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Processi di democratizzazione

Democratizzazioni della terza ondata

Rivoluzione dei garofani

Lisbona, aprile 1974: giovani ufficiali si ribellano contro Marcelo Caetano, il dittatore. Organizzati in un movimento chiamato movimento delle forze armate, Marcelo Caetano è l'erede di Antonio Salazar, che era stato chiamato a dirigere il governo militare nel 1932. Caetano succede a Salazar nel 1968; il suo governo è sostenuto dai militari, e dai militari stessi viene rovesciato.

La rivolta ha un successo immediato e Caetano abbandona il paese il giorno stesso. Con questa rivoluzione terminano 50 anni di dittatura militare. Viene chiamata rivoluzione dei garofani perché le donne, alla fine dell'insurrezione, mettevano garofani rossi nei fucili dei ribelli. La rivoluzione non termina qui, ma seguono manifestazioni, scontri, occupazioni, scioperi, violenze, tentati golpe e contro-golpe. Questa fase si conclude a novembre del 1975 quando il generale delle forze armate Antonio Ramalho Eanes impone dall'alto un modello politico democratico di tipo occidentale.

La rivoluzione dei garofani è l'inizio di un processo di democratizzazione che avrà risonanze in tutto il mondo.

Particolarità della rivoluzione

  • Nasce da un colpo di stato militare (che di solito termina la democrazia).
  • Il modello proposto dai giovani militari era quello sovietico (quindi comunista) e non democratico-liberale.
  • Gli alti ufficiali vogliono, invece, una democrazia liberale.

Democrazia

Diverse possibili definizioni di democrazia

Schumpeter 'Capitalism, Socialism and Democracy' 1942: democrazia sostanziale e procedurale.

Democrazia sostanziale

Un governo è democratico quando individua e realizza il bene comune. Presuppone, quindi, che esista un bene comune, che sia uguale per tutti e che possa essere individuato da tutti in modo relativamente semplice attraverso argomentazioni razionali. Di conseguenza, esiste una volontà popolare che coincide con la volontà di tutte le persone ragionevoli.

Secondo Schumpeter quest'interpretazione è errata perché la visione del bene comune è spesso collegata a valori ultimi non negoziabili, quindi il bene comune è diverso per persone diverse. Attraverso l'uso della ragione non si arriva a un bene comune unico. Anche laddove si riconosca che un bene comune esista, restano divergenze spesso insormontabili su come raggiungerlo.

Democrazia procedurale

Il governo è democratico quando vengono seguite certe procedure per la sua scelta. Quindi, seguendo procedure, indipendentemente dai contenuti, si può arrivare a ottenere un governo democratico.

Il metodo democratico è una serie di istituzioni tese al conseguimento delle decisioni: chi controlla queste istituzioni decide e le sue decisioni sono vincolanti. Chiunque può acquisire il potere di controllare queste istituzioni attraverso una lotta competitiva per il voto popolare. Il bene comune è quello che viene definito dall'élite al governo: è quindi definito nel tempo e nello spazio e consiste nel programma del partito.

Robert Dahl

'Polyarchy: Participation and Opposition' 1971: Poliarchia, inclusività e contestazione pubblica.

Inclusività

Suffragio universale. La contestazione pubblica implica libertà di formulare ed esprimere le proprie preferenze politiche nella scelta del governo. Devono essere rispettati alcuni dei diritti civili e politici come la libertà di movimento, di associazione, di organizzazione, di formazione dei partiti politici, di voto, di partecipazione all'attività politica. Sono necessarie delle elezioni periodiche regolari, trasparenti e corrette come strumento decisionale. Inoltre, sono necessari mass media indipendenti dal governo.

Larry Diamond

'Thinking about Hybrid Regimes' 2002: è sempre più difficile distinguere tra le democrazie e i regimi autoritari perché questi ultimi combinano elementi autoritari e tratti democratici.

Regimi democratici

Regimi in cui sono presenti gli elementi che caratterizzano la poliarchia.

Regimi non democratici

Si dividono in politicamente chiusi (la competizione elettorale è completamente assente - Cuba, Corea del Nord, Arabia Saudita) oppure in regimi autoritari di tipo elettorale, cioè regimi ibridi che sono di fatto autoritari, ma con elezioni periodiche. La vincita del partito di opposizione di fatto non è impossibile, ma richiede un livello di mobilitazione, di unità e capacità che supera di gran lunga quanto normalmente richiesto in una democrazia genuina (es: Russia di Putin, Singapore, Egitto di Mubarak, alcuni stati dell'Asia centrale e Africa sub-sahariana).

