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rivoluzione in Russia ed attendere circostanze più favorevoli per uscire dalla “cittadella” e non

crede nel successo della rivoluzione permanente ed universale. Il dissidio di fondo tra questi due

“competitor” per la conquista dell’URSS, sta nel fatto che il primo ritenga che la situazione

internazionale sia rivoluzionaria, mentre il secondo ritiene esattamente la situazione opposta e

propone che si edifichi il socialismo in un solo paese.

3) PERSONALITÀ DI STALIN ed EDIFICAZIONE DEL SOCIALISMO IN UN SOLO PAESE che

giunge fino alle soglie della 2GM. I° obiettivo di carattere economico-> Si realizza sul piano politico

con l’instaurazione di un potere assoluto, accentrato con un controllo totale anche dell’economia

con l’attuazione dei piani quinquennali che puntano ad una industrializzazione intensiva e che si

svilupperanno fino alle soglie della seconda guerra mondiale con un obiettivo di fondo: dotare la

Russia di una grande industria pesante. Questi piani, altro non sono che l’espressione della

pianificazione economica; sono una novità in Europa e nel resto del mondo occidentale perché

nessuno mai aveva ancora sviluppato così l’economia; vi è una programmazione precisa che fissa

obiettivi. L’economia occidentale, in tutte le sue sfumature, è stata una economia di tipo empirico e

pragmatico fondata sul mercato. A partire dal 1928 la Russia propone al mondo una nuova

immagine di sé : immagine della razionalità, organizzazione efficiente e sistematica - che poi i suoi

frutti non si siano realizzati è una questione diversa- si passa da una situazione di economia

anarchica all’idea della pianificazione volontaria e nasce l’idea della “mistica della pianificazione” e

quindi dominio dell’uomo sulla natura, sulla materia e via dicendo. Tutti i mezzi sono messi a sua

disposizione nel regime (cinema, poesia, letteratura etc.) e sono necessari ad alimentare questa

idea (come lo stachanovismo); II° obiettivo -> collettivizzazione delle campagne, ossia andare

incontro a quello che si era realizzato durante la NEP (nascita di un ceto nuovo, fatto di proprietari

e piccoli possidenti ) ed ecco che nel 1929-1930 Stalin scatena una campagna per liquidare i

Kulaki, che diventa una sorta di terrore perché li elimina anche fisicamente. Sparisce la proprietà

privata nel mondo rurale, vengono create le fattorie di stato (sovchoz); la collettivizzazione si

conclude in un primo tempo con un calo di produzione; III° obiettivo che caratterizza il periodo

staliniano è quello militare, difensivo-> rafforzamento dell’esercito per garantire la sicurezza

dell’URSS e allora il regime di Stalin intraprende un grande sforzo militare. L’armata rossa viene

rafforzata, si rimettono in valore i gradi, si recuperano i valori patriottici e militari che il comunismo

nella prima fase si era affrettato a mettere da parte; vengono recuperati non soltanto in generale i

“valori”, ma soprattutto le glorie antiche che sono espressione della Russia zarista. Questi tre

obiettivi concorrono a determinare gli aspetti fondamentali del pensiero politico e ideologico di

questo particolare momento storico del comunismo e che lo differenziano dal resto dei movimenti;

assume sempre di più le caratteristiche di un potere totalitario. Il totalitarismo è un regime molto

particolare con caratteristiche che lo individuano: - crearsi un nemico permanente, contro cui

combattere in una situazione di guerra continua, situazione di terrore che diventa istituzionalizzato

ed è alla base del terrore staliniano degli anni ’30. - è il regime nel quale si realizza una

identificazione tra il Partito e lo Stato. Il comunismo è un regime totalitario perché il Partito diventa

Stato; il segretario del Partito è di fatto il Capo dello Stato (nessuno si ricorda il nome del

Presidente); in altri regimi, come il Fascismo, si ha una situazione totalmente diversa ( il Re ,

Vittorio Emanuele III è ben presente; il capo del governo si sa che è Mussolini; ma la figura dei

capi dei partiti rimane quasi indifferente). Il Fascismo è autoritario, si trasformerà poi in un

totalitarismo imperfetto . totalitarismo diverso dall’autoritarismo: nel secondo il partito tende ad

organizzarsi grazie allo stato e non ad identificarsi con esso.

