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ANALISI PERCETTIVA (Immagine della città - Kevin Lynch)

leggere la città: avere un’idea chiara della città, capire come funziona, sguardo senza assuefazione, guardare caratteri

morfologici, limiti, storia, forma urbana (quartieri), caratteri sociali, punti di riferimento, reti, nodi.

Città sintetizzata con: Percorsi (strade passaggi), margini (confini e limiti), quartieri (zone con caratteri simili), nodi

(punti focali della città), riferimenti (oggetti di veloce identificazione)

Per ogni città esiste un’immagine pubblica che è sovrapposizione di immagini private. L’immagine urbana viene

classificata con: percorsi, margini, quartieri, nodi e riferimenti

Percorsi

Sono i Canali lungo i quali ci si muove abitualmente o occasionalmente (strade, ferrovie, linee pubbliche)

caratterizzare le zone della città. L’esposizione

Sono gli Elementi urbani predominanti, che possono visiva del percorso

aumenta la sua qualità (percorsi non qualitativi risultano confusi). Esigenza: continuità del percorso. Hanno direzione e

risultano più rilevanti se collegano due punti importanti. Allineamenti fra tutti i percorsi. Gli Incroci sono punti vitali.

Margini

Elementi lineari che dividono le zone (barriere, rive, ferrovie), non usati o considerati come percorsi

Sono più forti quelli continui, sono più deboli quelli frammentari (astratti)

Quartieri …

Aree urbane che posseggono qualche caratteristica comune (continuità tematiche): grana, spazio, forma, edifici

A volte hanno contorni duri e precisi, a volte soffici o inerti (quartiere con negozi e uffici in centro). Possono essere

introversi ( pochi collegamenti con la città), o estroversi (fortemente collegati alla città)

Nodi verso e dai quali l’osservatore si muove.

Fuochi strategici della città (piazze, o forme lineari estese), Stazioni

metropolitane/ferroviarie sono nodi strategici di congiunzione (decisioni). Possono essere classificati in introversi o

estroversi. Il Maggiore nodo italiano è Piazza San Marco.

Riferimenti e nei quali l’osservatore non può entrare ma

Sono elementi (fisici) puntiformi che possono largamente variare in scala

ne rimangono esterni. Il loro uso implica la separazione di un elemento da un agglomerato/insieme.

INTERRELAZIONI DEGLI ELEMENTI

Possono rafforzarsi o entrare in conflitto(grandi riferimenti distruggono la piccola area alla sua base)

Tutti questi elementi operano insieme

VARIABILITA’ DELL’IMMAGINE l’osservatore compie una organizzazione. Le immagini possono

Esistono immagini più o meno costanti, con le quali

differire per punto di osservazione e ora di osservazione.

QUALITA’ DELL’IMMAGINE

situazione l’osservatore vede immagini più o meno dettagliate, dense o astratte.

A seconda della

Quattro fasi di percezione:

-elementi sciolti, senza relazione

-strutture posizionate, relazione fra esse

-struttura flessibile in maniera debole

-struttura rigida, immagini strettamente collocate.

ANALISI SETTORIALI (Natali)

Sviluppo: trasformazione dello status quo

SVILUPPO SOSTENIBILE

Attualmente si parla di sviluppo in senso tecnologico (forza inarrestabile che determina la soluzione: garantisce il

coevolutivo tra l’uomo

rapporto e la natura che ricerca il Piano regolatore)

Le basi di uno Sviluppo Insostenibile sono : - Crescita illimitata

- Distruzione delle risorse

- Inquinamento

- Squilibri territoriali

“sviluppo

Sviluppo sostenibile : capace di soddisfare i bisogni della attuale generazione senza compromettere il

soddisfacimento delle future generazioni”.

