ci danno alcune informazioni sui disegni. Dal medioevo fino al Trecento, il disegno è privo di valore autonomo e ha una funzione strumentale, dal Quattrocento invece il disegno viene considerato il fondamento dell’arte figurativa. Nella seconda edizione delle "Vite" di Vasari viene menzionata la sua collezione di disegni conservati di tutte le epoche (Cimabue, Leonardo ecc.). Il disegno era un modo per capire come si fosse aggiornato lo stile dal Trecento al Cinquecento. La datazione dei disegni risulta molto difficile da definire: è possibile datarli per via stilistica oppure se abbiamo una testimonianza scritta che attesta l’anno di una certa opera.

Le tecniche e i materiali

In età moderna il patrimonio grafico è caratterizzato da una ricchezza di tipologie e combinazioni di supporti tecnici. Ricordiamo che gli artisti preparavano da sé i loro materiali e i loro supporti, vi erano molti ricettari su come creare i colori, i materiali e così via; solo con la produzione industriale dell’Ottocento gli artisti compreranno i materiali e i supporti già pronti. I disegni sono fragili e soggetti a variazioni di colori e altre alterazioni, per questo l’esposizione del materiale grafico è eseguita con grande cautela.

I supporti

  • Pergamena o carta pecora: si tratta di pelli di animali (ovini) che vengono macerate nella calce, tese e sbiancate. La carta ottenuta viene poi usata per la scrittura e il disegno. Si trattava di un materiale molto costoso, di conseguenza i disegni di studio non erano fatti su pergamena, solo i disegni su committenza come le miniature erano realizzati su pergamena.
  • Su carta: compare nel Quattrocento, era molto più economica rispetto alla pergamena. Le carte che venivano usate solitamente erano quelle non colorate dunque bianco avorio, ma per quanto riguarda gli artisti si faceva un largo uso di carte colorate, in tal modo il colore del foglio contrastava con quello del carboncino o della sanguigna.

Seconda lezione

Le tecniche

Una delle tecniche più privilegiate è quella della punta d'argento, in grado di lasciare sulla carta un segno estremamente leggero, sottile e luminoso; questo segno così chiaro necessitava un fondo preparato, sia la natura stessa della punta sia lo sfondo colorato rendevano praticamente permanente il disegno, dunque non era una tecnica destinata per lo schizzo, si tratta di disegni precisi, mediati e finiti. (Jean Fouquet, ritratto ecclesiastico, c.1461, New York, metropolitan museum).

(Filippino Lippi, Giovane uomo con le mani dietro la schiena e giovane uomo che legge) questo disegno a differenza del precedente usa la biacca che serviva per studiare la composizione luministica, per il rapporto luci-ombre, sfondo leggermente colorato, utilizzo della punta d’argento. (Domenico Ghirlandaio, busto di donna velata girata tre quarti a sinistra).

Studio dal vero poteva significare uno studio di un modello vivente, reso in modo plastico; Ghirlandaio era anche un ritrattista, un aspetto molto sottolineato dal Vasari, la capacità di ritrarre e conservare la memoria dei volti. (Albrecht Durer, cane a riposo) studio degli animali e non soltanto delle persone, altri studi dove il disegno serviva anche come formazione e pratica preparatoria scultorea e preparativa, Leonardo alla bottega del Verrocchio. (Filippino Lippi, Sandro Botticelli, Raffaellino del Garbo, pagina del “libro dè disegni di Giorgio Vasari).

Altre due tecniche sono quella a penna e inchiostro e acquerello; la prima era costituita dall’uso di una penna intinta in inchiostro (china e altri colori) rispetto ad una tecnica rigida e decisa come la punta d’argento, il disegno a penna e inchiostro consentiva una maggiore libertà espressiva. (Raffaello, Lucrezia c.1508-1510 Met) è un disegno che datiamo precisamente perché lo colleghiamo ad un'incisione di Marcantonio Raimondi. Raffaello stava perseguendo degli studi sull’antico, è un disegno eseguito velocemente con un grado di rifinitura che fa intendere che sia un disegno preparatorio.

