Bisogna entrare nella mente degli studenti cercando di capire quale sia la chiave di accesso migliore
Essa, soprattutto nei bambini tra i 2 e i 12 anni, è la percezione attraverso il corpo.
Gaetano Raiola
01/10/2013
Lezione n. 1: epistemologia di metodi e didattiche delle attività motorie
Le scienze motorie e sportive, nella configurazione attuale dell'Accademia dell'Università Italiana, sono inserite in due settori scientifico disciplinari (ossia dei contenitori giuridici entro i quali coloro che si interessano di Università, ricerca e formazione hanno il recinto del proprio campo del sapere e sono circa 375):
- M-EDF – 01: Metodi e didattiche delle attività motorie.
- M-EDF – 02: Metodi e didattiche delle attività sportive.
Il primo s'interessa dello sviluppo e delle teorie per la formazione e per la ricerca per l'educazione fisica, e in generale motoria e sportiva ("normodotati") e per classi di età (età evolutiva, adulta, matura) e gruppi speciali (diversamente abili, anziani, bambini). Tale differenziazione è dovuta ai diversi contenitori sociali in cui si inseriscono gli utenti.
Il secondo s'interessa a sviluppo (ricerca) e formazione (didattica) delle teorie per l'allenamento e la valutazione dei rendimenti delle attività motorie, fisiche e sportive (ci si sposta dall'ed. fisica all'allenamento, dai gruppi speciali, alla valutazione dei rendimenti): si tratta di qualcosa di più prestazionale e meno educativo.
Per un docente di scuola dell'infanzia e primaria è indubbiamente più importante il primo settore scientifico-disciplinare, ossia "metodi e didattiche delle attività motorie", destinato alla formazione di soggetti e non solo a coloro che fanno competizione (è più educativo). Per questo motivo nel piano di studi di SFP è inserito solo MEDF – 01. Metodi e didattiche delle attività sportive, invece, è più usato nelle vie per la formazione degli operatori sportivi, dove è più presente il concetto di livello prestazionale.
M-EDF-01 presuppone la scuola come ambiente di apprendimento formale e le vie formative a essa complementari, l'ambiente di apprendimento informale è la famiglia o la palestra, se non si concentra sui livelli prestazionali (il gruppo di amici è borderline), mentre il territorio e la strada sono non formali.
Per M-EDF-02, invece, l'ambiente di apprendimento formale è la palestra, la società sportiva, quello informale è la scuola e quello non formale è la strada (la partitella di pallone in campagna, ecc).
Questi due settori scientifico-disciplinari hanno delle specifiche ulteriori, dei sottosettori scientifico-disciplinari.
Metodi e didattiche delle attività motorie
Metodi e didattiche delle attività motorie (riferito alle scienze delle attività motorie) si distingue in:
- Teoria e metodologia del movimento umano (la "teoria" descrive le leggi per le quali avviene il movimento, mentre la "metodologia" descrive i metodi attraverso i quali l'essere umano impara il movimento; i metodi sono a sé stanti e se ne hanno più tipologie, sono specificazioni della metodologia, intesa come il "discorso sui metodi" a livello generale).
- Teoria, tecnica e didattica per l'età evolutiva (Teoria = leggi che regolano lo sviluppo, Tecnica = riguarda il modello esecutivo del movimento, Didattica = competenza = come insegnare).
- Teoria, tecnica e didattica per l'età adulta e anziana (anche in questo caso si può andare in campo educativo, soprattutto nell'eventualità di un infortunio e una successiva guarigione).
- Teoria, tecnica e didattica delle attività ricreative di gruppo e del tempo libero (villaggi vacanze, parco giochi, partitella di calcio e calcetto; per teoria si intende la descrizione dei sistemi biologici e delle prestazioni, per tecnica si intende non il raggiungimento della migliore prestazione possibile, ma implica fornire le strumentalità di base per potersi divertire, per didattica si intende l'insegnamento e riguarda coloro che si interessano alla formazione).
- Teoria, tecnica e didattica delle attività motorie preventive e compensative.
- Teoria, tecnica e didattica dell'attività motoria fisico-sportiva adattata.
