RIASSUNTI DEL CORSO DI
MISURE MECCANICHE & TERMICHE
Marco Grassi – Piero Malcovati
A.A. 2018/2019 Appunti presi a lezione,
integrati dalle slide del corso
2 INDICE
Misure di Temperatura …………………………………………………..pag 4-10
Misure Inerziali …………………..………………………………………….pag 11-21
Misure Acustiche ……………………………………………………………pag 22-25
Misure di Portata …………………………………………………………..pag 26-29
Misure di Pressione ………………………………………………………..pag 30-35
Misure di Livello ……………………………………………………………..pag 36-43
Misure di Massa, Lunghezza e Deformazione ……………,…...pag 43-48
Esempi domande……………………………………………………………. pag 49 3
MISURE DI TEMPERATURA
Temperatura – proprietà dei corpi che permette lo scambio termico per conduzione, convezione,
irraggiamento – è PROPRIETA’ INTENSIVA dei corpi cioè non dipende da massa/volume e la
temperatura di due corpi che scambiano non è la somma delle temperature (analogo a pressione e
densità, al contrario massa e volume sono proprietà estensive del corpo) – conviene immaginarla
come forza motrice che permette il fluire di flussi termici
Equilibrio termico – stato in cui i due corpi cessano di scambiare calore, tutte le misure di
temperatura devono essere effettuate in questo stato di regime! Andrò a misurare sfruttando la
Legge Zero della Termodinamica (transitività dell’equilibrio tra tre corpi)
È importante che la massa termica del sensore di misura sia trascurabile rispetto a quella del
misurando, così che non vada a influenzarne la T
Response Time = f (thermal mass, measuring device)
Temperatura percepita – proprietà empirica soggettiva che rende conto della temperatura dell’aria,
della sua umidità e della sua velocità – definita come la temperatura dell’aria e delle pareti nere di un
ambiente al 50% di umidità e senza vento in cui un soggetto alla temperatura e umidità cutanea di
interesse scambierebbe calore
La variazione di temperatura è causa di altre variazioni fisiche misurabili del corpo
Punti fissi – campioni di temperatura T* utilizzati come riferimento nei processi di taratura - rispetto
ad uno o più punti fissi vengono definiti i vari tipi di Scale Termometriche:
- SCALA FARENHEIT: scala a due punti fissi (temperatura corporea a 100°F e punto di fusione
acqua e sale a 0°F), vale che
- SCALA CELSIUS: scala a due punti fissi (temperatura ebollizione e fusione acqua)
- SCALA KELVIN: necessità di scala assoluta, un unico punto fisso alla temperatura del punto
triplo dell’acqua cioè 273,16K e a 0K abbiamo lo zero assoluto in grado di massimizzare il
rendimento del ciclo di Carnot – differenza di 0,01 gradi tra la temperatura di fusione e la
temperatura del pto triplo legata a p leggermente diversa e alla presenza di aria disciolta
- SCALA IPTS 68 (International Practical Temperature Scale): primo pto fisso resta quello triplo
dell’acqua (come Kelvin), ma con altri cinque punti fissi primari e diversi secondari – scala
facilmente riproducibile e legata strettamente a proprietà termodinamiche dei materiali, pur
mantenendo una sua praticità, revisionata periodicamente
- SCALA IPTS 90: definisce il Kelvin come 1/273,16esimi la temperatura del pto triplo dell’acqua
e la praticità del -273,15 per passare a Celsius facendo riferimento alla temperatura di fusione
4
Per la generazione del pto triplo ci sono vari modi, si ricordano la cella a pto triplo (IPTS90) e il vaso di
Dewar (IPTS68) – tale pto viene utilizzato come riferimento per tarare i termometri, più
semplicemente posso tarare attraverso un termometro campione a temperatura nota, partendo da
temperature alte per evitare fenomeni di condensa – i termometri misurano la temperatura
dell’oggetto sfruttando ΔV fluido, Δp fluido, Δlungh oggetto, ΔR, Δrho, ΔC o ΔV – divisi principalmente
in TERMOMETRI A CONTATTO e TERMOMETRI A RADIAZIONE (onde elettromagnetiche, IRED,
