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Operations management

Fino agli anni '60 esisteva una produzione di massa, perché c'era molta domanda; l'impresa poteva produrre per tutta la capacità produttiva degli impianti. Dagli anni '70 in poi (dopo la crisi del petrolio il consumatore è diventato molto più attento agli sprechi del produttore). In questi anni la produzione è calata e quindi necessariamente i produttori sono dovuti intervenire sui costi di produzione e sugli sprechi. Il magazzino è un costo. Il just in time è una tecnica che vuole ridurre a zero il magazzino. Attualmente il magazzino tenuto dalle aziende è un magazzino a breve (approfondimento durante il corso). È necessario nel mercato odierno avere una strategia sostenibile, perché il mercato è pretenzioso ed ha esigenze rigide. Oggi è importante:

  • Soddisfare i clienti e gli shareholders (= quota della proprietà di una società)
  • Rispettare l'ambiente

Processo produttivo

Non si può produrre a caso, ma bisogna produrre con una fotografia dell'impresa. Gli input del processo produttivo sono le materie prime mentre gli output sono i prodotti finiti. Per produrre è fondamentale pianificare, quindi tra gli input e gli output vi è una fase di pianificazione.

  • Supply chain quando la gestione corretta dei flussi in entrata e in uscita diventa un vantaggio competitivo per le aziende
  • Operations processo di progettazione e realizzazione

In un sistema come il just in time ad esempio, è necessario che i fornitori siano molto puntuali altrimenti il processo produttivo rischierebbe di bloccarsi. Inoltre è necessario verificare i prodotti e la qualità del prodotto che ci viene fornito, per minimizzare gli errori e di conseguenza per ridurre i costi. Commettere errori significa eventualmente perdere il cliente il quale può rivolgersi molto facilmente ad un’altra impresa (mercato globalizzato). Le macchine aiutano molto attraverso gli indicatori a controllare i prodotti e i limiti entro i quali possono essere prodotti (es. diametro di un pezzo).

Servizi

Noi ci occuperemo dei servizi.

  • Beni intangibili
  • Richiedono una forte interazione col cliente
  • Eterogenei (speciali)
  • Legati al momento del consumo

Si è molto rivalutata la figura del personale qualificato, soprattutto nei processi produttivi dove i macchinari non possono intervenire per standardizzare rigorosamente i prodotti (es. alimenti, tessitura). La manutenzione e i servizi sono molto importanti oggi nei riguardi del cliente. Il servizio offerto dall'azienda è importantissimo perché attraverso i servizi e la manutenzione sui prodotti si riesce a fidelizzare il cliente e indurlo nel tempo a riacquistare nuovamente i prodotti dell'azienda.

Definizioni

  • Sostenibilità: accezione connessa all'ambiente. Permette alle generazioni future di utilizzare le risorse del pianeta nello stesso modo in cui le si utilizzano oggi. Esistono dei pilastri che non riguardano solo l'ambiente ma anche l'economia e la società. Può essere che esistono risorse sostenibili dall'ambiente ma non sostenibili dall'economia e la società e viceversa.
  • Tecnica: capacità pratica di fare qualcosa per raggiungere un determinato fine (es. tecnica del disegno, tecnica navale). Procedure concrete che permettono di praticare un'arte, basandosi sulla conoscenza e esperienza.
  • Tecnologia: parte di scienza che studia i procedimenti tecnici e gli impianti che permettono di ottimizzare le fasi produttive (esempio tecnologia tessile, della carta) e attraverso la quale una materia prima di trasforma in prodotto finito.
  • Stabilimento: edificio o complesso di edifici, dotato di particolari impianti, attrezzature o servizi per rispondere a determinate utilità.
  • Macchinario: insieme di macchine o di altri elementi che operano in modo funzionale per compiere un lavoro.
  • Macchina: congegno che permette di compiere più rapidamente azioni che possono essere compiute dall'uomo.

Sistema produttivo - Fasi di pianificazione

Fasi progettazione

  • Scelta materia prima e processo produttivo
  • Scelta del macchinario
  • Scelta del layout
  • Scelta degli edifici e delle aree
  • Scelta dell'ubicazione

Questo elenco non è messo in ordine ma dipende dalla situazione di partenza. Ogni stabilimento, se deve nascere da zero, nasce intorno al prodotto che deve realizzare.