FASCISMO Così come il Comunismo è uno degli elementi che tendono a mettere in crisi le

democrazie occidentali nel dopoguerra, così la presenza dei fascismi è un’altra delle sfide che le

democrazie si trovano a dover affrontare. Il Fascismo nasce sostanzialmente in Italia nel 1922; i

Fasci di Combattimento sono delle associazioni che si formano all’indomani della 1gm, e sono

formati per lo più da ex combattenti (nuova categoria sociale) che si impadroniscono del potere. La

parola “fascio” ha una fortuna nella storia così come quella russa dei “soviet”; la parola “fascio” ci

designa un 1) raggruppamento, un’associazione->poi un regime->poi arriva ad indicare la sua

ideologia; si passa da una struttura (associazione) ad una politica . Successivamente si estende

ad altre realtà ed esperienze che vengono fuori in altri paesi diversi dall’Italia e finisce di fatto per

identificare altri regimi, movimenti, strutture; tutte quelle organizzazione che in un certo senso

vogliono essere affini al regime di Mussolini. Il Fascismo rappresenta un elemento essenziale nel

quadro dell’Europa degli anni ’30, diventa una delle sue componenti di forza fino al 1935, quando

la scelta tra Fascismo ed anti-Fascismo diventa uno spartiacque della storia, fino ad eclissare certi

conflitti profondi e antichi come quello per esempio che contrapponeva la democrazia liberale a

quella socialista, prima ancora quello che contrapponeva il liberalismo alla democrazia. Il

Fascismo è una religione secolare, tende ad espandersi nello spazio e possiede i suoi sacerdoti; il

Fascismo così come il Comunismo (anch’esso religione secolare) è un fenomeno originale, perché

il regime che si viene realizzando in questo periodo è un regime che dal punto di vista istituzionale

è del tutto nuovo perché non è riconducibile al sistema reazionario classico, al capitalismo

(interpretazione marxista: ”ultimo atto del capitalismo”), al totalitarismo. La natura del Fascismo. La

maggior parte dei sistemi politici che vengono chiamati Fascisti o che si rifanno comunque al

Fascismo Italiano,dal punto di vista teorico, si costituiscono gradualmente nel senso che all’origine

non c’è una teoria politica che li guida (no teoria politica del fascismo). La dottrina ufficiale del

Fascismo viene elaborata molto avanti nel tempo, esattamente quando esce il volume

dell’Enciclopedia Treccani (Giovanni Gentile); mentre dal punto di vista ideologico è un confluire di

posizioni diverse ed antitetiche.

C’è solo un caso fra questi regimi del quale si può palare come una eccezione: l’ideologia è

addirittura precedente alla nascita del movimento politico ed è l’eccezione tedesco->1923 Hitler

reduce dal fallito colpo di Stato scrive il “Mein kampf” (la mia lotta) che è un corpo dottrinario

complesso scritto in prigione, che lo porterà al potere dieci anni dopo nel 1933. Ma se non vi è una

teoria di fondo, qual è la natura di questo movimento? Di certo non è di tipo razionale, è una

protesta dell’istinto, è un soprassalto delle potenze elementari contro il razionalismo, ed è

soprattutto un movimento pragmatico di reazione contro qualcosa, che pone l’accento

sull’efficacia, sui valori dell’azione. In altre parole il Fascismo si precisa solo dopo la presa del

potere e ciò significa che il fascismo e i fascismi si instaurano per reazione (contro le costrizioni

che vengono loro imposte, contro i pericoli reali e immaginari che minacciano i paesi,contro la

paura della riv. bolscevica); ma se il Fascismo è reazione, allora è anche lotta. Sono molte le

componenti che si riuniscono nel Fascismo, spesso antecedenti al Fascismo stesso e la originalità

di questo movimento sta soprattutto nell’esser riuscito a prenderle e metterle insieme.

10 Marzo 2016 Il Fascismo è un sistema-movimento politico->regime->ideologia (corpus

dottrinario) e segna il passaggio da una struttura organizzativa fino ad arrivare ad una dottrina

politica, passando per un regime. Si passa dal piano fattuale a quello ideologico. La caratteristica

di fondo è che non c’è un corpus dottrinario unitario ma diverse ideologie differenti fra loro-