Gli ultimi due sottosettori scientifico-disciplinari di MEDF-01 sono relativi ai gruppi speciali e dei disabili portatori di handicap. I tre termini "preventive", "compensative" e "adattate", configurano il sistema entro il quale le attività motorie possono essere svolte da chiunque, indipendentemente dai livelli di abilità.
Questo è un approccio analitico e nello stesso tempo sistemico. Unendo queste due parti della conoscenza in un quadro unico si ha la conoscenza dettagliata e totale del fenomeno. Questo processo si può avere da adulti, dove le capacità sportive sono abbastanza sviluppate, mentre al di sotto dei 10 anni la conoscenza non è parlare ma mettere in pratica, essere operativi. Così facendo noi andiamo a configurare esattamente il contenuto e il campo del sapere delle attività motorie.
Metodi e didattiche delle attività sportive
Metodi e didattiche delle attività sportive (riferito alle scienze delle discipline sportive, che non sono parte della formazione di un docente, ma vale la pena conoscere perché lo studente è studente a scuola e bambino in palestra, ossia il contenitore di prestazione al di fuori della scuola; vale la pena conoscere non di saper fare o saper essere) si distingue in:
- Teoria e metodologia dell'allenamento (teoria: conoscenza in generale dell'allenamento; metodologia: metodi con cui i contenuti dell'allenamento sono appresi e sviluppati nel corso del tempo).
- Teoria, tecnica e didattica degli sport di squadra (teoria: conoscenza in generale degli sport di squadra; tecnica: abilità motorie specifiche degli sport come il placcaggio nel rugby e si accompagna, in questo caso, alla tattica; didattica: organizzazione delle attività di formazione; sport di squadra: pallavolo, calcio, pallanuoto, rugby).
- Teoria, tecnica e didattica degli sport individuali (Teoria: conoscenza in generale degli sport individuali; tecnica: modelli esecutivi motori specifici degli sport individuali; didattica: organizzazione delle attività di formazione; sport individuali: atletica leggera, jogging, ecc).
- Teoria, tecnica e didattica degli sport natatori (Teoria: conoscenza in generale degli sport natatori; tecnica: modelli esecutivi motori specifici degli sport natatori; didattica: organizzazione delle attività di formazione; sport natatori: attività sportive in generale collegate al nuoto, come nuoto sincronizzato, tuffi, gare di nuoto, salvamento, ecc).
- Valutazione dei rendimenti atletici (improntato sul livello agonistico; per "rendimenti atletici" si intende il modo in cui si possono ottenere risultati competitivi alti attraverso la contrazione muscolare. Questo punto di vista mette in luce solo l'aspetto della forza, della velocità, della resistenza).
- Organizzazione degli organismi sportivi (organizzazione delle federazioni sportive e dell'ente che le raggruppa, il CONI, cui si aggiungono società sportive e dilettantistiche, gli enti di promozione sportiva e le discipline associate).
L'obiettivo del corso è acquisire conoscenze, abilità e competenze nel campo motorio e sportivo, ai fini della progettazione didattica e dell'espletamento della funzione docente, e quindi per trasmettere e provocare apprendimenti in questo campo del sapere.
04/10/2013
Lezione n. 2: concetti fondamentali
Che cos'è il movimento?
Il movimento è lo spostamento del corpo o di parte di esso nello spazio.
Come avviene il movimento?
Esso si ha quando c'è energia sufficiente per muovere una determinata massa corporea e può essere volontario o involontario, cosciente o incosciente. Ci sono movimenti coscienti ma che non dipendono dalla nostra volontà. Inoltre vi sono anche automatismi, per esempio, quando camminiamo chiacchierando con un'amica, il camminare non è più volontario, ma diventa un automatismo perché la mia attenzione è rivolta al discorso. Questo movimento automatico torna a essere cosciente quando devo attraversare la strada perché devo fermarmi, accelerare, o cambiare direzione. Quindi queste non sono caratteristiche intrinseche del movimento, ma sono funzionali ad esso. La modalità di realizzazione del movimento è detta controllo motorio.
Cos'è il controllo motorio?
Il controllo motorio è l'insieme delle leggi psicologiche e neurofisiologiche che regolano e governano il movimento.
Come si apprende il movimento e che cos'è l'apprendimento motorio?
