Che materia stai cercando?

Sindrome influenzale

Appunti di malattie infettive: lezione frontale integrata con studio autonomo dal libro di testo di riferimento, dell’Harrison e con articoli di PUB MED.

Ottimo per: preparare l’esame; preparare il test di abilitazione; preparare il concorso nazionale di specializzazione.

Esame di malattie infettive docente Prof. R. Cauda

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

alternativa, si può ipotizzare che ceppi umani possano persistere in serbatoi animali, ma non vi sono dati convincenti per sostenere

l'una o l'altra tesi.

I fattori che causano l'interruzione e la cessazione di un'epidemia da virus influenzale A non sono completamente conosciuti. Il livello

di immunità presente nella popolazione a rischio rappresenta il fattore di maggiore importanza nel condizionare r estensione e la gravità

di un' epidemia. Quando emerge un virus influenzale antigenicamente nuovo, contro il quale scarsi o pochi anticorpi sono presenti

nella comunità, possono comparire importanti epidemie. Quando 1'assenza di anticorpi interessa la totalità della popolazione mondiale,

la malattia epidemica può diffondersi in tutta la terra dando luogo a una pandemia. Negli anni successivi a una pandemia influenzale,

modificazioni antigeniche tra i virus influenzali causano epidemie di gravità variabile in popolazioni con alti livelli di immunità nei

confronti del ceppo pandemico che è circolato in precedenza. Questa situazione si mantiene finché emerge un ceppo pandemico

antigenicamente nuovo; d'altra parte, le epidemie si possono anche cessare nonostante la persistenza nella popolazione di numerosi

gruppi di soggetti suscettibili.

Virus dell'influenza B e C.

L'influenza B causa in genere epidemie meno estese associate a quadri meno gravi di malattia rispetto a quelli causati dal virus

dell'influenza A. L'emoagglutinina e la neuraminidasi del virus dell'influenza B subiscono variazioni antigeniche meno frequenti e

meno sostanziali rispetto a quanto si verifica per i virus dell'influenza A, il che può in parte spiegare perché la malattia sia meno

diffusa.

Diversamente dai virus influenzali A e B, il virus influenzale C sembra meno patogeno per l'uomo. È stato associato a sindromi da

raffreddamento e occasionalmente a malattie delle basse vie respiratorie, sebbene la diffusa presenza di anticorpi antivirus C indichi

che l'infezione asintomatica può essere molto frequente.

Patogenesi e immunità.

Il primo evento nell'influenza è un'infezione dell'epitelio respiratorio da pare del virus influenzale che viene acquisita per contatto con

secrezioni respiratorie di soggetti con infezione acuta. Questo avviene con gli aerosol generati da tosse e starnuti, sebbene possa

verificarsi anche una trasmissione attraverso le mani e con altre forme di contatto personale o tramite fomiti. Inizialmente l'infezione

interessa le cellule dell'epitelio colonnare ciliato, ma può anche coinvolgere altre cellule del tratto respiratorio, incluse le cellule

alveolari, le cellule delle ghiandole mucose e i macrofagi. Nelle cellule infettate, la replicazione virale ha luogo in 4-6 ore, dopo di che

il virus infettante viene liberato e va a infettare le cellule vicine. Ciò comporta la diffusione a un gran numero di cellule respiratorie. Il

periodo di incubazione della malattia vana da 18 a 72 ore, in cui si possono osservare alterazioni cellulari come vacuolizzazione,

rigonfiamento e picnosi nucleare. Le cellule infine vanno incontro a necrosi e desquamazione e in qualche zona il primitivo epitelio

colonnare è rimpiazzato da cellule epiteliali appiattite e metaplasiche. La gravità della malattia è correlata alla quantità di virus eliminata

con le secrezioni e ciò fa ipotizzare che il grado di replicazione virale possa costituire esso stesso un importante meccanismo nella

patogenesi della malattia.

La risposta dell'ospite alle infezioni influenzali coinvolge anticorpi umorali, anticorpi locali, risposte immuni cellula-mediate,

interferone e altre difese. Gli anticorpi diretti contro 1'emoagglutinina sembrano essere i più importanti mediatori dell'immunità e, in

molti studi, titoli di inibizione dell'emoagglutinazione superiori o uguali a 40 sono risultati protettivi. Gli anticorpi secretori prodotti a

livello del tratto respiratorio sono per lo più di classe IgA e svolgono anch'essi un ruolo importante nella protezione contro l'infezione.

Numerose risposte immunitarie cellulo-mediate, antigene-specifiche e non, possono essere evidenziate subito dopo l'infezione, in

rapporto anche al precedente stato immunitario dell'ospite.

Non sono stati ancora definiti i fattori di difesa dell'ospite capaci di condizionare l'arresto dell'eliminazione virale e la guarigione dalla

malattia. L'eliminazione virale cessa in genere entro 2-5 giorni dalla comparsa dei primi sintomi, quando ancora spesso non sono

documentabili risposte anticorpali sieriche o locali.

Clinica.

Nella fase cl' esordio

L'influenza e caratterizzata dall'esordio brusco, in cui il paziente è congesto con pelle calda e secca. I principali segni e sintomi sono:

• cefalea frontale o generalizzata.

• febbre → da 38° fino a 41°. La temperatura sale rapidamente nelle prime 24 ore di malattia ed è generalmente seguita da

una graduale defervescenza nell'arco di 2-3 giorni, sebbene talvolta la febbre possa durare anche una settimana.

• sensazione di freddo

• mialgie → possono interessare ogni parte del corpo, ma sono più comuni agli arti inferiori e in regione lombosacrale; possono

essere riferite artralgie.

• malessere

• tosse e faringodinia → I disturbi respiratori spesso diventano più importanti quando regrediscono i sintomi sistemici. Molti

pazienti lamentano faringodinia o tosse persistente che può durare una settimana o più, accompagnata spesso da irritazione

retrosternale.

• Sintomi oculari: dolore al movimento dei bulbi oculari, fotofobia e bruciore agli occhi.

• Linfoadenopatia cevicale.

Oltre a questi sintomi è possibile un ampio spettro di quadri clinici.

Nell'influenza non complicata si assiste generalmente a una risoluzione della malattia acuta in un periodo di 2-5 giorni e la maggior

parte dei pazienti guarisce completamente nell'arco di una settimana, sebbene la tosse possa persistere per oltre 1-2 settimane.

Complicanze.

si verificano più spesso nei pazienti con pii di 64 anni d'età e nei portatori di malattie croniche, tra cui patologie cardiache o polmonari,

diabete mellito, emoglobinopatie, disfunzioni renali e immunosoppressione.

Complicanze polmonari.


PAGINE

3

PESO

124.20 KB

PUBBLICATO

4 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Gabriel_strife di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di malattie infettive e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Campus biomedico - Unicampus o del prof Cauda Roberto.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Malattie infettive

Tubercolosi
Appunto
Sepsi: Appunti integrati
Appunto
Mononucleosi infettiva
Appunto
Meningiti infettive
Appunto