>movimento che si pone come reazione, ma reazione di che cosa? Chi è il soggetto che porta

avanti questa reazione? E’ la reazione di una sorta di Nazionalismo che a seconda delle

circostanze e dei Paesi che hanno perso la guerra è ferito, vinto, inquieto; o una sorta di

nazionalismo orgoglioso, che esalta la vittoria. Nei paesi dove c’è stata la sconfitta è una reazione

contro l’umiliazione o nei paesi dove si è vinto (Italia che è uscita vincitrice dalla 1gm) la reazione

nazionalistica è guidata dalla polemica contro lo spreco della vittoria -> “espressione mutilata”, è

dunque una reazione contro la mutilazione del patrimonio bellico, come anche dalle minacce

percepite dall’estero che possono compromettere l’equilibrio e la sicurezza patriottica. Il

Nazionalismo troverà il terreno di elezione nel settore dei paesi vinti, dove germinerà più

facilmente (Nazionalismo tedesco in Germania che reagisce fortemente contro le clausole del

trattato di Versailles o Diktat che è una vera e propria imposizione attraverso la violenza e

l’obbligo). Questo movimento si caratterizza anche per la base sociale. Chi caratterizza questo

movimento? La teoria marxista pura considera l’avvento della dittatura del proletariato e comunista

come un qualche caso che è necessitato e legato alla storia, è qualcosa di inevitabile e per questo

motivo il Fascismo viene considerato come l’ultimo tentativo da parte del capitalismo per questa

vittoria inevitabile. Nel Fascismo era dunque identificata una base sociale molto precisa: quella dei

borghesi; in realtà la sua composizione è molto più varia: De Felice dice che il ceto medio in

ascesa che è schiacciato da una parte dal mondo proletario e dall’altra dalle nuove classi del

capitalismo-> è la classe sociale molto frustrata che permette il funzionamento delle strutture dello

stato, e quelle economiche e che non viene riconosciuta così come veramente dovrebbe. I primi

elementi del Nazionalismo Fascista possono essere rintracciati in quegli ambienti che per loro

stessa natura sono i guardiani del sentimento nazionale, e che si dimostrano i più intransigenti sul

concetto di grandezza della Patria e via dicendo. I guardiani di questo movimento sono perlopiù i

militari, l’esercito che dà spesso il suo contributo oppure osserva una benevola neutralità verso il

fascismo, verso le leghe che si sviluppano in Francia e il nazionalsocialismo tedesco-> rapporto

simpatetico tra le istituzioni militari e questo nuovo movimento. L’elemento che collega i militari a

questo nuovo movimento è la figura del non-militare, l’ex combattente (nuova categoria, frutto della

guerra); e nelle grandi categorie dei Paesi vinti, gli ex combattenti, riunitesi in partiti e strutture

differenti, sono in prima linea per rivendicare obiettivi molto diversi: Nei paesi vittoriosi, vogliono

che i propri sacrifici vengano riconosciuti così che quello che sia successo nelle trincee porti a

garantire il successo del paese->esecuzione delle clausole contrattuali; nei paesi vinti invece viene

messo in luce un sentimento nazionale sofferente, ferito e messo alla prova. Il Nazionalismo,

indipendentemente dalle costruzioni di carattere teorico-culturale, è la prima componente del

Fascismo, della sua psicologia, della sua ideologia, della sua sociologia ; è una reazione contro la

democrazia parlamentare, e la filosofia liberale che ispira i regimi democratici che si sono rafforzati

o si sono instaurati ex novo dopo il 1918(conclusione della 1gm). Qual è la critica di fondo nei

confronti della democrazia da parte del Fascismo ? Gli viene rimproverato il fatto di dividere la

Nazione; invece di perseguire verso un obiettivo comune, si dice che la democrazia coltivi dissensi

e divisioni->tutto ciò si converte di fatto in una vera e propria requisitoria contro i regimi dei partiti,

contro i partiti che rappresentano la particolarità, e che porterà poi alla istituzione del “partito

unico”. La critica mossa da parte del Fascismo nei confronti della democrazia, mette in evidenza la

volontà di questo movimento di giungere all’unità (sentimento tipico di questi regimi). Fin qui

emerge un carattere tipico di questi movimenti: sono tutti anti-individualistici—> la democrazia in

quanto tale afferma libertà dell’individuo, e questo obiettivo rimane il fine supremo delle società

democratiche, preservare i diritti dei cittadini; mentre col Fascismo gli individui non hanno diritti

propri,hanno diritti nel momento in cui entrano a far parte del gruppo e della collettività—

>l’individuo deriva la sua ragion di essere nel fatto che egli stesso è subordinato ed inserito in un

gruppo; esalta i valori della comunità nazionale che è considerata il massimo gruppo raggiungibile

