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Lezione di geografia interculturale

La geografia interculturale si pone come strumento di comprensione dei valori dell'umanità, quei valori che risultano fondamentali per i futuri contesti sociali e produttivi di un territorio e che infatti si generano in uno spazio geografico e si esprimono attraverso l'identità di chi lo abita.

Elementi della geografia interculturale

  • Significato della cultura
  • Lingua e religione come indicatori di cultura
  • Geografia etnica: elementi di diversità
  • Luoghi dell'intercultura: scuola, cinema, teatro ecc.
  • Pratiche interculturali
  • Non luoghi dell'intercultura (cibo, fiabe, feste ecc.)

Geografia dell'oggi

La geografia moderna assume l'uomo quale oggetto peculiare della sua indagine e si rinnova nei metodi, approcci, strumenti e obiettivi. È una scienza che si rinnova in quanto il rapporto uomo-ambiente è dinamico, le forme in cui si esprime tale relazione è sempre differente come le questioni che scaturiscono da tale legame. Si tratta perciò non più di una geografia nozionistica ma fenomenologica, sistemica ed ecosistemica. Il profilo attuale della geografia è sbilanciato verso la sua funzione applicativa come lo definisce l'International Geographic Union. I tratti distintivi della geografia restano comunque l'analisi spaziale e lo studio del paesaggio ma la sua indagine ha un carattere propositivo nei confronti dell'indagine tra sistemi ambientali e sistemi umani. Si tratta infatti di una geografia prospettiva e non retrospettiva che trova ragione di esistere nell'insorgenza delle emergenze economiche, ambientali, socio-culturali, geopolitiche del mondo attuale. È importante promuovere un'educazione geografica che produca comportamenti sostenibili, promuova l'intercultura (Brunelli). La geografia è l'unità di tutte le scienze (Dewey). È importante il collegamento tra saperi (ecologia, scienze della terra e geografia sono ad esempio trans-disciplinari) per dare un senso.

La National Academy of Science riconosce come meta del lavoro del geografo l'analisi della rete di relazioni che scaturisce dal rapporto uomo-ambiente. Il geografo ha il compito di indagare le connessioni tra sistemi naturali e umani e comprenderne le conseguenze sociali-economiche-ambientali. Tra tutte le specificità per la formazione di individui dotati di capacità di pensiero interconnesso vi sono quelle della transcalarità e multiscalarità secondo G. Dematteis, uno dei più importanti maestri della geografia contemporanea: oggi bisogna essere consapevoli del fatto che in ogni spazio locale, c'è un po' di regionale, nazionale, euro-mediterraneo e globale pertanto la multiscalarità prevede appunto il pensare globalmente e agire localmente, ciò è alla base della multi-cittadinanza, la buona salute del pianeta e dei suoi abitanti dipende dai comportamenti di ciascuno di noi curando il territorio locale ci prendiamo cura anche dell'intero pianeta.

Metodo di indagine geografico

  • Cronospazialità: indaga un fenomeno nel qui e nell'altrove, presente e passato al fine di prevedere lo sviluppo futuro
  • Transcalarità: Considera più scale intrecciando il locale con il globale
  • Multifattorialità: Valuta tutte le componenti coinvolte nello sviluppo di un evento geografico e i diversi punti di vista da cui esso è analizzabile.

Educare al territorio ed educare il territorio, la geografia ha anche un forte valore etico. Lo studio geografico è multifattoriale, multidimensionale e multistrumentale quindi è uno studio pluralistico. Per giungere alla spiegazione di un fenomeno il geografo, segue un percorso lungo ed articolato dove analizza le varie posizioni e deduzioni raggiunte mettendole in discussione sempre, questa modalità permette di passare dalla conoscenza, comprensione fino a giungere all'interiorizzazione. Il confronto soprattutto con gli altri è la posizione più idonea per l'interculturalità. La geografia antropica, è una delle poche discipline umanistiche che prevede uguaglianza e parità tra i popoli.

Lezione II

Abbiamo visto che l'oggetto di studio della geografia interculturale è la relazione uomo-ambiente, una relazione dinamica, tale dinamicità, rende la geografia una disciplina sostenuta dal cambiamento perciò prossima all'interculturalità.

