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17 – Kant (1724 – 1808)

Insocievole socievolezza: tendenza degli uomini a ad unirsi in una società, contrapposta ad una

avversione ad essa, che minaccia continuamente di disunirla (l’uomo ha l’inclinazione ad associarsi ed

al tempo stesso a dissociarsi).

Kant esalta i vantaggi dell’egoismo, che induce l’uomo a vincere la pigrizia.

Il passaggio dallo stato di natura alla libertà regolata è necessario e doveroso.

Lo stato civile da un lato deve garantire la più ampia libertà possibile, dall’altro deve istituire delle

regole affinché la libertà di ognuno non prevarichi la libertà degli altri.

Un individuo tanto più è libero quanto più riesce a conquistarsi un ambito nel quale non dipende da

nessuno; la società civile deve essere organizzata in modo tale da assicurare ad ogni individuo questa

possibilità.

Proprietà privata: data da un lato dal diritto originario che io ho su tutte le cose, dall’altro dal

riconoscimento (o consenso) che ricevo da tutti gli altri individui quando prendo possesso di una cosa).

Lo Stato civile deve essere fondato sui principi di:

1 – libertà dell’individuo, in quanto uomo (ognuno può cercare la felicità a modo suo purché non

ostacoli gli altri nel fare lo stesso)

2 – uguaglianza dell’individuo con ogni altro, in quanto suddito (tutti gli uomini devono essere

ugualmente sottoposti alla legge)

3 – indipendenza economica di ogni membro di un corpo comune, in quanto cittadino (per avere diritto

al voto bisogna avere qualche proprietà che procuri i mezzi per vivere).

Lo Stato di diritto deve essere fondato sul consenso, ottenuto solo grazie ad una maggioranza di voti.

Kant pone all’origine della società civile un contratto originario, l’unico con il quale gli uomini

abbandonano lo stato di natura.

Il legislatore deve fare leggi come se derivassero dalla volontà popolare.

La costituzione di uno stato (oltre a basarsi sui principi di libertà, uguaglianza e indipendenza) deve

essere repubblicana, ovvero antidispotica (basata sul principio di separazione dei poteri di Montesquieu).

Gli Stati potranno aspirare alla pace perpetua (in futuro) solo dotandosi con la costituzione repubblicana;

potranno solo essere una federazione di popoli però, e non uno Stato di popoli.

14 – Rousseau (1712 – 1778)

Fondamenti della teoria politica di Rousseau: analisi antropologica e critica della Philosophie sono il

fondamento della teoria politica rousseauiana.

Rousseau analizza sé stesso per comprendere l’umanità di tutti.

Il fine è individuare le condizioni che consentono a ciascuno di vivere in armonia con sé stesso e con gli

altri.

Riconduce tutti i mali dell’uomo all’antitesi tra essere e apparire.

Opere più importanti: Contract social; Discoursi sull’ineguaglianza; Discorsi sulle scienze e le arti;

Emile;

Contract social (opera più importante) - i mali dell’uomo non derivano da lui ma dalla società. Egli

deve allora stipulare il contratto. Teorizza uno Stato che aderisce alla natura buona dell’uomo e tende a

preservarlo da una rapida degenerazione. Il patto sociale è fondamentale per la società. Senza di esso

non vi potrà essere né vera società né popolo.

Colloca l’uomo nello stato di natura (è un giusnaturalista).

Rousseau concepisce lo Stato come una persona le cui membra sono i singoli, uniti in un tutto

inscindibile. Come persona il corpo sovrano ha una volontà: la volontà generale (con la quale persegue

l’interesse comune); esiste però anche una volontà particolare con cui l’individuo persegue il proprio

interesse e una volontà di tutti cioè una pura somma delle volontà particolari (per lui volontà erronee).

Le leggi sono atti della volontà generale, non sempre giuste e compatibili con la libertà dei sudditi.

Rousseau introduce la figura di una guida nel potere legislativo: il “Legislatore”, supremo interprete

della volontà generale.

Il governo deve far rispettare la volontà generale ed è composto da un piccolo gruppo di cittadini definiti

“magistrati”).

La sovranità deve essere nelle mani del popolo.

Esclude che molti popoli siano capaci di sopportare un sistema repubblicano. La condizione necessaria

di un popolo per ricevere un sistema di legislazione è l’esistenza di un carattere nazionale. Nel contract

social delinea il modello ideale di Stato, un modello non utopico e realizzabile in un piccolo stato, ad

esempio la città di Ginevra.

Rousseau ammette una sola forma statale legittima ma concepisce tutte le forme di governo:

democratica, aristocratica, monarchica e mista.

La libertà naturale consiste nel dipendere solo da sé stesso, mentre la libertà dell’uomo civile divenuto

membro del corpo politico consiste nella dipendenza dalla sua nuova volontà, quella del corpo politico

stesso.

Di fondamentale importanza per Rousseau sono i meccanismi finalizzati a mantenere lo spirito del

contratto e la volontà generale. A questo proposito ipotizza le magistrature, la dittatura e la censura, tutte

e tre atte a ristabilire l’ordine nei momenti di pericolo.

Anche la religione per lui ha una funzione rilevante nel mantenere lo spirito del contratto. Le classifica

in 4 tipi:

1 – religione dell’uomo (cristianesimo del Vangelo)

2 – religione del cittadino (culto dello Stato e amor di patria)

3 – religione del prete (cristianesimo romano)

4 – religione civile (esistenza di una divinità)

12 – Illuminismo

Dal 1700 in poi si sviluppa il movimento dei lumi: ragione, progresso, libertà, critica, tolleranza, civiltà,

cosmopolitismo e giustizia sono alcuni dei concetti fondamentali di questo movimento.