(condizione di sostanziale conflittualità con le altre comunità nazionali, non potrà mai esserci una

comunità supernazionale). Il Fascismo tende a fare “dell’anima nazionale un qualche cosa di

unico”, tende a trasformare la nazione in una anima sola, il modo di vivere, di agire, di pensare e di

sentirsi, tutti insieme ->ein volk (unico popolo). Forte sentimento di unità->liturgia comunitaria: è

una religione secolare e laica, ispira il sentimento di marciare insieme e partecipare a

manifestazioni insieme come se gli uomini fossero uniti per andare a combattere al fronte. Tutto

questo significa che questi movimenti tendono naturalmente a sopprimere tutto quello che

differenzia ed alimenta la diversità , tendono ad eliminare il pluralismo (scioglimenti dei partiti

politici per arrivare alla formazione del partito unico, scioglimento dei sindacati autonomi per

arrivare al sindacato unico, limitazione della libertà di stampa etc. ); alla diversità si sostituiscono

delle organizzazioni unitarie, fondate sulla fedeltà al regime e al partito, niente deve più sussistere

contro l’unità del popolo che è raccolta di fronte al suo capo; oltre ad essere una reazione

nazionalista è una reazione perlopiù, anti liberale, contro tutte le libertà che rischiano di indebolire

l’autorità del potere e dei gruppi (in particolare); il che non è detto che non ci siano delle elezioni e

dei Parlamenti. La rappresentanza non è più quella delle democrazie liberali, il deputato non

rappresenta più il popolo ma o la struttura professionale (corporazione che lo ha invitato) o la

struttura politica che lo ha nominato e designato. Prima della guerra in Italia i partiti erano partiti

d’elitè; i partiti politici dell’epoca preguerra (a parte quello socialista che era nato nel 1882 e si era

già strutturato come partito di massa) i partiti politici in quanto tali non esistevano. Dopo la guerra,

con l’allargamento del suffragio, si avranno i partiti politici veri e propri. La storia del periodo

fascista può essere divisa (impostazione di De Felice) in quattro periodi: 1) 1922-1925: che è il

periodo durante il quale il Fascismo è giunto al potere nell’Ottobre del 1922 e in cui si instaura un

governo di coalizione con vari esponenti di vari gruppi (fase “liberale del Fascismo ) e grazie al

quale viene attuata una economia filo-liberista, una riconversione del Paese da una economia di

guerra a una più tradizionale ed è una fase in cui anche in politica estera si sono seguite le linee

della vecchia politica estera liberare (Ministro degli Esteri in cui tutti i funzionari sono gli stessi che

erano legati alle idee della vecchia Italia dei notabili liberali ) 2) 1925-1929: fase di costruzione del

regime vero e proprio-> delitto Matteotti, periodo di crisi del Fascismo (con un Mussolini isolato

totalmente) fino a quando dietro la spinta della componente più estremista del Fascismo ,Mussolini

si decide a fare quel “famoso discorso” con cui riesce a porre le basi del suo regime fino a che nel

1928 viene emanata una legge elettorale e che inserisce di fatto una modifica sostanziale del moto

di formazione della Camera dei Deputati, in base alla quale non c’è più la concorrenza ma il

plebiscito (lista preparata dal Gran Consiglio del Fascismo, su indicazione di tutta una serie di

organi ) e il corpo elettorale dice “sì” o dice “no”->regime autoritario classico 3) 1929-1936 :

trasformazione del regime, si cerca di creare un regime che si fondi sul consenso, cioè

sostanzialmente su un consenso “di mobilitazione”, nel senso che tutte le iniziative del regime (in

campo economico, esistenziale, educativo) vengono non soltanto promosse dalla struttura del

regime ma vengono sostanzialmente approvate con le mobilitazioni e con le manifestazioni e il

cittadino viene sempre più ad essere integrato all’interno di strutture che costituiscono l’ossatura

dello Stato 4) 1936-1943: fase dominata dalla politica estera in cui l’Italia cambia radicalmente la

sua politica estera (Campagna d’Etiopia) e a quel punto è la storia di un paese legato

profondamente alla Germania di Hitler ,fino al declino del suo potere nel 1943. Se uno si mettesse

a studiare la storia del partito nazionale fascista ci si accorge che, attraverso la sostituzione dei

segretari del partito, Mussolini si impegna a irregimentare il Paese->funzioni burocratiche ,di

controllo e di gestione che è lontano dal controllo totale questo perché il Partito è in un certo senso

SUBORDINATO allo Stato (distinzione tra regime autoritario più o meno classico dal regime

totalitario). Il Fascismo sale al potere grazie all’investitura del potere da parte del Capo dello

Stato,il Re Vittorio Emanuele III: egli al termine delle crisi parlamentari e sotto la pressione della

Marcia su Roma, chiama Mussolini e gli conferisce l’incarico di formare un nuovo governo->sale al

potere attraverso una strada tradizionale (affidamento dell’incarico->costituzione del governo). E’

evidente, sullo sfondo, l’eco dell’illegalismo e delle pressioni.