La progettazione del prodotto e la sua definizione

  • Caratteristiche funzionali - esigenze del consumatore
  • Problemi produttivi
  • Aspetti commerciali: vicinanza al mercato, alla materia prima e al cliente

Scelta del prodotto sulla base di ricerche di mercato che evidenziano un particolare segmento dove è possibile accogliere una nuova produzione. Nella progettazione del prodotto bisogna tenere conto dell'esigenza del consumatore, dei problemi produttivi che possono nascere e degli aspetti commerciali.

  • Prodotto: oggetto materiale e non, merce o servizio, che ha un mercato e che può essere venduto.
  • Merce strumento: qualcosa che si compra o si vende, materiale e non in grado di far fronte a un bisogno o risolvere un problema.

Ubicazione dello stabilimento

Gli stabilimenti solitamente sono progettati in forma standard, ma è necessario pensare che all'interno dello stabilimento ci debba essere un'area riservata all'ampliamento. Bisogna prevedere l'andamento del mercato e l'ampliamento dell'impresa, quindi la creazione di un'area sviluppo. Lo stabilimento deve nascere intorno al bene che si vuole realizzare.

Classificazione sui prodotti

  • Congiunti: quando derivano da uno o più fattori produttivi con un unico processo di produzione (es. ciclo produttivo soda caustica e cloro).
  • Principali o sottoprodotti: legato al peso dei prodotti sul fatturato. Prodotto secondario, che tuttavia ha un mercato non è un rifiuto.

I processi da cui derivano i prodotti possono essere congiunti dal punto di vista economico (es. lamette da barba e rasoi), al momento della vendita, e produttivo, nel momento della produzione (es. energia elettrica e calore, latte e derivati). Le diverse tipologie di prodotto non devono potersi identificare: ciascun prodotto deve avere il suo mercato. È necessario il know-how (input intellettuale) per iniziare un processo di produzione.

Dopo aver scelto il prodotto

Scelta processo produttivo: concatenazione di attività successive che coordinate ed integrate consentono di realizzare un prodotto.

Suddivisione in microfasi del processo produttivo

  • Utilizzo diagrammi tecnologici, flow chart all’interno dei quali le diverse fasi della produzione
  • Sono divise in simboli specifici.

Diagramma tecnologico: schematizzazione grafica che delinea le operazioni attraverso le quali si realizza il ciclo produttivo evidenziandone le sequenze e la coordinazione.

Classificazione delle industrie

  1. Dimensione: l'industria può essere classificata sulla base della dimensione:
    • Piccola
    • Media
    • Grande
    Le piccole e le medie imprese (PMI) rappresentano la maggior parte delle imprese italiane. L'impresa artigiana anche se con un grande numero di addetti non è detto che sia una grande industria. I parametri di riferimento nell’UE sono:
    • La capacità produttiva
    • Il numero degli addetti
    • L'entità degli investimenti
    • Il fatturato annuo
    Il valore dei parametri cambia con il grado di meccanizzazione e/o automazione e con il settore di appartenenza.
  2. Natura del processo produttivo: nel ciclo produttivo tessile si parte da fibre naturali per arrivare al prodotto finito ma ad esempio la colorazione è affidata ad un'impresa chimico-tessile. es. meccaniche, chimiche, elettriche, tessili, siderurgiche, alimentari, elettromeccaniche, elettrochimiche, chimico-tessili.
  3. Grado di integrazione
    • Verticale (es. impresa tessile) si estende verso «monte» o «valle» rispetto al ciclo produttivo. Necessità: controllare la qualità della materia prima finita. Solitamente l'integrazione verticale avviene in un periodo di robusta domanda. Vantaggi maggior valore aggiunto, rispetto dei tempi, maggiore qualità della materia prima. Ciclo integrale: quando il ciclo parte dalla materia prima fino al prodotto finito.
    • Orizzontale: saturare la capacità produttiva (incremento volume di produzione) di un impianto solo per un determinato prodotto e in un determinato periodo. Si può decidere di saturarla producendo per la concorrenza o vendendo una parte della catena produttiva. Vantaggi specializzazione, bassi costi e rapido ammortamento degli impianti.
  4. Ampiezza del ciclo produttivo
    • Industria a ciclo chiuso o ciclo integrale tipo di industria che parte dalla materia prima e arriva al prodotto finito (es. alluminio).
    • Industria di base si parte dalla materia prima e si arriva ad un semilavorato (es. polimeri).
    • Industria raffinatrice da un semilavorato arrivano ad un semilavorato più avanzato (es. industrie tessili che compiono operazioni di tessitura).
    • Industria completiva dal semilavorato al prodotto finito (chiudono il ciclo es. verniciatura).
    • Industria complementare utilizzano i sottoprodotti e ne fanno prodotti finiti.
    • Industria sussidiaria producono servizi essenziali per il ciclo produttivo.

