Estratto del documento

MACROECONOMIA

analizza il comportamento aggregato dell' economia: il modo in cui singoli e aziende interagiscono e le

conseguenze delle loro decisioni.

Decine di migliaia o milioni di azioni individuali, accumulandosi, producono un risultato maggiore e/o diverso

della loro semplice somma.

Es: ingorgo stradale

• paradosso della parsimonia: se temono di dover affrontare un periodo di ristrettezze economiche, le

• famiglie e le imprese reagiscono riducendo le spese superflue; il che in realtà è un male, perché

deprime l'economia.

I macroeconomisti si occupano molto più dei microeconomisti delle questioni relative alla politica economica:

studiano quello che il governo potrebbe fare per migliorare le condizioni economiche. Questa grande

attenzione in realtà è nata solo dopo alla Grande Depressione (con cui muore l' idea per cui l'economica sia il

grado di autoregolarsi).

1936 Keynes, ne “La teoria generale dell' occupazione, dell' interesse e della moneta” scrive: “ un'economia

depressa è il risultato di una spesa inadeguata. Il governo può intervenire a sostegno di un' economia

depressa con la politica monetaria e con la politica fiscale. *

politica monetaria

La utilizza variazioni della quantità di moneta per modificare i tassi di interesse e quindi

incidere sulla spesa generale.

politica fiscale

La utilizza variazioni della spesa pubblica e della tassazione per incidere sulla spesa

complessiva. *

CICLO ECONOMICO,

Un tema fondamentale della macroeconomia è il cioè l'alternanza, nel breve periodo, di

recessioni (periodi in cui la produzione e l'occupazione diminuiscono aumenta il tasso di disoccupazione)

espansioni

ed (periodi in cui la produzione e l'occupazione aumentano). Il momento in cui l' espansione si

picco del ciclo economico.

trasforma in recessione è detto

* L' opera di J. Kaynes, pubblicata durante la Grande Depressione, suggerì di utilizzare le politiche monetarie

e fiscali per mitigare gli effetti delle recessioni (e ancora oggi i governi continuano a ricorrere alle politiche

keynesiane quando l' economia inizia a contrarsi).

Lavori successivi, soprattutto di Milton Friedman (macroeconomista), hanno portato a comprendere come

fosse importante anche tenere a freno le espansioni, e non solo combattere le recessioni.

Di conseguenza, le politiche economiche moderne cercano di appianare il ciclo economico, anche se talvolta

senza grande successo. *

CRESCITA ECONOMICA DI LUNGO PERIODO,

Un altro tema centrale della macroeconomia è la la

tendenza all'aumento della produzione aggregata (complessiva) nel tempo. La crescita economica di lungo

periodo è il motore dell'incremento del tenore di vita nel lungo termine ed è importante per poter finanziare

alcuni programmi economici.

Crescita pro capite di lungo periodo fondamentale per l'incremento dei salari e del tenore di vita.

→ *

INFLAZIONE.

L'aumento del livello generale dei prezzi è detto

DEFLAZIONE.

Il calo del livello generale dei prezzi è detto

Nel breve periodo inflazione e deflazione sono strettamente legate al ciclo economico (l'inflazione tende ad

aumentare quando l'economica è in espansione). Nel lungo periodo invece i prezzi tendono a rispecchiare

variazioni della quantità complessiva di moneta. Poiché inflazione e deflazione possono creare problemi, gli

economisti e le autorità politiche perseguono in generale la stabilità dei prezzi.

*

GLI SQUILIBRI INTERNAZIONALI

Il vantaggio comparato spiega perché le economie aperte (es: USA) esportino alcuni beni e ne importino altri,

mentre è necessaria l'analisi economica per spiegare perché i Paesi registrino avanzi commerciali e disavanzi

commerciali. disavanzo commerciale

Un Paese presenta un quando il valore dei beni o servizi acquistati

• dall'estero è superiore al valore dei beni o servizi venduti a Paesi esteri.

avanzo commerciale

Un Paese presenta un quando il valore dei beni o servizi acquistati dall'estero è

• inferiore al valore dei beni e servizi venduti ai Paesi esteri.

I fattori alla base dell' equilibrio tra esportazioni e importazioni attendono alle decisioni in materia di risparmio e

spesa per l'investimento, cioè la spesa per beni come macchinari e impianti che servono per produrre beni o

servizi. Paesi con una spesa per investimento più elevata del risparmio presentano disavanzi commerciali,

mentre paesi con una spesa per investimento inferiore al risparmio presentano avanzi commerciali.

SEGUIRE L'ANDAMENTO DELLA MACROECONOMIA conti del

Gli economisti seguono l'andamento dei flussi monetari tra i vari settori dell'economia attraverso i

prodotto e del reddito nazionali, conti economici nazionali.

o Ricorrono a questi conti per misurare il

valore di mercato complessivo dei beni e servizi prodotti dall'economia. Questa misura si chiama PIL.

Beni e servizi finali sono quelli venduti al consumatore o all'utente finale.

Beni e servizi intermedi quelli scambiati tra imprese, che diventano fattori di produzione di altri beni e

servizi.

prodotto interno lordo (PIL)

Il misura il valore di tutti i beni e servizi finali prodotti dal sistema economico nel

corso di un anno, ma non include il valore dei beni e servizi intermedi.