radiazione totale o visibile, da -50°C a 1000°C e oltre)
TERMOMETRI A CONTATTO
1) A dilatazione di gas
Bulbo con gas comunica tramite un capillare con il manometro differenziale; quando il gas si
espande leggo direttamente dal manometro la temperatura, sfruttando l’eq di stato gas perfetti
pV = nRT
Utilizzati per misure locali nel processo di gas o liquidi, ampio campo legato al manometrico usato
5
2) A dilatazione di liquido
Classici termometri utilizzati in meteorologia per la misura della Ta, funzionamento analogo a
precedente ma espansione all’interno del manometro differenziale stesso, Hg + Alcol per la misura
di Tmin e Tmax – TERMOMETRO di RUTHERFORD è termometro a dilatazione di liquido con Alcol
liquido + Hg + Alcol vapore permette di mantenere la memoria di Tmin e Tmax tramite indicatori
resettabili
3) A tensione di vapore
Campi di misura molto ridotti (0-25°C), bulbo
con vapore in espansione, misuro direttamente
o tramite fluido non volatile con un manometro
la temperatura proporzionale alla pressione
esercitata
Un manometro spesso utilizzato è il
MANOMETRO di BOURDON collegato tramite
capillare
Di questo tipo anche fialette antincendio
4) A pressione di liquido
Campi di misura -30°C fino a 300°C
Analogo a precedente ma è lo stesso fluido (Hg) a
riempire capillare e bulbo e arriva fino al
manometro
Il capillare deve essere di lunghezza trascurabile e
resistente a variazioni di p esterne
5) Metallici a dilatazione differenziale
Campi di applicazione -20°C fino a 400°C, dipende molto dai materiali usati
Due lamine di materiali distinti (diversi coefficienti di dilatazione), tanto più sensibile quanto più la
lamina è lunga – spostamenti laterali proporzionali alla T a cui è sottoposto
Possibilità di ripiegare la lamina a spirale o a cilindro per ottenere effetti più visibili e diversi campi
Principio di funzionamento analogo a TERMOSTATO MECCANICO
6 6) Termocoppie
Vengono sfruttati effetti termoelettrici come Seebeck, Thomson (circuito o sbarra conduttrice
aperto o chiuso) e Volta – tra questi il preponderante resta l’effetto Seebeck
La fem è proporzionale alla ΔT nel cto aperto
La corrente circola dal giunto freddo al giunto caldo nel cto chiuso finché ΔT = 0 passando per il
conduttore più elettronegativo mentre dal giunto caldo al giunto freddo passando per quello
meno elettronegativo (Polo positivo nel giunto caldo) – effetto Seebeck
Viceversa, l’effetto Peltier vede il crescere del ΔT al crescere della corrente che viene fatta
circolare o della fem applicata nel cto aperto (reversibilità della termocoppia)
Fem e corrente tanto più evidenti quanto più riesco a tagliare il conduttore in prossimità del
giunto – se si riuscisse a termostatare il giunto freddo (tramite termoresistenza o termometro a
semiconduttore) ottengo una misura di temperatura assoluta sull’altro giunto
Strumenti molto versatili, precisi su range ampi, affidabili e rapidi in risposta – utilizzo in serie
POTERE TERMOELETTRICO – rapporto tra fem generata all’apertura dei conduttori in prossimità di
un giunto (preferibilmente quello freddo) e la differenza di temperatura tra i giunti stessi –
permette di definire una caratteristica della termocoppia anche non lineare, le migliori sono Ferro
Costantana (lega Nichel, Rame)
Campo di applicazione tra -200°C e 1500°C
Compromesso tra robustezza e tempo di risposta, facilmente sollecitabile meccanicamente! Se
devo misurare la temperatura di un fluido in movimento con una termocoppia devo prevedere un
pozzetto che chiaramente avrà una sua trasmittanza termica
Inoltre, ogni termocoppia richiede cavi di prolungamento e/o cavetti di compensazione idonei a
non alterare la fem generata, di lunghezza sufficiente a raggiungere il giunto freddo – i cavetti
secondari di prolungamento basta che chiudano il circuito (rame) cioè cavi elettrici standard
