1. Concetto di Misura
Concetti principali: Si intende l’interazione tra il mondo e l’osservatore, al fine
1. Sperimentazione:
prelevare informazioni utili.
Consiste nel processo del prelievo delle informazioni e di attribuzione
2. Misura:
di numeri a caratteristiche del reale (grandezze) in modo da descriverle.
Quando studiamo un fenomeno,
l’obiettivo sarà quello di
identificare gli elementi
(grandezze) che lo determinano,
conoscerne le loro caratteristiche e
mutue relazioni ed infine ottenere
un di tale fenomeno
modello
(qualitativo o quantitativo) in
grado di descriverlo.
Naturalmente tale modello potrà essere semplice o complesso, oppure qualitativo o
quantitativo od idoneo all’uso, in cui gli elementi identificanti, come detto in
precedenza, sono le grandezze.
Come definiamo le grandezze? Una grandezza fisica è una classe di equivalenza di
un rapporto reciproco.
proprietà fisiche che possono essere misurate mediante
Condizione necessaria affinché una classe di equivalenza di proprietà sia misurabile
è quella di poter stabilire una relazione d’ordine fra quelle proprietà in sistemi
diversi: poter giudicare quale sistema esibisce più proprietà dell’altro.
Se tale confronto può essere basato sul rapporto fra le proprietà dei due sistemi,
allora la classe di equivalenza di quelle proprietà costituisce una grandezza fisica.
In questo caso è possibile scegliere la proprietà di un particolare sistema ed
eleggerla ad unità di misura per quella grandezza fisica.
Fissata l’unità di misura, la quantità di tale grandezza potrà essere specificata da un
valore numerico ottenuto dal rapporto con la proprietà scelta come campione di
riferimento ed un’unità di misura.
Il modello sarà costituito da un sistema a blocchi, avremo:
sensibili (cioè a contatto con l’oggetto da misurare);
Elementi
- Elementi di conversione;
- 1
Elementi di manipolazione;
- Elementi di trasmissione dati;
- Elementi di registrazione – riproduzione dei dati;
- Elementi di presentazione dei dati.
-
Infine interagiamo con l’osservatore (tramite interfaccia) e con un sistema di
controllo.
Il sistema rappresentato in figura e descritto precedentemente viene denominato
ma dobbiamo tener conto del fatto che l’informazione che
Catena di Misura,
otteniamo dovrà essere posta in un contesto adatto, cioè:
Avremo cioè un (elemento sensibile), sul quale il fenomeno agisce
sensore
inducendo una variazione del suo stato, che fornisce un’uscita che dipende dalla
variazione della grandezza d’interesse, ed un che trasferisce il segnale
trasduttore,
da un supporto fisico ad un altro (elemento modificatore, cioè modifica la natura del
segnale).
Nota Bene: La scelta del sensore dovrà essere tale da ottenere la risposta massima
con la più piccola variazione del suo stato.
Il rendimento di un trasduttore è definito come:
= 2
La grandezza od il segnale in uscita varia al variare della grandezza in ingresso ed è
legata ad essa mediante una funzione matematica.
1:
Esempio Trasduttore di pressione
L’elemento sensibile primario è il pistone, che svolge anche
la funzione di convertitore della variabile osservata, in
quanto converte la pressione del fluido (forza per unità di
area) in una forza risultante sul cielo (porzione superiore) del
pistone. La forza è poi trasmessa alla molla per mezzo
dell’asta collegata al pistone, che converte la forza in uno
spostamento ad esso proporzionale. Lo spostamento del
pistone è poi amplificato (manipolato) attraverso una serie
di leveraggi, per produrre uno spostamento dell’indicatore
di entità maggiore. L’indicatore e la scala indicano la pressione, quindi svolgono la
funzione di elementi di presentazione dati. Se poi fosse necessario sistemare il
trasduttore ad una certa distanza dalla sorgente della pressione un piccolo tubo
potrebbe rappresentare l’elemento di trasmissione dati.
