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Gestione dei dati e delle informazioni in azienda ogni impresa gestisce flussi

notevoli di dati, ingresso, input, in uscita, output. Il processo che va dai dati alle

raccolta dei dati

decisioni definisce un processo decisorio articolato da diverse fasi:

che scaturiscono dalle diverse attività aziendali relative ai rapporti con l’esterno e ai

Selezione dei dati

processi interni. che si ritengono utili alle specifiche finalità

informative dei singoli organi e soggetti aziendali e loro raggruppamento in classi

Elaborazione dei dati

omogenee. finalizzata a ottenere le informazioni necessarie.

Diffusione delle informazioni agli organi e ai soggetti, interni ed esterni all’impresa.

Assunzione delle decisioni/scelte. Il dato rappresenta l’elemento base

dell’informazione e ha natura oggettiva, l’informazione è un elemento complesso

ottenuto dall’elaborazione di una serie di dati omogenei e ha natura sostanzialmente

soggettiva. Sistema informativo aziendale insieme di informazioni, costruito sulla

base delle elaborazioni di dati relativi all’azienda ed è possibile individuare, analizzare

e monitorare i fenomeni che riguardano direttamente o indirettamente l’impressa in

modo da fornire informazioni per la soluzione dei problemi organizzativi e gestionali.

Primo livello, sistema informativo elementare, il primo livello è costituito dalle

scritture elementari che rappresentano il passaggio indispensabile per la tenuta della

contabilità generale e delle altre scritture che danno vita al sistema informativo

contabile. l’elaborazione dei dati è molto semplice e ancora no c’è un vero e proprio

collegamento tra le diverse scritture. Le rivelazioni elementari hanno lo scopo di

raccogliere informazioni che serviranno poi per la corretta tenuta di altre rivelazioni

contabili. Nelle imprese di modeste dimensioni è sufficiente rilevare i debiti, i crediti e i

movimenti della banca. Nel secondo livello i dati vengono raggruppati in classi

omogenee nei conti e poi ulteriormente nella contabilità selezionale. Conto può

essere definito come lo strumento prospettico in cui viene raccolta una serie ordinata

di scritture relative ad un dato oggetto con lo scopo di fornire informazioni sulla

quantità e sulla qualità di tale oggetto. I dati raccolti vengono selezionati, classificati,

omogeneizzati e raggruppati sulla base di un determinato oggetto del quale si

vogliono seguire i movimenti, la consistenza e le variazioni nel tempo. Oggetto del

conto è di solito semplice: un elemento del patrimonio oppure un soggetto, persona

fisica o società, un costo o una spesa, un ricavo.

Contabilità sezionale è dedicata alla rilevazione delle variazioni intervenute in un

singolo valore aziendale oggetto di rilevazione. Le rilevazioni rispondono ad esigenze

ben precise alcune delle quali sentite dall’azienda stessa, mentre altre imposte per

legge. Le rilevazioni prevedono la compilazione di vari documenti quali libri e registri.

Vengono rilevate: contabilità liquida, contabilità dei clienti,dei fornitori, del magazzino,

IVA, del personale. Terzo livello vengono generati altri sottoinsiemi con lo scopo di

fornire informazioni sempre più specifiche utilizzate dai più alti livelli del management

per programmare l’attività futura e controllare l’andamento della gestione ordinaria. Il

management si deve tenere costantemente sotto controllo oltre la situazione interna

anche quella della concorrenza e dei mercati in generale, per fare tutto questo ci

variabili

vogliono delle informazioni accurate sia sulle variabili del sistema aziendale,

interne, variabili interne.

sia sulle variabili ambientali,

Contabilità analitica (CO.AN) controlla i costi prodotti dalla gestione aziendale,

definita contabilità dei costi, essa viene definita anche contabilità industriale CO.I,

inizialmente applicata allo studio dei costi prodotti della gestione delle imprese

industriali. Nella CO.AN anche i ricavi sono oggetto di rilevazione, di analisi e controllo.