(1933): In GERMANIA accade la stessa cosa:Hitler sale al potere rispettando la legalità

costituzionale; anche il generale Hindenburg chiama Hitler e gli conferisce il potere di costruire un

proprio governo e la Germania abbandona la Conferenza del Disarmo (una delle tante conferenze

che si istituirono durante il periodo dell’età d’oro della Società delle Nazioni); ciò significa la fine

della politica fondata sugli accordi,sulla firma e sul rispetto degli accordi diplomatici;poco dopo (un

anno e mezzo - due) Hitler conferma che la Germania avrebbe ristabilito la leva militare

obbligatoria e lo stesso processo di aviazione militare->abroga in modo unilaterale,le clausole del

Trattato di Versailles. (Locarno aveva significato l’inizio di questa fase, il passaggio dal Diktat alla

pace contrattualmente stabilita). La Germania adotta la strada militare francese e la Francia per

non essere superata ristabilisce la leva militare biennale. Nonostante la Germania sia partita molto

più tardi alla corsa agli armamenti,ciò le permette di disporre di materiali più efficienti e le offre il

vantaggio di costruire una vera e propria macchina da guerra, all’insegna di una politica di

conquista territoriale che provocherà una serie di crisi ,di crescente gravità e di entità ravvicinate

(che nell’estate del 1939 culmineranno con l’ingresso delle truppe tedesche in Polonia). Queste

crisi (1934-’39) si succederanno l’una all’altra, con una frequenza che diventerà sempre più

ravvicinata come se si scendesse su un piano inclinato e con caratteristiche sempre più dirompenti

fino al momento nel quale si giungerà allo scoppio della guerra. Le ambizioni del 3 Reich sono

molto limitate: esso richiede infatti che le minoranze della stessa lingua e della stessa razza, che

sono state staccate dalla Germania con la forza,vengano restituite alla madrepatria. Se però si

osserva la carta geografica ci si rende conto che le rivendicazioni tedesche minacciano tutti gli stati

vicini che comprendono le minoranze tedesche (Austria,Polonia,Francia a causa dell’Alsazia).

L’obiettivo di Hitler è quello di preoccuparsi principalmente dell’Austria (operazione Anschluss, crisi

del 1934): in Austria c’era un regime cattolico guidato dal cancelliere Dolfous, filo-fascista e in

ottimo rapporto con l’Italia ,l’operazione Anschluss non riesce in quanto c’era una ferma reazione

straniera e in particolare una ferma reazione italiana,soprattutto perché la Germania non ha le

forze necessarie, ma è una battaglia semplicemente rimandata. Ma perché l’Italia assume una

posizione anti-tedesca) Al tempo l’Italia non pensa a trattenere buoni rapporti con la Germania, ma

solo rapporti di solidarietà con Francia e Inghilterra. 1935 come momento importante nella storia

internazionale ed Italiana. Con il rientro della Saar in madrepatria si rispettano le legalità

internazionali, e la Germania ottiene una grande soddisfazione. Negli anni seguenti il

nazionalsocialismo invocherà più volte il principio del diritto dei popoli,ovviamente fino a quando

questo servirà a soddisfare le proprie mire;tuttavia si presenta come erede del movimento di

nazionalità che aveva caratterizzato la storia del ‘900, dopo la conclusione della 1gm e sarà in

nome del diritto delle minoranze che il nazionalsocialismo consumerà poi l’Anschluss, e che

smembrerà la Cecoslovacchia e invaderà la Polonia ->principio strumentale della rivendicazione

del diritto delle minoranze e verranno calpestati i diritti e l’integrità delle singole nazioni. Dopo il

1935 ogni crisi determina la rincorsa sempre più veloce verso la catastrofe finale. Cosa succede in

Italia? Nel primo semestre l’Italia fa ancora pienamente parte dei vincitori-> avvenimento

internazionale Conferenza di Stresa dove ancora una volta Mussolini si schiera con gli alleati

Occidentali e la Germania si trova isolata con quello che passa alla storia come il Fronte di Stresa.

