Il mercenarismo e la lealtà dei soldati comuni
Il mercenarismo italiano preferiva l'uso di soldati più comuni e inesperti, come avveniva in Francia. I mercenari avevano il difetto di essere instabili nei momenti di crisi. Come convincere il suddito comune a combattere fino alla fine, fino a dove il mercenario si arrende? Quindi, come creare affezione nei confronti degli interessi dello stato? Ciò è possibile solo grazie al sovrano.
Tale affezione è presente in Francia, dove la nazione è vista come "armonia". Tali pensieri vengono trattati nell'opera di Machiavelli. Da qui nascono due scritti di un certo rilievo, dove l'autore si orienta su quei temi che saranno la premessa di un pensiero più definito.
Machiavelli in Germania e Italia
Un altro luogo visitato è la Germania, dove Machiavelli riscontra la stessa decadenza che c'è in Italia. Altro elemento importante sono le continue lotte che si verificano quotidianamente in Italia, soprattutto a Firenze, dove la situazione è diventata insostenibile.
Firenze cerca di controllare le periferie e i distretti limitrofi, ma questo controllo era insopportabile, tale da portare questi distretti alla ribellione. Arezzo insorge nel 1512. Tale disordine tende a coinvolgere più realtà.
Cesare Borgia e l'ispirazione per "Il Principe"
Appare la figura di Cesare Borgia, noto come Duca Valentino, figlio di Papa Alessandro VI. Cesare opera a Urbino, dove Machiavelli si reca come ambasciatore per seguire le esperienze del Duca. È da tale vicinanza che si gettano le basi del "Principe". Il Duca Valentino mostra abilità e scaltrezza nel cogliere i momenti propri, e ha quelle qualità che, secondo Machiavelli, rispecchiano il modello di principe.
Machiavelli, comunque, si limita a narrare oggettivamente questa esperienza urbinate. Punto debole di Cesare Borgia è la morte del padre, non solo come figura familiare ma anche come appoggio politico. Tale debolezza è resa ancora più grave dalla rivelazione del... (continua)