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CAP 6: L’IMPRESA INNOVATIVA

TECNOLOGIA COME INFORMAZIONE

I neoclassici considerano la tecnologia come informazione.

Di conseguenza, se la tecnologia è informazione, allora è anche:

- Disponibile liberamente

- Duplicabile a costo zero

- Di facile trasferimento tra le imprese.

Ma la tecnologia diventa caratterizzata anche dal “paradosso di Arrow”, secondo cui

l’informazione, una volta rivelata, perde il suo valore e quindi la tecnologia ha

un’automatica diffusione.

Es: l’impresa A introduce un’innovazione e la vuole vendere a B, che però prima vuole

sapere di cosa si tratti. Quando A glielo spiega, dato che è un’informazione, l’ha già

trasferita automaticamente a B, che quindi non la compra.

Per far fronte al paradosso di Arrow, la soluzione è il brevetto che protegge l’innovazione.

In questo modo A avrebbe la proprietà dell’innovazione che quindi non trasferirebbe a B.

TECNOLOGIA COME CONOSCENZA

Gli evolutivi considerano invece la tecnologia come conoscenza. Anzitutto, la conoscenza

è legata alla comprensione, elaborazione ed assimilazione delle informazioni, e quindi ha

una dimensione cognitiva. In tal modo il processo di accumulazione delle conoscenze

risulta essere specifico all’impresa e al contesto applicativo. Inoltre, la diffusione della

conoscenza non è automatica e non avviene liberamente: le imprese hanno infatti diverse

capacità di assorbimento e utilizzo delle conoscenze esterne. Inoltre, le diverse

caratteristiche della conoscenza ne determinano la trasferibilità: più la conoscenza è

tacita, non codificabile, non osservabile nell’uso e complessa, meno è facilmente

trasferibile tra le imprese.

La conoscenza tacita, in particolare, svolge un ruolo rilevante nel processo innovativo, ed

inoltre conferisce vantaggi alle imprese, si sviluppa con l’esperienza e con le interazioni

personali ed è quindi molto specifica di ogni singola impresa.

Quindi, se si prende in considerazione la tecnologia come conoscenza, ne consegue che

la tecnologia:

- Ha componenti tacite (non codificate), come ad esempio l’esperiena

- Ha logiche interne di sviluppo 9

- Ha una base conoscitiva

- Ha dei paradigmi conoscitivi: determinano dei pattern di soluzioni

- Segue traiettorie tecnologie

Se la tecnologia è conoscenza, allora non è automatica la diffusione: servono

competenze per usare una nuova tecnologia e l’imitazione delle nuove tecnologie

richiede quindi, secondo questa interpretazione, un livello di conoscenza alto quasi

quanto quello degli innovatori.

L’IMPRESA INNOVATIVA: APPRENDIMENTO E COMPETENZE

Due sono gli elementi fondamentali dell’impresa innovativa:

1. APPRENDIMENTO

2. COMPETENZE

1. APPRENDIMENTO

L’apprendimento riguarda i processi di acquisizione e accumulazione di conoscenza da

parte delle imprese.

L’apprendimento è un processo multidimensionale e cumulativo. Ci sono diversi tipi di

apprendimento:

- Learning by doing (Arrow)

- Learning by using (Rosenberg): non solo chi produce impara, ma anche chi utilizza:

l’utilizzo ha un effetto esperienza.

- Learniny by searching, ossia apprendimento da ricerca (Nelson e Winter)

- Learning by interacting, ossia da interazione (Lundvall)

Caratteristiche dell’apprendimento:

- Soluzione di problemi (apprendo di più perché nel tempo affronto problemi, li

risolvo e divento più efficiente)

- Dimensione cognitiva

- Specifico a contesti, tecnologie, prodotti e mercati (è locale)

- È cumulativo

L’apprendimento per esperienza di Arrow, e quindi la curva di esperienza, si può

rappresentare in due modi, che dicono due cose diverse:

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- Più passa il tempo, più impari (il tempo guida la curva di

esperienza): In questo caso, l’indicazione strategica per battere la

concorrenza è entrare per primo, per essere sempre avanti al

secondo

- Più produci, più impari. In questo caso, se è la quantità cumulata che guida la

curva di esperienza, bisogna entrare con una grande

produzione sul mercato. Tale strategia è stata quella di IBM

per molto tempo. Si chiama “fast second strategy”: si lascia

entrare gli altri nel nuovo mercato perché è rischioso, e poi

si entra grandi.

Queste due strategie valgono ad una condizione: che chi entri per ultimo non possa

imitare, e quindi che non ci sia una diffusione veloce della conoscenza. Altrimenti,

significherebbe che il secondo che entra non parte dall’inizio della cima della curva di

esperienza, ma parte dal livello di apprendimento dell’innovatore.

N.B. : le economie di scala sono un concetto statico (ogni anno se uso il mio impianto

avrò certe economie di scala), mentre invece le economie di esperienza sono dinamiche:

anno dopo anno i costi medi diminuiscono all’aumentare del tempo o della quantità

cumulata di produzione.

La curva di esperienza può essere utilizzata come fondamentale “arma” strategica. Essa

fu introdotta dalla Boston Consulting Group (BCG) negli anni ’60, che fece consulenza nel

settore della micro-elettronica, dove vi è un forte apprendimento per esperienza. BCG

consigliò la strategia per effetti di esperienza: se

un’azienda produce Q , con la procedura del mark-up

1

venderebbe ad un prezzo pari a (c + mark-up). La strategia

proposta è stata quella di vendere ad un prezzo minore, in

modo tale da catturare tutta la domanda. In questo modo i

competitor se ne sarebbero andati dal settore e con

l’apprendimento i costi dell’azienda sarebbero diminuiti.

Tale strategia ha funzionato finché i competitor non hanno

compreso tale strategia.

Questo metodo significa stabilire i prezzi secondo la curva di esperienza. E il prezzo che si

forma non è un prezzo considerato anti-competitivo.

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ESPLORAZIONE ≠ SFRUTTAMENTO (James March)

J. March distingue tra due tipi di apprendimento:

EXPLORATION (esplorazione) = esploro e sviluppo nuove conoscenze

§ EXPLOITATION (sfruttamento) = cerco di sfruttare e approfondire le conoscenze

§ che ho.

