Il contributo di Stevenson alla letteratura fantastica
Alla fine del secolo è soprattutto in UK che si aprono le strade poi percorse dal fantastico nel 900. Si caratterizza qui un tipo di scrittore raffinato che ama travestirsi da scrittore popolare. Stevenson ci riesce benissimo perché non lo fa con discendenza ma con divertimento, impegno professionale. Questo è possibile solo quando si è consapevoli che senza la tecnica del mestiere non c’è sapienza artistica che valga. Stevenson è l’esempio più felice di questo tipo di disposizione letteraria. Con leggerezza coniuga la leggerezza del letterato di qualità, ma al tempo stesso ha lo slancio dello scrittore popolare sviluppando nella sua breve vita di malato tante opere perfette, dai romanzi di avventura a molte altre narrazioni fantastiche più brevi, sviluppando le sue due forme archetipiche preferite: quella del viaggio e quella del doppio.
Lo stile e influenza
L’immaginazione astratta del romanzo d’avventura è in Stevenson potenziata da uno stile terso. Uno dei suoi ammiratori era Italo Calvino. Uno stile compatto, pochi aggettivi, senza digressioni, nitido, preciso. La sua narrativa si allontana dall’imitazione della vita per addentrarsi nel soprannaturale, concedendosi alle zone più nascoste della psiche.
Biografia e influenze
Biografia intrecciata a quest’opera. La vita avventurosa fu segnata da alcuni fattori determinanti:
- Tubercolosi. Fin da piccolo lo costrinse a lunghe degenze alleviate dai racconti di storia e soprattutto quelli del folklore scozzese della sua bambinaia (Alison Cunningham).
- I continui viaggi alla ricerca di climi più favorevoli alla sua salute. In Francia, in America e nei mari del sud. Intraprende viaggi per spirito di avventura e amore.
- La cultura calvinista nella declinazione presbiteriana dell’ambiente scozzese dalla quale intese allontanarsi ma alla quale non riuscì o non volle sottrarsi.
Figlio di un ingegnere civile specializzato nella costruzione di fari. Cresce in un ambiente agiato e colto. La madre è figlia di un pastore presbiteriano ed era nipote di un professore dell’università di Edimburgo. Costretto a passare molto tempo in casa perché di salute debole. Educato secondo rigidi precetti religiosi e morali. A soli 8 anni ha una grave infezione polmonare che ne mette a rischio la vita. Forse fu proprio la malattia ad alimentare la propensione verso un isolamento in un mondo e l’amore per una vita randagia che non l’abbandonò mai. Queste parabole bibliche immaginario truci, ascoltate dalla tata nelle lunghe veglie di tosse e febbre, sono il suo primo apprendistato artistico. Cresce ribelle e anticonformista rispetto al clima autoritario calvinista della famiglia. Si rifiuta con grande dolore del padre di seguire la professione del padre, sia per la sua salute, sia per il chiaro emergere di una vocazione letteraria. Seguì senza interesse gli studi di legge (facoltà che più si avvicinava alle lettere, era di carattere umanistico), si laurea nel 1875 ma non eserciterà mai la vocatura. Diventa ateo e libertino, un partista.
Relazioni e carriera
Nel 1876 si innamora di Fanny Osbourne Stevenson americana, più vecchia di 10 anni, separata dal marito. La seguì in America senza soldi, viaggiando in 3 classe. Quando Fanny ottiene il divorzio, si sposano nel 1879. Rottura col padre in seguito a questo. Stevenson ritorna in Scozia e raggiunge notorietà come scrittore e benessere economico. La malattia lo costringe a spostamenti soprattutto nel sud della Francia. Dopo la morte del padre intraprende un viaggio che lo fa trasferire nel 91 a Upolu, nelle isole del Pacifico. Quest’ultima vita nei mari del sud si svolse in un frenetico alternarsi di attività di scrittore e politica. Conoscenza degli indigeni, della loro lingua e cultura, che paragonava alle Highlands scozzesi. Si batté per la difesa dei loro diritti contro i soprusi dei bianchi. Condusse lì una vita tranquilla e operosissima, circondato dall’amore degli indigeni, che lo definivano un tusitala (story teller). Quando morì improvvisamente dopo una breve crisi a 43 anni i samoani gli fecero un funerale.
