Modello di Wernicke-Geschwind
Il modello anatomo-funzionale di Wernicke-Geschwind (1974) riguarda i processi linguistici. In questo modello il linguaggio viene suddiviso in componenti separate, connesse tra loro aventi correlati anatomici distinti. Il sistema è così diviso:
- Centro per le immagini acustiche e verbali, localizzato nelle regioni temporali;
- Centro per le immagini motorie-verbali, situato nelle aree frontali.
Processi del modello
Secondo gli autori, avvengono i seguenti passaggi:
- Per l'ascolto e la comprensione di parole pronunciate, i suoni delle parole vengono inviati attraverso il sistema uditivo fino all'area di Wernicke, dove viene estratto il significato delle parole.
- Per la pronuncia delle parole, i significati di esse vengono inviati dall'area di Wernicke attraverso il fascicolo arcuato all'area di Broca, adibita alla produzione del linguaggio. Le istruzioni per il linguaggio vengono inviate dall'area di Broca all'area facciale della corteccia motoria, e da qui le istruzioni vengono inviate ai motoneuroni facciali nel tronco encefalico, che rilascia gli ordini di movimento ai muscoli facciali.
- Per la lettura delle parole, le informazioni riguardanti il testo scritto vengono mandate dalle aree visive all'area di Wernicke, per la lettura silenziosa o, insieme all'area di Broca, per la lettura ad alta voce.
Critica al modello
Questo modello è ormai obsoleto, in quanto basato sull'idea semplicistica che il linguaggio consista di due funzioni basilari: comprensione, che è una funzione sensoriale/percettiva, e articolazione, che è una funzione motoria. C'è quindi la necessità di un “taglio netto” del modello classico a favore di un approccio che abbracci l’idea della funzione linguistica come distribuita e non definita e specifica. È necessario, dunque, formulare un nuovo modello neurobiologico del linguaggio che tenga conto anche di tutte quelle aree cerebrali che vanno oltre alle precedenti concezioni.
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