Qual è la combinazione efficiente per l’impresa?

Dipende dal settore / dal contesto settoriale: in quelli in cui la tecnologia non

v procede velocemente si deve sfruttare; negli altri anche esplorare

Dipende dal ciclo di vita del prodotto: se è un prodotto nuovo esploro, se è un

v prodotto maturo sfrutto (anche se, quando ho molto successo sul mercato devo

fare anche esplorazione)

Ambiente competitivo: in questo caso conviene esplorare a causa delle minacce

v date dal continuo innovare da parte del mercato

Impresa diversificata: ha più risorse per esplorare, ed esplorando diminuisce il

v rischio. La piccola impresa, invece, tenderà a sfruttare

Ciclo di vita dell’industria: in un’industria nuova si è più incentivati ad esplorare

v rispetto ad un’industria matura.

Tutto questo vale nel breve periodo. Nel lungo periodo bisogna stare attenti a non

sfruttare troppo: bisogna sempre esplorare, se no non si procede.

AMBIDEXTERITY: l’impresa che ha successo nel lungo periodo combina sfruttamento ed

esplorazione.

2. COMPETENZE

Le conoscenze possono essere inizialmente distinte in:

1. TACITE = legate all’esperienza. Sono difficili da codificare e molto legate a

contesti e localizzate

2. CODIFICATE = scritte, sono aumentate con le tecnologie dell’informazione.

Competenze delle imprese nella storia economica

- Penrose (1959) fu la prima a parlare di competenze e di risorse intangibili.

L’impresa è da lei vista come insieme di risorse, tangibili e intangibili

- Teoria dell’impresa “Resource” based, in cui le risorse sono viste come input

(finanziari, umani, tecnologici e organizzativi)

- La teoria evolutiva dell’impresa: l’impresa apprende specifiche competenze ed è

un deposito di conoscenza, incorporata in routine organizzative in parte tacite.

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Sostanzialmente, gli input sono le risorse, e le competenze (conoscenza ed esperienza)

combinano i vari input.

Le competenze sono:

- Specifiche

- Difficili da imitare

- Delimitano l’azione delle imprese

UN PARADOSSO

Se la tecnologia è informazione (e quindi si diffonde istantaneamente), perché il settore

elettronico, che beneficia di molte tecnologie che derivano da ricerche dell’Università, e

centri di ricerca), fa lo stesso ricerca?

Ma se la tecnologia è conoscenza, solo se faccio ricerca posso assorbire, trasformare ed

usare le conoscenze tecnologiche.

Wes Cohen e Dan Levinthal hanno introdotto il termine “ABSORPTIVE CAPABILITY”

(capacità di assorbimento): per usare le nuove tecnologie bisogna saperle riconoscere ed

utilizzare, e anche l’imitazione non avviene facilmente. Più un’azienda imitatrice ha

absorptive capability, più per lei sarà facile imitare la conoscenza.

CARATTERISTICHE DELLE COMPETENZE

A. GERARCHIE DI COMPETENZE Vi sono quattro tipi di capacità che insieme

determinano le competenze delle imprese:

- Funzionali

- Organizzative

- Strategiche

- Adattative (rispetto al cambiamento)

Le capacità funzionali sono quelle legate alle specifiche funzioni dell’impresa, ai prodotti

o ai mercati.

Le capacità organizzative coordinano le attività e le funzioni dell’organizzazione per

ottenere effetti sinergici a livello di impresa.

Le capacità strategiche riguardano l’abilità di sviluppare strategie efficaci e generare e

sfruttare le opportunità economiche.

Infine, le capacità di adattamento si riferiscono alle capacità di apprendere da esperienze

passate e reagire ai segnali del mercato ed ai cambiamenti ambientali.

I quattro tipi di capacità si associano ai vari livelli gerarchici dell’organizzazione: le

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capacità strategiche si associano al top management, quelle organizzative al

management intermedio e quelle funzionali alle unità operative. Le capacità di

adattamento sono invece trasversali ed interessano l’organizzazione ad ogni livello

gerarchico.

B. COMPETENZE DA INTEGRAZIONE

Per innovare, le imprese devono integrare conoscenze diverse. E’ rilevante la dimensione

della complementarietà.

Integrazione:

- Interna all’impresa

- Esterna: con conoscenza proveniente da università, fornitori, utilizzatori, ma anche

fornitori.

C. INERZIALITA’ DELLE COMPETENZE

Aziende come Kodak e IBM sono state innovative nello sfruttare.

IBM era leader nel mainframe ma non è stata in grado di esplorare il mercato dei PC. In

molti casi, essere leader in un mercato rende miopi. Le inerzialità delle competenze

riguardano:

- Miopia

- Trappole da competenze (es: i grandi clienti erano felici di IBM ed il mercato era

entusiasta)

- Dalle Core capabilities alle core rigidities

Teece e Pisano (2010) sostengono che le competenze debbano essere dinamiche:

bisogna adattare le competenze al contesto, che cambia continuamente.

Le imprese devono quindi:

- Valutare le proprie competenze esistenti e identificare le opportunità

- Essere disponibili a rinnovarsi

- Rispondere strategicamente ai concorrenti.

INNOVAZIONE DISTRUTTIVA

Le imprese possono avere un’innovazione rafforzante (sustaining).

Poi però può essere che un’innovazione che parte da una

nicchia di mercato e che all’inizio risulta minore rispetto a

quella esistente, sia sottovalutata dal leader del mercato

che non comprende le sue potenzialità. Questa può essere

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un’innovazione distruttiva che nel tempo diventa un’innovazione di successo.

In questo caso, le imprese esistenti (vecchie) possono:

- Focalizzarsi sulle loro competenze distintive, magari spostandosi su nicchie di

mercato, dove le loro competenze sono ancora valide

- Attaccare chi minaccia

- Innovare allo stesso modo

- Innovare in modo diverso.

Esempi di innovazione distruttiva: Blockbuster e Netflix; Negozi di cd e Apple iTunes e

iPod. 15

CAP. 8: COME SI INNOVA IN UN SETTORE?