2:
Esempio Termometro a pressione
Il bulbo riempito di fluido funziona da sensore
primario e contemporaneamente da convertitore
della variabile osservata, dal momento che una
variazione di temperatura comporta un
incremento di pressione all’interno del bulbo, a
causa dell’espansione termica impedita del fluido
che lo riempie. La pressione viene trasmessa, per
mezzo di un sensore di pressione del tipo a tubo di Bourdon, che converte la
pressione in spostamento. Questo spostamento viene manipolato per mezzo di
connessioni a leveraggi, per produrre uno sposamento dell’indicatore di entità
maggiore. Una scala ed un puntatore servono per la presentazione dei dati.
3
Nella catena di misura sono importanti:
Il organo che converte il segnale per renderlo più adatto a
condizionatore,
• successive elaborazioni (come ad esempio un amplificatore).
Il del segnale stesso.
trasferimento
• Il elemento che tratta il segnale per renderlo più adatto a
processore,
• successive elaborazioni (esempio: filtro passa alto, filtro passa basso,
convertitore analogico / digitale, trasformata di Fourier, media).
La che rende leggibile il segnale.
visualizzazione,
• La che ci permette la memorizzazione del segnale.
registrazione,
•
Quali sono gli obiettivi delle misure e delle sperimentazioni?
Fare misure in laboratorio per progettazione, ricerca o sviluppo.
- Controllo di operazioni e processi (sistemi di controllo in retroazione –
- feedback).
Monitoraggio, il sistema di misura viene utilizzato per tenere sotto controllo
- operazioni e processi tramite qualche grandezza.
Diagnostica di un impianto o macchinario, per identificare le cause di
- eventuali anomalie. Una catena di misura (caso ad
anello aperto) è ben
schematizzabile come
rappresentato nella figura
accanto.
4
2. Catena di Misura
I sensori (nota bene: sensori e trasduttori sono uniti), sono classificabili come:
l’energia
- Trasduttore attivo,
assorbita dal processo di misurazione
è usata per ottenere un segnale di
misura, senza alcun bisogno di
alimentazione esterna.
- Trasduttore è necessario prelevare
passivo,
energia da una fonte esterna per ottenere un
segnale di misura – AUX).
Nel caso del trasduttore passivo, dovremo tener conto che l’input di un segnale
ausiliario (AUX) possa introdurre altre incertezze nella misura. Per qualunque
sensore si scelga (attivo o passivo), avremo vari modi di trasduttore il segnale in
arrivo:
Effetto Meccanico – Capacitivo:
- = Costante dielettrica
∝ ∙ = Area armature
= Distanza armature
- Effetto Meccanico – Resistivo:
- = Resistività
.
, =-∙ = Lunghezza conduttore
/ = Sezione conduttore
= Numero di spire
- Effetto Induttivo:
7= ∙8∙9 8 = Permeabilità magnetica
9 = Fattore di forma
- Effetto Piezoelettrico: @ = Sensibilità
A = Spessore
= @∙A∙B B = Pressione
5
Un esempio di trasduttore attivo è quello
rappresentato in figura, amplificatore
C
elettrico. L’elemento che fornisce la
D
tensione in ingresso, , necessita di una
minima potenza, in quanto praticamente
non vi è alcuna corrente che fluisce in
ingresso, a causa della corrente
, .
trascurabile che circola nel gate ed all’alto
E ,
valore di resistenza Tuttavia l’elemento
G
in uscita (la resistenza di carico ) è
,
attraversato da una corrente ed una tensione significative, quindi da una potenza
HH che è una
non trascurabile. Questa potenza deve essere fornita dalla batteria
sorgente ausiliaria di potenza. Dunque l’ingresso controlla l’uscita, ma non ne
fornisce di fatto l’associato livello di potenza.
Un’altra classificazione utile, separa gli strumenti sulla base delle modalità
operative, a seconda che il principio di funzionamento sia ad azzeramento od a
deflessione.
Negli strumenti del tipo a deflessione, la quantità misurata produce qualche effetto
fisico che a sua volta genera un effetto simile, ma in opposizione, in qualche parte
dello strumento. L’effetto di opposizione è strettamente legato a qualche variabile
(solitamente uno spostamento meccanico od una deflessione), che può essere
direttamente osservata da uno qualsiasi dei sensi umani. Questo effetto di
opposizione cresce fino a quando non viene raggiunta una condizione di equilibrio in
corrispondenza della quale viene valutata la deflessione ed il valore della quantità
misurata viene dedotto da questa deflessione.
