Che materia stai cercando?

Lo stress negli sportivi Appunti scolastici Premium

Appunti di salute e benessere con tesina che descrive lo stress in ambito sportivo, con particolare riferimento all'overtraining, al bilanciamento sport-vita privata, alle aspettative irrealistiche, agli stressor sociali. Inoltre, vengono indicate varie strategie di gestione dello stress.

Esame di Salute e benessere dal corso del docente Prof. M. Rosati

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

come tale può essere stressante. Se invece la persona continua a non riconoscere l’inadeguatezza

delle proprie attese, potrebbe essere portata ad impegnarsi sempre di più per cercare di raggiungere

qualcosa di inaccessibile e quindi investe le proprie energie in modo del tutto sbagliato. In realtà

non sempre è facile comprendere quando un’aspettativa è irrealistica perché in alcuni casi

l’obiettivo può essere considerato impegnativo, ma comunque raggiungibile, e quindi assume una

valenza positiva. Secondo gli studi sul goal setting di Locke e Latham, infatti, porsi delle mete

ardue e specifiche produce un miglioramento della prestazione, della sensazione di benessere, della

soddisfazione e del livello di affettività positiva. Differentemente dall’obiettivo irrealistico,

l’obiettivo difficile viene stabilito tenendo in considerazione le proprie capacità e le variabili

situazionali e quindi rappresenta un traguardo realizzabile, anche se richiede un notevole impegno e

tanta perseveranza.

Esempi di aspettative irrealistiche, invece, possono essere rappresentati dal voler vincere ad ogni

costo, dal voler recuperare un infortunio in tempi rapidi o dal voler raggiungere per forza un nuovo

record. Per alcuni atleti queste possono rappresentare delle cose di fondamentale importanza per

dimostrare a se stessi e agli altri di essere i migliori, di sapersi confrontare con sfide sempre più

elevate. In questi casi l’idea di un’eventuale sconfitta e la paura di deludere gli altri risulta talmente

tanto inaccettabile che non viene neanche presa in considerazione. Si è disposti a fare qualsiasi cosa

pur di evitare questa circostanza considerata nefasta: concentrazione esclusiva sull’attività sportiva

ed allenamenti costanti ed estenuanti. Quando la meta è irrealistica, però, ciò spesso non basta e può

capitare che lo sportivo decida di ricorrere al doping per aumentare la propria forza muscolare,

sviluppare la capacità di resistenza, attenuare la percezione della stanchezza, accrescere la propria

attenzione. Oltre a violare i regolamenti, in questo caso l’atleta mette in pericolo la propria salute e

spesso non ne è neanche molto consapevole perché può essere anche incoraggiato dai propri

allenatori e può sottostimare gli effetti negativi derivati dall’abuso di determinate sostanze.

Gli stressor sociali

Altri possibili stressor in ambito sportivo sono legati alle relazioni sociali ed in particolar modo al

rapporto che l’atleta instaura con l’allenatore e, nel caso di sport di squadra, con i propri compagni.

L’allenatore sicuramente costituisce una figura di riferimento fondamentale per l’atleta in quanto

cura la sua preparazione tecnica e fornisce consigli utili. L’allenatore, però, deve essere anche in

grado di esercitare un certo grado di influenza sulla condotta dello sportivo e quindi deve possedere

non soltanto delle buone capacità tecniche, ma anche abilità relazionali e di leadership. Il rapporto

con l’allenatore può diventare fonte di stress se, per vari motivi, non si riesce a sviluppare una

relazione basata sulla comunicazione efficace, sulla fiducia e sul confronto. Come testimoniato da

alcune ricerche (Vanni, 1994), infatti, spesso l’allenatore ha dei problemi nel comunicare in modo

adeguato con gli atleti, fornisce soprattutto indicazioni tecniche e trascura il sostegno psicologico.

Inoltre, spesso prende le decisioni in modo autoritario, tenendo in scarsa considerazione l’opinione

degli atleti. Ovviamente tutto questo può compromettere la salute dell’atleta e la sua prestazione,

soprattutto quando non comprende le indicazioni fornite dall’allenatore che possono essere poco

chiare o ambigue o quando non è d’accordo e non ha la possibilità di esprimere i suoi dubbi.

Per quanto riguarda gli sport di squadra, inoltre, altri possibili stressor di natura sociale riguardano

il rapporto con i propri compagni. In uno sport di squadra è importante che ci sia coesione e

coordinamento e questo è possibile soltanto se si riesce a sviluppare un clima sereno di fiducia e di

supporto reciproco. Anche in questo caso è importante la comunicazione costruttiva che è

l’elemento fondamentale per la comprensione delle prospettive altrui e facilità l’orientamento della

propria prestazione in direzione del raggiungimento dell’obiettivo del gruppo.