Nella seconda metà del 1935 questo fonte si disgrega e le relazioni si fanno tese tra Italia e UK; la

Francia si dichiara titubante nei confronti dei due alleati e si ha un sorta di rovesciamento delle

alleanze che avviene in occasione della politica italiana di espansione nota come la Guerra di

Etiopia(campagna coloniale di tipo classico che viene portata avanti quando la tradizione delle

conquiste coloniali è un ricordo del passato ; Iberia e Etiopia erano gli unici territori rimasti non

colonizzati). C’è una vera a propria mobilitazione del paese che il regime deve sfruttare in suo

favore ed è proprio in questo quadro si inserisce la diplomazia tedesca: la Germania era sempre

stata messa da parte e non era mai riuscita a coinvolgere l’Italia fino a determinare un

capovolgimento. Comunque la crisi di Etiopia è un punto di svolta nell’ambito internazionale

dell’Europa; la Germania si sente incoraggiata, libera di agire e sente dalla sensazione che gli altri

paesi abbiano dimostrato la loro impotenza di fronte alle diverse crisi; le conseguenze di questo

movimento di fatto della situazione politica internazionale non si fanno attendere: 1936 Hitler

occupa nuovamente la riva sx del Reno, che secondo una clausola del trattato di Versailles doveva

essere sguarnita (il trattato si preoccupava della possibilità di riarmo della Germania e che aveva

come obiettivo principale quello di isolarla,le impediva di tenere guarnigioni sulla riva sx del Reno

garantendo a sua volta una sorta di difesa naturale nei confronti dei confini della Francia e del

Belgio);la Germania si sente non più condizionata da queste clausole e invade il territorio della

Renania. Facendo ciò suscita la reazione del Governo : crisi di varia natura che ci sono in Francia,

il governo francese finisce per cedere—> tappa capitale nella marcia verso la Guerra.

L’atteggiamento rinunciatario della Francia ha dei contraccolpi proprio in quel settore

danubianobalcanico dove c’erano tutta una serie di Stati che erano alleati con la Francia. Gli alleati

non si fidano più della Francia e piuttosto che contare ancora su essa, preferiscono mettersi

d’accordo direttamente con la Germania-> Belgio è neutrale,Polonia sostiene una nuova politica .Il

blocco che fino ad allora gravitava nell’orbita della Francia,si sfalda(rovina della società delle

Nazioni,da cui la Francia e il Giappone erano uscite nel 1933,Italia ne esce nel 1937->fine del

sogno della sicurezza collettiva).Il sogno della pace diplomatica svanisce con l’avvento di un

ASSE, l’asse ROMA-BERLINO,una linea che unisce Berlino a Roma, e traccia un asse verticale

(Nord-Sud) dividendo in due l’Europa e allontanando l’Est dall’Ovest. L’asse Roma-Berlino non è

un patto, che si avrà solo con il Patto d’Acciaio, bensì una linea immaginaria che comporta un

accrescimento di sentimenti solidali tra le due potenze che si avviano verso l’alleanza vera e

propria;una solidarietà che si sviluppa su diversi piani e che trova un terreno comune

nell’anticomunismo intransigente. La Germania stipula con il Giappone il patto anti-Comintern (al

quale aderiranno anche la Spagna e l’Italia). ASSE ROMA-BERLINO-TOKYO che si spartiscono il

bottino. Guerra civile Spagnola. 1936-1939 : ha una importanza notevole, non solo per la storia

della Spagna ma per quella dell’Europa stessa. L’Italia che porta un supporto ai Franchisti,lo fa

attraverso volontari; le brigate internazionali che supportano gli anti-franchisti sono volontarie e si

organizzano tramite strutture che non sono dirette dai rispettivi Paesi; Tutto il mondo è al di fuori

del conflitto spagnolo,ma tutto il mondo in realtà vi partecipa. Vi è una divisione e una

contrapposizione tra le due ideologie dominanti in Europa (comunismo e fascismo). La carta

geografica d’Europa mostra come la Francia sia accerchiata da tre regimi autoritari che confinano

con essa (Spagna franchista,Italia,Germania) che hanno solidarietà di interessi e che sono legati

fra loro da vincoli di riconoscenza reciproca. Il blocco dei regimi totalitari ed autoritari esce

rafforzato dalla guerra di Spagna, mentre le democrazie classiche risultato isolate ed indebolite; da

questo momento in poi le crisi cominciano ad essere sempre più gravi. Mentre la guerra di spanna