(2-3-4 facenti parte delle industrie a ciclo aperto dalla materia prima al semilavorato)

Diagramma tecnologico o ciclo produttivo

Il diagramma tecnologico è la concatenazione descrittiva delle fasi del ciclo produttivo A seconda del tipo di diagramma che viene utilizzato le industrie possono classificarsi in:

  • Monolinee partono da una o poche materie prime e arrivano ad un unico prodotto finito
  • Sintetiche o convergenti partono da tante materie prime arrivano al prodotto finito (es. elettrodomestici)
  • Analitiche/divergenti partono da una materia prima si arriva a più prodotti finiti (es. raffinerie)
  • Convergenti/divergenti
  • Cicli misti o intrecciati tutti quei processi in cui le precedenti classificazioni si incrociano.

Continuità del processo

Rapporto capitale lavoro

Forma giuridica dell’impresa

Scelta del macchinario

Macchina: un qualsiasi congegno, dispositivo in grado di svolgere una specifica azione facilitando il lavoro manuale o addirittura sostituendo l’uomo… evoluzione storica delle macchine.

Criteri da tener presente nella scelta delle macchine

  • Prezzo di acquisto e installazione
  • Tempo richiesto per l’installazione e l’avviamento della macchina
  • Qualità della produzione ottenibile
  • Produzione oraria
  • Tipo di garanzia e assistenza fornita
  • Durata prevista della vita utile
  • Consumi energetici e altri consumi
  • Flessibilità e tempi di adattamento macchina per cambio lavorazioni
  • Manodopera richiesta e livello di qualificazione

Classificazione delle macchine

Scelta del layout

Per layout di uno stabilimento si intende la sua disposizione planimetrica o spaziale. Significa la sistemazione degli impianti all'interno dello stabilimento (anche degli uffici, delle persone e degli spazi). In sostanza è la pianta vista dall'alto, dello stabilimento. Può riguardare l'intero stabilimento (nella fase decisionale del tipo produzione e del tipo di attività) o una singola parte (molto più frequente: un piccolo aspetto può far variare la velocità di produzione). L'obiettivo generale del layout è quello di trovare la disposizione ottimale, affinché l'economia e la produzione dei beni siano efficaci ai minori costi (è un trade off). Riguarda sia aspetti tecnici che economici e non è una variabile modificabile nel breve periodo.

  • Layout su commessa: hanno addetti specializzati, costano, delle macchine speciali al momento dell’acquisto.
  • Industrie continue o intermittenti: lavorano in modo costante. Utilizzano una manodopera non specializzata.

Gli obiettivi specifici del layout

  • Riduzione dei costi di trasporto interni diminuendo il numero degli spostamenti, le distanze da percorrere e il personale addetto ed adottando i mezzi di trasporto più idonei allo scopo.
  • Minimizzazione dei materiali immagazzinati evitando la destinazione di spazi a magazzini e a trasporti evitabili.
  • Miglior sfruttamento dello spazio si realizza tenendo conto della compatibilità delle lavorazioni, adottando soluzione che tendono alla migliore sicurezza, ad incrementare i confort può servizio.
  • Migliori condizioni di lavoro.
  • Eliminazione degli investimenti di capitali non necessari es una macchina messa in una posizione opportuna può servire per due lavorazioni ed evita l’acquisto di una seconda.

Occasioni di studio del layout

  • Progettazione di un nuovo impianto
  • Riprogettazione di un impianto già esistente a causa di:
    • Variazione qualitativa/quantitativa della produzione
    • Ristrutturazione impianti obsoleti
    • Costi eccessivi
    • Elevato numero di infortuni necessità di migliorare gli ambienti di lavoro

I criteri di pianificazione del layout

  • Separazione dei locali: l'area di produzione dovrebbe stare lontana dagli uffici amministrativi e lontana dal magazzino.
  • Necessità di avvicinare zone che abbiano interscambi frequenti.
  • Separazione di attività pericolose (es. antincendio).
  • Necessità di considerare la movimentazione interna.

