Sistema endocrino
Il sistema endocrino è costituito dalle ghiandole endocrine (a secrezione interna), che producono ormoni, sostanze di natura chimica che raggiungono il tessuto bersaglio attraverso il flusso sanguigno o linfatico; le ghiandole endocrine sono distribuite in tutto l’organismo e sono fondamentali per moltissime attività dell’organismo. Possono essere presenti sia come elementi isolati, inclusi nella compagine di organi non endocrini, sia vere e proprie ghiandole. La caratteristica morfologica del sistema endocrino è quella di avere la parete dei relativi vasi discontinua, con aperture che permettono la secrezione di macromolecole ed il loro inserimento a livello del sistema cardiocircolatorio.
Tipologie di ghiandole endocrine
Una ghiandola endocrina può essere:
- Cordonale
- Follicolare
Tra i quali si espande una ricca rete di capillari in cui vengono immessi i prodotti di secrezione. Diffusa: se si parla di cellule isolate o riunite in piccoli gruppi presenti nelle mucose o in ghiandole esocrine annesse o nell’ambito di organi parenchimatosi.
Regolazione delle ghiandole endocrine
Le ghiandole endocrine sono regolate dall’ipotalamo (struttura nervosa), attraverso l’ipofisi (struttura neuro-endocrina). Presentano attività olocrina, come ad esempio nell’attività dell’intestino, sotto il diretto controllo del sistema nervoso autonomo e di numerosissime cellule endocrine, sparse a livello delle sue pareti.
Principali ghiandole endocrine
Le ghiandole endocrine più importanti sono:
- Ipofisi
- Epifisi
- Tiroide
- Paratiroidi
- Surrenali
- Pancreas endocrino
- Gonadi (ovaio e testicolo)
Ipofisi
L’ipofisi (ghiandola pituitaria) è situata ventralmente all’ipotalamo, in una concavità dell’osso Sfenoide (fossa ipofisaria, depressione chiusa in gran parte dalla dura madre, mediante il diaframma della sella), in vicinanza della fossa chiasmatica (quindi in vicinanza del chiasma ottico) collegata tramite un tratto nervoso (il peduncolo ipofisario) al III° ventricolo. Nell’uomo, la cavità del III° ventricolo, solamente in parte, si estende all’interno del peduncolo ipofisario; nelle specie domestiche, invece, può anche attraversare tutta l’ipofisi. Essa è una ghiandola di modestissime dimensioni, suddivisibile in tre parti (anteriore o adenoipofisi, intermedia e posteriore o neuroipofisi), di cui le due porzioni maggiori presentano diversa origine embriologica:
- Adenoipofisi: porzione rostrale; deriva da un’evaginazione dell’ectoderma orale (tasca di Rathke) ed è costituita da cordoni e follicoli di cellule secernenti tra i quali abbondano i capillari sinusoidali.
- Neuroipofisi: porzione caudale; deriva da un diverticolo ventrale del pavimento del diencefalo (infundibulo, eminenza mediana). L’ipofisi regola tramite la produzione ormonale l’attività di altre ghiandole endocrine, sotto il controllo nervoso dell’ipotalamo. È considerata una dipendenza dell’encefalo e presenta cellule piuttosto voluminose, con nuclei ben evidenti ed una qualche forma di aggregazione tra esse. Il tessuto connettivo va a formare lo stroma della ghiandola. Le due porzioni (adenoipofisi e neuroipofisi) si colorano istologicamente in maniera differente: in blu la porzione basofila, in colori differenti l’acidofila.
È raggiunta dalle arterie ipofisarie rostrali (derivanti dal poligono di Willis, vanno all’infundibulo) e caudali (originanti dall’arteria carotide interna, vanno alla parte intermedia dell’adenoipofisi e la neuroipofisi).
Sviluppo embrionale
L’ipofisi si forma dalla confluenza di due abbozzi di origine diversa. L’adenoipofisi deriva da un’evaginazione ectodermica della volta dello stomodeo, la tasca di Rathke, che si spinge nel sovrastante encefalo perdendo presto la connessione con la cavità buccale. Forma il sacculo ipofisario, nel cui interno si trova la cavità ipofisario. La neuroipofisi deriva, invece, da un accrescimento ventrale del pavimento del diencefalo (sacco infundibulare). A sviluppo completo, la zona terminale di questa formazione appare come un piccolo corpo compatto che presto assume rapporti con il sacculo ipofisario, mentre la restante parte costituisce il peduncolo ipofisario e, prossimalmente, l’eminenza mediana (insieme formano l’infundibolo).
Adenoipofisi
Nella adenoipofisi si distinguono le parti infundibolare (applicata al peduncolo ipofisario), la parte intermedia (forma la lamina a contatto con la neuroipofisi) e la parte distale (massa del parenchima ghiandolare). Tra le parti intermedia e distale si colloca la cavità ipofisaria.
La parte distale rappresenta la componente più voluminosa dell’adenoipofisi, costituita da cordoni tridimensionali di cellule secernenti, tra i quali si pone una rete di capillari derivati dal sistema portale ipotalamoipofisario. Questa è la parte che si occupa dell’Immunochimica, formata da:
- Cellule cromofile: colorabili; sono:
- Cellule acidofile: producono:
- Ormone della crescita o somatotropina (GH, STH): promuove l’accrescimento mediante un aumento delle sintesi proteiche, svolgendo azioni anche a livello del metabolismo lipidico e glucidico e su alcune funzioni renali.
- Prolattina (LTH): agisce, specialmente durante la gravidanza, favorendo la produzione di latte.
- Cellule basofile: producono:
- Ormone tireostimolante o tireotropina (TSH): incrementa l’assunzione di iodio dal sangue, l’idrolisi della tireoglobulina, la sintesi e l’immissione in circolo degli ormoni tiroidei.
- Ormone follicolo-stimolante (FSH): sostiene lo sviluppo dei follicoli ovarici ed esercita un ruolo importante nella regolazione della spermatogenesi nel maschio.
- Ormone luteinizzante (LH): stimola l’ovulazione e la steroidogenesi nell’ovario e la steroidogenesi nelle cellule interstiziali del testicolo.
- Cellule acidofile: producono:
- Cellule cromofobe: non colorabili; producono:
- Ormone adrenocorticotropo o adrenocorticotropina (ACTH): agisce sulla corticale del surrene, ove induce un incremento della sintesi dei glucocorticoidi e dei corticoandrogeni.
La caratteristica, dal punto di vista morfologico, è la colorazione salina.
Sistema portale ipofisario
Le arterie che raggiungono l’ipotalamo si capillarizzano e convergono poi in una venula, che però si capillarizza nuovamente a livello di adenoipofisi (sistema portale); da qui origina nuovamente una venula che riprende il circolo. I neuroni parvo-cellulari dell’ipotalamo producono ormoni inibenti o liberanti, che raggiungono l’adenoipofisi attraverso il sistema portale ipofisario.
Neuroipofisi
La neuroipofisi o lobo nervoso è divisibile in...