Il sensore di pressione esemplifica questo tipo di
dispositivo, dal momento che la forza, legata alla
pressione, genera una forza in opposizione da
parte di una molla. Questa reazione è il risultato
di uno sbilanciamento di forze sull’asta del
pistone (che può essere visto come l’elemento
attraverso cui passano tutte le forze), che provoca
una deformazione della molla. Al crescere della
deformazione della molla anche la forza da questa
esercitata cresce; quindi un equilibrio sarà
raggiunto per qualche valore della deflessione a
patto che la pressione sia contenuta all’interno
del campo di funzionamento dello strumento.
6
Un dispositivo ad azzeramento cerca di mantenere la deflessione al valore nullo per
mezzo di un’opportuna applicazione di un effetto che si oppone a quello generato
dalla quantità misurata. Per una tale operazione è necessario disporre di un sensore
in grado di avvertire la condizione di equilibrio ed un mezzo (manuale od
automatico) in grado di riportare l’equilibrio. Poiché la deflessione viene mantenuta
al livello nullo (idealmente), la determinazione dei valori numerici richiede una
conoscenza accurata dell’entità dell’effetto in opposizione.
Un trasduttore di pressione che opera su un principio
ad azzeramento è mostrata nella figura accanto
(misuratore di pressione a pesi). Aggiungendo
opportuni pesi, certificati, al piatto di peso noto, la
forza prodotta dalla pressione sulla faccia del pistone
può essere equilibrata dalla forza gravitazionale. La
condizione di equilibrio di forze viene indicata dal
fatto che il piatto rimane a riposo tra i limiti fine corsa
superiore ed inferiore. Poiché sia i pesi, sia l’area del
pistone sono tuti noti, la pressione incognita può
essere dedotta con il calcolo.
Prima di discutere le
caratteristiche
prestazionali degli
strumenti, è auspicabile
lo sviluppo di una
configurazione
generalizzata che metta
in evidenza le relazioni
ingresso – uscita più
significative, presenti in
tutti gli apparati di
misura. Uno schema
suggerito da Draper, Mc
Kay e Lees viene presentato in forma leggermente modificata nella figura accanto.
Le grandezze in ingresso sono classificate in tre categorie: gli ingressi desiderati,
quelli interferenti e quelli modificanti. 7
Gli ingressi desiderati rappresentano la quantità che lo strumento dovrebbe
• specificamente misurare.
Gli ingressi interferenti rappresentano le quantità alle quali lo strumento è
• involontariamente sensibile. J J
Un ingresso desiderato produce una parte dell’uscita, in dipendenza da una
K K
relazione ingresso – uscita rappresentata da , in cui rappresenta le
J
operazioni matematiche necessarie per ottenere l’uscita a partire
K J
dall’ingresso. Il simbolo può rappresentare differenti concetti, in funzione
K
L,
delle particolari caratteristiche ingresso – uscita che descrive. Dunque può
essere un numero costante che dà la costante di proporzionalità che lega
un ingresso statico costante alla corrispondente uscita statica, nel caso di
strumento lineare. Per uno strumento non lineare, una semplice costante non
è adeguata per mettere in relazione ingressi ed uscite statici; in questo caso è
richiesta una funzione matematica. Per mettere in relazione gli ingressi e le
uscite sono necessarie equazioni differenziali. Se si desidera descrivere la
J
dispersione dell’uscita per ripetizioni di ingressi statici costanti, è necessario
K
J
avvalersi di una qualche distribuzione di tipo statistico. Il simbolo
M svolge una funzione similare,
comprende tutti questi concetti. Il simbolo
ma per gli ingressi interferenti.
Gli ingressi modificanti sono le quantità che provocano variazioni nelle
• relazioni ingresso – uscita sia per gli ingressi desiderati, sia per quelli
interferenti. J . J J
J
K N O,N O,K
P J
e/o I simboli e
In altre parole, provocano un cambiamento in O N
J J J
rappresentano (nella forma appropriata) il modo specifico con cui condiziona e
K O,N O,K
J J
rispettivamente. I sopracitati simboli e sono interpretati nella stessa
N K
maniera generale di e . Lo schema a blocchi della figura precedente illustra i
concetti appena descritti. Il cerchio con all’interno una croce è il simbolo
convenzionale per un elemento sommatore. I due segni più, presenti nel caso
illustrato, significano che l’uscita dell’elemento sommatore è la somma algebrica
istantanea dei due ingressi. Poiché un sistema strumento può presentare diversi
ingressi di ciascuno dei tre tipi, cosi come parecchie uscite, potrebbe essere
necessario disegnare schemi a blocchi più complessi di quello rappresentato in
figura. I concetti appena esposti possono essere chiariti per mezzo di esempi
specifici. 8
1:
Esempio Manometro differenziale.