Opere principali
Inizia la carriera letteraria come saggista, autore di resoconti di viaggio di tipo autobiografico fra cui spiccano The Amateur Emigrant (è il resoconto del viaggio dalla Scozia a NY) e The Silverado Squatters (resoconto della sua luna di miele). Scrive poi An Inland Voyage (viaggi in groppa a un asino nelle Cevennes) e un libro di poesie dedicato alla tata. In questi saggi si mostra vicino alla dottrina estetica di Walter Pater, al nascente simbolismo, ma è anche aperto alla prosa francese. L’82 è l’anno in cui raggiunge la fama con uno dei modelli più perfetti del romanzo di avventura: romanzo Stevenson diede forma classica e dimensione mitica all’antico Treasure Island. In questo tema del tesoro sepolto e delle peripezie dell’adolescente protagonista del romanzo. Un rapporto stretto lega il romanzo d’azione a quello del doppio. Ci avviciniamo a Jekyll. Interessante il rapporto di odio e amore che lega Gym al villain, astuto e seducente pirata Long John Silver. Romanzo di avventura senza sfumature di tipo psicologico, ma già si affaccia l’interesse per il motivo del doppio, una guida ben poco affidabile in questo che è un viaggio iniziatico.
Il tema del doppio e delle sue sfumature
A questo romanzo seguono anni in cui malgrado malattia e viaggi l’attività letteraria di Stevenson rimane intensissima. Nell’86 esce The Strange Case of Dr. Jekyll and Mr. Hyde in cui la narrazione di un caso di sdoppiamento della personalità assume una forte rilevanza morale e allegorica. Nello stesso anno pubblica Kidnapped. Tutti romanzi d’azione in cui all’ambientazione esotica di Treasure Island si sostituiscono le isole scozzesi. 1888 esce The Black Arrow, ambientato ai tempi della guerra delle rose. Nel 1889 esce il romanzo The Master of Ballantrae, in cui è di nuovo presente il tema del doppio. Di ambiente polinesiano sono The Islands Nights’ Entertainments. Nel 1893 Postumi escono due romanzi incompiuti St. Ives e Weir of Hermiston.
Nel giovane inquieto Stevenson già si affaccia quella seduzione dell’elemento demoniaco che costituisce l’architrave di tanti suoi lavori. Assieme a questo elemento altri racconti segnano il passo verso la scissione della personalità che attraverso la storia dei due fratelli antagonisti porterà allo Strange Case of Dr. Jekyll e Mr Hyde. La problematica del doppio che sottende gran parte della sua opera è correlata alla sua formazione calvinista. Non è infrequente il caso di autori che scrivano più volte la stessa storia. Si può ipotizzare che questo accade non per motivi di mancanza di fantasia o convenienza, ma proprio perché il tema è così urgente da non poter essere esaurito in una sola opera. Alla base di questa fantasia letteraria si può vedere la severa educazione calvinista. Da loro Stevenson apprese che il mondo si divide in due: da un lato devoti e rispettabili uomini di fede, destinati alla salvezza eterna, dall’altro irredimibili viziosi votati alla dannazione. Già da adolescente rifiuta questa mentalità e l’ipocrisia dei benpensanti e dei gentiluomini vittoriani. Tuttavia, malgrado il rifiuto e il disprezzo nei confronti del rigorismo presbiteriano, tipico della chiesa protestante della Scozia, Stevenson guarda con una sorta di nostalgia l’alone incantatorio che circonda le incarnazioni diaboliche, le cupe fiabe intrise di questa esasperata sensibilità religiosa. Il suo atteggiamento verso la religione calvinista è così di rifiuto e al tempo stesso di suggestione. È da questa cultura calvinista che Stevenson desume una imagery particolare, una campionatura di temi, motivi e situazioni particolari: canoniche gelide, giardini spogli, tenebrosi cimiteri di campagna, streghe, diavoli… Le streghe e i diavoli presenti nella sua opera hanno una funzione specifica: portare i personaggi dinanzi alle questioni ultime, di aprire una crisi che impedisce la ricomposizione di una personalità divisa e di proiettarla verso la follia o il suicidio.
Il calvinismo e la psicologia del doppio
Nello stesso primo capitolo “Story of the door” la presenza del demonio è subito allusa. Utterson ha una conversazione con Mr. Enfield e gli racconta dell’episodio di cui è stato testimone e che l’ha agghiacciato, quello di Hyde (un uomo che non è in grado di descrivere: costante questa impossibilità nel romanzo) che calpesta la bimba ed è indifferente alle sue grida. Dice che non era un uomo, ma più un juggernaut: uno dei molti nomi della divinità induista Krishna. Strana metafora esotica. Indica una forza inarrestabile, reale o metaforica. La bimba si salva, sopraggiunge il medico. La famiglia della bimba chiede un risarcimento in denaro. Utterson si stupisce tantissimo perché Jekyll, un uomo rispettabile, paga. “I never saw…” – “…it was only genuine.”
