Studi di Fabbricazione (riassunto)
Errori di realizzazione
Sono divisi in due macro categorie
1. Errori Dimensionali: Deviazione delle dimensioni reali da quelle di disegno e
dipendono dalle tolleranze dimensionali.
2. Errori Geometrici: Deviazione della superficie reale da quella nominale.
2.1. Micro geometrici: Rugosità
2.2. Macro geometrici: Tolleranze Geometriche
Quotatura Funzionale
1. In Serie: utilizzata quando la distanza tra gli elementi hanno importanza
prevalente.
La somma degli errori di quotatura si ripercuote sul totale (se sbaglio uno,
sbaglio tutti)
2. In Parallelo: Le quote di tutti gli elementi del pezzo hanno un’origine unica ed è
quella ritenuta più importante
Evita accumulo di errori
3. Mista: Conviene quando il pezzo presenta più elementi di riferimento
Trasferimento di Quota
E’ la sostituzione di una quota con un’altra senza alterare la geometria e
funzionalità dello stesso. Tolleranze
Dal momento che non è possibile costruire oggetti che abbiano le dimensioni
previste da disegno; si definisce SCOSTAMENTO la dimensione effettiva e
quella nominale
Tolleranza Dimensionale per alberi e fori : Rappresentazione del
massimo errore dimensionale permesso. (Il diametro effettivo deve cadere
all’interno della zona di tolleranza) N.B. per i FORI vale la stessa cosa, in questo
casi d => D (uso la maiuscola)
Errore Fondamentale: min {|es|, |ei|}
Dimensioni di massimo e minimo materiale
Massimo Materiale: Massime dimensioni del albero e minime dimensioni del
foro.
Minimo Materiale: minime dimensioni del albero e massime del foro.
Accoppiamenti (Gioco)
E’ la connessione di due elementi, (albero – foro).
Indicando con;
D = Dimensione minima del foro D = Dimensione massima del
min max
foro
d Dimensione minima del albero d Dimensione massima del
min = max =
albero
G = Gioco minimo G = Gioco massimo
min max
Un accoppiamento risulta con gioco quando la dimensione min del foro è
maggiore della dimensione massima del albero.
Accoppiamenti (Interferenza)
E’ la connessione di due elementi, (albero – foro).
Indicando con;
D = Dimensione minima del foro D = Dimensione massima del
min max
foro
d Dimensione minima del albero d Dimensione massima del
min = max =
albero
I = Interferenza minimo I = Interferenza massimo
min max
Un accoppiamento risulta con interferenza quando la dimensione min del
albero è maggiore della dimensione massima del foro.
Accoppiamento Incerto
Un accoppiamento risulta incerto se ho una parziale sovrapposizione dei campi
di tolleranza, e quindi passo da gioco ad interferenza.
Indicazioni tolleranze sui disegni: Quote Funzionali quelle la cui variazione
oltre i limiti di tolleranza pregiudica il funzionamento dell’organo in
considerazione. Tolleranze Geometriche
1. Forma: Stabiliscono il limite di variazione di una superficie rispetto alla forma
ideale.
2. Orientamento: stabiliscono i limiti di variazione di una superficie rispetto ad
uno o più elementi assunti come riferimento.
3. Posizione: limite di variazione di una superficie rispetto a una posizione ideale
di disegno.
4. Oscillazione: Limiti di una superficie rispetto ad una forma stabilita dal disegno
durante una rotazione del pezzo attorno ad un elemento di riferimento
N.B. Le tolleranze non associabili non si riferiscono ad altri elementi del pezzo
mentre le associabili si. Rugosità
Lo stato della superficie dopo aver subito un tipo di lavorazione, misurata in
“micron” [ µm ] e per calcolarla è utilizzato il rugosimetro.
Rugosità media aritmetica R [ µ
m ]:
a
¿ yi∨¿
N
R = 1 ∑
a ¿
N i=1
Rugosità media aritmetica secondo ISO R [ µ m ]: Non è altro che la
z
media aritmetica tra il 5 picchi più alti ed i 5 solchi più proffondi.
Dove y sono i picchi ed i y
ei ii
sono i solchi.