I. Layout di prodotti (in linea o a catena)

Si applica a processi di tipo continuo e a processi di tipo discontinuo ripetitivo. Vi è una disposizione delle macchine lineare, le stazioni si susseguono in serie l'una dopo l'altra nello stesso ordine in cui avvengono le lavorazioni sul prodotto. Il trasporto tra una stazione e l'altra avviene con mezzi continui ad esempio nastri trasportatori. Questo, è un tipo di layout rigido che punta su un’economia di scala, con utilizzo di macchine speciali ad elevato grado di automazione. I prodotti del magazzino sono poco diversificati e si punta molto ad un’economia di scala.

Vantaggi

  • Bassi costi di trasporto della materia
  • Breve tempo di produzione per unità
  • Scorte ridotte della linea (rischio del 'collo di bottiglia')
  • Superficie occupata minima
  • Alta automazione
  • Controllo dei prodotti semplificato
  • Alta produttività

Svantaggi

  • Una scarsa flessibilità
  • La necessità di un corretto bilanciamento
  • Intasamento della produzione che si può risolvere attraverso la costruzione di magazzini polmone

Il bilanciamento della linea (problema del layout del prodotto)

Conferimento di una medesima capacità produttiva alle varie stazioni. Tempo di ciclo uguale per tutte le stazioni. Come lo risolvo? Con 2 situazioni:

  • Solo in fase di progettazione dell’impianto nelle linee ad alta automazione senza l’intervento dell’uomo tempi imposti dalla macchina, bilanciamento stabilito già a progetto.
  • Linee con tempo di ciclo influenzato dal lavoro umano (molto più flessibile, si può agire redistribuendo la manodopera). Il tempo di ciclo in questo caso è variabile e bisogna valutare il trade off tra produttività (riduzione dei tempi ma aumento degli scarti) e aumento dei tempi di ciclo ma minore capacità produttiva di linea; una soluzione può essere quella di effettuare degli stoccaggi interni.

II. Layout di processo (funzionale o per reparto)

Si applica a cicli produttivi discontinui intermittenti (su commessa); non presenta una disposizione standard definibile perché il lavoro muta nei diversi casi; le macchine con funzioni e compiti omogenei vengono riunite in gruppi specializzati (es. torni); le macchine richiedono manodopera specializzata. È necessario individuare la migliore disposizione dei reparti.

Vantaggi

  • Grandi flessibilità trasferimenti con mezzi universali
  • Macchinari molto utilizzati
  • Specializzazione dei capi e controlli efficaci
  • Applicazione di metodi di incentivazione
  • Risolvere avarie

Svantaggi

  • I costi di trasporto interni
  • Aumento delle giacenze
  • Momenti di fermo
  • Necessità di accurate attività di pianificazione e controllo

Minore disposizione dei reparti (problema del layout per processo)

Bisogna accostare i reparti che hanno diversi interscambi.

  • Analisi sulle disposizioni reciproche dei reparti sapendo che il numero di questi è n fattoriale (n!)
  • Il problema del layout per processo è quello di ridurre i trasporti tra i reparti e quindi i costi che da questi derivano: il costo totale del processo dipende infatti fortemente da quello dei trasporti
  • Il costo dei trasporti interni dipende dalla distanza totale percorsa (sommatoria di prodotti delle distanze tra le varie coppie di reparti per la frequenza dei trasporti tra ognuna di queste).

Ovviamente di tratterà di porre vicini i reparti con maggiore frequenza di trasporti. Per effettuare queste rilevazioni si realizzano schemi a rete in cui i nodi rappresentano i reparti e le maglie le linee di flusso dei materiali. Allo schema a rete si sostituisce poi lo schema a blocchi in scala che tiene conto delle dimensioni effettive dei macchinari.

III. Layout a punto fisso

In questo tipo di layout materiali, uomini ed attrezzature convergono tutti sul punto di lavoro fisso (es. cantieri navali). Un progresso per questo tipo di layout si è introdotto nel comparto della costruzione navale e simili, migliorando l'efficienza e riducendo i costi operativi.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fracisa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Operations Management e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Vesce Enrica.
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