Con il tempo si arriverà all’idea di disegno come schizzo, il primo a farne questo uso è Leonardo Da Vinci (Leonardo Da Vinci, disegni e schizzi per una madonna con il bambino e un gatto, Londra, British Museum) è un’opera di cui non abbiamo tracce documentarie, ci sono diversi livelli di finitezza di questo disegno, Leonardo studia i vari modi che ci sono per realizzare il disegno. (Leonardo, disegni anatomici, Londra, Royal collection) penna a inchiostro usata nei punti più sottili, si tratta di disegni ben schedati. (Rubens, studio anatomico, c.1600-1605, Met) uso estremamente preciso della penna, il risultato di Rubens si spiega anche attraverso lo studio rinascimentale che ha effettuato, cercando di imparare dagli esempi del passato una propria tecnica di disegno.

Bisogna fare un accenno alle Sinopie (Pisanello, Sinopia degli affreschi della battaglia di Louvezerp, Mantova, Palazzo Ducale) si tratta di un disegno preparatorio degli affreschi che veniva eseguita sul muro ad arriccio prima della stesura dell’intonaco, disegno eseguito tendenzialmente con un colore rosso, disegno orientativo per gli affreschi di grandi dimensioni, per fissare le figure fondamentali, la sinopia aveva un valore puramente orientativo perché una volta steso l’intonaco e realizzato l’affresco, la sinopia non era più visibile.

A differenza della matita, pressando la punta d’argento non si ottiene un segno più inteso e profondo, inoltre lo stile del foglio è molto importante, se è un foglio del Quattrocento si tratta quasi sicuramente di una tecnica con punta d’argento (essendo una tecnica prevalentemente usata in quegli anni).

Introduzione al disegno tardo-gotico

  • Differenziazione geografica del patrimonio figurativo italiano, ci sono delle specificità stilistiche legate alla storia dell’arte moderna che sono molto identificabili.
  • Dialettica ricchissima, piena di articolazioni interessanti tra la tradizione cristiana e la tradizione classica, peculiarità che segna profondamente la cultura italiana non solo figurativa, questo ha fatto sì che si producessero in età moderna disegni dall’antico.
  • Ricchissima produzione di testi teorici e scritti di letteratura artistica, a partire dal Quattrocento fino al Settecento; sono molte le fonti scritte sulla concezione del disegno, che ci restituiscono informazioni pratiche utili e interessanti.

Il gotico internazionale

Il gotico è caratterizzato da un ampio arco cronologico di grande diffusione geografica, dimensione fortemente internazionale di questa cultura figurativa, legame molto stretto con le corti europee. La prima definizione di stile gotico è offerta in senso molto negativo da Giorgio Vasari; l’internazionalità della cultura figurativa gotica è permessa da una grande circolazione delle opere, vediamo artisti lombardi aggiornarsi su modelli nordici e viceversa, c’è una nuova forma di realismo e studio delle cose molto più concreto.

Uno dei centri più importanti, insieme a Bologna, è il ducato di Milano sotto Galeazzo Visconti, si tratta di una Milano internazionale, la moglie era francese della famiglia dei Valois; è importante che a Milano ci sia il cantiere del duomo, fondamentale per il tardo gotico. Il duomo di Milano fu eretto sui grandi modelli gotici, furono chiamati moltissimi artisti, scultori e disegnatori; Giovannino de Grassi: pittore, scultore, architetto e miniaturista milanese, nell’ambito della storia del disegno ha lasciato dei disegni molto importanti, un taccuino che racchiude moltissimi studi di animali, disegni condotti a pennello e penna, usando la biacca per le parti illuminate; i taccuini potevano circolare molto facilmente e i disegni al loro interno servivano spesso per realizzare appunto le miniature. Il taccuino di Giovannino de Grassi è importante per noi perché è molto ben conservato e contiene una grande varietà di disegni.

Terza lezione

Masaccio e la pittura prospettica

Masaccio è considerato uno dei padri fondatori della pittura prospettica di inizio Quattrocento a Firenze. Ad oggi non abbiamo disegni conservati dell’artista (disegno in copertina) conservato al British Museum, da considerarsi come introduzione alle nuove qualità del disegno quattrocentesco rappresentato da un ragazzo seduto comodamente su un muretto con una tavoletta in mano su cui disegna, illustrazione molto interessante e viva della nuova importanza che il disegno acquisiva.