Alla base del concetto di sostenibilità (equilibrio dinamico) si hanno due interpretazioni:

 Sostenibilità forte (lasciare inalterate le risorse)

 l’ambiente naturale ma ne

Sostenibilità debole (ogni generazione consuma

garantisce artificialmente un miglioramento ambientale)

E tre principi fondamentali:

 Integrabilità del sistema (mantenere ecosistemi integri)

 all’uso delle risorse naturali)

Efficienza economica (legata

 Equità sociale (riferita a tutte le generazioni)

Lo sviluppo sostenibile si articola in tre dimensioni :

Dimensione ambientale : - conservare ciò che permette la vita

- controllandone l’inquinamento

le risorse devono crescere più veloci del consumo,

Dimensione culturale : - valorizzare la cultura locale e le diversità culturali sulla base della cooperazione

Dimensione economica : sviluppare la tecnologia a favore dell’ambiente senza provocare disoccupazione

-

- definire un limite di consumo delle risorse naturali

Tappe per lo sviluppo sostenibile: (compatibile con l’ambiente)

-1972: Consiglio delle nazioni unite a Stoccolma - prima definizione di sviluppo

“Rapporto dell’ONU –

-1987: Bruntland” conservazione del patrimonio territoriale

-1992: Conferenza di Rio de Janeiro che definisce gli obbiettivi per il 21° secolo (sviluppo sostenibile)

-1997: Protocollo di Kyoto - antinquinamento

-2012: Conferenza di Rio de Janeiro che definisce lo sviluppo sostenibile

SFIDE: - combattere la povertà ed eliminare lo squilibrio tra Nord e Sud nel mondo

- Garantire la conservazione delle risorse naturali

- Migliorare la qualità vita

- non alterare la complessità e favorire le comunità locali

Gli approcci che adotta lo sviluppo sostenibile sono:

- approccio funzionalista: la tecnica risolve problemi ambientali,di alimentazione e di salute. Considera

l’Ambiente oggetto l’uomo

di tutela perché fonte di risorse, oggetto di tutela in quanto produttore e

consumatore. La crisi ambientale si risolve con il mercato come strumento autoregolatore.

- L’uomo è subordinato all’Ambiente.

Approccio ambientalista scientifico: rispetta le leggi della natura. Ha

come politica ambientale la prevenzione anziché la correzione.

- Approccio territorialista : punta ad uno sviluppo locale(valorizzare le risorse locali) autosostenibile.

L’Ambiente è il luogo dello sviluppo locale autosostenibile,

L’Uomo l’Ambiente,

è la comunità in relazione con

è la manifestazione visibile dei processi di evoluzione dell’ l’ambiente,

Il Paesaggio uomo e

Il Degrado ambientale è la conseguenza della destrutturazione dell’equilibrio del Paesaggio.

Gli obiettivi sono il costruire l’equilibrio tra ambiente e costruito, e far crescere i luoghi(equilibrati).

aperti e legati che formano l’identità di un patrimonio

Terreno, ambiente, paesaggio. Sistemi

-territorio: spazio geografico definito da confini naturali e politici

-ambiente: luogo fisico e biologico in cui vive un organismo

l’aspetto percepito dall’uomo

-paesaggio: di un luogo

Elementi Territoriali sono:

 morfologia (altitudine, bacini idrici)

 limiti( naturali, amministrativi)

Fattori Ambientali:

 Aria

 Acqua

 Suolo

 Sottosuolo

Componenti Paesaggistiche: – privo dell’influenza umana

 Paesaggio naturale completamente

– influenzato dall’uomo

 Paesaggio culturale

TAPPE DELLA PIANIFICAZIONE DEL PAESAGGIO IN TOSCANA

 Istituzione del parchi nazionali tra il 1922 e il 1935

 Legge Bottai 1089/39 (del 1939-40): definisce e tutela i beni artistici e storici costituenti il

patrimonio culturale (applicazione con leggi locali).

 Art. 9 della Costituzione (1948) - Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico nazionale.

 Legge 183/189 Pianificazione dei bacini fluviali

 Legge 149/190 Pianificazione provinciale -Art.149 Piani territoriali paesistici PTP (strumento di

tutela delle bellezze panoramiche e di pianificazione territoriale,ordina la pianificazione comunale)

 Decreto (Ministeriale) Galasso (1985): tutela i beni naturali in Italia (svolta molto pratica)

 1999 Testo Unico delle disposizioni legislative sul patrimonio culturale e ambientale

 2000 - Convenzione Europea del Paesaggio è un documento che da la 1° definizione univoca

“parte

di Paesaggio: del territorio percepita in modo soggettivo,il cui carattere deriva dalle

relazioni uomo-natura”. –(tutela,

 Decr. Legisl. n°42 del 2004 - Disposizione dei Codici dei beni culturali e del paesaggio

…)

valorizzazione del patrimonio

 Legge n° 1497 tutela i beni culturali(immobili) e ambientali di notevole interesse pubblico per

bellezza (non contemplati in altre leggi)

Il TERRITORIO (Natali)

Il territorio è un unico grande sistema, nel quale azioni di modificazione non controllata in un suo punto interagiscono

con altri fenomeni in altri punti apparentemente non legati fra di loro.