Ogni movimento è anche un'esecuzione generale. L'apprendimento motorio consiste nell'esecuzione più o meno stabilizzata di un determinato movimento. Se, per esempio, a un famoso giocatore arriva un pallone, lo calcia al volo e fa goal, si tende a dire che tale calciatore "è bravo" perché ha preso quel pallone una sola volta e ha fatto anche goal. In realtà questo non è un apprendimento motorio: un determinato movimento è appreso solo se viene ripetuto più o meno stabilmente, ossia se su 10 esecuzioni ce ne sono circa 7 più o meno uguali (se le esecuzioni uguali sono 10 su 10, si parla di tecnicismo). Allo stesso modo avviene l'apprendimento della scrittura, della lettura, ecc.
Che cosa sono le prassi educative?
La prassi formativa è un'azione educativa costante con un obiettivo preciso e uno stesso metodo. Nelle attività motorie, la prassi formativa delle società sportive è l'allenamento, mentre a scuola è la lezione di educazione fisica. In breve, una prassi formativa è l'insieme delle proposte motorie o sportive che sono eseguite dopo un ordine o una consegna precisa.
Qual è la differenza tra ordine e consegna?
L'ordine è diretto e perentorio e indica l'obbligo a eseguire una determinata azione. La consegna non implica un obbligo e non è diretta, ma indiretta: l'azione è suggerita, viene costruito il setting, si predispongono gli elementi intorno all'ordine e si dà un suggerimento.
Ordine: "State tutti seduti!"
Consegna: si predispongono le sedie e si suggerisce "non state in piedi, per favore!"
Nella scuola primaria e nella scuola dell'infanzia si devono usare sempre consegne: mentre con gli adulti è possibile usare gli ordini poiché da una certa età si è in grado di comprendere autorevolezza e autorità di chi ci ordina di fare qualcosa, mentre il bambino obbedisce solo per paura, perché si sente minacciato. Gli insegnanti che adoperano ordini nel primo ciclo sbagliano, ma adottano questo modo di fare non perché esso sia una prassi educativa, ma perché costituisce una prassi costante che bisogna sradicare. Tuttavia, è lecito usare ordini con i bambini soltanto in casi limite, per esempio per garantire la sicurezza, abbattere i rischi, dare ordine, far comprendere meglio la voce, ecc. Ciò si riflette e si amplifica nelle attività motorie, in cui le prassi educative sono intese come contenuti da proporre, suggerire e trasmettere (da parte del docente) prevalentemente con l'uso della consegna e, in alcuni casi, con ordini ben precisi.
Ciò nonostante, gli insegnanti, soprattutto quelli di ed. fisica, danno soltanto ordini ai bambini, rivolgendosi a loro come se fossero tanti piccoli soldatini, spesso per paura che possano farsi male, mentre sarebbe il caso semplicemente di incitarli al movimento dicendo loro "muovetevi liberamente senza farvi male" e intervenendo direttamente sul bambino più vivace che si contraddistingue come possibile pericolo per gli altri.
I bambini imparano soprattutto guardando, ascoltando e devono essere liberi di potersi esprimere: se il bambino ha un carattere espansivo ed estroverso non va sollecitato, mentre se ha un carattere introverso e chiuso, va sollecitato portandolo in contesti dove c'è movimento, canto, sport, attività manipolative e creative. I bambini non vanno "obbligati" a fare sport "perché fa bene" ma vanno stimolati adoperando consegne. Nella scuola, a maggior ragione, non si può costringere il bambino a fare qualcosa: educare, da "educere", vuol dire "tirare fuori", e pertanto il bambino non deve essere considerato come un vaso da riempire di cose che sono al di fuori del bambino stesso perché ciò comporterebbe una forte violenza (il comportamentismo, infatti, è stato completamente smentito).
Nella scuola è necessario creare un setting predisponente e adoperare le opportune tecniche, metodologie e tecniche relazionali per provocare determinati apprendimenti attraverso la costruzione di attività che creano i bambini stessi. In questa situazione i docenti sono registi, facilitatori, tutor, non insegnanti prescrittivi.