5 5
∑ ∑ ¿
yei+ yii∨¿
R = i=1 i=1
z 5
¿
Rugosità media Qudratica R [ µ m ]:
q
√ N
1 ∑
R = 2
y
q i
N i=1
Rugosità totale R [ µ
m ]: Poco indicativo essendo influenzato da singole
t
asperità accidentali
R = R – R = y – y
t p v max min
Indicazione della rugosità sui disegni
Caratteristiche dei materiali
Fisiche:
Le più generiche
Tecnologiche:
attitudine di un materiale a seconda del metodo di
lavorazione
Meccaniche:
attitudine di un materiale a forze esterne
Prove
Prove sul materiale (Distruttive):
Eseguita su provini per
scegliere il tipo di materiale
Prove sulla struttura:
Non sempre distruttive eseguite su parti
reali o modelli per valutare in comportamento in esercizio.
Andamento e sollecitazione/tempo
Statico -> capacità di un materiale di resistere a
forze statiche (resistenza alla deformazione).
Dinamica -> resilienza, forze applicate ad alta
velocità.
Ciclica -> forza applicata in maniera periodica per
valutare il comportamento alla fatica.
Prova di trazione
Consiste nel sottoporre un campiona di materiale ad un stato di tensione.
La lunghezza della provetta può variare a seconda
Materiale da testare
Processo tecnologico con cui è stato prodotto il materiale
Tipologia di componente da cui ho ricavato il provino
Tensione e deformazione nominale
È il rapporto tra la forza applicata e l’area iniziale della sezione della provetta:
F N
[ ]
R = A 2
mm
0
Con una deformazione nominale o ingegneristica (longitudinale)
l−l0 ∆l 2
= [mm ]
e = l0 l 0
e deformazione nominale trasversale
d−d 0 ∆ d 2
= [mm ]
e =
t d 0 d 0
Modulo di elasticità o di Young
Nella fase elastica le deformazioni che il corpo presenta sono proporzionali alle
forze espresso attraverso la legge di Hooke misura la rigidità del materiale.
R =tang∝[Gpa]
E = e Modulo di resilienza
Area sottesa dalla curva tensione/deformazione fino alla tensione di flusso
plastico Y.
Rappresenta l’energia specifica per unità di volume che il materiale può
assorbire deformandosi elasticamente.
Quindi più è elevato e più energia devo applicare al materiale per deformarlo
plasticamente
y N ]
E[
E =
e 2 3
m Nomenclatura
Duttilità:
Capacità di deformarsi sotto carico prima di giungere a rottura.
Fragilità:
Incapacità a deformarsi sotto carico e giungere ad improvvisa
rottura
Resilienza:
Capacità di un materiale di resistere a sollecitazioni
impulsive.
Tenacità:
Capacità di assorbire energia spendendola nella sua
deformazione.
Malleabilità:
Capacità di subire grandi deformazioni plastiche senza
manifestare forti incrudimenti.
Incrudimento:
Se si annulla il carico applicato dopo che il livello di
tensione ha superato la tensione di snervamento Y, la curva di tensione
deformazione segue una linea retta avente la stessa pendenza del tratto
elastico. Equazione di Hollomon
La curva di tensione deformazione reale viene approssimata:
K = Fattore resistenza n = coefficiente di incrudimento
L
∈=ln =ln (1−e) “Tensione di deformazione reale”
L0 “Hollomon”
n
∈
=K
σ Coefficiente di Poisson
Caratteristica propria di ciascun materiale che misura, in presenza di una
sollecitazione, monodirezionale longitudinale, il grado in cui il campione di
materiale si restringe o si dilata trasversalmente.