A Parigi si sviluppò l’impresa più impegnativa del secolo, l’Encyclopédie, diretta da d’Alambert e

Diderot.

Critica alla religione. La chiesa cattolica era un sistema di errori da smantellare, dimostrando la falsità

dei dogmi cristiani sostenuti e imposti con la coercizione.

Voltaire: essenziale distinzione tra assolutismo e dispotismo (abuso della legalità). Voltaire raccoglie e

pubblica i temi dell’illuminismo.

L’Encyclopédie (1751-65) è l’impresa più impegnativa dell’illuminismo europeo: riunire le conoscenze

sparse sulla superficie terrestre. I suoi ideatori furono Diderot e D’Alambert, più vi parteciparono

Montesquieu, Voltaire, Rousseau, ecc. Le loro idee erano la laicizzazione del governo e limitazione del

potere ecclesiastico solo al potere spirituale. I loro oppositori erano i religiosi, formarono un <partito

filosofico> contro gli uomini dell’Encyclopédie.

In Italia il movimento illuminista affrontava il problema della frammentazione della penisola, la

dipendenza dei governi dalle corti straniere e il profondo radicamento della Chiesa cattolica.

Intorno alla rivista <Il Caffè> di Pietro Verri si raccolse un gruppo interessato a rinnovare la politica

lombarda, la tradizione era il nemico da abbattere. Longo richiese l’abolizione dei privilegi della nobiltà

e Beccaria ne Dei delitti e delle pene fa appello per l’abolizione della pena di morte e la tortura.

1 – Machiavelli (1469 – 1527)

Fondatore della moderna scienza politica.

Cercò di trovare una soluzione alla debolezza degli Stati italiani e all’inadeguatezza degli ordinamenti politici e

militari repubblicani.

Il suo metodo non fu scientifico ma storico-interpretativo (riprende la concezione classica della politica come arte

di fondare e conservare la comunità degli uomini basata sul governo della legge).

Il compito dell’<arte dello Stato> è formulare consigli pratici. Machiavelli suggerisce di giudicare con mano, non

fidarsi delle apparenze e capire le passioni che muovono principi e politici.

Per M. gli uomini hanno sempre avuto le medesime passioni. Dunque se riusciamo a confrontare gli eventi che

viviamo con quelli del passato riusciamo a prevederne gli sviluppi.

A rendere parziali le verità politiche coopera il fatto che lo studioso dello stato è un osservatore di parte, con le

proprie passioni, interessi e convinzioni.

M. segue le regole della retorica classica: presenta le sue osservazioni come verità generali e sceglie di non ornare

il De Principatibus.

De Principatibus: critica gli umanisti che sostenevano non bisognasse ma i scendere al livello delle bestie (volpe e

leone) ma disputare in modo civile. Machiavelli al contrario esorta il principe a <saper bene usare la bestia e

l’uomo>. Distingue tra crudeltà bene usate (per la necessità dell’assicurarsi) e quelle male usate.

M. fu un repubblicano con l’ideale di una repubblica fondata sul governo della legge e sul bene comune. La legge

è il fondamento del <vivere politico e civile>.

Requisiti necessari della vita civile: governo della legge(governo di leggi giuste che perseguono il bene comune e

la libertà dei cittadini) e bene comune. La miglior forma di governo è quindi quella che protegge questi due beni.

M. non sostiene la costituzione repubblicana, ma la costituzione repubblicana bene ordinata.

Una buona repubblica deve tollerare e moderare i conflitti sociali, che resero <libera e potente Roma con i

contrasti tra plebe e nobiltà>.

Anche un monarca o un principe possono garantire sicurezza ai loro sudditi, se la loro autorità è limitata e non

possono violare le leggi. M. identifica libertà politica e repubblica e oppone la libertà politica non solo alla

tirannide ma anche alla monarchia e al principato.

Analisi della corruzione - Per corruzione M. intende il rifiuto o l’incapacità di porre il bene comune al di sopra

degli interessi particolari.

Tra le cause della corruzione c’è: l’origine serva di un popolo (formazione iniziale di una città o popolo come

colonia, che per questo non sanno governarsi da soli), il governo monarchico o il dominio di un principe, la

religione cristiana (solo quella interpretata secondo l’ozio e non secondo la virtù).

La Politica redentrice –

Una repubblica bene ordinata:

-non deve mai cancellare i crimini in nome dei meriti

-non deve permettere che i cittadini privati amministrino la giustizia al di fuori delle leggi

-deve educare i cittadini alla disciplina militare

-deve incoraggiare le cerimonie religiose che mantengono vivo il timor di Dio

Se nonostante questo si verificano delle circostanze di emergenza in cui le repubbliche vengono minacciate da un

nemico esterno o interno, queste devono dotarsi di procedure speciali per fargli fronte. Se le procedure speciali

non sono abbastanza, i governanti devono violare le leggi e usare mezzi straordinari. <Riordinare una città al

vivere politico presuppone un uomo buono, ma per conquistare un potere assoluto in una città corrotta è

necessario un uomo cattivo>.

Virtù degli uomini e governo della legge sono i cardini del repubblicanesimo di Machiavelli. L’uno non può stare

senza l’altra. La virtù dei grandi individui è necessaria quando il governo della legge deve ancora essere istituito,

mentre la virtù dei cittadini è indispensabile quando il governo della legge è già in piedi.

L’amor di patria, il patriottismo, è la passione del vero politico, che lo spinge a perseguire il bene comune.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
Università: Teramo - Unite
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cecilialll di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del pensiero politico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Teramo - Unite o del prof Carletti Gabriele.

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