Passo uno - La sperimentazione animata
Il cinema è fatto di: luce, spazio e tempo. La pellicola è una striscia fatta di fotografie (un flusso di singoli elementi misurabili), esemplifica la nostra idea del tempo e della luce.
Il cinema animato negli anni '20 e '30
Negli anni '20 e '30 ci sono esempi di cinema animato astratto e nasce in ambito artistico (non cinematografico). Cinema animato sperimentale dagli anni '30 fino al contemporaneo. Due autori hanno lavorato sulle caratteristiche principali del cinema: l’essere flusso e l’essere fatto di entità discrete e ordinate nel tempo; sono i fratelli Lumière e Georges Méliès.
I fratelli Lumière
I fratelli Lumière hanno avuto l’idea di piazzare la cinepresa e fare partire la pellicola, catturando più tempo possibile ed esaltare l’idea di flusso, continuità e capacità di memoria.
Il contributo di Georges Méliès
Georges Méliès lavora con il tempo bloccato e l’esaltazione del singolo fotogramma. È stato il primo ad usare il passo uno, con un tempo artificiale. È il padre del cinema narrativo. Gli importava giocare con le aspettative dello spettatore, l’idea era di creare un tempo relativo; il suo è un cinema astratto e sperimentale.
L’effetto Méliès è l’operazione attraverso la quale, tenendo la cinepresa ferma in una posizione, bloccando e riprendendo la registrazione, si ottengono apparizioni e sparizioni del profilmico (personaggi, oggetti); è un processo in cui l’effetto avviene in un singolo fotogramma; il flusso esiste ancora, ma il tempo è stato bloccato per poi farlo ripartire. L’idea che una parte dello spazio del profilmico possa apparire o scomparire è una forzatura che spacca l’idea dello spazio compatto a favore di uno spazio composto da tempi diversi.
Il cinema astratto e i suoi pionieri
Gran parte del cinema d’animazione non narrativo è astratto. I primi ad intuire di poter fare del cinema d’azione non narrativo, sono stati pittori e artisti che partivano già da un’esperienza visiva e non dinamica. Per i pittori il cinema è la liberazione del tempo bloccato, come il Viking Eggeling. Fa cinema astratto, era vicino all’arte astratta ed era un pittore.
Viking Eggeling e l'arte astratta
È influenzato da Kandinskij, dadaisti, e diventa amico di Richter (capo dei dadaisti di Zurigo e sarà colui che conserverà la copia del suo film Diagonale Symphonie). Realizza “studi di forme astratte della natura”: disegna su dei fogli dei segni grafici che hanno il compito di interpretare le linee essenziali delle forme naturali e cercare di riconoscere in quelle forme, quale sia la legge che ne governa uguaglianze e differenze. La legge è quella degli opposti; positivo/negativo, bianco/nero, alto/basso.
Si rende conto che manca un elemento essenziale: la vita che dal punto di vista scientifico è il movimento che deve dare una direzione ai frammenti del linguaggio della natura. I suoi fogli diventano degli spartiti, cioè dei rulli dove tutti gli elementi sono fusi lungo la linea orizzontale, senza continuità.
Diagonale Symphonie (1921)
Diagonale Symphonie (1921) è il primo cortometraggio astratto della storia del cinema; utilizza il passo uno e mostra il linguaggio della natura. Il film è un viaggio all’interno di una serie di segni bianchi su fondo nero che si compongono e scompongono al ritmo di una sinfonia visiva. Le sue figure non “sbordano” mai nel fuori campo, ma sono ancorate in un punto centrale. Se si proietta questo film in una sala oscurata, l’effetto è quello di vedere i segni bianchi: vuole che lo spettatore abbia la sensazione di vedere dei segni bianchi fluttuare nel vuoto.
Quei segni volevano ricordare gli orrori della guerra mondiale; da un lato il fascino delle città di notte e le insegne, dall’altro l’attenzione delle luci notturne della guerra. La natura che vuole significare è quella della metropoli contemporanea e della guerra.
Hans Richter e Walter Ruttmann
Autori come Ruttmann, descrivono in modo più emotivo e drammatico il fascino visivo della guerra e della meccanizzazione della vita umana. Il Dadaismo nasce a Zurigo perché l’orrore della guerra aveva portato diversi artisti a fondare questo movimento. Hans Richter nasce come artista visivo (a Zurigo c’è una sua mostra) si trasferisce in Germania, dove stava nascendo un fronte cinematografico rappresentato da ex pittori. Insieme ad Eggeling ha realizzato il primo cortometraggio astratto. Nelle sue opere anima forme geometriche semplici (quadrati, rettangoli); si dimostra più efficace in alcuni film dal vero dal sapore dadaista. Vuole creare un’arte lontana dal passato, che non sia narrativa e che sia senza senso.
Rhythmus 21
Rhythmus 21, utilizza due colori e lavora su griglie geometriche animate. Gli artisti dell’Absolute Film vogliono dare movimento all’arte astratta ed emancipare il cinema dalla narratività. Ruttmann sviluppa una tecnica basata sulla sovrapposizione di cera e i suoi film sembrano dei bassorilievi. I lavori si chiamano tutti Opus e sono numerati (legame alla pittura).
Opus I, II e III
Opus I, sembra fosse a colori, mostra forme dinamiche che si muovono in un vortice ritmico. Opus II, articola delle forme che rimangono costanti nell’opera, cuore che pulsa, cellula a forma di onda che si muove nello spazio, figure triangolari e minacciose che arrivano da fuori campo per colpire le onde e delle esplosioni stilizzate. Opus III, è il suo film più astratto e articolato, oltre alle figure di prima che richiamano la lotta per la vita in un clima bellicoso, ci sono dei momenti in cui le forme astratte rappresentano l’allargamento delle metropoli; in alcuni momenti lo schermo viene diviso in due parti, dove si muovono forme che richiamano l’agitarsi di meccanismi oscuri; nel cortometraggio c’è un punto importante ed è quando compare una struttura nera che richiama la forma del DNA in maniera tridimensionale (sembra interrompersi qui).
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