Misurare la democrazia

Per misurare empiricamente la democrazia esistono banche dati (raccolte di dati empirici relativi alle principali dimensioni della democrazia). Una delle più conosciute è Freedom House. Il giudizio della democraticità è basato sui diritti politici e libertà civili.

Diritti politici

  • Processo elettorale, pluralismo politico e partecipazione, funzionamento del governo.

Libertà civili

  • Libertà di espressione e pensiero, diritti di associazione e organizzazione, stato di diritto, autonomia personale e diritti individuali.

Punteggi

  • 0 - Il diritto non è protetto
  • 4 - Il diritto è protetto

Per ogni paese vengono scelti degli specialisti. I punteggi vengono combinati in una scala da 1 a 7 (separatamente diritti politici e libertà civili). Si fa la media delle due scale e si ottiene un punteggio:
1-2,5 democratico
3-5,5 semidemocratico
5-7 autoritario

Ondate di democratizzazione

Samuel Huntington 'The Third Wave' 1991

Le democratizzazioni avvengono in gruppi. Per ondata di democratizzazione s'intende una serie di passaggi da regimi autoritari a regimi democratici in un lasso di tempo preciso. Ci sono anche ondate di riflusso in cui succede l'opposto.

Prima ondata di espansione 1828-1926

Alcuni regimi politici presentano degli spazi di libertà che pur non essendo democratici si possono definire parzialmente democratici. Perché sia almeno parzialmente democratico è necessario che almeno il 50% dell'elettorato maschile attivo possa partecipare alle elezioni. È sufficiente che l'esecutivo goda della maggioranza del parlamento eletto, nei sistemi parlamentari, o del presidente nei sistemi presidenziali. Es: USA: vengono abolite le property qualifications (requisiti di censo). In alcuni stati viene concesso il suffragio universale maschile. Francia, Svizzera, UK. In totale sono 33 i paesi che si democratizzano anche solo parzialmente durante quest'ondata.

Prima ondata di riflusso 1922-1942

Regimi totalitari del razzismo e nazismo. Germania, Italia, Giappone, Polonia e Paesi Baltici, Portogallo, Grecia. Alla fine di questo periodo rimangono nel mondo solo 11 democrazie. Molti di questi paesi in cui si sono instaurati regimi autoritari, erano passati alla democrazia molto recentemente.

Seconda ondata di espansione 1943-1964

Seconda guerra mondiale e decolonizzazione sono il motore della seconda ondata di espansione. Alcune di queste democrazie si conservano nel tempo, ma molte altre sono molto fragili e non dureranno. Si democratizzano: Giappone, Germania, Austria, Corea, Argentina, Perù, Venezuela. Le più stabili sono state: India, Sri Lanka, Filippine e Israele. Alla fine di questo periodo ci sono 52 paesi democratici.

Seconda ondata di riflusso 1958-1975

Regimi militari in America Latina e Europa del sud. Ci sono numerosi colpi di stato militari. Brasile, Argentina, Cile, Uruguay, Grecia. In America Latina si formano dei regimi di autoritarismo burocratico: vogliono essere governi duraturi per riformare dalle fondamenta tutta la società, compreso il sistema economico. C'è un nuovo livello di brutalità politica: soppressione sistematica di tutta l'opposizione (comunisti, socialisti, sostenitori dei diritti umanitari...). In alcuni paesi asiatici i leader democratici eletti dal popolo assumono i pieni poteri e sospendono la Costituzione: auto-golpe di stato (Indonesia, Filippine, Gandhi).

Terza ondata di espansione 1974- oggi

Portogallo (rivoluzione dei garofani), Grecia. Il potere era stato conquistato da tenenti colonnelli che instaurano una dittatura militare che entra in crisi economica e politica a seguire della strage del Politecnico di Atene (strage di studenti che manifestavano contro la tentata annessione dell'isola di Cipro). Spagna: Francisco Franco muore nel 1975 e Juan Carlos di Borbone, il Re, gli succede e nomina Suarez come primo ministro. Suarez instaurerà una democrazia.

Cause delle democratizzazioni

In genere la democratizzazione è il risultato di una combinazione di cause che cambiano da paese a paese e da periodo storico (quindi da ondata a ondata). Spiegazione di un fenomeno nelle scienze sociali: alla base della spiegazione c'è una correlazione empirica. La correlazione può essere positiva se le variabili seguono lo stesso trend (se una cresce, l'altra anche o viceversa) o negativa se il trend è opposto (quando una cresce, l'altra diminuisce o viceversa). La correlazione è un elemento necessario, ma non sufficiente: ci sono variabili apparentemente correlate tra loro, ma che in realtà sono dei falsi positivi, sono cioè spurie. Tra le correlazioni spurie manca una storia che colleghi passo passo una causa con un effetto. Affinché una correlazione si trasformi in una spiegazione è necessario una teoria (storia plausibile che colleghi una causa a un effetto).