Intercultura

Necessita di elementi e chiavi interpretative sempre rinnovate per comprendere meglio le diverse culture. La geografia infatti ha la capacità di fornire sempre nuovi concetti e di variarne il significato nel tempo. Tra i nuovi concetti, uno in particolare necessita di una particolare attenzione: biodiversità fisico-culturale: variabilità e varietà degli organismi viventi, dei sistemi ambientali che li contengono, delle loro espressioni naturali e culturali presenti nella biosfera, quale risultato di lunghe gestazioni e processi evolutivi. Prima questo concetto era solo un misuratore di ricchezza di vita sulla terra, riferita ai geni, ecosistemi e specie. Oggi questo termine indica anche la varietà di modalità con cui l'uomo si rapporta all'ambiente. La geografia interculturale in quanto scienza relazionale tratta di come l'uomo produca territorio, usi territorio, attivi e sviluppi e concluda relazioni con altri attori sociali tramite il territorio, la geografia è quindi l'esito di un progetto sociale proiettato sullo spazio. La geografia interculturale assume il territorio quale nodo centrale per lo studio del contatto tra identità con l'obiettivo di fornire strumenti utili per l'analisi dell'intercultura attraverso dello studio dei contatti tra gruppi sociali e le loro culture.

Popolazione

La popolazione mondiale ammonta a 7 miliardi 590 milioni. Le Nazioni Unite stimano che nel 2050 la popolazione mondiale raggiungerà i 9 miliardi di abitanti soprattutto grazie all'incremento dei paesi in Via Di Sviluppo che sono 9: India, Pakistan, Cina, Nigeria, Etiopia, Tanzania, Bangladesh, Repubblica Democratica del Congo, Stati Uniti. L'attuale popolazione mondiale raggiunge i 7,3 miliardi mentre un secolo fa era di 1,6 miliardi. Tra i paesi con il maggior numero di abitanti vi sono: Cina 1,4 miliardi, India 1,2 miliardi, Stati Uniti 324 milioni. L'Asia è il continente più popolato del mondo (4,2 miliardi di abitanti), seguito da Africa (1,1 miliardi), Americhe del Nord e Sud (949 milioni), Europa (716 milioni) e Oceania (38 milioni). Nelle prime dieci posizioni dei paesi più popolati del mondo non c'è nemmeno un paese europeo; Troviamo infatti: Germania 10° posto: 82 milioni di abitanti, Italia 23° posto: 63 milioni di abitanti. Secondo gli esperti, il tasso di crescita della popolazione ha raggiunto il suo apice e rallenterà. Entro 85 anni, la popolazione aumenterà del 32%.

La piramide delle età

È una rappresentazione grafica usata nella statistica demografica per descrivere la distribuzione per età di una popolazione. Si tratta di due istogrammi posti lungo un'asse verticale simmetricamente che rappresenta le età. Dalla forma della piramide si può dedurre la storia demografica di oltre mezzo secolo di una popolazione e l'andamento demografico:

  • Forma piramidale: Crescita
  • Forma rettangolare: Crescita nulla
  • Forma a trapezio: Decremento

La popolazione mondiale raggiunge il I° Miliardo solo nell'800 e un miliardo e mezzo a fine secolo; Si verifica poi un decremento a causa delle due guerre mondiali e nei successivi 50 anni. Nel 1950, si ebbe un'esplosione demografica per 40 anni fino agli anni '90. Come già detto nel 2050, la maggior parte della popolazione sarà concentrata in 9 paesi: India, Pakistan, Congo, Etiopia, Tanzania, Uganda, Indonesia, Stati Uniti. Vi sarà quindi un solo paese occidentale, che avrà tuttavia meno cittadini rispetto alla Nigeria. La Cina, invece contribuirà al 19% della popolazione mondiale ma verrà superata dall'India.

Lezione III

Tra i 10 paesi più popolosi del pianeta, 5 di questi fanno parte dell'Africa Sub-Sahariana.

Densità di popolazione

È il numero di persone per unità di area.

Tasso di crescita

È la variazione percentuale di popolazione media annua risultante da un surplus o deficit di nascite rispetto alle morti e dall'equilibrio dei migranti che entrano o escono da un paese. Può essere positivo o negativo. È un fattore importante per determinare quali oneri sarebbero imposti ad un Paese dalle mutevoli esigenze della sua popolazione per le infrastrutture (scuole, ospedali), risorse (cibo, acqua) e posti di lavoro.

