Mu'allaqat Imru'al-Qays
Questo poema è il più vecchio della storia araba non scritto inizialmente e risale al VI secolo d.C. e per la sua bellezza venne appesa alle porte del santuario.
Fermati! E piangete il ricordo dell'amata
Fermati! E piangete il ricordo dell'amata e di una dimora al declivio delle dune;
- Immagine che non si è dissolta per quanto l'abbiano tessuta dall'australe al boreale;
- Vedi gli escrementi delle bianche gazzelle nei loro spazi desolati e nei loro recinti vuoti come se essi fossero chicchi/grani di pepe.
Come fossi lì il giorno/la mattina della separazione, il giorno che si spostarono, presso agli spini d'acacia dell'accampamento a battere (i frutti intossicanti del cetriolo amaro) la coloquintide;
I miei compagni arrestarono le loro cavalcature accanto alla mia e mi dicevano di non consumarmi di dolore bensì rallegrarmi;
Invero la mia guarigione sarebbe proprio una lacrima versata e forse presso una traccia che sta svanendo vi è posto per gemere?
Come era tua abitudine già dai tempi di Hauyrat e della vicina di essa che si chiamava Rabab a Ma'sal;
Ogni volta che si levavano emanavano il profumo del muschio come brezza del mattino (zefiro) che porta con se la fragranza del garofano.
L'epoca del profeta Muhammad
L'islam nacque in un ambiente cittadino: quello della Mecca, dove Muhammad sarebbe nato nel 570 e nel 610 circa ricevette la prima rivelazione. Negli anni seguenti alla rivelazioni, alcuni meccani si convertirono, altri invece si opposero, tanto da rendere difficile la vita sia al Profeta che ai suoi seguaci. Nel 622 Muhammad accettò un invito presso la città di Yatrib (l'odierna Medina) per fare da arbitro in una contesa interna alla città: è questa l'egira (hi ra), la migrazione dalla Mecca a Medina.
Nei dieci anni successivi Muhammad, oltre che a diffondere la rivelazione, assunse sempre di più il ruolo di un capo politico, gettò le basi del sistema giuridico e amministrativo del futuro Stato islamico; nel frattempo però i Qurays della Mecca continuarono la loro lotta contro il Profeta e i musulmani e nel 624-625 avvennero due scontri, il primo vinto dai musulmani e il secondo dai meccani politeisti.
Si trattò di scontri nei quali i vincoli tribali e familiari vennero a spezzarsi, in quanto membri della stessa famiglia si ritrovarono a combattere su fronti opposti e la fede nel Dio unico (Allah) cominciava a sostituirsi alla solidarietà di sangue che era fino ad allora stata alla base della società araba tradizionale.
Nel 630, grazie alla definitiva vittoria delle forze musulmane sulla Mecca, Muhammad diventò il capo religioso e politico della comunità musulmana e Medina divenne centro della sua politica; si recò alla Mecca solo per compiere il pellegrinaggio dell'addio verso la Ka'ba, il santuario politeista che grazie al Profeta ritornò ad avere una funzione monoteista. Nel 632 morì il Profeta a Medina.
La rivelazione del Corano
La rivelazione del Corano ha costituito un punto di svolta nella storia araba, nella società ma anche nell'elaborazione, nei secoli, di un sistema teologico, giuridico e sociale da una parte e allo sviluppo di scienze secondarie come la grammatica, l'ortografia e i metodi di lettura dall'altra. Inoltre il Corano, trasmesso oralmente e messo per iscritto dopo la morte del Profeta, è il primo testo complesso scritto in lingua araba ('arabiyya).
Il messaggio coranico ha fatto sì che venissero abbandonati gli elementi fondamentali dell'epoca preislamica: vennero infatti inseriti il monoteismo assoluto, insieme al pellegrinaggio e i suoi riti e il particolarismo tribale viene sostituito da una visione prima panaraba e poi universale, in cui la fede di un solo Dio e in Muhammad che è il suo Profeta va a sostituire il legame di sangue.
L'uomo non è più uno degli elementi di un gruppo ma fa parte di una comunità che gli permette di seguire la propria, autonoma, strada. Questo significa anche che l'uomo si trova ad essere responsabile delle proprie azioni e delle proprie scelte condizionando sia la vita terrena che quella nell'al di là: la concezione del premio dopo la morte muta il valore che l'uomo e quindi anche il poeta darà alla vita e alla morte.
Il Profeta riferiva oralmente le parole che Dio gli inviava tramite l'arcangelo Gabriele in una chiara lingua araba; quindi l'arabo della rivelazione era probabilmente quella lingua utilizzata già nell'epoca preislamica e capita dalla maggior parte degli Arabi. Oltre alla lingua, anche la struttura formale non doveva essere totalmente nuova agli Arabi dell'epoca: nella gahiliyya vi era una prosa divisa in frasi terminanti con una rima, il sag', che era utilizzata dai retori nei discorsi ufficiali ma anche dagli indovini; Muhammad e i primi credenti rifiutarono questa struttura poiché legata a pratiche politeiste anche se il Profeta dovette spesso difendersi dalle accuse di essere un poeta e non un Profeta.
I seguaci di Muhammad, come in uso nella società a tradizione orale, imparavano con facilità a memoria i versetti per poi ripeterli secondo la pronuncia e il dialetto proprio. Quando, però, con le conquiste, i musulmani si ritrovarono a vivere molto più lontani dalle sedi originarie, la paura che le Parole divine venissero dimenticate si fece reale; così il primo califfo Abu Bakr, per garantire la conservazione del Corano, incaricò Tabit di raccoglie un testo completo e sicuro di metterlo per iscritto. Questo testo passò da un califfo all'altro e il terzo califfo, 'Utman, incaricò una commissione di redigere un testo definitivo e unico per porre fine alla circolazione di varianti divergenti; il manoscritto fu trascritto da 4 a 7 volte e mandato nelle diverse province del califfato, dove fu copiato più volte, anche se fino al X secolo continuarono a circolare molte varianti.
Lo scrivere il Corano sollevò molti problemi soprattutto riguardanti la grafia e la struttura grammaticale, risolti poi con una uniformazione della scrittura e della lingua. Venne privilegiata la lingua e la pronuncia dei Qurays, in quanto proprie di Muhammad e della classe dirigente del primo Islam, tenendo anche conto di quella koinè poetica orale.
Il Corano è diviso in 114 capitoli, detti sure, che furono messe in ordine di lunghezza decrescente.