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Sommario

  • L’Africa pre-coloniale............................................................................................... 2
  • Continente africano prima dell’arrivo delle potenze coloniali....................3
  • La scoperta del continente..................................................................................4
  • Stato pre-moderno e società senza stato.........................................................5
  • Come lo stato africano si struttura sul territorio..........................................6
  • Spartizione dell’Africa sub-sahariana..................................................................9
  • Principi per la spartizione................................................................................... 10
  • Casi di spartizione violenta............................................................................. 10
  • ............................................................................................................................... 10
  • Commercio africano.......................................................................................... 11
  • Approccio diplomatico per la spartizione........................................................12
  • Periodizzazione:....................................................................................................... 13
  • Caso dell’Etiopia e Liberia................................................................................... 13
  • Colonizzazione......................................................................................................... 13
  • Fine dello scramble for Africa.............................................................................14
  • Questione canale di Suez.................................................................................... 14
  • Africa equatoriale e il caso del Congo..............................................................16
  • Costa dell’oceano Indiano.................................................................................17
  • Africa occidentale................................................................................................... 19
  • Esiti colonizzazione e ricadute sull’Africa attuale........................................22
  • Governo indiretto e governo diretto.............................................................24
  • Processo di sviluppo demografico dal 19 secolo..........................................36
  • Miniere: polo di attrazione.................................................................................... 39
  • Fenomeno urbanizzazione...................................................................................... 40
  • Tasso di urbanizzazione della popolazione......................................................41
  • Conformazione città coloniali..............................................................................42
  • Scuole governative................................................................................................. 48
  • La lingua.................................................................................................................... 50
  • Web Dubois e Marcus Garvey.................................................................................. 54
  • Movimento congressuale....................................................................................... 56
  • Leader politici e panafricanismo...........................................................................60
  • La negritude.............................................................................................................. 60
  • Senghor.................................................................................................................. 61
  • La stampa................................................................................................................. 62
  • Cause decolonizzazione......................................................................................... 63
  • Prima fase di decolonizzazione............................................................................. 70
  • Caso del Kenya.......................................................................................................... 71
  • Insurrezione Mau Mau............................................................................................. 73
  • Posizione del KAU..................................................................................................... 74
  • Influenze guerra fredda........................................................................................ 90
  • Caratteristiche comuni........................................................................................... 93
  • Dottrina Kenyata................................................................................................... 94
  • Dottrina Nierere................................................................................................... 94
  • Dottrina Mobuto................................................................................................... 94
  • Questione demografica........................................................................................ 105
  • Le indipendenze conquistate: Zimbabwe e Namibia...........................................114
  • Questione dell’Angola:..................................................................................... 118
  • La politica degli aiuti............................................................................................ 123

L’Africa pre-coloniale

Punto di partenza dall’Africa pre-coloniale, ci sono esperienze di limitata colonizzazione già nel 1400-1500, ma il vero impatto della colonizzazione si ha nella metà del 1800. Prima di questa data gran parte del territorio è contrassegnata dalla dicitura “terra incognita”.

Dagli europei l’Africa comincia a essere conosciuta dalla seconda metà del 1800, ma ancora all’epoca del congresso di Berlino che “dà inizio alla spartizione del continente”, uno dei protagonisti della spartizione, il primo ministro Lord Salisbury afferma che si sono messi d’accordo sulla spartizione del continente, ma parlando di un territorio senza sapere dove questo realmente si trovasse. L’immagine che si ha della conferenza di Berlino è che il continente africano viene suddiviso con la riga e con la squadra. Quindi ancora nella seconda metà del 1800 ciò che c’è nel continente africano è ignoto.

La vera scoperta del continente da parte degli europei arriva quando ormai la colonizzazione si è incardinata, da lì parte la vera esplorazione del continente. Quando si parla del colonialismo europeo si insiste sul fattore economico, l’economia che muove il tutto. Ma in realtà questo succede dopo, la prima questione è strategica-politica.

Prima che arrivino gli europei, nel continente africano si erano create delle realtà politiche e statuali con particolari caratteristiche di organizzazione del potere, controllo del territorio ecc. organizzazioni con potere centralizzato che esercitavano il controllo con il concetto di sovranità su una determinata popolazione. Non c’erano solo stati centralizzati, come l’impero etiopico (il regno di Axum per esempio, un regno che potremmo definire uno stato pre moderno, con un sovrano assoluto, con forte componente religiosa che teneva unito il regno), ma c’erano anche le società senza stato, le società segmentarie, dove manca l’autorità centrale, con una modalità diversa di organizzazione.

Teoria degli antropologi: Homo sapiens che si sviluppa dall’Africa sub-sahariana, che si irradia 200 mila anni fa, 100 mila anni fa arriva in Medio Oriente, 40 mila anni fa arriva in Europa, 70 mila in Cina e 12 mila nelle Americhe. Quindi, dire che prima degli europei il continente non avesse una storia è un ragionamento ardito. Storia paragonabile all’evoluzione storica delle pianure del nord America, dal punto di vista antropologico, il ritmo di evoluzione di queste società è diverso da quello europeo, ma non significa fossero stagnanti.

