L'oggetto della dichiarazione di volontà
La nozione di oggetto della dichiarazione di volontà può essere assunta in un'accezione materialistica: cose alle quali si riferisce la dichiarazione di volontà. Ma oggetto del negozio giuridico non è tanto la cosa intesa nella sua materialità, ma le differenti utilizzazioni della cosa programmate dalle parti. L'oggetto della dichiarazione di volontà viene a determinarsi in relazione all'interesse dell'autore: l'interesse di conseguire un certo tipo di utilizzazione di un bene.
Ai sensi dell'art. 1325 tutti i contratti devono avere un oggetto. Se si considera oggetto dell'atto negoziale una cosa nella sua materialità si avrebbero una molteplicità di atti, di grandissima diffusione, senza oggetto. La nozione dell'oggetto della dichiarazione di volontà negoziale viene progressivamente a coincidere con la prestazione programmata, ed in questa prospettiva emerge che l'oggetto rappresenta un certo modo di essere della stessa dichiarazione di volontà negoziale. La legge attribuisce delle qualificazione all'oggetto: possibile, lecito, determinato, determinabile. Queste qualificazioni non sono proprie della cosa che, nella sua inerte materialità, non può essere possibile, lecita e determinabile. Lo è invece la prestazione.
Rapporti tra causa e oggetto
Causa e oggetto sono entrambi requisiti della dichiarazione di volontà negoziale. La causa è il luogo nel quale si opera il controllo della dichiarazione di volontà negoziale nei suoi rapporti con l'ordine giuridico e ai suoi valori peculiari. L'oggetto è il luogo nel quale si opera il controllo della dichiarazione di volontà negoziale nei suoi rapporti con la realtà, il controllo circa l'effettiva realizzabilità della volontà negoziale dichiarata (fattibilità).
Caratteri della dichiarazione
- Conformità a norme imperative, all'ordine pubblico, al buon costume
- Esistenza di una ragione riconosciuta dalla legge come idonea a giustificare l'atto di attribuzione
- Possibilità
- Liceità
- Determinatezza o determinabilità
La duplicazione del controllo di liceità ha una ragione storica, derivante dalla configurazione originaria dell'oggetto come “cosa”. Tra le cose esistono infatti quelle extra commercium, e in questa prospettazione è possibile sostenere che la cosa debba essere lecita, e cioè, commerciabile. Una simile prospettazione non può essere generalizzata e deriva dall'assunzione del modello della vendita come modello esclusivo dell'attività negoziale. Ma anche in questo...
-
Requisiti della dichiarazione di volontà pt1
-
Requisiti software
-
Requisiti software
-
Requisiti e Metriche