L’uso di questa tecnica contabile è diverso e varia da impresa ad impresa. Contabilità

direzionale CO. DI. (management accounting) è il processo che fornisce gran parte

delle informazioni utilizzate dal management per pianificare, porre in atto e controllare

le attivitàà̀ di un’organizzazione. Le funzioni sono misurazione dei ricavi e costi e delle

attività (asset); controllo di gestione; supporto al managment nella scelta fra le

alternative. Gli strumenti fondamentali sono costituiti da: i piani a medio-lungo

periodo, si definiscono gli obiettivi di fondo della gestione aziendale e si individuano le

linee strategiche per raggiungerli; Il budget in cui trovano espressione quantitativo

monetaria gli obiettivi e i piani d’azione a breve termine dell’impresa; la contabilità

analitica che con funzione di supporto per le decisioni dei manager.

Le rilevazioni complesse, metodo di scritture definito il sistema di scritture è

necessario individuare l’insieme delle regole contabili in base alle quali è possibile

tenere tutte le scritture cioè il metodo di rilevazione contabile. Metodo di

scritture l’insieme delle regole in base alle quali vengono tenute le rilevazioni, in

funzione dello scopo che l’imprenditore ha ad esse assegnate. Metodo di registrazione

contabile, partita semplice, considera unicamente le variazioni che avvengono in

alcuni elementi del capitale. Partita doppia è caratterizzata dalla dualità di

registrazione cioè lo stesso fatto amministrativo è registrato per lo stesso importo due

volte in posizione antitetica, la somma del Dare di tutti i conti dovrà essere uguale a

quella della sezione Avere. Lo strumento attraverso il quale il sistema contabile

funziona è il Conto. Sistema contabile è costituito da una pluralità di conti correlati

tra loro derivanti dal processo di rilevazioni di quei fatti di gestione che determinano

nel tempo variazioni finanziarie o economiche. Conto è un insieme di scritture relative

ad un determinato oggetto e avente lo scopo di porre in evidenzia la consistenza

iniziale e le sue continue variazioni nell’arco di tempo considerato.

Esso è un prospetto formato da due sezioni che accolgono il valore iniziale di un dato

oggetto e le successive variazioni positive e negative. Le due sezioni sono

denominate: dare e avere, la somma algebrica delle due sezioni permette di ottenere

il saldo del conto. I conti inseriti nel quadro dei conti vengono raggruppati in classi

omogenee, codificati. Il quadro dei conti è formato da un raggruppamento che è

considerato il conto primario dai conti che suddividono lo stesso raggruppamento

chiamati sottoconti e dalla voce di bilancio in cui deve essere inserito. Le regole di

registrazione sui conti, partita doppia Luca Pacioli, Monaco nel XV ha introdotto

un metodo di registrazione della partita doppia a partire dall’equazione

fondamentale del bilancio: Attività = passività + capitale netto,

∑dare=∑avere ∑addebbitamenti=∑ accreditamenti

Seconda equazione di controllo

Libro giornale accoglie in ordine cronologico, giorno per giorno, le operazioni relative

ai fatti di gestione. Si presenta come un registro a più colonne, nella prima colonna

troviamo la data, nella seconda il conto, nella terza il fare/avere, nella quarta importo

dare e nella quinta importo avere. Il libro mastro raccoglie sistematicamente tutti i

conti (mastri) previsti nel piano dei conti, con le relative movimentazioni in dare e

avere. In esso sono classificati in gruppi omogenei i valori derivanti dagli stessi fatti di

gestione rilevati nel libro giornale.