Può essere calcolato in tre modi:

sommando il di tutti i produttori ( = valore delle vendite – costo dei beni

valore aggiunto

• intermedi);

calcolando la spesa totale per l'acquisto dei beni e servizi finali prodotti dalle imprese nazionali;

• sommando tutto il reddito pagato dalle imprese nazionali ai fattori di produzione.

I tre modi sono equivalenti perché, nell' economia nel suo complesso, il reddito totale pagato dalle imprese

nazionali ai fattori di produzione deve essere pari alla spesa totale per l'acquisto dei beni e servizi finali prodotti

dalle imprese nazionali.

Il PIL è usato per calcolare le dimensioni del sistema economico e offrire quindi un metro di paragone per

valutare le prestazioni economiche del paese (/i) in diversi anni.

Produzione aggregata = quantità complessiva di beni e servizi finali prodotti da un sistema economico.

PIL REALE

Il è il valore totale dei beni e dei servizi finali prodotti dal sistema economico in un dato anno,

calcolato come se i prezzi fossero rimasti costanti al livello di un anno base predefinito. Eccetto che nell'anno

PIL nominale,

base, il PIL reale è diverso dal cioè il valore della produzione aggregata calcolata ai prezzi

correnti dell'anno in cui si realizza la produzione.

L'analisi del tasso di crescita della produzione aggregata richiede l'utilizzo del PIL reale, perché in tal modo si

escludono le variazioni della produzione aggregata attribuibili unicamente alle variazioni dei prezzi.

PIL reale pro capite

Il è una misura della produzione media aggregata per individuo, ma non è di per sé un

obiettivo di politica economica adeguato. Le statistiche statunitensi sul PIL reale sono sempre espresse in

dollari concatenati (= metodo per calcolare le variazioni del PIL reale statunitense utilizzando la media tra il

tasso di crescita calcolato utilizzando un anno base remoto e il tasso di crescita calcolato utilizzando un anno

base recente).

Il PIL pro capite è il valore del PIL diviso per la popolazione del paese, cioè il PIL medio per individuo ( =

PIL reale : n° persone) * paniere di

Per misurare il livello generale dei prezzi, gli economisti calcolano il costo per acquistare un

mercato, indice dei prezzi

cioè un insieme ipotetico di beni e servizi acquistati dal consumatore medio. L'

misura il costo dell'acquisto di un paniere di mercato in un dato anno, normalizzato ( = pari a 100 nell' anno

base) in modo che sia pari a 100 nell' anno base prescelto.

Costo del paniere di mercato in un dato anno

Indice dei prezzi in un = ­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­ X 100

dato anno Costo del paniere di mercato nell' anno base

tasso di inflazione

Il è la variazione percentuale annua di un indice dei prezzi; di solito viene calcolato sulla

indice dei prezzi al consumo, IPC

base dell' o ( che misura il costo di un paniere di mercato

rappresentativo dei consumi della famiglia media residente in aree urbane).

Indice dei prezzi _ Indice dei prezzi

nell' anno 2 nell' anno 1

Tasso di inflazione = ­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­ X 100

Indice dei prezzi nell' anno 1 dei

Un'indice analogo per analizzare l'andamento generale dei prezzi in un sistema economico è l'indice

prezzi alla produzione, IPP

o (= misura le variazioni dei prezzi dei beni e servizi acquistati dai produttori).

deflatore del PIL,

Gli economisti usano anche il che misura il livello dei prezzi calcolando il rapporto tra il PIL

nominale e il PIL reale e moltiplicando per 100.

DISOCCUPAZIONE E INFLAZIONE

L' inflazione e la disoccupazione sono i due fratelli cattivi della macroeconomia, e la principale fonte di

preoccupazione della politica macroecnomica.

L'occupazione è il numero di individui con un impiego.

disoccupazione

La è il numero di cittadini disoccupati e alla ricerca di un impiego.

forza lavoro, tasso di partecipazione alla forza lavoro

La somma di queste due categorie è la mentre il è la

percentuale della popolazione di età superiore ai 16 anni presente nella forze lavoro.

Forza lavoro

Tasso di partecipazione = ­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­ X 100

alla forza lavoro Popolazione di età pari

e superiore a 16 anni

tasso di disoccupazione

Il è la percentuale del numero totale di individui nella forza lavoro che sono

disoccupati. Numero di disoccupati

Tasso di disoccupazione = ­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­ X 100

Forza lavoro

Il tasso di disoccupazione può sottostimare o sovrastimare il livello effettivo di disoccupazione:

rischia di sovrastimarlo perché considera disoccupati anche coloro che continuano a cercare un

– impiego anche dopo che gliene è stato offerto uno;

rischia di sottostimarlo perché ignora i lavoratori frustrati, come i lavoratori scoraggiati, che fanno parte

– dei lavoratori collegati marginalmente al mercato del lavoro (= individui che non sono in cerca di un

lavoro), o come i sottoccupati.

Inoltre, il tasso di disoccupazione varia fortemente tra i diversi gruppi della popolazione; è generalmente più

elevata per i lavoratori più giovani e per coloro che si avvicinano all'età di pensione.

Il tasso di disoccupazione risente del ciclo economico: in generale, diminuisce quando il tasso di crescita del

PIL reale è superiore alla media, mentre tende ad aumentare quando il tasso di crescita del PIL reale è

inferiore alla media. In altre parole, aumenta

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chiara.attura.5 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trieste o del prof Gallenti Gianluigi.
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