Esempio di correlazione

Correlazione tra ricchezza e democrazia: Correlazione tra GDP (PIL) per capita e Freedom Index (di Freedom House). I paesi più ricchi tendono a essere democratici. Ma ci sono delle eccezioni: i paesi esportatori di petrolio (Arabia Saudita - regimi molto autoritari) e Singapore.

Cause della prima ondata di democratizzazione (1828-1926)

Lo sviluppo economico e sociale è forse la causa più importante. Tutto inizia con l'industrializzazione e la rivoluzione tecnologica. Vengono costruiti macchinari che producono meglio e più velocemente. I macchinari si concentrano in capannoni industriali, quindi i contadini si spostano dalla campagna alla città avviando il processo di urbanizzazione. Lo spostamento demografico provoca una rivoluzione sociale: ci sono i capitalisti (proprietari delle macchine), i colletti bianchi (amministratori e liberi professionisti che assistono i capitalisti, medici, professori: la classe media) e operai. Quindi avviene il passaggio da una società agraria a una società industriale.

La conseguenza di questo passaggio è una diminuzione delle disuguaglianze economiche, soprattutto da quando gli operai si organizzano in sindacati e partiti politici. Sono necessari nuovi patti tra le nuove classi sociali e quindi si apre un dialogo. Inizia a essere diffusa l'istruzione. La nuova organizzazione rende gli operai più forti e consapevoli. La semplice repressione non è più sufficiente. Il nuovo potere politico riflette i cambiamenti economici di questo periodo: il maggiore equilibrio di distribuzione della ricchezza si traduce in maggior equilibrio nella società.

Società di frontiera

USA, NZ, AUS, CAN sono società in cui la democrazia è particolarmente forte. I paesi offrono opportunità economiche più ampie. Spesso le nuove terre vengono distribuite gratuitamente ai coloni e sono più ricche. La distribuzione del reddito è più egualitaria e le istituzioni politiche sono deboli e facili da plasmare.

Rivoluzione filosofica

Locke, Rousseau, Montesquieu, Mill. La filosofia politica cambia, rivoluzione americana e francese. Ogni individuo in quanto tale ha il diritto di essere presente nella vita politica del paese.

Cause della seconda ondata di democratizzazione (1843-1962)

Vittoria degli alleati occidentali. C'è un'occupazione diretta in Italia, Germania, Austria, Giappone e Corea del Sud e un'influenza indiretta in Grecia, Venezuela, Turchia, Brasile, Argentina, Perù e Colombia. Prodromi della decolonizzazione: le colonie vogliono diventare indipendenti con regimi democratici, anche se in pochi anni lasciano il posto a regimi autoritari. Es: Kenya diventa indipendente con un regime democratico nel 1963 e si trasformerà in una democrazia a partito unico nel 1982. Es: Tanzania: nel 1961 viene instaurata una democrazia, ma dalla seconda metà degli anni '70 si trasforma in un regime a partito unico.

Cause della terza ondata della democratizzazione

Gli studiosi hanno cercato di trovare dei tratti comuni in modo da costruire uno schema di mutamento.

  • Ciclico (a-d-a-d-a-d): a un regime politico autoritario di breve durata segue un regime politico democratico di altrettanta durata. Argentina, Brasile, Turchia, Nigeria. In questi paesi il regime militare è forte, le forze armate intervengono nella vita politica, ma sono incapaci di risolvere i problemi sociali del paese e quindi devono lasciare il posto a una democrazia.
  • Secondo tentativo (A-d-a-D). Es: Italia, Germania, Giappone, Venezuela, Colombia, Spagna, Grecia, Portogallo.
  • Democrazia interrotta (A-D-a-D) India, Filippine, Uruguay, Cile.
  • Transizione diretta (A-D) Romania, Bulgaria, Messico, Taiwan.
  • Decolonizzazione (della terza ondata dopo 1974): D/a-D si passa dal regime coloniale alla democrazia: Papua-Nuova Guinea.

Durante la prima parte della terza ondata lo schema più comune è quello del secondo tentativo. La precedente democratizzazione gioca un ruolo molto importante. Questi paesi sono stati con...

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Scienze politiche e sociali SPS/04 Scienza politica

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