MODELLI DI COLLOQUIO
Docente: Sarracino Diego Anno
accademico 2021 – 2022
PRESENTAZIONE DEL MODULO
L’attività clinica e quella di ricerca trattano, prevalentemente in un’ottica cognitivo-
comportamentale di seconda e terza generazione, le seguenti aree:
− Disturbi d’ansia.
− Disturbi ossessivi.
− Disturbi depressivi/psicosomatici.
− Disturbi relazionali e di personalità.
Obiettivi:
• Il modulo si propone di presentare le basi della conduzione del colloquio clinico in ottica
cognitivo comportamentale.
• Il modulo è finalizzato a promuovere le competenze cliniche dello studente e fornirgli una
serie di strategie di
intervento da applicare flessibilmente al trattamento del disagio psicologico nelle sue diverse
espressioni.
• Verranno discusse applicazioni cliniche relative ai disturbi d’ansia, depressivi e
ossessivi, nonché all’intervento con i pazienti resistenti.
Programma
− Modello cognitivo-comportamentale: aspetti generali.
− Il colloquio secondo i principi della terapia razionale emotiva comportamentale - REBT
(Ellis).
− Il colloquio secondo i principi della terapia cognitivo-comportamentale - CBT (Beck).
− Il colloquio cognitivo-comportamentale con il paziente ansioso.
− Il colloquio cognitivo-comportamentale con il paziente depresso.
− Il colloquio cognitivo-comportamentale con il paziente irascibile/resistente.
Riferimento principale sono le slide e gli appunti, con approfondimenti contenuti nel testo
illustra il colloquio nella psicoterapia cognitiva con molti esempi clinici e pratici
Esame
Scritto
unico esame per entrambi i moduli prevede 20 domande a risposta multipla mista rispetto ai
due moduli punteggio massimo 20 senza penalità, poi una domanda aperta che può essere un
caso clinico o altro, per esempio, un approfondimento su altri aspetti che prevede un
punteggio massimo di 10 più eventuali bonus il voto finale è dato dalla somma delle due
prove cosa è importante per lui, all'esame non si andranno a chiedere argomenti non
capire
trattati e non approfonditi a lezione
libro di approfondimento ai concetti presi dalle slide spiegate a lezione
L’APPROCCIO COGNITIVO: UNA PANORAMICA
Il modello cognitivo
• Questo è un corso a cui tutti sono invitati a partecipare attivamente, ponendo domande e
intervenendo nella discussione.
− Se state pensando: «Che bello, potrò partecipare attivamente e scambiare le mie idee con i
colleghi; è molto interessante», probabilmente proverete un’emozione positiva. 1
− Se invece siete un po’ in ansia, probabilmente qualche altro pensiero sta attraversando la
vostra mente, per es. «Oh-Oh, se faccio una domanda stupida, gli altri potrebbero criticarmi e
pensare che sono un idiota»
colloquio cognitivo si basa proprio su questo principio che prende il nome di MODELLO
il
COGNITIVO, e secondo questo modello emozioni comportamenti e sensazioni fisiologiche delle
persone sono influenzate dalla loro percezione degli eventi (dai pensieri che esse sviluppano
degli eventi, anche non ancora accaduti)
• La terapia cognitivo-comportamentale, nelle sue varianti (REBT, CBT ecc.), si basa sul
modello cognitivo, il quale ipotizza che le emozioni, i comportamenti e le sensazioni
fisiologiche delle persone siano influenzati dalla loro percezione degli eventi.
• ASSUNTO FONDAMENTALE = Non è la situazione di per sé a determinare ciò che le
modo
persone sentono ma è piuttosto il in cui queste interpretano tale situazione (Ellis,
1962; Beck, 1964)
Approccio che interviene nel link tra sofferenza emotiva e i pensieri che alimentano la
sofferenza emotiva ed anche le conseguenze comportamentali
IMP il motivo per cui le persone si rivolgono ad un esperto della salute mentale e perché
sperimentano forti emozioni, comportamenti disfunzionali i pensieri disturbanti primo
il
passo è presentare alla cliente in modo chiaro la situazione in cui si trova
si parla di CLIENTE perché il modello cognitivo comportamentale è applicabile anche al di
fuori della clinica per esempio nelle organizzazioni
l'assunto fondamentale non è relativo solamente all'approccio cognitivo moderno e
contemporaneo bensì è nasce da un pensiero molto antico, appartenente ad alcuni filosofi del
primo secolo d.C. come EPITTETO, MARCO AURELIO e SENECA = alcuni esponenti della scuola
razionale
storica romana ai quali si ispira ALBERT ELLIS nel fondare il suo approccio
emotivo , a cui si ispirerà a sua volta
EPITTETO (50-130 d.C.)
