I RAPPORTI GIURIDICI
Per cominciare, abbiamo alcune definizioni di base, categorie moderne che sono in parte applicabili ai romani. Ci occuperemo, in particolare, del DIRITTO PUBBLICO, cioè delle regole che riguardano l'aspetto sociale.
In particolare, iniziamo con lo specificare che il diritto si divide in OGGETTIVO, SOGGETTIVO:
- il diritto OGGETTIVO rappresenta l'ordinamento giuridico; i.e complesso delle norma giuridiche;
- il diritto SOGGETTIVO rappresenta un rapporto intersoggettivo (cioè tra soggetti) su un qualcosa definita "soggetto giuridico". Per questo motivo il termine "diritto soggettivo" può essere sostituito con rapporto giuridico. Analizziamo meglio proprio quest'ultimo rapporto. Esso può essere di due categorie: cioè RAPPORTO GIURIDICO RELATIVO e RAPPORTO GIURIDICO ASSOLUTO.
Il rapporto relativo —> consiste in una relazione tra uno o più soggetti determinati o determinabili e uno o più soggetti determinati e determinabili. Innanzitutto specificiamo cosa si intende per "soggetti determinati e determinabili": i primi sono i soggetti stabiliti, cioè che devono compiere un atto e sono già scelti. Ad esempio, se si dice "se entro cinque minuti, tu riesci a raggiungere la scrivania, avrai in cambio da me 5€": in questo caso, sia io che te, siamo determinati, i.e. sappiamo chi siamo. Gli altri, invece, sono determinabili, cioè i soggetti di cui non si conosce ancora l'identità, e, almeno di nuovo di latte, solo accadere ai fatti potrà identificarli. Ad esempio, se si dice "il primo che raggiungerà la scrivania, avrà da me 5€", in questo caso il primo dei due soggetti è sconosciuto e perciò ancora determinare, po si conoscerà solo dopo l'attuarsi dell'azione. Inoltre, in un rapporto giuridico, un soggetto non è mai uguale ad un altro, non sono cioè mai nella stessa posizione: ci sono infatti il SOGGETTO ATTIVO e il SOGGETTO PASSIVO. Il primo è colui che è titolare di potere giuridico e che si aspetta una prestazione dell'altro soggetto, è dunque il soggetto di prominenza; il secondo è colui che ha il potere/dovere di fare qualcosa e quindi è colui che deve compiere la prestazione. In particolare, in un rapporto relativo si parla di creditore e debitore, rispettivamente, chi ha il potere e aspetta una prestazione e chi, invece, deve effettuare la prestazione. Negli esempi fatti, il € rappresenta la contanibazione del soggetto passivo (o debitore), mentre il "tu" di soggetto determinato corrispondono ai soggetti attivi (o creditori). Ci sono mentre, due tipi delle situazioni di poteri del soggetto attivo nei confronti di quello passivo.
I RAPPORTI GIURIDICI
Per cominciare, avremo alcune definizioni di base, categorie moderne che sono in parte applicabili ai romani. Ci occuperemo, in particolare, del DIRITTO PUBBLICO, cioè delle regole che riguardano l'aspetto sociale.
In particolare, iniziamo con lo specificare che il diritto si divide in OGGETTIVO, SOGGETTIVO.
Il diritto OGGETTIVO rappresenta l'ordinamento giuridico; è il complesso delle norme giuridiche; il diritto SOGGETTIVO rappresenta un rapporto intersoggettivo (cioè tra soggetti) su un qualcosa definita "oggetto giuridico". Per questo motivo il termine "diritto soggettivo" può essere sostituito con "rapporto giuridico". Analizzeremo meglio proprio quest'ultimo rapporto. Essi può essere di due categorie: RAPPORTO GIURIDICO RELATIVO e RAPPORTO GIURIDICO ASSOLUTO.
Il rapporto relativo —> consiste in una relazione tra uno e più soggetti determinati o determinabili e uno o più soggetti determinati e determinabili. Innanzitutto specifichiamo cosa si intende per soggetti determinati e determinabili: i primi sono i soggetti stabiliti, colui che devono compiere un atto e sono già scelti. Ad esempio se si dice "se entro cinque minuti, tu riesci a raggiungere la scrivania, avrai in cambio due mesi."; in questo caso, uno dei soggetti, tu sei determinabile. I determinabili o i soggetti di fatti non si conosce ancora l'identità, e almeno di nome di lettere, solo accadere il fatti potrà identificarli. Ad esempio se si dice "il primo che raggiungerà la scrivania, avrà da me 5€", in questo caso il primo dei due soggetti è sconosciuto e perciò ancora determinabile, poi si conoscerà, solo dopo l'attuarsi dell'azione. Inoltre, in un rapporto giuridico, un soggetto non è mai uguale ad un altro, non sono cioè mai nella stessa posizione: c'è infatti il SOGGETTO ATTIVO e il SOGGETTO PASSIVO. Il primo è colui che è titolare di potere giuridico e che si aspetta una prestazione dall'altro soggetto, è dunque il soggetto di preminenza; il secondo è colui che ha il potere/dovere di fare qualcosa e quindi è colui che deve compiere la prestazione. In particolare, in un rapporto relativo si parla di creditore e debitore, rispettivamente, chi ha il potere e aspetta una prestazione e chi, invece, deve effettuare la prestazione. Negli esempi fatti, i ruoli rappresentano ai con
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