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Salvataggio del paziente intossicato

Appunti di farmacologia: lezione frontale integrata con studio autonomo dal libro di testo di riferimento, dell’Harrison e con articoli di PUB MED.

Ottimo per: preparare l’esame; preparare il test di abilitazione; preparare il concorso nazionale di specializzazione.

Esame di Farmacologia generale e farmacoterapia docente Prof. G. Minotti

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SALVATAGGIO DEL PAZIENTE INTOSSICATO

Vediamo i principi generali da applicare in un paziente intossicato. L'intossicazione può anche portare a morte. Principalmente si

muore per blocco cardio-respiratorio, come accade per i sedativi, gli ipnotici, gli oppioidi, i farmaci che alterano la contrattilità

cardiaca, i farmaci che portano a convulsioni e tutti quei farmaci che alterano il comportamento del paziente: benzodiazepine, l'alcol.

Per prima cosa dobbiamo cercare di individuare la sostanza responsabile dell'intossicazione. Se il pz è cosciente si può fare.

Dobbiamo capire la dose assunta e la via di assunzione se ci riusciamo.

Abbiamo qui delle percentuali di avvelenamenti in base all'età. C'è un bel picco nei primissimi anni di vita; poi c'è il picco tra i

30enni e i 40enni e poi diminuisce con l'età.

Eziologia delle intossicazioni accertate:

• prodotti industriali

• prodotti domestici

• farmaci

• veleni animali

• veleni vegetali.

ABCD del pz intossicato.

• Airways

• Breathing

• Circulation

• Detoxification.

La maggior parte degli avvelenamenti dei farmaci avviene per ingestione. A questo punto intervenire sull'assorbimento è

importante. I tessuti poco irrorati fungono da riserva, come accade per i barbiturici.

L'emivita può essere un parametro da tener presente, ma molte sostanze hanno dosi di eliminazione non lineari. Nella cinetica di

ordine zero abbiamo un'eliminazione che va a saturazione. In quel caso andare a calcolare l'emivita non ha senso.

Le vie di intossicazione possono essere:

• ingestione

• contatto cutaneo: posso avere un contatto diretto sulla cute, per esempio l'azione corrosiva del tossico, oppure danni

sistemici dati dall'entrata in circolo del tossico. Alcuni farmaci agiscono di più quando c'è una cute infiammata.

• inalazione: abbiamo un'azione lesiva diretta: i vapori caustici, insuff cerebrale per ipossia, difetto di trasporto

dell'ossigeno, neurotossicità diretta.

• parenterale.

La prima cosa da fare è rianimare e poi stabilizzare il paziente, riduciamo l'assorbimento e poi decontaminiamo. La

decontaminazione può avvenire in vari modi. Se il pz si è intossicato con farmaci e abbiamo un antidoto, lo possiamo dare e

risolviamo la situazione in poco tempo come l'acetilcisteina nell'intossicazione da paracetamolo.

Prevenzione di assorbimento.

induzione del vomito.

Non possiamo farlo sempre: nel caso di ingestione di sostanze alcaline o acide (levodopa o antidepressivi) possiamo intervenire con

acqua o latte. Il latte ha un forte potere assorbente perchè ha tanti trigliceridi che formano un'ampia superficie di assorbimento.

Oppure posso somministrare una sostanza che annulla la basicità o acidità del farmaco; in questi casi si potrebbe avere aumento della

temperatura o produzione di CO2 che portano a perforazione. Evito il vomito anche quando vediamo sangue uscire dalla bocca. Si

evita anche quando il pz è privo di coscienza perchè potrebbe svilupparsi polmonite ab ingestis. Se il pz ha ingerito farmaci che

agiscono al livello del SNC, provocando il vomito potrei causare convulsioni. Il vomito di per sé provoca convulsioni perchè dà uno

squilibrio di elettroliti e metabolico. Lo evitiamo quando il pz ha ingerito derivati del petrolio: benzina cherosene, prodotti per

mobili; in questo caso il vomito potrebbe provocare una polmonite chimica. Le sostanze che hanno una elevata viscosità come oli e

creme danno un rischio minore di dare polmonite.

Quando possiamo provocare il vomito possiamo farlo o con le classiche dita in gola oppure con lo sciroppo di ipecacuana che si

estrae dalla radice della pianta omonima. Diamo 30 cc all'adulto per via orale e agisce in 20-30 minuti. Va dato con acqua altrimenti i

succhi sarebbero troppo acidi. La molecola va direttamente sul centro del vomito, quindi ha azione diretta; e poi ha un'azione irritante

sul tratto gastroenterico che mi facilita il vomito. Lo sciroppo contiene emetina che è una sostanza potenzialmente cardiotossica. Se

lo uso in condizioni di emergenza non avrò problemi cardiaci. Se un soggetto assume l'ipecacuana periodicamente posso avere una

cardiopatia con effetto dannoso sul cuore.

L'apomorfina è un derivato della morfina, però non va sui recettori degli oppioidi ma sui recettori dopaminergici. Inizialmente

veniva usata come antiparkinsoniana, ma dava forti effetti emetizzanti. Per cui è stata sfruttato questo effetto per facilitare il vomito.

Ha effetto sul centro del vomito e ha lunga durata. Può deprimere il SNC e non va dato ai bambini. Per via orale da molto

quest'azione emetizzante, invece per via sottocutanea no.

Lavanda gastrica.


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5 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Gabriel_strife di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Farmacologia generale e farmacoterapia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Campus biomedico - Unicampus o del prof Minotti Giorgio.

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