Le cose in nostro potere
«Gli uomini sono agitati e turbati non dalle cose, ma dalle
opinioni che hanno delle cose.» = fondamentalmente dalle
opinioni che hanno riguardo le loro esperienze di vita passate o future
es ascensore
ci sono persone che non prendono l'ascensore
Di solito per due pensieri: 1 una catastrofe, in cui potrò morire 2 non riuscirò a respirare,
impazzir o dall'ansia
se penso una delle due cose riguardo a prendere l'ascensore sono in ansia e quindi non
prendo l'ascensore
quando ci troviamo in una situazione difficile quando il cliente si trova una situazione difficile
si chiede sempre cosa stai pensando in questo momento
«Le cose sono di due maniere: alcune in nostro potere, altre no. Sono in nostro potere:
tutte quelle cose che dipendono dalla
l’opinione, il volere, il desiderio, l’avversione, in breve
nostra volontà.
Non sono in nostro potere: il corpo, le ricchezze, gli onori, le dignità pubbliche, e in breve
tutte quelle cose che non dipendono da noi.»
«A te non deve interessare di diventare né condottiero, né capo, né magistrato, ma solo un
uomo libero: e per questo ci si arriva per una sola via, che è quella di non curarsi delle cose
che non sono in nostro potere.» 2
concetto interessante perché le persone iniziano a sviluppare un disturbo emotivo
quando vogliono controllare cose che non solo il loro potere: mentre le cose che sono il loro
potere non le controllano e non le fanno
es la paziente spesso arriva dicendo “non riesco ad ottenere successo nel lavoro” ma non si
può controllare pienamente nella vita
Oppure “quella cosa in passato non doveva accadere”, se inizio a pensare a quello che non
doveva accadere posso sviluppare un disturbo depressivo
se cerco di controllare il futuro potrò sviluppare un disturbo emotivo di tipo ansiogeno
se cerco di controllare gli altri proverò come emozione disfunzionale la rabbia
il nostro cervello inizia a rimuginare sulle cose perché difatti non c'è una soluzione a
controllare il passato e il futuro e gli altri, perché sono cose che non dipendono da noi se non
in minima parte
• Quindi nella terapia cognitiva aiutiamo i clienti a comprendere il modello cognitivo,
passando da una condizione di controllo estremo di ciò che non è il nostro potere, ad una
posizione più realistica in cui si comprenda la differenza tra ciò che si può controllare e ciò che
invece è al di fuori del nostro controllo
ELLIS porta questo principio nella terapia dicendo che: “il fine ultimo della terapia è basato
dall'accettazione incondizionata di se stessi, degli altri e del mondo ” se una persona riuscisse
a raggiungere questo stadio non proverebbe disturbi emotivi nelle misure in cui questo sia
umanamente possibile
Quando provano un’emozione disturbante, o stanno attuando un comportamento
disfunzionale, li invitiamo a fermarsi un attimo e a chiedersi: «Cosa mi sta passando per la
mente in questo momento?».
• Quindi, immaginate di essere il cliente e di riportare al vostro terapeuta CBT che siete un po’
in ansia a fare domande in questo corso perché potreste essere criticati dai vostri colleghi.