Tasso di natalità

Indica il numero medio annuo di nascite per 1000 abitanti a metà anno. È un fattore importante per determinare il tasso di crescita della popolazione e dipende sia dal livello di fertilità sia dalla struttura per età della popolazione.

Tasso di mortalità

O tasso di mortalità grezzo. Indica il numero medio annuo di decessi durante un anno ogni 1000 abitanti a metà anno. Indica con precisione l'attuale impatto sulla mortalità, sulla crescita di popolazione, è influenzato dalla distribuzione per età.

Tasso di mortalità infantile

Indica il numero di decessi di bambini sotto un anno di vita in un anno per 1000 nativi nello stesso anno, viene utilizzato come indicatore di salute in un Paese.

Tasso di mortalità materna

(MMratio) È il numero annuo di morti femminili per 100.000 nati vivi da qualsiasi causa correlata o aggravata dalla gravidanza o dalla sua gestione. Include decessi durante la gravidanza, parto o entro 42 giorni dalla fine della gravidanza, per un anno specificato.

Tasso di saldo migratorio

È la cifra ottenuta per differenza tra il numero di persone che entrano e quelle che escono da un paese per un anno ogni 1.000 persone. Eccesso di persone che entrano: Immigrazione netta. Eccesso di persone che escono: Emigrazione netta. Il tasso di migrazione netto indica il contributo della migrazione al livello generale di cambiamento della popolazione e non distingue tra tipologie di migranti: economici, rifugiati politici, leciti o illeciti quindi privi di documenti.

Tasso di fecondità

Esprime il numero di figli medio per donna in età feconda (15-14 anni). Questo tasso assicura ad una popolazione la possibilità di riprodursi mantenendo costante la propria struttura è pari a 2,1 figli per donna.

Indice di vecchiaia

Misura il numero di anziani presenti in una popolazione ogni 100 giovani, permettendo di valutare il livello di invecchiamento degli abitanti di un territorio. Valori oltre il 100 indicano una maggiore presenza di anziani. Si misura con il rapporto tra over 65 e popolazione 0-14 anni.

Popolazione africana

  • La popolazione africana, raddoppierà fino a 2,5 miliardi entro il 2050, si tratta di una vera e propria esplosione demografica e contribuire alla frenata delle nascite sotto il Mediterraneo non è una buona soluzione.
  • Nella lista mondiale dei paesi dove si fanno più figli, i primi 15 sono africani.
  • 26 nazioni africane nei prossimi 30 anni vedranno raddoppiata la propria popolazione.
  • Secondo le proiezioni delle Nazioni Unite, alla fine del secolo metà dei bambini del mondo saranno africani.

A parte la Nigeria, la maggior parte dei paesi africani sono sottopopolati. L'Africa avrà di nuovo un quarto della popolazione mondiale come prima della tratta degli schiavi solo dopo il 2050. La tratta degli schiavi ha causato il sotto popolamento del continente. Tutt'ora l'Africa ha territori disabitati con terra arabile ma l'agricoltura sta subendo conseguenze negative a causa della siccità. Per questo motivo le popolazioni si spostano verso le città che sono le più abitate nel continente. Il problema demografico non è la crescita in sé bensì altri fattori:

  • Evoluzione divergenti tra paesi in via di sviluppo (Asia, Africa, America latina) e paesi sviluppati.
  • Problema della forbice data la forte natalità nei paesi in via di sviluppo, tra popolazione e risorse, causa della sottoalimentazione cronica di 840 milioni di persone nel sud del mondo.
  • All'elevata natalità dei paesi in via di sviluppo si contrappone la forte denatalità dei paesi sviluppati che causa un forte disequilibrio demografico, causa dei crescenti flussi migratori tra regioni povere e ricche.

L'Irlanda secondo i dati Eurostat ha un saldo di popolazione di +7,1% è stata nel 2016 lo stato membro dove le nascite hanno superato le morti.