INDICATORI DELL’INNOVAZIONE

I principali indicatori di innovazione sono:

indicatori di input innovativo: R&S

• Le spese o gli addetti in R&S rappresentano un indicatore molto usato per esaminare

lo sforzo innovativo delle imprese. Tale indicatore però coglie solo l’attività innovativa

formalizzata in laboratori di ricerca ed è particolarmente efficace nei settori basati sulla

scienza e meno in quelli della meccanica, servizi e software. Inoltre, non coglie

pienamente l’innovazione delle piccole imprese.

Le statistiche di R&S vengono fornite per settore o paese, ma quasi mai per singola

impresa.

R&S è un indicatore di input nel senso che non è detto che poi l’attività porti ad

un’innovazione. Inoltre, non tutte le imprese innovative spendono in ricerca e non

tutte le imprese sono obbligate a pubblicare le spese di R&S (solo quelle grandi).

Rapportando le spese di R&S al valore aggiunto o al fatturato, si possono capire circa

gli investimenti richiesti in R&S per essere competitivi all’interno del settore

Indicatori di output innovativo: i brevetti

• I brevetti forniscono all’inventore il diritto esclusivo sulla sua scoperta per un periodo

di tempo, e sono quindi uno strumento di protezione e un incentivo ad innovare.

I brevetti sono considerati un indicatore di output innovativo, anche se spesso sono

richiesti in fasi iniziali del processo innovativo, indicando quindi un output inventivo

più che innovativo.

Il brevetto ci dice l’output tecnologico, ossia “in questo settore vi sono molte novità

tecnologiche/invenzioni”. Molti brevetti poi però non hanno successo: il brevetto è

cioè un indicatore di invenzione e non di innovazione.

Il vantaggio dei brevetti è dato dal fatto che sono disponibili liberamente. Il problema

è che non tutte le innovazioni sono brevettate, dipende dalla strategia dell’impresa.

Es: l’impresa A ha 70 brevetti, e l’impresa B ne ha 36. A è più innovativa di B? Non è detto. Devo

vedere se il brevetto è stato rinnovato a scadenza (cioè dopo 18 anni), ma questo è un metodo

lungo. Altrimenti, in rete si possono fare le citazioni del brevetto: un brevetto di B può essere

citato da altri brevetti. E se un brevetto di B è stato citato da molti brevetti di altre imprese, magari

B è più innovativa di A

Altri indicatori quantitativi usati: 16

Pubblicazioni e citazioni scientifiche: essere forniscono un’indicazione dell’output

• scientifico di un paese o di un’istituzione. Sono disponibili per area scientifica, paese e

istituzione, ma sono di difficile raccolta e costose da ottenere

Commercio internazionale in prodotti innovativi o ad alto contenuto tecnologico: le

• statistiche sul commercio internazionale dei prodotti/settori ad altra tecnologia

indicano la competitività commerciale dei paesi nei prodotti/settori in cui

l’innovazione e la tecnologia sono un elemento rilevante della competitività. Se un

settore è dinamico dal punto di vista dell’esportazione, non sappiamo che è un

settore innovativo, ma sappiamo che è un settore di buona qualità e dinamico.

Licenze e bilancia tecnologica dei pagamenti: sono degli indicatori di trasferimento

• tecnologico che registrano i flussi finanziari legati a transazioni in cui son coinvolti

diritti di proprietà industriali ed assistenza tecnica (ad esempio appunto le licenze

acquistate).

ESISTE UNA DIFFERENZA NEL PROCESSO INNOVATIVO TRA SETTORI ≠?

Schumpeter propose fondamentalmente due pattern dell’attività innovativa:

Schumpeter Mark I – Ruolo dell’imprenditore

§ In questo lavoro S. esamina la tipica struttura industriale europea della fine del

19esimo secolo, caratterizzata da piccole imprese. Il pattern dell’attività innovativa

è in questo contesto caratterizzato da facilità d’entrata nell’industria, e quindi dalla

consistente presenza di nuove imprese. I nuovi imprenditori entrano in un settore

con idee innovative, nuovi prodotti e nuovi processi, avviano nuove imprese che

sfidano quelle già insediate, e di conseguenza cambiano in continuazione i modi

correnti della produzione, distruggendo le “rendite” associate alle precedenti

innovazioni.

Elevata natalità innovativa Bassa concentrazione

Piccole imprese – nuove imprese Piccole imprese

Distruzione creativa: instabilità Bassa stabilità della gerarchia degli innovatori

Alta natalità di nuovi innovatori

Schumpeter Mark II – Ruolo della grande impresa

§ Secondo questo approccio, il pattern delle attività innovative è caratterizzato dalla

prevalenza di grandi imprese insediate e dalla presenza di elevate barriere

all’entrata. Le grandi imprese hanno infatti formalizzato e strutturato il processo di

innovazione con la creazione di laboratori di R&S. Grazie allo stock di conoscenze

accumulate, alle competenze di R&S e alle risorse finanziarie, queste grandi

imprese creano ostacoli all’ingresso di nuovi imprenditori e piccole imprese.

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Bassa natalità innovativa Alta concentrazione

Grandi imprese – imprese esistenti Grandi imprese

Accumulazione creativa: stabilità Alta stabilità della gerarchia degli innovatori

Bassa natalità di nuovi innovatori

Per analizzare i pattern Schumpeteriani nei vari settori si possono utilizzare i brevetti.

I pattern delle attività innovative sono stati analizzati sulla base di un insieme di indicatori:

1. CONCENTRAZIONE DEGLI INNOVATORI

E’ misurata attraverso il rapporto di concentrazione dei brevetti dei primi quattro

innovatori (C ) sul totale dei brevetti di una classe tecnologica, e attraverso l’indice

4

di Herfindal, che dandomi la distribuzione di tutte le imprese mi dice se esse sono

simmetriche o meno

2. DIMENSIONE economica DEGLI INNOVATORI

E’ calcolata come la quota delle domanda totali di brevetto presentate dalle

imprese con più di 500 addetti.

