Il modello di Krutilla Fisher
Introduzione al modello di Krutilla Fisher
Il modello Krutilla Fisher nacque a fine anni ’70 ed è in gran parte sviluppato da Krutilla e Fisher, da cui prese appunto il nome. In questo periodo molti economisti sostenevano che il concetto di capitale naturale non fosse limitato solo alle risorse di input fornite alle economie, ma comprendeva anche i beni e servizi offerti dall’ambiente. Quindi gli ecosistemi sono considerati beni economici dato che il loro funzionamento fornisce beni e servizi all'economia.
Il modello Krutilla Fisher ebbe luogo con l’intento di valutare concretamente un progetto di sviluppo economico in cui da un’area verde si crea un’area urbanizzata. Con area verde si intende uno spazio che è nella sua forma “primitiva”, cioè è al suo livello naturale, ovvero abitato da specie viventi di vario genere (animali, flora); mentre con area urbanizzata si intendono quelle strutture collegate ad opere urbane come parchi, strade, servizi (ristoranti, cinema, alberghi).
La ricerca di un progetto sostenibile dal punto di vista ambientale in cui il benessere collettivo non diminuisce nel tempo richiama lo sviluppo di attività economiche che comprendono il capitale umano e il capitale naturale. Se si corre il rischio di un collasso dell’ambiente dovuto alla sostituzione dell'ecosistema in un’area urbanizzata, la sostenibilità deve essere estesa a tutti problemi causati dalla minaccia al patrimonio naturale.
L’obiettivo del modello di Krutilla Fisher è valutare la fattibilità e la convenienza del progetto tenendo in considerazione i vari problemi che possono sussistere. Il primo problema è che l’operazione è irreversibile, cioè che, se quell’operazione andrà in porto, quel luogo naturale non esisterà più e sarà impossibile riprodurlo com’era prima dell’intervento umano. Dunque gli ecosistemi si deprezzano se vengono abusati, proprio come accade al capitale fisico (strade, edifici, macchinari).
La differenza sostanziale tra questi due tipi di capitale è che un degrado umano sull’ambiente è appunto irreversibile: non è possibile sostituire un ecosistema impoverito con uno nuovo. Un ecosistema può essere sostenuto con degli investimenti o può anche essere impoverito. Se lo sfruttamento dell'ambiente porta ad una perdita irreversibile del capitale naturale o se il ripristino ecologico è molto costoso, tale sostituzione irreversibile può aumentare il rischio di collasso.
Il secondo problema è che, avendo un’idea precisa del valore economico del progetto di sviluppo e della sua redditività futura (profitti, beni di consumo), si dà un valore economico alla preservazione di quella porzione di capitale naturale che una volta urbanizzata non potrà mai tornare al suo stato naturale. In sostanza bisogna monetizzare le variazioni del valore del capitale naturale dovute alla conversione in area urbana.
Ci sono ovviamente valori etici e culturali nel conservare le risorse naturali che si sono rivelati difficili da trasformare in moneta. Inoltre, sono presenti anche altre componenti difficili da stimare dal punto di vista ambientale, come il controllo dell'inquinamento e la regolazione del clima. Le istituzioni nazionali dovrebbero adottare un approccio più sistematico che permette di tenere conto delle perdite di capitale naturale. Il risultato sarebbe misure migliori di sostenibilità e sviluppo.
Il modello di Krutilla Fisher
Entrando più nello specifico, bisogna attribuire ad ogni componente rilevante del progetto un valore economico. VA(Bs) è il valore attuale scontato a livello intertemporale dei vantaggi economici generati dal progetto in questione. VA(Bp) è il valore attuale dei vantaggi che si attribuiscono alla scelta di conservare il capitale naturale, quindi rinunciando al progetto di sviluppo economico.
VA(Cs) è il valore attuale dei costi che nascono per dare vita al progetto e che devono allo stesso tempo mantenerlo lungo il tempo. VA(Cp) è il valore attuale dei costi che sussistono per preservare quell’ambiente naturale. A questo punto si può affermare che il progetto risulta economicamente vantaggioso se:
VA(Bs) - VA(Cs) > VA(Bp) - VA(Cp).