Esponenti delle scuole giuridiche
Rinascimento giuridico
1088: Scoperta del Corpus Iuris Civilis Iustinanei. Alla scoperta del corpus segue la nascita spontanea dell'Università di Bologna (inizio XII sec.).
I glossatori
Pepo: Fine del XI secolo, aveva dato inizio ad un insegnamento di diritto.
Irnerio: Fondatore della scuola di Bologna, operante tra il 1112 e il 1125. Di origine germanica, chierico in gioventù, scomunicato nel 1119 per aver sostenuto la nomina di un antipapa. Cominciò a studiare il codice ed a insegnarlo contemporaneamente: “studeo cepit docere”. Inizia ad apportare sul testo stesso brevi proposizioni chiarificative del testo, relazioni con altri passi paralleli, discussioni sull’applicabilità di tali norme (glosse: interlineari e marginali). Queste tre operazioni sono il nucleo vitale del metodo creato dalla scuola dei glossatori.
I quattro dottori: Allievi di Irnerio: Bulgaro, Martino, Iacopo e Ugo, vissuti a Bologna nella prima metà del secolo XII. A loro fece ricorso l’imperatore Federico I nel 1158 per ottenere conferma sui suoi diritti di giurisdizione sulle città. Bulgaro diede origine a due generi letterali: gli ordines iudiciorum e le questiones disputatae.
Azzone: Glossatore di maggior spicco della quarta generazione di maestri bolognesi, allievo di Giovanni Bassiano, professore instancabile e autore della Summa Codicis che sintetizza l’intero Corpus Iuris seguendo lo schema del corpus giustinianeo.
Accursio: Dedicò vari decenni della prima metà del 1200 alla compilazione di un gigantesco apparato di glosse dei giuristi suoi predecessori: Glossa Ordinaria.
I commentatori
1219: Il Papa, su richiesta del re di Francia, proibisce l’insegnamento del diritto romano a Parigi. Nasce una scuola di diritto romano per chierici a Orléans.
Jacques de Revigny: Grande indipendenza di pensiero sia nei confronti dell’opera dei glossatori che della monarchia. Profondità e sistematicità dell’analisi testuale con analisi esegetiche più esaustive di quelle dei glossatori dei quali rettificarono gli errori di interpretazione.
Cino da Pistoia: Giurista e poeta del dolce stil novo, amico di Dante, segnalò l’introduzione in Italia, con l’opera Lectura Codicis (1314), del metodo orleanese che prenderà il nome di Scuola del Commento. Nella Lectura Codicis, l’autore enunciava le operazioni proprie del metodo di studio della Scuola del Commento: la lettura (lectio), l’esegesi testuale (expositio), la formulazione di esempi (casus), l’indicazione di punti rilevanti (notabilia), la discussione di possibili contrasti tra passi paralleli (oppositiones).
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