3. STABILITÀ DELLA GERARCHIA DI INNOVATORI

E’ misurata dal coefficiente di correlazione di rango di Spearman fra le imprese

innovatrici in un periodo e le imprese innovatrici in un altro periodo.

In sintesi, si prende la lista gerarchica degli innovatori in due anni (es: 2009 e 2014)

e si vede come cambia l’indice di correlazione. Se è vicino ad 1, la gerarchia è

stabile, se no è instabile (spesso nel settore dei software).

4. NATALITÀ / entrata tecnologica

La rilevanza dei nuovi innovatori è misurata dalla quota di domande di brevetto

richieste per la prima volta dai “nuovi innovatori” in una data classe tecnologica in

un dato periodo, sul numero totali di brevetti nello stesso periodo.

Cioè: delle imprese che hanno brevettato nell’anno 2014 in questa tecnologia,

quante sono quelle che avevano già brevettato prima? Quelle che non l’avevano

mai fatto, sono dei “nuovi innovatori”. 1 impresa su 5 è un nuovo innovatore.

Nel settore, i nuovi innovatori possono essere di due tipi:

Nuove imprese

o Imprese che diversificano: sono dei vecchi innovatori in generale, ma sono

o nuovi in quel settore.

1) e 2): statici

3) e 4): dinamici 18

REGIMI TECNOLOGICI E PATTERN DELLE ATTIVITA’ INNOVATIVE

I regimi tecnologici influiscono sul tasso innovativo settoriale e sul pattern dell’attività

innovativa.

Regime tecnologico = combinazione particolare di alcune fondamentali proprietà delle

tecnologie: opportunità, appropriabilità, cumulatività dell’avanzamento tecnologico,

caratteristiche delle conoscenze di base.

Analizziamo queste dimensioni fondamentali:

1. Le CONDIZIONI DI OPPORTUNITÀ riflettono la facilità di innovare per ogni dato

ammontare di risorse investito in ricerca. Si tratta di opportunità scientifiche e

tecnologiche. I settori si differenziano perché possono avere alte o basse

à

opportunità scientifiche e tecnologiche. L’elettronica e il software le hanno alte, il

tessile e le calzature basse.

Vi sono quattro dimensioni di base dell’opportunità:

a. Livello = le opportunità tecnologiche possono essere alte o basse in base

all’incentivo ad innovare

b. Varietà di soluzioni tecnologiche

c. Pervasività = che può essere alta o bassa in base al fatto che le nuove

conoscenze possano essere applicate a molti prodotti e mercati o meno

d. Fonti

2. Le CONDIZIONI DI APPROPRIABILITÀ si riferiscono alla possibilità di proteggere

le innovazioni dall’imitazione e alla capacità di estrarre profitti dalle attività

innovative. I settori si diversificano in base alle modalità in cui le imprese si

à

appropriano dell’innovazione, cioè in base al modo in cui si difendono

dall’imitazione. L’appropriabilità è definita da:

a. Livello = i settori industriali possono essere ordinati secondo alte o basse

condizioni di appropriabilità, in base alla possibilità di proteggere con

successo l’innovazione dall’imitazione o meno

b. Mezzi di appropriabilità = le imprese usano molti mezzi per proteggere le

innovazioni (brevetti, segretezza, innovazioni continue, …)

3. Le CONDIZIONI DI CUMULATIVITÀ si riferiscono al fatto che le innovazioni e

l’attività innovativa di oggi sono il punto di partenza per le innovazioni di domani

e che le imprese che innovano oggi innovano anche in futuro in determinate

tecnologie e lungo specifiche traiettorie. In altri termini, ci sono invenzioni che

incrementano quelle attuali (es: elettronica), e altre invenzioni indipendenti (es:

farmaceutica). Secondo questa definizione, si possono identificare 4 livelli di

cumulatività: 19

a. Livello tecnologico = la cumulatività può riferirsi alla natura cumulativa dei

processi di apprendimento dal punto di vista strettamente cognitivo

b. Livello d’impresa = la cumulatività a livello d’impresa nasce quando la

continuità dell’attività innovativa dipende fortemente dalle competenze

delle specifiche imprese

c. Livello settoriale = la cumulatività a livello di industria può essere presente

se esistono basse condizioni di appropriabilità e se la conoscenza di base

per l’innovazione si diffonde rapidamente in un settore

d. Livello locale = la cumulatività può svilupparsi a livello locale, perché può

essere collegata alle competenze tecnologiche e alle capacità innovative

delle imprese in una specifica area geografica

4. La CONOSCENZA DI BASE ( o la BASE CONOSCITIVA) si riferisce alle proprietà

della conoscenza su cui si basano le attività innovative delle imprese. Ci sono due

principali caratteristiche:

a. La Natura della conoscenza: la conoscenza tecnologica può presentarsi a

vari livelli come specifica, tacita, complessa e indipendente:

i. Generica vs specifica

ii. Tacita vs codificata

iii. Complessa vs semplice

iv. Indipendente vs sistema: la conoscenza rilevante per le attività

innovative può essere facilmente identificabile e isolabile o al

contrario può essere parte di un sistema più ampio.

b. Mezzi di trasmissione della conoscenza: ad esempio comunicazioni “faccia a

faccia”, apprendimento, insegnamenti personali, mobilità, acquisizione di

gruppi di persone, …

RELAZIONE TRA REGIME TECNOLOGICO E PATTERN SCHUMPETERIANO

E’ possibile mettere insieme il tipo di pattern (settore stabile, pochi entranti,…) con il

regime tecnologico.

Ci si aspetta che i regimi tecnologici con alti livelli di opportunità tecnologica,

§ mostrino pattern d’innovazione caratterizzati da alta turbolenza in termini di entrata

e uscita di innovatori, un’alta instabilità nelle gerarchie delle imprese e una

tendenza verso bassi livelli di concentrazione. Infatti, alte opportunità tecnologiche

permettono la continua entrata di nuovi innovatori, con una maggior instabilità dei

principali innovatori e una maggior concentrazione.