Quella diversità di organizzazione in realtà corrispondeva a stadi diversi di evoluzione dello stato africano. Processo nel quale gli europei ovviamente interferiscono nel momento in cui arrivano. Sicuramente il colonialismo è un processo importante perché blocca un percorso e ne apre un altro.

Gli europei non sono stati i primi ad interferire con la storia del continente, già l’espansione islamica aveva avuto effetto analogo.

Periodo coloniale in realtà molto breve, nemmeno un secolo, che però pesa in maniera grave sulle vicende dell’Africa, vicende che ci consentono di leggere l’Africa contemporanea, come l’annosa questione dello sviluppo africano.

Fase di crescita del continente va dagli anni 60 al 1973, al primo grande sciopero petrolifero. Gli investimenti che creano le società moderne, istruzione e sanità sono investimenti crescenti in quel periodo. Poi questo processo si interrompe, per causa contingente ovvero lo sciopero petrolifero, ma altre cause che continuano fino agli anni 80. Poi il lento, lentissimo, risorgere del continente dagli anni 90, con il processo di democratizzazione, la cosiddetta “terza ondata di democratizzazione”. Modernizzazione politica che talvolta va di pari passo con la maggiore attenzione dell’Africa nella politica internazionale pur con tutte le contraddizioni che l’Africa sub-sahariana mantiene.

Bibliografia: Il leone e il cacciatore di Anna Maria Gentili. Storia dell’Africa sub-sahariana. Edizione 2008 o 2019 + materiali piattaforma Moodle.

Lezione II 30/09/2020

Continente africano prima dell’arrivo delle potenze coloniali

L’Africa magrebina (mediterranea) vive una vicenda storica, culturale e religiosa dal VII secolo d.c. diversa dall’Africa sub-sahariana. Quindi noi ci concentriamo sull’Africa sub-sahariana per una questione storica e una geografica, in quanto c’è un elemento di separazione tra le varie aree africane, ovvero il deserto del Sahara, che rappresenta fino all’avvento in epoca medievale una barriera difficilmente superabile per i contatti con l’Europa che diventano possibili poi lo sviluppo della navigazione oceanica, soprattutto in prima battuta da parte delle potenze iberiche.

Esiste un’unica via di collegamento naturale tra l’Africa mediterranea e l’Africa sub-sahariana, il fiume Nilo.

Vie carovaniere dove si registra un basso afflusso di beni che venivano dall’Africa sub-sahariana, prodotti di lusso di quantità scarsa, oro, piume di struzzo, spezie e schiavi soprattutto. Schiavi nubiani, con questo termine si indicava tutto ciò che arrivava dall’Africa sub-sahariana. Già questo indicava la scarsa conoscenza del mondo a sud del Sahara.

  • Oltre al deserto del Sahara c’è un’altra regione desertica, l’Africa australe, altopiano in gran parte desertico, una zona molto arida a ridosso della costa dell’oceano Atlantico.
  • Poi c’è una zona centrale, rappresentata dai bacini dei grandi fiumi equatoriali, il grande bacino del fiume Congo e i bacini dei fiumi dell’Africa occidentale come il Niger (i cosiddetti oil rivers definiti così perché lì si coltivava l’olio di palma, uno dei prodotti che per primi vengono sfruttati a livello industriale). Quindi, vasta zona tropicale caratterizzata dalla presenza di un foresta equatoriale di tipo primario, foreste che non si sono sviluppate in tempi storici, ma che hanno popolato quelle regioni da tempo immemorabile.
  • L’altra zona dove si trovano tali foreste sono la zona settentrionale del Madagascar, nel Borneo (Asia sud orientale) e la Foresta Amazzonica. Terreno sterile per le colture che interessano la vita umana, si tratta di territori dove la ricchezza del terreno a livello superficiale è molto scarsa. Popolazione scarsa e dispersa.
  • Inoltre vi è un’ampia fascia sub tropicale, compresa a nord fra il deserto del Sahara e la grande foresta equatoriale dell’Africa centrale, quindi dall’odierno Senegal al Corno d’Africa, una fascia sempre di tipo subtropicale che si estende dal corno d’Africa lungo la costa orientale fino al Mozambico, e una fascia meridionale sub tropicale compresa tra i deserti dell’Africa australe e la zona delle foreste equatoriali, ovvero l’odierna Angola al Mozambico.

Insediamento umano molto più presente nelle zone desertiche australi piuttosto che nelle zone del deserto del Sahara.