Stati con saldo positivo

  • Cipro +4,7%
  • Lussemburgo +3,6%
  • Francia +3%
  • Svezia e Regno Unito +2,7%
  • Malta +2,6%

Stati con saldo negativo

Ovvero dove le morti hanno superato le nascite

  • Bulgaria -6%
  • Lituania -3,7%
  • Romania -3,5%
  • Croazia e Lettonia -3,4%
  • Ungheria -3,25
  • Italia -2,3 x mille

In Europa nel 2016, per la prima volta nella storia, il numero delle morti ha superato quello delle nascite. L'Italia ha il tasso di natalità minore di tutti, nel 2015 solo 486 mila nuovi nat. La crescita della popolazione va rapportata anche con:

  • Risorse del pianeta
  • Qualità di vita degli individui

Lezione IV

I diversi tassi di fecondità

All'origine della decelerazione vi è la minore fecondità: 2,5 figli per donna contro 5 del 1950. Il minore tasso lo hanno il Portogallo e la Corea del Sud (1,2 figli). Francia ed Irlanda si distinguono tra gli altri paesi europei perché hanno il tasso di fecondità maggiore (2 figli per donna). Al lato opposto c'è il Niger con 6,7 figli per donna. La fecondità resterà a 3 figli in quasi tutta l'Africa, alcuni paesi del Medio Oriente, Afghanistan e India. Alessandro Rosina (demografo) parla del XXI Secolo come il secolo dell'invecchiamento globale: In molte regioni del mondo la popolazione è ancora giovane: In Africa i bambini sotto i 15 anni sono il 41% della popolazione, America Latina e Caraibi 26%, Asia 24%. Oggi vi sono molti bambini ma il rallentamento della crescita di popolazione e la riduzione di fertilità fa in modo che la percentuale di persone anziane aumenti nel tempo e nel 2050 le persone con età uguale o superiore a 60 anni aumenteranno notevolmente.

Italia

La nostra popolazione è prevista in declino (da 59,8 milioni a 56,5 milioni nel 2050) e anziana. Le migrazioni non potranno aiutare il nostro paese poiché la maggior parte dei migranti non desidera permanere nel nostro paese.

I tre paesi più vecchi del mondo

L'età media, si sta alzando in molti paesi del mondo con conseguenze sulle economie future. Vi sono delle nazioni "super anziane" cioè con il 20% della popolazione sopra i 65 anni: Italia, Germania, Giappone. Questi sono i 3 paesi dell'asse che persero la II Guerra Mondiale. Entro il 2030, si aggiungeranno altri paesi con popolazione anziana: Grecia e Finlandia saranno i primi, seguiti da Svezia e Francia nel 2020, Canada, Spagna e Regno Unito nel 2025, Usa-Corea del Sud– Singapore nel 2030. In Italia, il ritmo di invecchiamento raggiungerà il 26,8% nel 2030. L'invecchiamento ha conseguenze sull'economia di un Paese, meno persone che lavorano, più pensioni da pagare e maggiori cure sanitarie. Soluzione: Innalzamento dell'età pensionistica e immigrazione.

Paesi anziani non europei

  • Australia
  • Canada
  • Cuba
  • Hong Kong
  • Nuova Zelanda
  • Stati Uniti
  • Uruguay

Lezione V

Da Magli – Dopo l'occidente

È un saggio dell'antropologa che analizza con occhio disincantato la fine del continente antico. L'antropologa analizza la situazione attuale dell'Europa e osserva come la nostra società sia sempre più schiava dell'economia modello politico votato solo al profitto. Alla fine del 2000 secondo l'antropologa la cultura occidentale è destinata a scomparire, l'Europa sarà abitata da Africani, cinesi e medio orientali a causa delle massicce immigrazioni e alla proliferazione di questi paesi.

Aspetti geo-socio culturali dell'Africa

  • In Africa vi sono 3.000 gruppi etnici.
  • Giovani: la popolazione africana è di circa 1 miliardo di persone, negli ultimi 40 anni infatti abbiamo assistito ad un'esplosione demografica, infatti l'età media della popolazione africana non ha ancora raggiunto i 25 anni però l'aspettativa di vita è di 54/56 anni (Italia 80 per gli uomini e 84 per le donne).
  • Lingue per tutti: La lingua più parlata è l'arabo ma vi sono altre 2000 lingue.
  • Abitanti: È il secondo continente più popoloso della terra dopo l'Asia.
  • Niger: Più alto tasso di fecondità mentre la Nigeria è il paese più popoloso con 180 milioni di abitanti. Nel 2050 l'Africa avrà 2,3 miliardi di abitanti.
  • Piramidi: L'Egitto è il paese turistico più visitato dell'Africa ma il Sudan ha molte più piramidi (223 contro le 138 dell'Egitto) solo che sono più piccole e disposte peggio.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Naomi1995 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia interculturale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Varani Nicoletta.
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