Approcci all'apprendimento motorio
Per quanto riguarda l'apprendimento motorio e le prassi educative e il loro interfacciarsi con il controllo motorio e il movimento, si individuano due approcci, cioè due chiavi di accesso:
- Approccio cognitivo, della cognizione, ossia l'equivalente della conoscenza allocata come processo della mente, non come dato, inteso dal punto di vista educativo-didattico, e che pertanto parte dalla persona ed è innato, unico e irripetibile. All'interno di questo approccio si può parlare di teorie della mente che si rifanno soprattutto al cognitivismo (corrente di pensiero filosofica e psicologica che mette al centro l'individuo e la sua mente, ciò che già si è e si ha all'atto del concepimento e della nascita e che con la crescita si amplia e si porta fuori indipendentemente dall'ambiente, qualcosa di innato, unico e irripetibile: uno stimolo identico, dunque, non comporta le stesse conseguenze perché ognuno è diverso) e in parte al comportamentismo (corrente di pensiero filosofico e psicologico che non mette al centro l'individuo, ma l'ambiente, con la caratteristica che esso ha la stessa influenza per tutti gli individui, indipendentemente dalla loro unicità). Per quanto riguarda la funzione docente, l'approccio cognitivo comporta un tipo di insegnamento prescrittivo.
- Approccio ecologico-dinamico: per ecologico si intende un approccio globale che prende in considerazione la relazione biunivoca e l'interrelazione ambiente – persona (delle persone tra loro, della persona con l'ambiente e delle persone con l'ambiente); per dinamico si intende la considerazione della relazione ambiente – persona nello scorrere del tempo e quindi nel loro reciproco e costante cambiamento, provocato anche dalla loro reciproca influenza. I due elementi fisici oggettivi di quest'approccio sono spazio e tempo. L'ambiente e la persona sono in relazione con il tempo ma non viceversa. Questo approccio non tiene conto prioritariamente della persona, ma mette al primo posto l'ambiente e la relazione che esso instaura con la persona, ossia un processo, non un dato. All'interno di questo approccio si può parlare di teorie della mente che si rifanno (costruttivismo deriva dal cognitivismo ma alcuni lo fanno comunque rientrare in questo approccio) agli psicologi della Gestalt (Kohler, Koffka e Wertheimer > teoria della forma, con bicchiere mezzo vuoto e mezzo pieno: l'apprendimento non è dovuto alla variazione della persona causata dall'ambiente, ma è un'interazione che avviene in modo univoco e secondo i principi e le leggi della teoria della forma), filone nato in contrapposizione al comportamentismo che considera soprattutto l'ambito della percezione visiva. Ciò è avvenuto un po' prima del cognitivismo, nato dalla convinzione che ognuno di noi ha delle proprie caratteristiche, perciò più che il cognitivismo è l'innatismo che si contrappone al comportamentismo. Inoltre, c'è un'altra teoria scientifica, soprattutto filosofica, nata prima del comportamentismo ad opera di tedeschi e del francese Edmund Hussel, la fenomenologia, vero paradigma scientifico dell'approccio ecologico-dinamico. Nel 1945, prima dell'avvento del comportamentismo americano, Hussel cominciò a parlare di soggettività, intersoggettività, relazione con l'ambiente, e fenomeno come contenitore della conoscenza, dell'apprendimento, della cognizione. Per quanto riguarda la funzione docente, l'approccio ecologico-dinamico si concentra sullo studente (il docente opera solo come mediatore), che impara secondo proprie dinamiche ed euristiche personali e individuali: si parla di apprendimento euristico.
Nella scuola è senza dubbio più utile usare l'approccio ecologico-dinamico, soprattutto in ambito motorio (mentre la società sportiva usa l'approccio cognitivo). Nella scuola dell'infanzia e primaria, l'azione del docente è importante perché costruisce il luogo fisico dell'apprendimento e utilizza delle modalità comunicative soft, dove non interviene ma facilita la discussione con varie tecniche mutuate dalla psicologia. Questo perché il dato è
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Riassunto esame metodi e didattica delle attività motorie, prof. Raiola, libro consigliato Lineamenti di movimento.…
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Metodi e didattiche delle attività motorie II - Appunti
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Appunti Metodi e didattiche delle attività motorie
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Metodi e didattiche delle attività motorie