Ad alti gradi di appropriabilità tecnologica, limitando gli spillover i conoscenza e

§ permettendo agli innovatori di successo di mantenere i propri vantaggi

competitivi, siano associati alti livelli di concentrazione e stabilità nelle gerarchie

degli innovatori. Invece, basse condizioni di appropriabilità, determinando una

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maggior diffusione della conoscenza, condurranno ad una struttura settoriale con

una presenza di una vasta popolazione di innovatori e imitatori

Un alto livello di cumulatività tecnologica ci si aspetta sia associato ad un alto

§ grado di stabilità nella gerarchia delle imprese innovatrici e a bassi tassi di entrata

innovativa. Il processo di selezione, in questi casi, favorisce le imprese già

insediate. Gli innovatori esistenti accumulano conoscenze e capacità, costruiscono

vantaggi innovativi e creano barriere contro l’entrata di nuovi innovatori.

Attraverso ciò si possono collegare gli aspetti tipici dei regimi tecnologici allo specifico

pattern schumpeteriano di attività innovativa:

- I pattern di tipo Schumpeter Mark I sono connotati da alta opportunità, bassa

appropriabilità e bassa cumulatività a livello di impresa, il che rende i vantaggi

competitivi velocemente obsoleti lasciando spazio all’imitazione e all’entrata;

- I pattern di tipo Schumpeter Mark II sono caratterizzati da alta appropriabilità e

cumulatività a livello di impresa.

CONC = f (OPP? ; APP + ; CUM + ; KBA +; KAP - )

La concentrazione è molto legata all’appropriabilità e alla cumulatività: più mi difendo dai

concorrenti, più da lì parto e accumulo. Per quanto riguarda l’opportunità, il segno è

indefinito perché è sia per l’azienda, sia per i potenziali entranti

(KBA = conoscenza di base; KAP = conoscenza applicata). Se la base di ricerca è

scientifica, mi aspetto molte grandi imprese e pochi entranti. Se invece è KAP (applicata),

la conoscenza è facilmente applicabile dalle piccole imprese e quindi mi aspetto molti

entranti.

STAB = f (APP + ; CUM + )

ENTRY = f (OPP + ; CUM - ; KBA - ; KAP + )

L’entry è correlata negativamente alla cumulatività: gli entranti hanno bassa cumulatività,

perché essa appartiene a chi ha già innovato.

21

APPROPRIABILITÀ

Accade spesso che le imprese concorrenti dell’innovatrice cerchino di appropriarsi dei

risultati ottenuti da questa che, di conseguenza, deve adottare delle strategie per

proteggere i frutti della propria innovazione.

Per appropriabilità si intende quindi la capacità dell’impresa di sfruttare i benefici

derivanti dall’innovazione bloccando l’imitazione da parte dei concorrenti.

STRUMENTI DI APPROPRIABILITA’

1. Brevetto

2. Segretezza

3. Vantaggio temporale (Lead time)

4. Vantaggio in termini di competenze

5. Innovazione continua

6. Servizi post vendita ed asset complementari

1. BREVETTO

Il brevetto è un contratto tra lo stato e il privato: lo stato concede lo sfruttamento

esclusivo della tecnologia per un certo periodo di tempo, creando così un monopolio

legale temporaneo a favore dell’innovatore e rendendo possibile l’appropriazione dei

risultati dello sforzo innovativo.

Il privato, in cambio, si impegna a rendere pubblico il contenuto dell’invenzione in modo

da permettere la diffusione di nuove idee.

L’invenzione, per essere brevettabile, dev’essere

- Originale: deve esistere un minimo di carattere creativo che la distingue dalle

opere dello stesso genere ed esistenti

- Utile: deve avere una sua applicazione industriale

La tutela all’inventore si attua mediante la possibilità di azioni cautelari e la richiesta di

risarcimenti contro i contravventori del brevetto.

2. SEGRETEZZA

In questo caso, rispetto al brevetto, l’impresa non rende pubblica l’informazione. La tutela

statale viene concessa qui ogni qual volta qualcuno ottiene in modo improprio

l’informazione, ma non se i concorrenti arrivano indipendentemente alle stesse

conoscenze.

La segretezza è uno strumento complementare rispetto al brevetto, e può essere usata

quando il brevetto è inadatto o insufficiente alla protezione, ad esempio quando le

invenzioni non hanno la caratteristica della novità o dell’originalità, ovvero quando queste

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possono essere difficilmente protette a causa della facilità dell’aggiramento del brevetto

e dell’imitazione. 3. VANTAGGIO TEMPORALE

E’ la capacità dell’impresa di arrivare sul mercato prima dei concorrenti, in modo tale che

l’impresa riesca a consolidare la propria posizione ad esempio mediante la discesa lungo

la curva di esperienza/apprendimento. E’ il vantaggio della prima mossa

4. VANTAGGO IN TERMINI DI COMPETENZE

Permette alle imprese di mantenere la propria posizione concorrenziale. Quanto più

l’impresa ha un vantaggio in termini di competenze, tanto più vi sarà un’elevata

appropriabilità in quanto l’imitazione da parte dei concorrenti risulterà difficile e costosa.

5. INNOVAZIONE CONTINUA

In questo modo l’impresa innovatrice rimane sempre prima sul mercato

6. SERVIZI POST VENDITA ED ASSET COMPLEMENTARI

L’impresa riesce ad appropriarsi dei profitti da innovazione grazie al fatto che riesce a

fornire all’utilizzatore o al consumatore risorse complementari e servizi che un’impresa

imitatrice difficilmente è in grado di offrire.

TASSONOMIA DI PAVITT

Non necessariamente un’innovazione viene sfruttata dall’impresa che l’ha realizzata.

Analizzare i flussi tecnologici significa individuare la direzione nella quale una tecnologia

o un’innovazione si muove, capire da dove nasce in termini di imprese e settore, e qual è

il settore di destinazione ed utilizzo.