IL MODELLO COGNITIVO
1. Situazione es avere ansia porre una
domanda
! non è la situazione in sé a provocare il
disagio emotivo bensì il filtro, ovvero il modo
in cui interpreto questa situazione; quindi, i
pensieri che si attivano e passa nella mente
del momento in cui vivo quella situazione;
quindi, di fronte alla prospettiva inizio a
pensare
2. pensieri automatici verrò criticato
3. reazione a partire di questi pensieri ci
saranno delle conseguenze:
a) emotiva es avere ansia
b) comportamentale es restare in silenzio, Oppure iniziare a rimuginare quindi
immaginando ogni possibile situazione futura
c) fisiologica es tensione muscolare
Tutto questo turbinio ci distrarrà e quindi aumenterà la probabilità di fare una brutta figura
(il rimuginio parte da una situazione che noi reputiamo importante e che quindi cerchiamo di
controllare attraverso il pensiero quello che succederà in futuro, ma tutto ciò ci mette ancora
più ansia)
IL DIALOGO SOCRATICO 3
• Il terapeuta potrebbe rispondervi: − È un pensiero interessante... Quanto crede a questo
pensiero? Come la fa sentire questo pensiero? (il questioning, segue ad un primo intervento
dove si cerca di aiutare il paziente a mettersi in moto, e solo successivamente si andranno ad
indagare le credenze di base, prima ci si focalizza nel problema del presente, indagando
quando il problema si presenta)
disturbi emotivi hanno la singolare capacità di auto alimentarsi per questo diventano
I
disturbi emotivi
Es ANSIA, ansia secondaria, ulteriori pensieri, disturbo da panico, ancora più ansia
il panico da un certo punto di vista è un’ansia secondaria perché è un'ansia che si
autoalimenta = vado in ansia per le mie stesse sensazioni emotive e tutto ciò si autoalimenta
diventando sempre più forte
oppure può succedere di tornare a casa dopo aver fatto una brutta figura ed iniziare a pensare
provo depressione, che però è secondaria all'ansia
^ il terapeuta potrebbe rispondervi è un pensiero interessante quanto crede a questo
pensiero?
^ come la fa sentire questo pensiero?
quando abbiamo un disturbo emotivo e siamo attraversati da questi pensieri, li
consideriamo delle verità di fatto
Es ho l'ansia di parlare in pubblico e penso che sicuramente che verrò criticato = questo è il
pensiero che mi disturba iniziare a parlarne aiuta il paziente o il cliente a decatastrofizzare la
situazione questioning
MONTAIGNE diceva: “ho sofferto di tante cose nella mia vita la maggior parte delle quali non
sono mai capitate”
I pazienti con disturbi emotivi perdono la capacità di farsi un dialogo interiore, quindi i
pensieri negativi e catastrofici (non mi riprenderò mai più, sarà terribile...) hanno libero
campo.
Nel colloquio e soprattutto nel questioning il clinico aiuta il paziente a contrastare questo
meccanismo con una forma alternativa di ragionamento
• In una seduta CBT, questo potrebbe essere l’inizio di un questioning (o dialogo socratico),
che si compone di una serie di domande volte a esaminare e rispondere a un dato pensiero.
Nel processo di questioning si mette alla prova la veridicità di questi pensieri e si aiuta il
cliente ad imparare a rispondere a questi pensieri e questa cosa può aiutare a contenere la
sua reazione emotiva
A fianco, immagine esempio di questioning
(si tende ad utilizzare cliente quando si parla di
concetti generali, perché si può usare anche in ambito
lavorativo =
è un metodo che non si applica solo all'ambito clinico e
psico patologico quindi il termine del cliente in generale
è più corretto, anche utente)
• Soprattutto nella seduta REBT, il terapeuta potrebbe essere ancora più incisivo e mettere
radicalmente in discussione le credenze che sostengono quel dato pensiero (disputing).
parte dalla REBT
CBT
È importante convincersi non solo pensare ad alternative razionali, ma anche credere ad esse,
infatti, alla fine del questioning, una domanda importante è: quanto ci credi adesso da 0 a
10 ? 4
L’obiettivo non è essere sollevati o senza emozione disturbante ma per esempio mantenere
l’ansia entro livelli accettabili evitando che la reazione emotiva dilaghi in un disturbo di ansia
= si parla di un’attivazione ottimale senza far sì che il disturbo dilaghi
L’approccio cognitivo: una panoramica
I PRINCIPALI MODELLI DELLA TRADIZIONE COGNITIVO-COMPORTAMENTALE
Approcci di prima ondata: il comportamentismo
prima ondata si rifà al comportamentismo ovvero all'idea si possa
contribuire a modificare il comportamento disfunzionale del cliente
solamente per il meccanismo stimolo- risposta
ES il cliente ha una certa compulsione, per esempio, si mangia le
unghie si potrebbe mettere un amaro sulle unghie oppure premiare