Un circuito di misura molto utilizzato e preciso è quello di opposizione: confronto la fem della
termocoppia con una fem nota (pila) che induce una corrente su una resistenza variabile,
disaccoppiando la pila e accoppiando la termocoppia vedo che la corrente non varia tramite un
galvanometro 7
7) Termopila
Formata da treni di decine di termocoppie in serie, sovrappongo effetti di corrente e fem montate
su una piastrina con un giunto freddo e un giunto caldo in comune tra le termocoppie
Tramite effetto Peltier le termopile possono portare i giunti a temperature di riferimento – molto
utilizzate nel raffreddamento dei microchip al posto di ventole
8) Termoresistenze
Resistenza di un materiale si assume dipendente linearmente (idealità) da variazione di
temperatura e coefficiente termoresistivo α, oltre che da lunghezza, sezione e resistività del
conduttore – la variazione di resistenza è preponderante rispetto alle dilatazioni geometriche che
si producono col variare della T
Materiali più utilizzati sono Nichel e Platino – il primo è lineare come il secondo ma in un range
molto più ristretto di temperature (es Pt1000)
Campo di utilizzo Pt da -200°C a 700°C, ma utilizzate molto per la misura di Tamb in alternativa ai
Termistori
Cto di misura tipico per questo strumento è il Ponte di Wheatstone tramite cui, a ponte
bilanciato:
possibilità di misura anche tramite Ponte di Wheatstone non bilanciato (misura indiretta) o
corrente/tensione impressa (a quattro fili per trascurare cadute di tensione di linea)
Migliore risposta ma maggior costo rispetto alle termocoppie - norme di sicurezza rigide sui limiti
di temperatura - saldature necessariamente autogene (costose!)
9) Termistori – termometri a semiconduttore
Componente resistiva elettronica/resistore ricavato da sinterizzazione di polveri metalliche (NTC,
PTC ottenuti rispettivamente da ossidi metallici e minerali ferroelettrici) o dal drogaggio
controllato di semiconduttori (PTC) – Resistenza diminuisce all’aumentare della temperatura
nell’NTC, aumentano entrambe nel PTC
8 Variazioni molto ampie di R in funzione di T, perdo linearità e uso scala logaritmica – campo di
temperatura per il singolo termistore di qualche decina di °C ma precisione di 0,001 °C – la
famiglia dei termistori presenta dispositivi che coprono range tra -100°C e 400°C
Indispensabile calibrazione, implementano circuiti integrati in elettronica di riscaldamento e
sicurezza TERMOMETRI A RADIAZIONE
Senza contatto fisico, sistemi ottici che mettono “a fuoco” l’energia irradiata da un corpo caldo,
tipicamente termopile con luce concentrata o dispositivi a semiconduttore come fotodiodi
Al crescere della temperatura aumenta la densità di energia a parità di lunghezza d’onda e la curva
presenta un picco a lunghezze d’onda inferiori
I termometri a radiazione luminosa vengono calibrati sfruttando un corpo nero artificiale, tipicamente
sfera cava con pareti interne nere
Campi di utilizzo in dipendenza del fascio utilizzato, tipicamente per corpi caldi:
- Infrarosso da -50 a 1000°C
- Radiazione totale da 20 a più di 2000°C, simile a confronto di luminosità con filamento Pt
- Luce monocromatica a più di 1000°C 9
Seguono i dispositivi, che si rifanno a Legge di Wien e Legge di Stefan:
1) Pirometri ottici
Costituiti da una lente focale in vetro o in quarzo (questo è migliore perché più resistente e copre
una gamma più ampia di lunghezze d’onda, da ultravioletto a infrarosso) che convoglia la
radiazione emessa dall’elemento scaldato su una termopila collegata ad un mV digitale
In base alla banda di radiazione generata suddivido in mono, bi o multi-cromatici
Le cause principali dell’errore di misura (tot 20%) sono la non idealità del riferimento nero e la
presenza di corpi neri tra la radiazione emessa e la lente
2) Pirometri ad infrarossi