Keith Pavitt ha individuato quattro diverse modalità in cui i settori innovano dividendo i

settori in:

1. Dominati dai fornitori (supplier dominated) es: calzature, tessile

à

2. Ad alta intensità di scala (scale intensive) es: automobile

à

3. Fornitori specializzati (specialized suppliers) es: produttori di macchinari

à

4. Basati sulla scienza (science based) es: elttronica, farmaceutica

à

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Dominati dai Economie di scala Fornitori Basati sulla scienza

fornitori specializzati

Tipo di innovazione (Di processo) Di prodotto e di Di prodotto Di prodotto e di

processo processo

Saldo innovativo - - + +

Fonti dell’innovazione (fornitori) R&S; Utilizzatori; R&S;

Learning by doing; Tecnici Università;

Ingegnerizzazione LBD;

a livello di Innovazione continua

processo

Obiettivi innovazione costi; costi; Customizzazione; Performance;

↓ ↓

efficienza; efficienza; performance prodotto

↑ ↑

differenziazione differenziazione

prodotto prodotto

Strumenti di Marchi Segretezza; Matenimento Brevetto;

appropriabilità Competenze e capitale umano; Segretezza;

conoscenze; Relazione Tempi di vantaggio;

Curve di produttore/utilizzato LBD;

esperienza re; Asset complementari

Conoscenze tacite

Competitività Sul prezzo e Sul prezzo e Sulla Su performance, prezzo

differenziazione differenziazione differenziazione e e differenziazione

performance

Dimensione Piccola Grande Piccole e medie Piccole, medie e grandi

dell’impresa

Specializzazione/ Specializzata Integrata Specializzate Specializzate, integrate

integr. Vert/ verticalmente verticalmente,

diversificazione diversificate

1. Imprese dominate dai fornitori

Le innovazioni in questa macrocategoria si ritrovano nei settori non manifatturieri

(agricoltura, servizi, edilizia) e in settori come tessile, stampa, calzature,

alimentari,…

La dimensione è medio piccola. L’obiettivo principale dell’innovazione è la

riduzione dei costi. Le imprese però contribuiscono in minima parte allo sviluppo

della propria tecnologia di prodotto e processo, e la maggior parte del

cambiamento tecnologico proviene dai fornitori di materiali e componentistica.

I processi fondamentali di apprendimento sono quelli di learning by doing e by

using.

Vi è scarsa appropriabilità dei risultati della ricerca, e il brevetto non è molto usato

perché non vi sono numerose innovazioni.Le barriere all’entrata sono basse.

I settori dominati dai fornitori assorbono più tecnologia di quanta ne generano, per

cui il saldo è negativo. 24

2. Ad intensità di scala

Le innovazioni in queste macrocategoria si ritrovano nei materiali siderurgia-auto e

nei beni di consumo durevoli. La dimensione dell’imprese è medio-grande.

L’obiettivo è la riduzione dei costi e la modificazione di processi e prodotti, e le

imprese tendono all’integrazione verticale. La fonte delle innovazioni è esterna

(fornitori) ma anche interna (apprendimento per esperienza, R&S). Vi è la

prevalenza di innovazioni di processo e l’appropriabilità è media.

Il saldo è negativo: è un settore che assorbe tecnologia più di quello che fornisce

(es: elettronica).

3. Fornitori specializzati

Le innovazioni fanno parte di settori quali la meccanica strumentale e i macchinari.

Le imprese sono piccole e specializzate, e l’obiettivo è migliorare la performance e

l’affidabilità dei prodotti. Le fonti di innovazione sono sia interne (apprendimento

per esperienza) sia esterne (interazione tra produttore e utilizzatore). Il grado di

appropriabilità è elevato anche perché molte conoscenze delle piccole imprese

sono tacite. Le barriere all’entrata sono di livello medio.

4. Basati sulla scienza

Le innovazioni di questa macrocategoria fanno parte dell’industria elettronica e

farmaceutica.

Le imprese innovatrici sono sia grandi e diversificate, sia piccole e medie. La

principale fonte di innovazione è l’attività di R&S condotta all’interno delle imprese

grazie all’apporto di conoscenze da parte di centri di ricerca e delle Università.

Ci sono elevate opportunità tecnologiche, e il grado di appropriabilità è elevato.

Grazie alle economie di apprendimento vi sono elevate barriere all’entrata.

25

26

CAP. 9: DINAMICA INDUSTRIALE E

RELAZIONI TRA IMPRESE

Dinamica industriale = relazione tra innovazione, entrata di nuove imprese, competizione

tra nuove imprese ed imprese esistenti, crescita e declino delle imprese, introduzione di

nuove innovazioni radicali, …

DUE VISIONI DIVERSE MA COMPLEMENTARI DELLE DETERMINANTI

DELL’ENTRATA DI NUOVE IMPRESE IN UN’INDUSTRIA

- Approccio tradizionale (Neoclassico)

- Approccio evolutivo

L’ENTRATA NELL’ APPROCCIO NEOCLASSICO = MECCANISMO CORRETTIVO

Le imprese entrano in un settore se vi sono extra-profitti. In questo caso, i potenziali

entranti entrano nel mercato, i prezzi diminuiscono, gli extra-profitti diminuiscono fino ad

arrivare al livello medio di profitto che remunera l’imprenditore. A questo punto l’entrata

si blocca.

Quindi, nella rappresentazione classica (prima parte del corso), gli entranti avevano una

riequilibratrice: dovevano portare la situazione all’equilibrio l’entrata aveva

funzione à

una funzione riequilibratrice del sistema. Questo implica una e una

perfetta razionalità

informazione.

perfetta

In questo caso, l’entrata è un correttivo.

meccanismo

Possibili critiche:

1. Coesistenza di entrata e uscita nello stesso periodo Sovrapprofitti? Numero

à

eccessivo di imprese?

2. Forte eterogeneità tra le imprese non sembra esistere un “agente

à

rappresentativo”

3. Le imprese non entrano con la dimensione ottimale, prima entrano piccole e poi si

aggiustano sul mercato e crescono (dimensione sub-ottimale) mancata

à

razionalità perfetta da parte dell’entrante

Alcune osservazioni empiriche:

Eterogeneità a livello micro Le imprese subiscono forti differenze in qualsiasi

§ à

dimensione di impresa osservabile

Persistenza delle differenze Le imprese tendono a mantenere costanti nel

§ à

tempo le proprie caratteristiche

Turbolenza Esistono forti dinamiche di entrata e di uscita.