ogni volta che non le mangia
La mente è come se non esistesse
Approcci di seconda ondata:
seconda ondata = cognitivismo
ispirandosi anche alla filosofia buddista e
quant'altro ci dice che l'aspetto
determinante è il modo in cui
interpretiamo le situazioni e i pensieri che
facciamo sulle situazioni, quindi, c'è una
grande attenzione sul contenuto di questi
pensieri
i principali esponenti sono Albert Ellis e Aaron Beck A. ELLIS
• Terapia razionale emotiva comportamentale (REBT) di (1955)
AARON BECK
• Terapia cognitivo-comportamentale (CBT «standard») di (1964)
approccio che si è diffuso di più nel mondo e che viene insegnato al Beck institute a
Philadelphia
Approcci di terza ondata: sviluppati recentemente proprio per affrontare determinate
problematiche cliniche
- non sono delle applicazioni della CBT bensì sono degli approcci più integrati che prendono
dei principi di altri approcci
• Terapia basata sulla mindfulness di J. Kabat-Zinn (1979)
in parte si basa sulla CBT ma contrasta specificamente il rimuginio e la non accettazione dei
pensieri degli Stati interiori
• Terapia metacognitiva (MCT) di A. Wells (1994)
focalizzata sul rimuginio
• Acceptance and Commitment Therapy (ACT) di S. Hayes (1994)
che si basa sulla specificazione di obiettivi e valori fondamentali del cliente, basata sulla
compassione
• Terapia dialettico comportamentale (DBT) di M. Linehan (2002)
che viene applicata pazienti con gravi disturbi di personalità in particolare disturbo borderline
• Schema Therapy di J. Young (2003)
forma di terapia con disturbi di personalità ad alto funzionamento (funzionano abbastanza
bene nella vita), forma di terapia integrata in parte con unitivo comportamentale ma si basa
anche sui principi della Siria dell'attaccamento e dell'approccio psicodinamico con concetti di
questo tipo
L’approccio cognitivo: una panoramica
EVOLUZIONE STORICA 5
Aaron Beck era uno psicanalista che poi sviluppa il modello CBT e avvia una serie di
collaborazioni a livello
internazionale ed
accademico. BECK
In linea di massima ha
delle pre intuizioni importanti:
1) erano gli anni in cui si
sviluppava il DSM e lui
declina la CBT in vari
disturbi del DSM iniziando
dalla depressione
- la CBT è tarata sulla
depressione generata
dall'ansia
2) CLARK
poi grazie all'aiuto di questi collaboratori in particolare i nel Regno unito si
sviluppano vari protocolli la CBT viene applicata a vari disturbi
3) inizia delle collaborazioni a livello accademico sottoponendo questi protocolli a dei trial
clinici (era inusuale) e riesce in questi diversi trial a dimostrare l'efficacia della CBT al pari
della terapia farmacologica, in alcuni casi addirittura superiore alla terapia farmacologica,
questo è un punto di forza importante
la CBT soprattutto nel Regno unito diventa l'unico protocollo che viene rimborsato dal
sistema sanitario quindi ci sono anche delle azioni di politica sanitaria che la aiutano a
diffondersi ulteriormente; quindi, nel corso degli anni questo approccio da approccio
marginale diventa uno degli approcci più praticati al mondo
infine negli ultimi anni proprio per
rispondere alle nuove sfide dal punto di
vista della clinica, la terapia cognitiva si
contamina con altri aspetti pur
mantenendo dei concetti base come quello
del modello cognitivo, cioè non è la
situazione in sé a causare le conseguenze
emotive ma c'è un qualche contenuto
cognitivo nato in base all’interpretazione
della situazione.
si sviluppano quindi degli approcci di terza
ondata la cui caratteristica è che sono
attenti al processo cognitivo più che al contenuto cognitivo (come invece fanno gli
approcci di seconda ondata)
ven 12/11/2021
L’approccio cognitivo: una panoramica
EFFICACIA DELLA TERAPIA COGNITIVA
Esiste una mole di ricerche sull’efficacia della terapia cognitiva per una vasta serie di
disturbi.
La terapia cognitiva è stata una delle prime a sottoporsi a validazioni di efficacia, gli stati
inoltre sono stati condotti con diverse popolazioni di pazienti, in diversi contesti e quindi
questa efficacia è stata validata in molti ambiti tra cui:
− Depressione, disturbi d’ansia, disturbo ossessivo compulsivo (altri approcci psicoterapeutici
avevano fallito, era considerato tra i disturbi più resistenti), disturbi di dipendenza da
sostanze, disturbi alimentari, disturbi medici con componenti psicologiche (colon irritabile, 6
fibromialgia), disturbi relazionali e problematiche di coppia e, in combinazione con un
trattamento farmacologico, schizofrenia e disturbi dell’umore
tutte queste problematiche, i varie forme sono relative ad almeno metà della popolazione.
• In general
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