Patogenesi delle recessioni gengivali
Allora riprendiamo da ieri, stavamo parlando della patogenesi delle recessioni gengivali. La recessione gengivale può essere dovuta a motivi infiammatori o a motivi meccanici (da spazzolamento). Nel parodonto sottile l’infiltrato infiammatorio riesce ad attraversare tutto il tessuto, in quello spesso no. Nel tessuto spesso si forma una tasca, mentre nel tessuto sottile si forma una recessione. Tra tessuti molli e tessuti duri ci sono delle similitudini: la tasca dei tessuti molli è il difetto intraosseo dei tessuti duri, la deiscenza dei tessuti duri è la recessione dei tessuti molli. E il meccanismo con cui si realizza è lo stesso.
La perdita di consistenza del connettivo gengivale comporta un mancato sostegno all’epitelio che prolifera e l’epitelio orale si fonde con l’epitelio sulculare e si forma la recessione. I frenuli traenti? Non causano recessioni gengivali perché sono attaccati alla gengiva aderente. La recessione è causata dall’infiammazione.
Biotipo gengivale
Il biotipo sottile ha denti più lunghi rispetto al biotipo spesso nel quale i denti sono più quadrati. Il biotipo sottile non è sinonimo di recessione. Comunque chi ha un biotipo sottile rispetto a chi ha un biotipo spesso ha maggior rischio di avere recessioni. A maggior ragione in chi ha biotipo sottile e ha protesi c’è rischio. Allora si potrebbe fare una chirurgia preventiva per modificare il biotipo prima di fare la protesi, soprattutto se sto in aree estetiche. Come cambio il biotipo? Inserisco connettivo preso dal palato.
Quantità di gengiva aderente
Ora apriamo un discorso su un’altra variabile. Esiste una quantità adeguata di gengiva aderente (cioè l’altezza apico-coronale di gengiva aderente)?
Studio di Lang e Loe (1972)
Studio di Lang e Loe 1972: esiste una relazione tra l’ampiezza (altezza) della gengiva aderente e la salute gengivale (cioè infiammazione)? 32 studenti di odontoiatria in cui fu misurata l’altezza della gengiva aderente e cheratinizzata sulla superficie medio vestibolare dei denti. (La gengiva cheratinizzata è uguale alla gengiva aderente più la gengiva libera). Meno di 2mm di gengiva cheratinizzata (cioè meno di 1mm di gengiva aderente considerando che la libera è 1mm) venne chiamata scarsa gengiva cheratinizzata, se erano di più venne detta adeguata gengiva cheratinizzata. Si vide che dove c’era gengiva scarsa c’era sempre infiammazione. Conclusione: c’è relazione tra stato di salute gengivale e altezza della gengiva aderente, quindi se c’era poca gengiva in altezza questa non poteva essere sana. Però venne poi visto che questo non è vero. E ora vediamo perché.
Studio di Myasato, Crigger, Egelberg (1977)
Nel 1977 Myasato, Crigger, Egelberg: 250 studenti di odontoiatria con igiene controllata di cui 16 con almeno un sito con gengiva cheratinizzata minima (<1mm) o apprezzabile (<2mm) e si vide che in questi non c’era flogosi. Perciò smentirono Lang e Loe. Di questi 16 ne presero 6 su cui venne fatta una gengivite sperimentale (cioè non dovevano lavarsi più i denti) e si vide che la rapidità con cui si sviluppava l’infiammazione era uguale sia nei siti con gengiva poco alta che in quelli con gengiva alta. Quindi conclusione: avere o no in altezza molta gengiva aderente non protegge dall’infiammazione o anche averne poca non condanna all’infiammazione, purché ci sia un’igiene controllata.
Studio di Schoo, Van der Velden
Studio di Schoo, Van der Velden, valuta la recessione in siti che in partenza avevano poca o molta gengiva aderente in altezza, osservati longitudinalmente nel tempo, dopo cinque anni. Ci sono due gruppi (uno con gengiva aderente pari a zero e l’altro che aveva almeno un minimo di gengiva aderente). Recessione gengivale dopo cinque anni era uguale nei due gruppi.
Studio di Lindhe e Nyman
Dopo chirurgia parodontale, Lindhe e Nyman dimostrano che le zone che prima della chirurgia avevano poca gengiva cheratinizzata dopo chirurgia avevano lo stesso grado di recessione post-chirurgica di quelle che avevano molta gengiva cheratinizzata prima della chirurgia. Quindi sembrerebbe che avere poca o molta gengiva cheratinizzata in altezza non influenzi la salute parodontale a patto che l’igiene sia controllata (cioè vuol dire che l’igiene è buona).
Studio di Wennstrom e Lindhe
Studio di Wennstrom e Lindhe: studio su cani, split mouth, creata parodontite sperimentale e quindi si formarono delle tasche sopraossee che raggiungevano la giunzione muco gengivale. Si eliminarono le tasche con gengivectomia (invece solitamente in questo caso si fa il lembo a riposizionamento apicale, perché altrimenti con la gengivectomia si toglie tutta la gengiva aderente). Quindi i cani non avevano gengiva aderente, ma poi da un solo lato della bocca venne ricreato gengiva aderente attraverso un innesto. L’igiene era controllata. I cani vennero sacrificati e venne fatta l’istologia. Risultato: la presenza o meno di gengiva cheratinizzata non influenza il mantenimento della salute parodontale sia nei quadranti sani che in quelli sottoposti a parodontite sperimentale.
Studi longitudinali di Dorfman, Kennedy (1980, 1982, 1985)
Studi longitudinali di Dorfman, Kennedy (1980, 1982, 1985): 92 pazienti che avevano una gengiva cheratinizzata di altezza inferiore a 2mm (era considerata da Lang e Loe scarsa) cioè meno di 1mm di gengiva aderente. Sul lato test è stato fatto innesto gengivale libero cioè la gengiva è stata aumentata in altezza, sul lato controllo non è stato fatto niente. Valutazione clinica (indice gengivale, indice di placca, profondità di sondaggio, livello di attacco, recessione): a 2 anni, a 4 anni, a 6 anni: nessuna differenza fra lato test e lato controllo (cioè l’infiammazione e la recessione si manifestavano sia sul lato test che sul lato controllo). Igiene controllata (cioè dovevano fare sedute di igiene a studio). Quindi avere o no gengiva cheratinizzata in altezza non condiziona lo stato di salute, purché l’igiene sia controllata.
A 6 anni gli autori differenziarono quei pazienti che hanno continuato a farsi fare il mantenimento a studio e quelli che non lo facevano più. E videro che in quelli che, dopo il primo anno che era iniziato lo studio, non andavano più alle sedute di mantenimento di igiene (quindi per cinque anni) si ristabilì un’infiammazione gengivale sul lato di controllo (cioè dove non è stato fatto il trapianto) e in più c’era un’ulteriore recessione (cioè la recessione si aggravava). Questo non succedeva nei siti dove era stato fatto il trapianto.
Conclusioni
Quindi conclusione di tutti questi studi: avere o no tanta gengiva...