Nota Lettura pag. 5 il riferimento a Satana. Ci sarà anche un grafologo mandato dalla polizia. Costruire un profilo della personalità era già presente. Nel capitolo dopo, Search for Mr. Hyde, nelle parole di Utterson ed Enfield Hyde è paragonato di nuovo a Satana: se mai una faccia ha portato impressa nel volto la firma di Satana, questa è la faccia del tuo nuovo amico.
Il retaggio presbiteriano
Un aspetto importante è il calvinismo è una dottrina formulata dal ginevrino Gianni Calvino (1500). La teologia calvinista riprende alcune tesi del Luteranesimo: la scrittura come unica regola di fede, la negazione del libero arbitrio e la giustificazione per fede senza le opere, aggiungendovi il concetto della doppia predestinazione: alcuni sono destinati alla gloria eterna, altri alla dannazione eterna. Per quanto riguarda i sacramenti, vengono accettati solo battesimo e cena eucaristica. Non riconosce la struttura gerarchica episcopale della chiesa. Dalla Ginevra di Calvino, la religione si diffuse in Francia, in Olanda, Ungheria, Polonia, Scozia (qui noto come presbiterianesimo), in Inghilterra e negli USA (puritanesimo). Il calvinismo fa capo al grande movimento della Riforma Protestante, movimento non solo religioso ma anche culturale e politico, che produce nel 500 la frattura della Chiesa in più comunità. La riforma scaturisce da motivazioni religiose dettate dalla riscoperta del Vangelo come annuncio della libera grazia di Dio, che viene donata al peccatore indipendentemente dai suoi meriti, e dalla critica nei confronti della degenerazione morale e spirituale della Chiesa cattolica. La data d’inizio è il 31 ottobre del 1517, giorno in cui Lutero avrebbe affisso alle porte della Chiesa di Wittenberg le 95 tesi contro lo scandalo della vendita delle indulgenze. La dottrina luterana diventa arma di lotta politica dei principi tedeschi che vedono così la possibilità di sottrarsi all’autorità della chiesa e di incamerare i beni ecclesiastici. Si arriva poi alla pace di Augusta del 1555 con cui viene sancita la divisione fra cattolici e protestanti. Viene affermato il principio cuius regio, eius religio: la religione di un Paese dev’essere quella di chi lo governa.
Il secondo aspetto centrale di questo nucleo problematico stevensoniano, strettamente collegato al retaggio calvinista, è costituito dagli interessi psicologici di Stevenson, in particolare a proposito del doppio. Nelle sue interrelazioni con la cultura romantica del Doppelgänger che si era affacciato sulla scena letteraria con Hoffmann, Poe, Le Fanu e in America con Charles Brockden Brown (The “Transformation 1798). Il capitolo finale di Dr Jekyll e Mr. Hyde “Henry Jekyll’s Full Statement of the Case”, la confessione di Jekyll che legge sgomento Utterson è un’analisi psicologica sull’intrinseca dualità della natura umana. Compaiono i termini colpa, vergogna, repressione, gioia derivante dall’essersi lasciati alle spalle l’opprimente gabbia religiosa, che rimandano alla matrice calvinista, col senso del peccato e la paura della dannazione eterna. Stevenson fu un cultore sensibile della psicologia del suo tempo. I suoi contributi alla Society for Psychical Research (fondazione nel 1882 e poi seguita da una società analoga in USA), che indagava esperienze soprannaturali, hanno per oggetto una sorta di autoanalisi che si esplica attraverso i dialoghi fra due componenti della sua mente, fra se stesso e un altro sé, fra le voci dell’incubo e del delirio e quella della coscienza morale. Stevenson scrive un saggio A Chapter on Dreams, che traccia la genesi di Dr. Jekyll e Mr Hyde e registra la sensazione di essere due persone in una, una parte buona e una malvagia. Questo saggio viene accolto da Myers, il fondatore della Society, come un importante contributo alla psicologia sperimentale.