Attività CN è un valore residuale, le risorse economiche di un’azienda sono

denominate attività o elementi patrimoniali o asset. Un’attività deve essere di

proprietà o sotto controllo dell’azienda, avere un valore per l’azienda, essere stata

acquistata attraverso una transazione ad un costo oggettivamente misurabile. Le

attività possono essere monetarie per le quali esiste un’informazione affidabile su

quale sia il loro valore, non monetarie risorse per le quali non esiste un’informazione

oggettiva e affidabile di quale sia il loro valore. In contabilità le attività sono

inizialmente registrate al loro costo di acquisto denominato costo storico

dell’attività. Avviamento è un complesso di condizioni immateriali, proprie

dell’azienda condizioni che concorrono a conferire alla gestione una data redditività.

(avviamento- goodwill) L’avviamento comprende, quindi, una serie di fattori

(immateriali) che rendono possibile, per l’imprenditore, il raggiungimento nel futuro di

extra profitti.

Capitale netto gli elementi principali: capitale versato ammontare il denaro

apportato direttamente della proprietà. Riserve di utile ricchezza generata

attraverso la gestione e non distribuita sotto forma di dividendi. Fondi di riserva che

derivano da utili conseguiti ma non distribuiti tra i soci. Aspetto qualitativo il

patrimonio è un complesso di impieghi in fattori produttivi specifici e generici correlato

all’insieme delle relative fonti di finanziamento, significa raggrupparlo secondo la

natura, la funzione e le caratteristiche degli investimenti e dei finanziamenti che lo

compongono. Aspetto quantitativo considera i valori che assumono elementi del

patrimonio, ossia la loro espressione in termini monetaria, si presenta come un

sistema di valori monetari rappresentati, da attività, passività, patrimonio netto.

Lo stato patrimoniale riporta la posizione patrimoniale e finanziaria di un’azienda in

un certo istante, cioè la composizione qualitativa e quantitativa del capitale alla data

di chiusura del bilancio. Il capitale viene rappresentato attraverso le voci che lo

costituiscono: attività, passività, capitale netto. Lo stato patrimoniale presenta la

le attività assets,

composizione del patrimonio aziendale in estrema sintesi: ossia il

complesso degli investitori a disposizione dell’azienda e delle sue risorse economiche.

Le passività liabilities, quali debiti e obbligazioni che l’azienda ha nei confronti dei

Il patrimonio netto equity,

fornitori e di terzi. costituito da versamenti in denaro

affettasti dai proprietari dell’azienda.

Ammortamento nello stato patrimoniale le immobilizzazioni immateriali e materiali,

devono essere iscritte al netto degli ammortamenti, l’ammortamento è un

procedimento tecnico-contabile con cui i costi pluriennali sono ripartiti fra i diversi

esercizi del periodo di vita utile delle immobilizzazioni a cui si riferiscono. Esso è il

processo sistematico attraverso il quale il costo d’acquisto di una immobilizzazione è

trasformato in un costo di competenza dei singoli periodi amministrativi che ne

costituiscono la vita utile. È il processo di “trasformazione” del costo storico in costo

di competenza avviene in relazione alla perdita progressiva di utilitàà̀ che

l’immobilizzazione tecnica subisce nei diversi periodi della sua vita utile.

costo storico−valore residuo

quota diammortamento= È un processo sistematico

vitautile

attraverso il quale il costo d’acquisto é trasformato nel tempo in costo di competenza.

È un processo di allocazione non di valutazione. Piani di ammortamento I costi

sostenuti per un investimento produttivo appartengono alla categorie delle

immobilizzazioni. Il costo storico del cespite partecipa annualmente con una quota di

ammortamento alla formazione del reddito d’impresa secondo vari criteri di

ripartizione: aritmetici, funzionali. Nell’ordinamento italiano, l’ammortamento è

disciplinato da una duplice normativa, civilistica e fiscale.

Conto economico sintetizza i risultati della gestione di un certo periodo ed è dunque

un rendiconto di flusso. Lo stato patrimoniale e il conto economico utilizzano le due

principali modalità con le quali una qualsiasi entità può essere rappresentata e cioè in

termini di stato in un certo istante; in termini di flusso in un certo intervallo di tempo.

