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LEZIONE N° 1

La STATISTICA è un insieme di metodi conoscitivi che utilizza un linguaggio proprio e pone la propria attenzione sulla quantità.

Le strutture della conoscenza sono:

  • FENOMENO  attenzione o focalità su un determinato fenomeno
  • CARATTERE  vengono osservati i propri aspetti del fenomeno
  • MODALITÀ  valori con cui i caratteri si può esprimere o animare
  • UNITÀ STATISTICA  singoli elementi che io scelgo di osservare

Per ogni unità statistica io osservo i caratteri che si esprimono tramite diverse modalità.

CARATTERE

  • QUANTITATIVO (VARIABILE)
  • qualitativo (instabile)

QUANTITATIVO  carattere che assume modalità numeriche, viene chiamato anche variabile.

  • DISCRETO CONTINUO = valori che può assumere il carattere sono su un intervallo continuo o discreto.

DISCRETO  numero delle possibili modalità è limitato ma non infinito, ma definito.

ESEMPIO: NUMERO di FRATELLI (1, 2, 3) …

CONTINUO  i valori teorici che può assumere sono infiniti dopo la virgola.

ESEMPIO: Peso, statura

L’età può essere computa peranno carattere discreto (18, 19, 13) oppure precisa quando continua (18,anno 4,mese…)

Lezione N. 1

La statistica è un insieme di metodi conoscitivi che utilizza un linguaggio proprio e pone la propria attenzione sulla quantità.

Le strutture della conoscenza sono:

  • Fenomeno → attenzione a focalità su un determinato fenomeno.
  • Carattere → vengono osservati i singoli aspetti del fenomeno.
  • Modalità → valori con cui il carattere si può esprimere o animare.
  • Unità Statistica → singoli elementi che io scelgo ad osservare.

Per ogni unità statistica, io osservo i caratteri che si esprimono tramite diverse modalità.

Carattere

  • Quantitativo (Variabile)
    • Possono essere:
      • Discreto
      • Continuo
  • Qualitativo (Instabile)
    • Possono essere:
      • Sconnesso
      • Ordinabile

Quantitativo → carattere che assume modalità numeriche, viene chiamato anche variabile.

Discreto Continuo ⇒ valori che può assumere il carattere sono su un intervallo continuo o discreto.

Discreto → numero delle possibili modalità è limitato, ma non infinito ma calcolabile.

Esempio: Numero di fratelli (1, 2, 3, ...)

Continuo → i valori teorici che può assumere sono infiniti dopo la virgola:

Esempio: Peso, statura.

Il dato può essere computo prendendo carattere discreto (18, 17, 18) oppure facendo figura continua (18 anni 4 mesi ...).

QUALITATIVO

non si esprime con i numeri/ rappresentazione di un dicotomico

chiamato anche mutabile

SCONNESSO

quando non c'è un ordine (preferenze scuola di provenienza)

ORDINABILE

hanno un ordine interno come grado e la distanza che c'è tra

una modalità e l'altra non è uguale a quella successiva

(Es. A1, A2, B1, D2, C1)

<=> distanza tra A2, C1

<=> distanza tra (B2, D1)

CARATTERE

  • primitivo & variabile x, z, w
  • predisposto & mutabile A, B, C, D

La raccolta dei dati contiene la successione dei valori

PROTOCOLLO ELEMENTARE (SUCCESSIONE DEI VALORI)

Unità Statistica Scuola di Provenienza Sesso Carattere Chiara LS F 1 Biagio LC F 2 Giovanni LS M 3 Francesca LP F 4 Giorgio LS F 5 Roberta SU M 6 Rob LC F 7

È una rappresentazione elementare quindi semplice chiamata protocollo elementare.

Facciamo un’operazione di sintesi: la quale ci fa ridurre le unità statistiche ad una

popolazione statistica

mediana. Questo è estremamente sintetico: che fa perdere il dettaglio ma mi dà frequenza.

DISTRIBUZIONE DI FREQUENZA x MUTABILI

A M° S F 3 M 8

i ... regione alleg

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Scienze economiche e statistiche SECS-S/01 Statistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Mor_Giac di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Statistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Viroli Cinzia.
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