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Il secondo dopoguerra in Italia

Uscita dalla guerra con pesanti distruzioni, l'Italia avvia la sua ricostruzione. In meno di venti anni si assiste alla forte ripresa della produzione industriale; a un grande processo di migrazione interna con centinaia di migliaia di persone che si spostano dal Sud al Nord e dalla campagna alla città con conseguente urbanizzazione, creazione di nuovi modelli abitativi e stili di vita; alla progressiva motorizzazione; allo sviluppo di un ampio processo di alfabetizzazione in un Paese caratterizzato da un diffuso analfabetismo.

Vengono costruite le grandi infrastrutture, le vie di collegamento stradale e il volto della città muta generando nuovi quartieri e modificando quelli più centrali. La ricostruzione e il rinnovamento del paese e in generale dell'Europa avvenne anche grazie ai finanziamenti inviati dall'America.

Il miracolo economico

Erano gli anni del cosiddetto "miracolo". L'economia migliorava incredibilmente e l'industria italiana, anche sotto il profilo tecnologico, veniva investita da uno sviluppo che non poteva non produrre effetti positivi nel periodo in cui il momento emergenziale della ricostruzione era finito e stava per avviarsi una ripresa senza precedenti. Fu questo il contesto in cui Giuseppe Eugenio Luraghi, neo-direttore della Finmeccanica, coinvolse Sinisgalli nell'ideazione di "Civiltà delle Macchine" (1953) la rivista bimestrale di scienza industriale e design che avrebbe dovuto avere tra i principali obiettivi editoriali quello della perfetta integrazione dell'arte con la tecnica, ricercando la possibilità di leggere l'una con la visione dell'altra e viceversa.

Invenzioni nel settore dei trasporti

Uno dei primi settori che registra grandi successi è proprio quello dei trasporti con l'invenzione di nuove forme di locomozione (oltre ai treni veloci, anche scooter e city car). La Fiera campionaria di Milano riapre: nuovi mobili, nuove automobili, innovazioni scientifiche. Diventa una sorta di spettacolo.

  • Vespa V98 - Nel 1946, vengono messi sul mercato i primi scooter della Piaggio, la Piaggio, farobasso dell'ingegnere Corradino D'Ascanio, sancisce l'inizio del successo dello scooter, un nuovo mezzo di trasporto per gli spostamenti di breve/media distanza, utilizzabile da tutti, veicolo comodo in cui si può stare seduti, consente a tutti di avere un mezzo di trasporto ad un prezzo basso ed economico. La pubblicità con una donna per rappresentare anche l'apertura di questo mondo alle donne.
  • L'anno successivo viene disegnata da Cesare Pallavicino e Pierluigi Torre la sua eterna rivale, ovvero la Lambretta Innocenti, l'emblema del tubolare metallico. Il lancio commerciale della Lambretta avvenne con il modello 125 M (la «M» sta per motoscooter) nell'ottobre 1947, con un certo ritardo rispetto a quello della Vespa, presentata alla Fiera di Milano dell'aprile 1946.

Il modello piace e ad alcuni appare subito come una valida alternativa alla Vespa. Risulta sempre come uno strumento di emancipazione femminile.

Cinema e veicoli iconici

Dal 1947 i due veicoli si contenderanno le strade italiane e il cuore del pubblico, anche a suon di testimonial cinematografici d'eccezione: Audrey Hepburn e Gregory Peck in "Vacanze Romane" sulla Vespa e l'italianissimo Alberto Sordi sulla Lambretta. La televisione attiva l'immagine sociale.

I primi anni Cinquanta furono anni forse irripetibili nel design dell'automobile. L'Europa voleva disperatamente lasciarsi dietro la Seconda Guerra Mondiale e celebrare, anche attraverso nuovi mezzi di locomozione individuale e familiare, la pace ritrovata. I tempi erano maturi, la ricostruzione delle città e del tessuto produttivo migliorava lentamente il benessere dei cittadini e si apriva la strada per l'ascesa di quella mobilità di massa che sarà una costante dei decenni successivi.

Allo stesso tempo, gli anni del conflitto avevano lasciato, come "scoria positiva", una gran mole di progetti e tecnologie sviluppati in ambito militare ma ora applicabili all'ambito civile, in particolare nell'ambito dei mezzi di trasporto.

Innovazioni nelle piccole vetture

Tra gli industriali che videro queste opportunità vi era anche un ingegnere lombardo, Renzo Rivolta, che produceva scooter e motociclette con la sua ISO Spa e che pensava che i tempi fossero maturi per un nuovo tipo di vettura, di dimensioni ridottissime. Nel 1951, Rivolta incaricò due giovani ingegneri aeronautici, Ermenegildo Preti e Pierluigi Raggi, di disegnare una piccola automobile di tipo innovativo che utilizzasse uno dei motori da motocicletta che l'azienda già fabbricava. Il risultato fu una vettura, che oggi chiameremmo city car, del tutto straordinaria, che fu presentata al Salone di Torino nel 1953.

Microscopica, la macchina, chiamata Isetta, poteva accogliere due persone su una sorta di divanetto. La forma a uovo era stata pensata per dare il massimo spazio abitabile e ampie vetrature; dato che il piccolo motore era posteriore, Preti decise di dotare la macchina di un unico portellone anteriore, incernierato lateralmente, attraverso cui i passeggeri entravano nella vettura frontalmente. Anche il piantone dello sterzo era stato incernierato e collegato al portellone, per facilitare l'accesso. La parte posteriore, oltre al motore, conteneva anche un piccolo vano bagagli.

Le grandi idee di Dante Giacosa

La figura di Dante Giacosa è stata sicuramente una delle più rilevanti nel mondo del design e dell'ingegneria italiana. Ancora oggi viene considerato uno dei personaggi di maggior spicco per quanto concerne la scuola motoristica italiana. Le più grandi idee di Dante Giacosa furono prima la Fiat 600 e successivamente la 500 che ebbe un successo incredibile. Macchina per tutti, per fare tutto e tutti possono avere.

La Fiat 500 è stata una delle auto più vendute di sempre nel nostro paese. L'obiettivo di Giacosa era quello di regalare un'automobile che fosse utile agli italiani in quel periodo: piccola per essere comoda da usare in città e dalla forma molto particolare. Dunque il lavoro di Giacosa andò ben oltre la realizzazione di una macchina bella, in quanto il suo principale scopo era quello di abbinare alla perfezione l'estetica con un tipo di auto dalle prestazioni elevate per l'epoca.

Con l'introduzione di prodotti come la Fiat 500 nell'Italia degli anni '50-'60, si rivoluziona e cambia la modalità come questi si differenziano sul mercato e quindi cambia la vita delle persone che prima non potevano permettersi di spostarsi facilmente.

Innovazioni nei trasporti ferroviari

Sempre nel settore dei trasporti abbiamo un altro sviluppo nelle strutture di trasporto: l'Elettrotreno rapido 300, o ETR 300, meglio noto come Settebello, è un treno elettrico automotore a sette vagoni in esercizio presso le Ferrovie dello Stato dal 1952 al 1992; progettato nel 1950 e costruito dalla Breda in tre esemplari tra il 1952 e il 1959, fu il progenitore dei treni ad alta velocità e il mezzo ferroviario di punta fino all'introduzione del Pendolino.

Il Settebello, con il suo frontale bombato che ricordava i primi aerei jet di linea, era un treno innovativo per una serie di soluzioni tecniche e stilistiche, tutte di design italiano.

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sara.carusos di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del design e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Irace Fulvio.
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