QRS. B
Si consideri il manometro a mercurio utilizzato per la misura di pressione T
V,
B
differenziale, come mostrato in figura Gli ingressi desiderati sono le pressioni
U QWS QXS
, la cui differenza provoca lo spostamento in uscita che può essere letto su
e QWS
una scala graduata, in seguito a taratura. Le figure e mostrano l’effetto di
due possibili ingressi interferenti. In figura il manometro è alloggiato a bordo di
un veicolo che sta accelerando. Una semplice analisi mostra che ci sarà un segnale in
uscita (diverso da zero) anche qualora la pressione differenziale sia zero. Quindi, se
si cerca di misurare la pressione in simili circostanze, sarà generato un errore a
QXS,
causa dell’ingresso interferente costituito dall’accelerazione. Similmente, in figura
V
se il manometro non è propriamente allineato con il vettore gravità, può dare
Y
un segnale in uscita anche in assenza di differenza di pressione. Quindi l’angolo di
inclinazione è un ingresso interferente (in realtà è anche un ingresso modificante).
Gli ingressi modificanti, per il manometro, includono la temperatura ambiente e la
forza gravitazionale. La temperatura ambiente manifesta la sua interferenza in un
B Z B V
gran numero di modi. In primo luogo, la scala calibrata cambia lunghezza con la
T U
temperatura; dunque il fattore di proporzionalità che correla a viene
modificato tutte le volte che la temperatura varia rispetto al valore di taratura
iniziale. In aggiunta anche la densità del mercurio varia con la temperatura ed anche
questo contribuisce alla variazione del fattore di proporzionalità.
2:
Esempio Sistema con estensimetro a resistenza elettrica.
L’estensimetro consiste in una griglia
, ,
costituita da un filo sottile, di resistenza
E saldamente incollato al campione.
Quando l’estensimetro viene
deformato, la sua resistenza varia in
accordo con la relazione:
Q9JS,
=
Δ,
E E
9
Dove: cΩe
∆, = Variazione del valore di resistenza
` E
^ Qfattore
9J = Gage factor di taratura dell estensimetroS adimensionale
g cΩe
, = Resistenza dell estensimetro, in assenza di deformazione
_ g
E
^ cXh/Xhe
= Deformazione
]
La variazione di resistenza è proporzionale alla deformazione. Quindi, nell’ipotesi sia
possibile misurare la resistenza, è pure possibile derivare la deformazione. La
J,
resistenza viene misurata per mezzo del circuito a ponte di Wheatstone illustrato.
, ∆,
Quando non è applicato alcun carico il ponte viene bilanciato (C regolata a zero),
j E
,
C
operando su . L’applicazione del carico provoca una deformazione, una ,
che è
quindi uno squilibrio del ponte, generando una tensione di uscita
C
proporzionale ad e che può essere misurata per mezzo di un tester (multimetro) o
di un oscilloscopio. La tensione è data da: ,
C = ZQ9JS, k
E H + ,
l, n U
E k
C
Qui l’ingresso desiderato è chiaramente la deformazione , che produce un’uscita
50 qr
. Un ingresso interferente che spesso causa problemi in un simile
proporzionale
apparato è il disturbo a del campo elettromagnetico generato dalla linee di
C
alimentazione presenti nelle vicinanze da motori elettrici. Questo campo induce
tensioni nel circuito estensimetrico, causando la nascita di una tensione anche
quando la deformazione è zero. Un altro ingresso interferente è la temperatura. Se
questa varia, provoca una variazione nel valore di resistenza dell’estensimetro che
produrrà una tensione in uscita anche in assenza di deformazione.
Metodi di correzione degli effetti interferenti e modificanti:
Nella progettazione e/o utilizzo degli strumenti di misura, è disponibile una quantità
di metodi per annullare o ridurre gli effetti di ingressi spuri. Descriveremo
brevemente alcuni tra i più uti
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