Per quanto riguarda la conservazione dei disegni, se non sono conservati in taccuini con la rilegatura originale, sono circondati da una passe-partout che li protegge, e li tiene leggermente sollevati in modo che non vengano a contatto gli uni con gli altri. Molto spesso nel corso del Novecento sul passe-partout o anche dietro gli studiosi di disegni segnavano le loro note e eventualmente anche i cambi di attribuzione.

La notazione “bottega di” indica un ambito stilistico e culturale vicino ad un artista, le botteghe tra medioevo e Quattrocento erano piene di gente che ci lavorava dunque una serie di aiutanti che continuavano a lavorare per tutta la vita con l’artista adeguandosi allo stile e alla maniera di quest’ultimo; dunque quando troviamo l’iscrizione “bottega di” si tratta di un entourage intorno ad un artista dove lo stile è chiaramente riconoscibile ma sicuramente inferiore all’artista stesso.

Il nuovo metodo prospettico

Per capire che cosa cambia nel disegno soprattutto a Firenze, bisogna fare un passo indietro ripercorrendo a grandi linee le novità messe a punto come il nuovo metodo prospettico, dunque un nuovo metodo geometrico misurabile, di rappresentazione dello spazio che ebbe delle conseguenze molto importanti, non solo sulla rappresentazione dello spazio ma anche della figura umana nello spazio, si ha inoltre un cambiamento di concezione progressivo dell’artista che nel Quattrocento passa da una collocazione all’interno delle arti meccaniche ad una maggiore libertà e soprattutto ad un riconoscimento in ambito intellettuale di capacità di rappresentazione della realtà del tutto nuove.

In parte tutto questo processo lo leggiamo attraverso al cambiamento del disegno, in relazione alle opere finite ma non solo, proprio come ambito di esplorazione della realtà e sperimentazione, questo concederà anche una grandissima fiducia nel disegno. "De pictura" di Leon Battista Alberti (1435-1436) è un trattato redatto in due versioni, una in volgare e l’altra in latino con l’obiettivo di spiegare ai pittori il metodo prospettico e le sue conseguenze, come sappiamo Leon Battista Alberti era un architetto che voleva dar voce alle novità prospettiche del tempo, si tratta di novità che vede a Firenze con Donatello, Masaccio e Brunelleschi; Leon Battista Alberti non intende scrivere una storia dell’arte ma vuole dar voce a queste novità contemporanee, il disegno viene visto come operazione intellettuale primaria degli artisti.

Nel corso del medioevo abbiamo una scarsa produzione di disegni, mentre nel corso del Quattrocento abbiamo una grande attività artistica, si apre l’attenzione verso la crescita dell’attività grafica da parte degli artisti; i principali disegni quattrocenteschi sono di artisti fiorentini, in minor parte abbiamo invece una produzione veneziana, questo significa che gli artisti fiorentini molto precocemente misero a fuoco una precisa scelta formale, il disegno diventa uno strumento che corrisponde ad una ricerca di tipo estetico, stilistico e formale, questa grande varietà di disegni la troviamo a partire dal 1440.

Bisogna tenere a mente la crescita importante dei disegni legati ad una iperattività grafica che risponde alla necessità di una ricerca formale nuova, in ambito fiorentino, cronologicamente addensati intorno alla metà del Quattrocento. Cerchiamo di capire alcune delle caratteristiche generali dei disegni fiorentini, bisogna dunque fare un passo indietro ripassando la messa a punto della prospettiva.

Il disegno prospettico

Il disegno prospettico deriva da un processo logico e matematico che ha un suo precedente nella sperimentazione nell’arco del Trecento di artisti e botteghe. Soprattutto in ambito toscano, molto importanti le figure di Giotto e Lorenzetti che arrivano ad una rappresentazione non ancora basata sul metodo geometrico-matematico, Giotto, Presepe di Greccio, Assisi. Giotto arriva ad una comprensione dello spazio.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/02 Storia dell'arte moderna

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