La terza componente è radicata nella memoria delle leggende edimburghesi nelle quali un’esistenza doppia rinvia alla duplice visione calvinista dell’uomo. È la leggenda scozzese di Deacon Brodie, prototipo dell’arte Strevensoniana. È anche il protagonista di una pièce teatrale che Stevenson scrisse in collaborazione con William Ernest Henley (1878). La figura del protagonista è ispirata a un personaggio realmente esistito a Edimburgh nel secolo precedenti. Si tratta di William Brodie, che oltre al suo mestiere di giorno, era capo di una banda di ladri. Scoperto, viene giustiziato nel 1788. Questo diacono è il diretto archetipo di Dr. Jekyll. Lo spunto cronachistico e leggendario alla base di questo play ci consente di notare come nell’opera di Stevenson il calvinismo non è la sola determinante nella creazione di questi personaggi “doppi” ma è anche accompagnato dal complesso di fosche leggende della Scozia popolare in cui è comunissima la figura di un doppio per eccellenza: la figura del “fetch” (versione scozzese del tedesco Doppleganger, a supernatural double or an apparition of a living person in Irish folklore). Nella mitologia celtica (Scozia e Irlanda) è il doppio che gli uomini vedono un istante prima di morire. Tuttavia la stessa letteratura scozzese dell’800 offre un gran numero di riferimenti alla figura del doppio, come il romanzo The Private Memoirs and Confessions of a Justified Sinner di James Hogg, importante per il soggetto (un assassino è guidato nei suoi omicidi da un doppio diabolico) e per la struttura narrativa, articolata in una duplice versione dei fatti, una realistica e una di carattere soprannaturale. Proprio in Scozia poi si aggira l’ombra di Banquo, venuta a terrorizzare il suo assassino Macbeth. L’ambizioso usurpatore che a sua volta ha un suo doppio in Lady Macbeth, colei che l’ha spinto a uccidere il re.
Influenze dalla letteratura russa e analogie con Dostoevskij
Un altro impulso decisivo ad approfondire la tematica del doppio venne a Stevenson dalla lettura di Delitto e Castigo di Dostoevskij del 1866. Il protagonista Raskol’nikov progetta di uccidere una vecchia usuraia e derubarla per finanziare i propri studi e aiutare la madre e la sorella (altrimenti costretta a sposarsi con un vecchio). La uccide con una scure. Nel frattempo arriva nell’appartamento la sorella della vecchia che viene a sua volta uccisa. Dopo i delitti il rimorso si impadronisce di lui, e intanto il giudice istruttore lo tormenta e gli fa domande insinuanti, finché Raskol’nikov perde il controllo. Confessa l’accaduto a una giovane prostituta e viene condannato ai lavori forzati. Questo romanzo interessa a Stevenson per la finezza dell’analisi psicologica dei personaggi e l’umanitarismo marxiano: il protagonista vuole il denaro della vecchia per farne un migliore uso. La vecchia è un’usuraia.
Prima di Dr. Jekyll e con la lettura di questo romanzo, Stevenson scrive il piccolo racconto Markheim (1884): un vero e proprio condensato di quella lettura, ci sono molte analogie ma anche differenze importante. Anche Markheim è una storia di delitto e castigo. A differenza del romanzo di Dostoevskij non sfugge alla meritata punizione. Markheim uccide un vecchio antiquario la notte di Natale con un pugnale senza nessun motivo, e lo uccide con una tecnica identica a quella di Raskol’nikov. La vittima non è uno strozzino ma è freddo, sordido, attaccato al denaro. Nella seconda parte, con un tono soprannaturale, sale all’appartamento e comincia a sentire delle voci. Si trova in una sorta di paralisi emotiva, non sa bene cosa fare. Alla fine sente suonare il campanello e anziché mettersi in salvo viene scoperto dalla cameriera e si consegna nelle mani della polizia, che lo fa impiccare. Questo racconto è il frutto di una serie di suggestioni diverse, fra cui (c’è anche una citazione nel testo) c’è il ricordo di Macbeth, la cui vicenda reinterpreta in termini di problematica morale il truce assassinio del re di Scozia Duncan, commesso dall’allora valorosissimo generale Macbeth istigato dall’ambiziosa moglie ma anche guidato dalla profezia che gli fanno le streghe. Nel racconto convive anche la suggestione di Raskol’nikov: raskol in russo significa scissione. Come in Dostoevskij realtà e fantasia coesistono e la vicenda è ambientata in uno spazio claustrofobico.
Il tema del doppio nella letteratura romantica
La letteratura del doppio ha conosciuto una grande stagione agli albori del Romanticismo con l’affermarsi della letteratura fantastica, che ha colto l’ambiguità delle pulsioni e dei desideri tramite la figura di un sosia, di una presenza soprannaturale. Lo sdoppiamento viene spesso attribuito a presenze soprannaturali, che possiamo interpretare come emanazioni inconsce di paure e desideri repressi nell’inconscio. Il doppio diventa uno dei temi importanti ed è la controparte feconda del romanzo realistico e un polemico sovvertimento della razionalità dominante. Tutte le figure principali della cultura tedesca fra 700 e 800 affrontano il tema del doppio. L’autore che più riprende questa tradizione è Hoffmann nel racconto.
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