Nel gruppo, inoltre, possono nascere dei problemi legati alla leadership. Spesso, infatti vi è un

leader (capitano) che solitamente viene designato dall’allenatore, ma che deve necessariamente

ottenere anche il riconoscimento della propria squadra altrimenti le sue direttive probabilmente non

verranno seguite. Potrebbero esserci più persone che contemporaneamente vorrebbero assumere il

ruolo di capo e coordinare l’attività, con conseguente sviluppo di conflitti e insoddisfazione. Alcuni

atleti, all’interno del gruppo, potrebbero avere delle difficoltà ad esporsi e questo li può portare a

non esprimere il proprio punto di vista ed accettare passivamente le indicazioni altrui, tenendo per

sé le proprie perplessità ed anche eventuali idee che, se proposte agli altri, potrebbero venire

accettate e risultare vincenti. Secondo una ricerca di Lipoma, Di Corrado, Di Nuovo, Perciavalle

(2005) svolta su giocatori di pallamano e pallanuoto, gli atleti che si sentono passivi all’interno del

gruppo ed incapaci di comunicare le proprie esigenze agli altri sperimentano livelli più elevati di

stress perché hanno delle difficoltà a gestire le richieste provenienti dall’ambiente circostante.

3. La gestione dello stress in ambito sportivo

Lo stress produce numerosi effetti negativi. Oltre ai problemi ed alle malattie fisiche elencate nel

paragrafo 1, può determinare problemi comportamentali e psicologici come ad esempio

aggressività, abuso di alcol e droghe, disturbi dell’umore, disturbi psicosomatici, decremento della

prestazione. E’ fondamentale imparare, quindi, ad evitare o almeno ridurre lo stress.

Innanzitutto già il fatto di dover svolgere un’attività che non piace o che è considerata noiosa può

essere estremamente stressante, quindi nello sport è auspicabile che l’atleta sia sempre sostenuto da

una motivazione intrinseca derivate dal piacere e dal divertimento che prova quando fa sport. Nel

caso in cui questo entusiasmo, dopo un certo periodo di tempo, venga a mancare occorre prenderne

atto e valutare la possibilità di interrompere l’attività sportiva, aiutando eventualmente l’atleta a

riorganizzare la propria vita in funzione di questa scelta.

Le tecniche di rilassamento e di visualizzazione

Nell’ambito sportivo vengono frequentemente utilizzate tecniche di rilassamento che hanno come

obiettivo quello di far in modo che l’atleta diventi consapevole delle aree del corpo nelle quali tende

a scaricare maggiormente la tensione ed impari a distendersi e calmarsi. Il rilassamento, di solito, è

associato alla visualizzazione di determinati movimenti o di situazioni potenzialmente stressanti (ad

esempio la gara) o di fattori di distrazione, in modo tale che l’atleta impari a sviluppare in tali

circostanze delle risposte antagoniste all’ansia e a mantenere la concentrazione. Si tratta di una

preparazione mentale nei confronti di situazioni che l’atleta incontrerà realmente e che, grazie alle

tecniche di rilassamento e di visualizzazione, percepirà come familiari e quindi più facilmente

controllabili.

Le tecniche di rilassamento inizialmente possono venire accolte con diffidenza e ci possono essere

delle difficoltà nel loro utilizzo perché prima di arrivare a dei risultati è necessaria una certa

costanza nell’esercitarsi. Con il passare del tempo, però, possono costituire uno strumento molto

utile da affiancare all’allenamento fisico e che contribuisce al benessere dell’atleta e

all’ottimizzazione della sua prestazione. L’efficacia delle tecniche di rilassamento è dimostrata da

una ricerca di Micheloni, Santoro, Cirelli, Romano (2011) che mette in evidenza come la tecnica del

rilassamento progressivo di Jacobson produce un miglioramento notevole dello stato dell’umore

degli atleti e porta ad elevati di livello di “vigore” (inteso come energia).

Il goal setting

Un altro importante strumento che può contribuire alla gestione dello stress è il goal setting che

rappresenta un metodo di lavoro che si basa su una serie di principi che possono essere applicati

anche in ambito sportivo. Secondo il goal setting, per raggiungere una prestazione di successo

mantenendo al tempo stesso uno stato di benessere, occorre organizzare l’attività per obiettivi, che

sono delle mete da raggiungere in un determinato arco temporale, lasciando però alla persona la

libertà di individuare il modo più adeguato per arrivare al risultato. Ad esempio, un nuotatore

potrebbe avere l’obiettivo di ridurre di un secondo il tempo impiegato per effettuare un certo

numero di vasche. A questo punto può organizzarsi come ritiene più opportuno e decidere, ad

esempio, se allenarsi tutti i giorni oppure no, per quante ore, da solo o con altri compagni,

alternando il nuoto alla palestra secondo uno specifico schema, ecc…L’obiettivo deve essere

impegnativo e sfidante, ma non irraggiungibile e deve essere anche specifico in modo tale che la

persona può utilizzare la sua energia in modo mirato, individuare le strategie più adatte ed anche

valutare lo stato di avanzamento in relazione al raggiungimento dell’obiettivo desiderato.


PAGINE

10

PESO

132.50 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in psicologia del lavoro e delle organizzazioni
SSD:
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sararossi4 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Salute e benessere e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Rosati Maria Valeria.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!