Cartina 3 dal VII secolo d.c fino all’avvento delle potenze europee, con le principali formazioni statuali che si creano nel continente. Quello che ci interessa è vedere la distribuzione spaziale di questi stati. Sono concentrati nelle fasce sub tropicali ad esclusione della zone sud occidentale dell’Africa australe e nella zona dei gradi fiumi, del bacino del fiume Congo. Queste formazioni statuali pre-coloniali nascono nella fascia sub tropicale, fascia più favorevole all’insediamento umano. Un’osservazione che ci dà una linea interpretativa generale è che dal punto di vista demografico l’Africa sub-sahariana rimane fino a epoca recentissima, fino agli anni 70 del 900, un continente sotto popolato.

Fino a 50 anni fa, in termini di rapporto tra terra coltivabile disponibile e popolazione, l’Africa sub sahariana è un continente sotto popolato, vero anche ai sensi di una retrospettiva storica. Questo elemento ci aiuta a spiegare il perché le formazioni statuali africane assumono determinate caratteristiche.

La scoperta del continente

Questa zona del continente africano rimane per lungo tempo terra incognita per la scienza europea. Questa regione comincia a schiudere i suoi misteri solo nella fase successiva all’effettiva colonizzazione da parte delle potenze coloniali. “La scoperta del continente” è una vicenda abbastanza recente, seconda metà del 1800. Il primo impatto che gli europei hanno con il continente vero e proprio si registra come contatto costiero che non penetra all’interno del continente e non penetra nemmeno a livello di conoscenze, non si hanno notizie di esploratori che soddisfano la loro conoscenza nel continente africano. All’inizio le scoperte sono epidermiche, non si penetra nel centro di queste realtà. (cartina 4)

(Non esiste una forma di autorità sul territorio sul modello europeo)

Uno dei pochi casi in cui qualche europeo si chiede cosa c’è al di là della costa, si registra in quello che è oggi il Mozambico, zona costiera di fronte al Madagascar, dove alcuni esploratori si imbattono in una grande struttura, una grande muraglia ad anello che circonda una torre conica, il grande Zimbabwe. Si chiedono da dove escono tali strutture, escludendo la mano degli africani, considerati un po’ come “scimmie parlanti”.

Occorre molto tempo perché questo preconcetto sulla storia del continente, dell’Africa tradizionale intesa come statica, verrò superato solo in una fase finale del colonialismo, addirittura dopo la II WW, quando si approfondiscono gli studi antropologici.

Il processo di conoscenza del territorio africano, inizia tardi intorno alla metà del 1900 e questo fa sì che il pregiudizio europeo si radichi.

La non conoscenza del continente porta alla creazione di pregiudizi rispetto al continente stesso e all’africano che poi determinato in gran parte le modalità di questo incontro fra europei e africani, con l’idea che si tratta di popolazioni che vivono in un passato senza storia e che devono essere portati alla civiltà dall’uomo bianco. Tutta la campagna internazionale che Leopoldo II imbastisce per vedersi riconosciuto il territorio del fiume Congo come dominio personale è basata sulla missione che Leopoldo II si è dato di abolire le ingiustizie e la schiavitù in quel territorio. Campagna antischiavista che si rivela poi una campagna coloniale, condotta presso le cancellerie europeo per convincere della necessità del governo bianco del Congo che può estirpare le violazioni dei diritti umani.

Stato pre-moderno e società senza stato

Quindi, qual è questa forma di organizzazione dell’Africa prima dell’arrivo degli europei, indicativamente quindi la metà del 1800?

Gli studi antropologici, il primo studio che analizza le realtà statuali pre coloniali è uno studio del 1940, è uno studio prodotto da un antropologo che si chiama Evans Pritchard, che scrive questo saggio in cui propone una distinzione tipologica per quanto riguarda le formazioni politiche nel contesto africano. L’analisi antropologica cerca di rintracciare le origini di un determinato momento, quindi è particolarmente importante per fare la storia di un continente che solo sporadicamente usa la forma di comunicazione scritta per tenere memoria del passato. Pritchard propone la distinzione tra: stato pre moderno e le società senza stato. Per stato pre-moderno Pritchard usa un pre-concetto perché significa uno stato che per caratteristiche può essere accumunato allo stato pre-moderno europeo.

Differenza tra le due forme organizzative

“Gli stati pre-moderni hanno un’autorità centralizzata, una struttura amministrativa, strutture giudiziarie, in breve hanno un governo.” Parla ad esempio dei regni bemba dell’Africa centrale, gli stati della Nigeria del Nord.

“Le società senza stato sono prive di una autorità centralizzata, non hanno una struttura amministrativa periferica e istruzioni giudiziarie organizzate”. Evans fa esempi come la popolazione Nuer del Sudan.

La distinzione primaria fra questi due gruppi è data dalla presenza o meno di un’autorità centralizzata e queste società senza stato si governano secondo il principio ordinatore della parentela. I gruppi parentali costituiscono queste società senza stato, ai due livelli, perché noi possiamo intendere le parentele primarie ovvero le famiglie, oppure la parentale nel senso più ampio.

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher VanessaLazzerini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'Africa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Siena o del prof Francioni Andrea.
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