è in atto,Hitler riprende le proprie offensive e ne accelera il tempo. Febbraio 1938: si consuma

l’Anschluss, questa volta l’Austria finisce di fatto nella Germania. Dopo l’Anschluss è la volta della

Cecoslovacchia,costituita da una borghesia che è l’elemento vivo delle società democratiche; è

uno stato plurinazionale, che nasce come Nazione in deroga dal principio Wilsoniano della

nazionalità. E’ uno stato ricco di nazionalità, nel maggio del 1938,scoppia una crisi,crisi che sta per

sfociare in una guerra scongiurata nella Conferenza di Monaco (1938) nella quale l’Italia

intromettendosi tra la Germania Francia e Inghilterra riesce ad evitare che si giunga al conflitto.

Osservazione: la Conferenza di Monaco è quella in cui si deve decidere la sorte della

Cecoslovacchia . I capi di Governo di 4 Stati (Italia,Germania,Francia,Gran Bretagna)partecipano

ad essa; ma i Cecoslovacchi dove sono? Loro sono i maggiori interessati e ne sono rimasti fuori, la

Conferenza passa sopra la testa dei Cecoslovacchi, e cercherà di decidere del destino della

Cecoslovacchia senza ascoltarla. E chi è che non è chiamato a partecipare a questa Conferenza?

E’ l’URSS; la sua esclusione è porterà Stalin ad intavolare negoziati diretti con Hitler. Ci sarà poi

una seconda crisi che culminerà nel marzo del 1939,con l’invasione della Cecoslovacchia da parte

della Germania e la costituzione di un protettorato tedesco in Boemia e Moravia e la creazione di

uno stato nominalmente indipendente (la Slovacchia) ma che in realtà è un satellite della

Germania Nell’aprile del 1939 l’Italia invade l’Albania; ed infine la crisi polacca che di fatto porterà

allo scoppio della 2GM, con l’invasione della polonia da parte delle truppe tedesche.

Quando salta Wall street avviene la recessione, i paesi non crescono più ma vanno indietro.

La crisi degli anni 30:

-fu un colpo al sistema liberale che aveva avviato il declino con la 1gm.

-fu la base ideologica dei grandi regimi perché fu la dimostrazione del fallimento della prima guerra

-portò ad un ruolo più incisivo dello stato all’interno dell’economia

Gli anni 30 sono inoltre il periodo in cui si sviluppano i mezzi di comunicazione e quindi vengono

usati anche per la propaganda politica.

24 Ottobre 1929: perché crolla la borsa? Spiegazione

La crisi arrivò fino in Europa come in Germania (che era distrutta dai trattati), Francia e Italia che

già era fascista. In Austria e Germania che avevano investito sui crediti americani soffriranno di più

gli effetti della crisi. La Germania nel 32 certifica la fine del pagamento delle riparazioni di guerra.

Gli Usa invece intervengono nel 32 grazie a Roosvelt che vince le elezioni e avvia il New Deal che

prevede sulla base delle teroie Genesiane una politica interventista che interviene nell’economia

dello stato che stiimola la domanda interna grazie investimenti che creano posti di lavoro. Dunque

c’è un aumento della spesa pubblica per stimolare la ripresa economica.

Il totalitarismo spagnolo è importante perché nasce da una guerra civile tra truppe popolari e

franchiste dunque è una preparazione ideologica alla seconda guerra mondiale perché si

fronteggiano comunismo e nazifascismo. In Germani il totalitarismo ruota intorno a Hitler un medio

borghese austriaco che voleva diventare pittore che nel 23 prova a monaco un colpo di stato il

push di monaco. A Hitler mancava un programma politico, mancava infatti il Mein Kampf che uscirà

nel 25 e mancavano anche i seguaci.

Il colore rosso dei socialisti, il bianco dei popolari e la Swastika simbolo solare indoeuropeo

presente in tutte le tradizioni. Nel 25 la Germania uscì dalla crisi della Rur che nasce dal bacino

minerario della Rur da dove si estrae carbone, poiché i tedeschi non potevano pagare le

riparazioni, Francia e Belgio invadono la Rur. Questa crisi conclude nel 25 con il Trattato di

Locarno e la Germania finalmente si risiede a tavolino parlando con le altre nazioni e dunque

accetta finalmente i trattati del dopoguerra per iniziare una nuova rinascita. Stresman stava

guidando questa rinascita ed è proprio alla sua morte, nel 29, che inizia il cammino del Fuhrer che

nel frattempo aveva riempito i 3 buchi che avevano fatto fallire il push di monaco.