§ à 27

IL MONDO REALE – L’ENTRATA

L’entrata è un fenomeno comune: molte imprese entrano in un’industria in quasi ogni

periodo.

Inoltre, entrata e uscita sono correlate: nelle situazioni di forte entrata si assiste ad una

contemporanea forte uscita. Questo è il fenomeno della cd “porta girevole”.

I tassi di sopravvivenza degli entranti sono generalmente bassi, ma se un entrante

sopravvive cresce di più delle vecchie imprese.

Gli entranti greenfield (nuove imprese) sono più comuni ma di minor successo rispetto a

chi diversifica provenendo da altre industrie.

L’ENTRATA: APPROCCIO EVOLUTIVO

L’entrata ha una funzione di cambiamento: le imprese entrano perché hanno capacità e

competenze diverse rispetto agli incomer, quindi l’entrata aumenta il livello di

conoscenze all’interno di un settore.

NB: mentre nella visione classica l’entrante riequilibra il mercato, qui porta il

cambiamento.

Esistono delle informative: gli agenti interpretano la realtà in modo differente.

asimmetrie

Gli entranti hanno spesso una visione diversa di tecnologia e mercato rispetto alle

imprese esistenti.

La scelta sull’entrata dipende dalla disponibilità da parte dell’entrante di nuove

ritenute rilevanti.

conoscenze SPINN-OFF

Start-up = impresa di nuova formazione che entra in un’industria

Spin-off = esiste un legame tra la nuova impresa e una impresa già presente

nell’industria. Gli spin-off sono fondati da ex dipendenti o ex manager delle imprese della

stessa industria.

Gli spin-off rappresentano il 20% degli entranti

- hanno una buona performance.

- Le acquisizioni aumentano la probabilità di spin-off

- Le imprese migliori in un’industria hanno tassi di spin-off più elevati ed i loro spin-

- off hanno una performance migliore

Un nuovo AD proveniente da un’industria diversa aumenta la probabilità di spin-off

-

Cosa provoca gli spin-off?

Ci sono quattro teorie che spiegano perché, nel caso di un’idea innovativa da parte di un

dipendente, questo lasci l’impresa e se ne fondi un’altra nello stesso settore. Tutte le

teorie sono valide, dipendono dal tipo di settore e dal tipo di impresa:

28

1. TEORIA DELL’AGENZIA

2. DIVERSITA’ COGNITIVA

3. DISRUPTIVE INNOVATION

4. APPRENDIMENTO

1. TEORIA DELL’AGENZIA

L’agente (il dipendente) effettua una scoperta nel contesto di un rapporto di lavoro.

Nessuno ne è a conoscenza a parte l’inventore, che non può appropriarsi della rendita

legata all’innovazione. Quindi, il soggetto se ne va, lascia l’impresa e ne fonda una in

proprio.

2. DIVERSITA’ COGNITIVA

Esiste un’idea innovativa interna all’impresa. L’inventore vede l’idea innovativa

diversamente dal suo superiore-manager. Inoltre, ha maggiore fiducia (over-confidence)

nella bontà della sua innovazione. Visto che c’è disaccordo, esce dall’impresa madre.

3. DISRUPTIVE INNOVATION (distruzione di competenze)

Le imprese incumbent sono lente o impossibilitate a perseguire determinate innovazioni,

radicali.

Le innovazioni competence destroying non vengono sfruttate dalle imprese esistenti per

timore di cannibalizzare i propri prodotti esistenti in quanto innovazioni che

comporterebbero il cambiamento del proprio business model. Innovatori appartenenti a

queste imprese e insoddisfatti del proprio impiego le lasciano, fondando spin-off.

4. APPRENDIMENTO

Un soggetto ha una certa probabilità di apprendere la conoscenza tipica dell’impresa in

cui opera. La qualità della conoscenza appresa dipende dalla qualità della conoscenza

dell’impresa. Se il soggetto apprende dall’impresa in cui lavora e ha un’idea innovativa,

fonda uno spin-off tanto più di successo quanto più lo è l’impresa madre.

29

CICLO DI VITA DELL’INDUSTRIA

Vi sono tre stadi nell’evoluzione di un settore:

1. Innovazione radicale, che provoca la nascita di un’industria. In questo primo

periodo, la competizione è intensa e la turbolenza è alta. Le barriere all’entrata

sono basse, come anche le spese in R&S e l’intensità di capitale. Si verifica

l’ingresso di molte piccole imprese che producono nuovi prodotti e li immettono

sul mercato. Gli impianti sono di uso generale e non specializzato.

2. Sviluppo dell’industria e design dominante. Una volta che si consolida, il design

dominante vincola lo sviluppo dei nuovi prodotti e origina innovazioni di processo,

che rendono il processo produttivo meno flessibile ma più efficiente rispetto a

prima. La dimensione degli impianti aumenta ed il prodotto diventa standard. In

questa fase, si compete sul prezzo, sulla differenziazione e sulla performance

funzionale. Le barriere all’entrata aumentano

3. Maturità dell’industria: vi sono poche innovazioni, per lo più incrementali e di

processo, la concentrazione è elevata e si ha la possibilità di collusione tra i

produttori.

Tale processo è vero nell’industria dell’automobile (ad esempio), ma non è veritiero in

altre, come ad esempio l’industria farmaceutica e chimica, in cui non c’è prima

un’innovazione di prodotto e poi di processo, ma esse sono contemporanee.

Inoltre, anche i computer sono nati giganti: tutti i produttori non sono prima nati piccoli e

poi cresciuti, ma si sono subito affermati come grandi imprese.

Il settore dei servizi, in particolare, ha un percorso inverso rispetto al ciclo di vita appena

visto che caratterizza, ad esempio, le automobili: si parte prima da innovazione di

processo, e poi di prodotto (es: servizi bancari).

DINAMICA INDUSTRIALE: RUOLO DI COMPETENZE E INNOVAZIONE

Cambiamento come shock innovativo: talvolta durante l’evoluzione di un’industria, il

cambiamento tecnologico può essere distruttore di competenze. Si chiama “competence

destroy”: le nuove tecnologie possono richiedere conoscenze completamente diverse

rispetto a prima.