Esso consta di due categorie principali di elementi: flussi in ingresso, denominati

ricavi, che si concretizzano nell’aumento di valore di un’attività; i flussi in uscita,

ovvero il consumo di risorse necessarie a generare quei ricavi, denominati costi di

competenza. Il reddito è la differenza tra i ricavi e i costi di competenza. Reddito

netto è dato dalla differenza fra tutti i ricavi e tutti i costi di competenza, escluse le

Ricavi – Costi = Reddito = Profitto/Perdita = Utile.

imposte.

Principio di prudenza Questo concetto spesso è presentato come una doverosa

preferenza per la sottostima del reddito e delle attivitàà̀ qualora sussista incertezza

nella misurazione. Ossia, se due stime di una stessa voce di bilancio sono

equiprobabili, allora si preferisce utilizzare il valore più basso quando si misurano

attività e ricavi, mentre si preferisce utilizzare il valore più alto quando si ha a che fare

con passività e costi. il concetto di prudenza enfatizza due aspetti: Riconoscere i ricavi

(incrementi delle riserve di utili) solo quando sono ragionevolmente certi; Riconoscere

i costi (decrementi delle riserve di utili) non appena sono ragionevolmente possibili.

Acconti la specifica passività presente nello stato patrimoniale alla fine dell’anno che

bilancia l’aumento della cassa prende il nome di Acconti o anticipi da clienti o ricavi

non realizzati e corrisponde all’obbligo dell’editore di fornire ai propri abbonati le

riviste già pagate. Crediti commerciali il cliente paga dopo aver ricevuto i prodotti o

servizi. Quando il cliente estinguerà il suo debito l’ammontare ricevuto non sarà un

ricavo ma ridurrà l’ammortare dei crediti commerciali e incrementerà la cassa

lasciando invariato il suo conto riserve di utile. Concetto costo di competenza o di

correlazione costi-ricavi tiene conto del fatto che quando un certo evento influenza sia

i ricavi, sia i costi, allora l’effetto di entrambi deve essere riconosciuto nello stesso

periodo amministrativo. costi direttamente riconducibili ai ricavi, costi associati

I criteri per riconoscerlo:

alle operazioni di gestione del periodo, costi non associati ai ricavi futuri. I dividendi

che una impresa corrisponde ai propri azionisti non sono un costo di competenza, i

dividendi sono una distribuzione di un’attività, non un elemento di calcolo dell’utile

netto. Se i dividendi sono pagati in contanti, allora la transazione riduce la cassa e,

contemporaneamente, riduce le riserve di utili. Questa è l’unica transazione che

produce una riduzione delle riserve di utili non causata da un costo di competenza.

Principio di continuità dei criteri di valutazione applicazione costante nel tempo

dei medesimi criteri come requisito per potere confrontare i bilanci di diversi esercizi. Il

costo del venduto, per il principio di competenza, è pari al costo dei prodotti e dei

servizi consegnati o erogati nel periodo.

Margine lordo = Ricavi netti da vendite – costo del venduto. Il costo del

venduto è la collegata misura del valore delle rimanenze, presente nello stato

patrimoniale. Costo del venduto, impresa commerciale Il metodo indiretto di

calcolo del costo dei beni venduti attraverso l’inventario periodico. Si determina

l’ammontare delle rimanenze presenti in magazzino alla fine del periodo e si deduce il

costo del venduto sottraendo dall’ammontare dei beni disponibili per la vendita le

rimanenze finali.

rimanenzeiniziali+acquisti del periodo−rimanenze finali=costi dei beni venduti . Il metodo

diretto di calcolo del costo dei beni attraverso l’inventario perpetuo, si misura il valore

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Ingegneria industriale e dell'informazione ING-IND/35 Ingegneria economico-gestionale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Auropuglisi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia applicata all'ingegneria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Catania o del prof Trovato Maria Rosa.
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