I punti del Mein Kampf sono: 1)Rifiuto di Versailles; 2)indica al popolo la crisi del parlamento e di

Weimar che secondo lui impediva il riavvio della Germani per colpa dei conflitti tra partiti;3)

riunione dei territori della Pangermania nei quali c’erano una consistenza tedesca per farli rientrare

nel Reich (infatti Hitler prima della grande guerra rivuole l’Austria, i sudeti e Danzica);4) uno spazio

vitale verso est, il Lebenstraum.

Nel 30 il PNSDL prende 18% e prende seggi in parlamento

Nel 32 Hitler prova a diventare presidente della repubblica ma riviene confermato Hindenburg.

Nel luglio e novembre 32 Hitler prende il 30% e chiede 3 ministri che non gli vengono concessi. (Si

è cancellato un pezzo) Nel marzo 33 Hitler prende il 44% e prende tutti i poteri e fa un vero e

proprio colpo di stato. Grazie ai pieni poteri Hitler elimina tutti gli altri partiti attraverso la legge. A

fine novembre 33 Hitler prende il 93 per cento dei voti e nel 34 muore Hindenburg e Hitler diventa

anche presidente della repubblica. Fa un accordo con la chiesa e lascia la libertà di culto cattolica

in modo che questi non si mettessero in mezzo. Hitler aveva tutti e 3 i poteri in questo momento e

regolava anche l’esercito. A livello sociale, culturale ed etnico iniziava una nuova politica razziale:

se non avevi sangue ariano venivi cacciato dal paese. E nel 35 vengono fatte le Leggi di

Norimberga. Il culmine della persecuzione è la notte dei cristalli.

L’unione sovietica negli anni 30 diventa una riserva degli antifà europei (anche italiani). La

rivoluzione di ottobre rivoltò il governo attuale e Lenin ottenne il potere con un governo

rivoluzionario. Nel 17 la Russia esce anche dalla prima guerra con il trattato di Brest-Litoelliere ma

chiede 3 ministri. Nel 33 il 30 gennaio, Hindenburg lascia a Hitler il potere di creare il governo e

diventare cancelliere.

Inizia una lotta anticomunista violenta delle SA e delle SS. v. Formalmente la nascita dell’Urss

avviene nel 22 e nel 24 si dà una costituzione. I problemi interni sono caratterizzati dal duello per il

potere tra Stalin e Trozkij. Il secondo credeva nella rivoluzione permanente in europa e invece per

il primo bisognava consolidare il potere interno. Vince Stalin che sopprime attraverso le purghe i

nemici politici. Il marxismo per Stalin si basava sulla collettivizzazione dei mezzi agricoli e

l’industrializzazione forzata. Questo era possibile grazie all’eliminazione della agricoltura privata

(soprattutto durante il primo piano quinquiennale 28-33) e obbligava i contadini a lavorare nei

Sovchoz e Kolchoz. Quindi avviene un trasferimento dalle campagne alle fabbriche.

L’Autoritarismo portoghese nasce a metà anni 20 con Salazar che non era un politico di

professione (nonostante fosse già stato ministro) ma era un economista che mischiava economia

fascista e dottrine della chiesa.

In Spagna bek 23 si esce dalla democrazia, Miguel de Rivera fa un colpo di stato di ispirazione

fascista.

Nel 32 si costituisce la repubblica, fronte popolare, e dura fino al 36

Alle elezioni il fronte popolare prende più voti delle destre e Francisco Franco parte dal marocco e

con le truppe guida una rivolta che porterà alla guerra civile che va in scena dal 36 al 39. Franco

unisce esponenti della destra, classe medio borghese e cattolici e fascisti di tutta Europa. Mentre

l’Urss crea le brigate internazionali. Quindi abbiamo un preludio della guerra tra fascisti e

comunisti. Vince Franco e nel marzo 39 entra a Madrid e instaura il regime franchista che andrà

avanti fino a dopo la 2gm. La Francia e l’Inghilterra non si schierano con nessuno ma la Francia

diede il territorio necessario per la creazione delle brigate internazionali.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche e delle relazioni internazionali
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher basileaas di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Guido Carli - Luiss o del prof Perfetti Francesco.

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