Il caso più tipico è stato l’introduzione del micro-processore da parte di Intel negli anni

’70: il microprocessore richiedeva competenze diverse rispetto ai circuiti integrati o

transistor e ha spazzato via le vecchie imprese della micro-elettronica che producevano

circuiti integrati o transistor perché il microprocessore non richiedeva solo integrazione,

ma anche capacità di design.

A riguardo si distinguono: 30

Competence enhace = competenze che rafforzano i saperi di prima

- Competence destroy = competenze che distruggono i saperi di prima

-

B. Enderson ha introdotto il concetto del implicito. Studiando certe

cambiamento

industrie che producono sistemi (elettronica, strumentazione, macchinari), ha riscontrato

che in alcuni casi le imprese esistenti erano completamente spazzate vie dalle nuove

imprese perché non capivano la rilevanza delle innovazioni che le nuove imprese

portavano.

Cambiamento esplicito = cambiamento facilmente riconoscibile (es: nuovi

- componenti)

Cambiamento implicito = non facilmente riconoscibile come superiore all’esistente

- (es: nuova architettura di sistema).

Es: ci sono due imprese, A e B, con due design diversi. Non vi è una valutazione univoca

per cui B è migliore di A: magari B può avere meno componenti, ed essere quindi più

semplice, ma meno veloce o con meno funzionalità. Queste si chiamano architetture di

sistema: per sapere se una è migliore dell’altra bisogna sapere la valutazione degli

attributi di tale architettura.

Diversi casi hanno dimostrato che gli effetti distruttivi sulle competenze delle imprese non

derivano tanto da innovazioni radicali, quanto da innovazioni che riguardano l’architettura

di prodotto. Tali innovazioni modificano le relazioni e la gerarchia tra i componenti e le

parti di un prodotto senza necessariamente modificare le tecnologie di base. Quando le

innovazioni sono di questo tipo, vi può essere un cambiamento nella struttura del

mercato, in quanto le imprese consolidate tendono a focalizzarsi sulle architetture

esistenti sottovalutando la rilevanza delle nuove architetture.

Innovazione incrementale = miglioramento nella tecnologia dei componenti di base, con

la stessa architettura di prodotto

Innovazione modulare = cambiamento sostanziale nella tecnologia dei componenti di

base, a parità di architettura

Innovazione architetturale = cambiamento dell’architettura senza un cambiamento nella

tecnologia dei componenti di base. 31

DINAMICA DELL’INTRUSTRIA FARMACEUTICA E BIOTECNOLOGIA

Random search = settore storicamente dominato da grandissime imprese (Schumpeter

Mark II)

Guided search = con l’introduzione della biotecnologia, il regime tecnologico (Mark I )

cambia: la conoscenza scientifica diventa fondamentale importanza di relazioni con

à

istituti di ricerca universitari.

DINAMICA DELL’INDUSTRIA DEI COMPUTER

4 fasi della storia dei computer:

1. MAIN FRAME (1950-60) : IBM entra nel mercato, e nel 1960 ne ottiene il controllo

2. MINICOMPUTER (60-70): Grazie ai circuiti integrati viene lanciato il minicomputer.

DEC è leader

3. PC (dal 1970): l’introduzione dei microprocessori consente l’avvento dei PC per

uso professionale e, più tardi, individuale. Apple è leader

4. INTERNET: l’avvento di internet favorisce l’affermazione di uno standard aperto e

la presenza di più imprese leader

DEC e Apple spiazzano IBM a causa dell’avvento di una discontinuità tecnologica (dal

transistor al circuito integrato e poi al microprocessore).

L’introduzione del microprocessore favorisce l’entrata di una pluralità di nuove imprese

nei pc negli anni ’70 e ’80.

Internet = discontinuità tecnologica:

Inizialmente la conoscenza era nelle università e nei centri di ricerca pubblici, poi

- trasferita nelle imprese

Mercato flessibile, caratterizzato da rapida innovazione e basse barriere all’entrata

- e all’uscita (Mark I)

In seguito, gli incumbent e nuove grandi imprese riconquistano alcune parti del

- mercato (nuovamente Mark II)

Per quanto riguarda l’internet, ci sono quattro tipologie di imprese:

1. Internet access provider (IAP)

2. Fornitori di contenuti internet

3. Imprese di software

4. Imprese di consulenza specializzate 32

D IN A M IC A D E L L ’IN D U S T R IA D E L L A M U S IC A

1. Analogica disco in vinile-cassetta

à

I Big 6 erano: BMG, Universal, Warner Music, CBS, EMI, PolyGram

2. Digital Compact Disk

Sony and Phillips and Big4

3. Internet

Mp3 (1993); Napster (1999); iTunes Store

D IN A M IC A D E L ’IN D U S T R IA D E L L A T E L E F O N IA M O B IL E

1G = fine anni ’70 – primi anni ’80 AMPS

à

Motorola e imprese giapponesi

2G = GSM – leader europea

Nokia, Ericcson, Motorola. Declino imprese giapponesi

3G = Mobile internet: IMT-2000; UMTS; W-CDMA

Nokia all’inizio, poi imprese giapponesi

SMART PHONES

Nokia all’inizio, poi Apple, RIM, HTC, Samsung

D IN A M IC A D E L L ’IN D U S T R IA D E I V ID E O G A M E S

1. Prima generazione (dal 1972): 2 bit

Magnavox, poi Atari e Nintendo

2. Seconda generazione: 4 bit

Molti entranti

3. Terza generazione: 8 bit

Nintendo raggiunge il 90% del mercato. Entra Sega

4. Quarta generazione: 16bit

NEC introduce Turbografx

Competizione tra Nintendo e Sega

5. Quinta generazione: 32 bit

Sony entra nel 1990 (Play Station)

6. Sesta generazione: 128bit

Sega esce, Microsoft entra con Xbox

7. Settima generazione: Microsoft Xbox 360, Sony Playstation 3, Nintendo Wii.

33


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in marketing e management
SSD:
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher annazareipour di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Industry Analysis e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bocconi - Unibocconi o del prof Malerba Franco.

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