Come precedenti ma con termistore anziché termopila e banda ristretta all’infrarosso, sfrutta il
confronto con la luce emessa da un filamento di Pt o di W a T nota
Termometri più precisi rispetto ai pirometri ottici ma su range più ristretti e risposta molto rapida
Da questi è nata la TERMOGRAFIA, modalità di rilevazione della T di un oggetto tramite immagini
fotografiche sensibili all’infrarosso
10 MISURE INERZIALI
MISURE DI POSIZIONE ASSOLUTA
Misure a sé stanti, non ricavabili da doppia integrazione – l’unico modo di misurare è tramite GPS
con contatto contemporaneo di 4 satelliti di cui 3 per la triangolazione e 1 per la sincronizzazione
SISTEMA MASSA-MOLLA-SMORZAMENTO
Misuro indirettamente posizione, velocità e accelerazione dell’oggetto di indagine misurando le
forze di inerzia provenienti da esso e agenti su una massa sospesa campione 11
Su queste equazioni vengono definite le caratteristiche degli strumenti in funzione di ciò che devo
misurare:
• Per misurare l’accelerazione conviene lavorare a pulsazioni più basse di quella di
risonanza, perciò adotterò masse ridotte e molle particolarmente rigide - misure sia
statiche, cioè a pulsazione nulla, che dinamiche
• Per misurare la posizione dell’oggetto invece si lavora a pulsazioni più alte di quella di
risonanza, motivo per cui le masse adottate saranno molto maggiori e le molle più lasse
rispetto al caso precedente – misure esclusivamente dinamiche – la massa si muove solo
se l’oggetto si muove a pulsazioni inferiori di quella di risonanza
12 MISURE DI ACCELERAZIONE
Obbiettivo è misurare la posizione/spostamento Δx dell’oggetto così da ricavare l’accelerazione
I trasduttori applicati al sistema massa-molla-smorzamento (mms) sono capacitivi, induttivi,
estensimetrici – vengono presentati i vari accelerometri
1) Accelerometri piezoelettrici
Non misurano direttamente Δx ma la forza esercitata dalla massa sul trasduttore piezoelettrico –
tipicamente cristallo di quarzo o ceramica PET – che se sollecitato libera carica elettrica che
produce tensione tra le piastre del condensatore, misurata da due elettrodi, secondo la legge
Azione meccanica produce azione elettrica ma anche viceversa! L’effetto è anisotropo, cioè si ha
solo se il cristallo è orientato come progettato: carica o campo direzionale/forza o pressione direz.
In questi strumenti la molla è costituita dal materiale piezoelettrico stesso, elevata rigidità e
massa piccola perciò adatto a misure di accelerazione a frequenze anche elevate
SENSIBILITA’ TRASVERSALE – capacità del piezoaccelerometro di rispondere a sollecitazioni
diverse da quella prevista sulla direzione principale di compressione
Viene adottato sempre un amplificatore di carica a valle del trasduttore
Risolvendo il circuito equivalente con Laplace si trova che è conveniente aumentare le
resistenze/capacità per migliorare la risposta alle basse frequenze, diminuendo cioè la sensibilità
statica del sistema 13
Abbiamo ottenuto un’alta impedenza e bassa carica in uscita, obbiettivo è convertire in un
segnale di elevata tensione e bassa impedenza in uscita più facilmente gestibile
CONDIZIONAMENTO del SEGNALE tramite amplificatore di tensione, di carica o strumento stesso
• Amplificatore di tensione
La sensibilità del circuito dipende principalmente dalle capacità, buona linearità anche ad elevate
frequenze ma importante rumore di fondo
• Amplificatore di carica
Idealmente (cioè per una A di trasferimento sufficientemente elevata) la sensibilità del circuito
dipenderà esclusivamente dalla Cf e non dalle altre capacità, compresa quella dei cavi – rumore di
fondo praticamente nullo ma maggior costo e lineare solo a basse frequenze
14 2) Accelerometri ICP (Integrated Circuit Piezoelectric)
Permettono l’amplificazione della misura p
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