−ϵ trasversale
υ= ϵ longitudinale Velocità di deformazione
Indica la velocità alla quale è applicata una determinata deformazione ad un
campione materiale
Velocità di deformazione ingegneristico: N.B. v sta per la velocità del
processo
ν
e= l0
Velocità di deformazione reale:
v
=
ε [s ]
-1
l
All’aumento della velocità di deformazione il materiale mostra un
comportamento sempre più elastico con un sensibile aumento del limite di
snervamento
L’effetto della velocità di deformazione sulla resistenza dei materiali può essere
espresso:
∈
=C con C “fattore di resistenza” ed m “coefficiente di sensibilità dalla
m
σ
velocità di deformazione”
Prova di Compressione
L’attrito è un parametro fondamentale e può causare il fenomeno
dell’imbarilimento determinato dalla resistenza allo scorrimento sulle superficie
a contatto, il che può rendere difficile trovare la curva tensione-deformazione:
a) La sezione varia lungo l’altezza del campione
b) L’energia dissipata in attrito determina un incremento della forza necessaria
per la deformazione
c) È importante temere controllata la lubrificazione per avere deformazioni
uniformi
Velocità di deformazione ingegneristico: N.B. v sta per la velocità del
processo
−ν
e= [s ]
-1
h 0
Velocità di deformazione reale:
−v
=
ε [s ]
-1
h Prova di durezza
La durezza è la resistenza che un materiale pone alla sua penetrazione.
Brinell HB Consiste nel far penetrare una sfera di acciaio di diametro D con
forza F (carico di prova)
Carico applicato per (10 – 15s)
Scarico
Esame dell’impronte
2 0.102 F
kD
F = k “indica il tipo di materiale” HB = S
0.102
La prova può essere ripetuta solo tra indentazioni geometriche simili
La larghezza dell’impronte permette di uniformare le differenze locali
Poco sensibile alla rugosità
La relativamente grande impronta rende spesso il particolare inutilizzabile
Non utilizzabile su materiali troppo sottili
Adatta per materiali teneri
Vickers: simile alla prova Brinell eccetto per il penetratore che è un diamante.
0.102 F F
= =0.1891
HV S 2
d
Il diamante permette di provare ogni tipo di materiale
Dal punto di vista geometrico il confronto tra le impronte è più affidabile F/d
Troppo sensibile allo stato superficiale del materiale che deve essere lucidato
Rockwell HRB: Indica la penetrazione di una sfera o cono nel materiale.
1) Applicazione del precarico (10kg)
2) Applicazione carico di prova
3) Sottrazione del carico di prova
4) Lettura della penetrazione residua
HRB = 130 – 500 e
Rispetto alle precedenti è estremamente rapida e di lettura diretta
Meno precisa delle altre
Indentazione molto piccola
Non posso usare la stessa scala per materiali diversi
Knoop (HK):
Piramide a base romboidale
L’impronta è molto piccola (occorre un microscopio)
Prova la micro-durezza, si possono valutare i singoli cristalli del materiale
La massa applicata può variare da 25g a 5kg
Prova di tenacità all’urto (Charpy)
Impatto con una mazza alla estremità di un pendolo un provino
Viene misurata l’energia assorbita nell’impatto
U = MgH [J] “Energia posseduta dalla mazza”
L = Mg ( H – h ) [J] “Lavoro compiuto per rompere il provino”
L 2
K = [J/mm ]
S 0
La temperatura influisce molto nella tenacità all’urto, infatti presenta un brusco calo in
un intervallo di temperatura detto “temperatura di transizione”
Materiali Ferrosi
Leghe Ferro Carbonio
Acciaio dolce (da 0.008 a 0.1% di C)
Acciaio (da 0.1 a 2.11% di C)
Ghisa (2.11 a 6.67% di C) può essere raffinata o rifusa.
Acciaio: Lega di ferro e carbonio
Non leganti: le loro qualità caratteristiche dipendono solo dalla quantità di
carbonio presente
Leganti: Oltre al carbonio hanno altri elementi di lega in quantità tali da
influire notevolmente sulle proprietà meccaniche e tecnologiche
Inossidabili: con nickel < 2.5%, >=2.5%
Designazione UNI Acciai
1. Gruppo I: In base alle proprietà meccaniche
1.1. Simbolo Fe + [*] + carico di rottura + [**]
1.2. Simbolo Fe + [*] + E + carico di snervamento + [**]
* utilizzo (G per i getti)
** Simbolo chimico e/o trattamento termico
Fe G 450 TD (acciaio per getti con carico di rottura di 450, normalizzato)
Fe E 350 Mn TD (acciaio con carico di snervamento di 350 al manganese,
normalizzato)
2. Gruppo II.1: Acciai non leganti
2.1.C + percentuale di carbonio x 100 + indicazioni
C 10 TE (acciaio non legante co
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