Il territorio si compone di varie parti gerarchicamente disposte in aree forti, più adatte al modello di sviluppo come le

città e le aree di pianura, e aree deboli, più disagiate come la campagna e la montagna. Ciò è dovuto e comporta lo

spopolamento delle aree deboli che la pianificazione, nei piani regolatori generali, lascia come zone bianche

provocando consumo abnorme di risorse, degrado ed inquinamento, non utilizzando il territorio in modo equilibrato e

non considerandolo un unico sistema.

Le risorse primarie del territorio sono : l’acqua, il suolo e la risorsa umana.

– paesaggio: sistemi legati che definiscono un’identità

Territorio ambiente - del luogo.

L’uomo. Assetto sociale e produttivo (Natali, pag 51-60)

[Rapporto uomo natura: equilibrio dinamico, industrializzazione, automazione (industria avanzata)]

“Risorse entità alla base del funzionamento sistemico del territorio. Non sono rinnovabili.

primarie”:

L’uomo è la risorsa principale in quanto soggetto e oggetto di tutte le opere di modifica del territorio.

È il modo di organizzare la sua attività (l’assetto organizzativo) che implica un certo uso di risorse.

Fonti per l’analisi

La fonte principale è l’ISTAT (istituto Centrale di Statistica) che si avvale dei censimenti (che ripete ogni 10 anni) per

reperire i dati e le informazioni di base: Censimento generale della popolazione

1. Censimento generale dell’industria e del commercio

2. Censimento generale dell’agricoltura

3.

Le finalità principali dei censimenti sono quelle di capire le caratteristiche strutturali della società e le loro

trasformazioni in atto e di fornire ai vari organi di governo gli elementi necessari per indirizzare le scelte di intervento.

Popolazione

Ci si riferisce al Censimento generale della popolazione (fatto ogni 10 anni, nel mese di Ottobre) che organizza i dati

attraverso una scheda di censimento e territorialmente in ogni comune per sezioni di censimento.

estratto dall’IGM in scala 1:25.000),

Il reperimento dei dati avviene a livello comunale secondo un piano topografico (

che riporta la divisione del territorio in sezioni censuarie (possono riferirsi a centri abitati, nuclei abitati e a case sparse).

I “dati quantitativi” consentono di misurare la popolazione di un certo territorio, la sua distribuzione e i fenomeni

connessi. Il confronto di più censimenti consente di capire come varia la popolazione residente per effetto del

movimento totale = somma del movimento naturale (nascite, morti) e movimento migratorio (immigrati).

Gli spostamenti della popolazione influenzano in modo importante l’assetto generale del suolo, il patrimonio edilizio

esistente e i servizi.

I “dati qualitativi” sono l’età – l’anagrafe comunale è redatta ogni anno), il

(indice vecchiaia, mortalità, ecc livello di

l’occupazione

istruzione, (popolazione attiva, non attiva..). I dati qualitativi influiscono in modo diretto sul territorio

infatti, come l’allungamento della vita e la riduzione del numero medio dei componenti per nucleo familiare, esprimono

il fabbisogno di alloggi di minore dimensione.

Le risorse viventi sono gli uomini, le risorse naturali fisiche che modificano il territorio sono : Suolo e Acqua.

SUOLO

Le caratteristiche ricercate in un suolo sono :

- economicamente valido e produttivamente remunerativo

- adeguato alle condizioni ambientali

ma deve attenersi a delle limitazioni:

- vulnerabilità: erosione; impoverimento dei caratteri qualificativi

- pericolosità: stabilità versanti, rischio idraulico, inquinamento

- tendenza: ambientale, produttiva, ricreativa, mineraria

per l’analisi del suolo sono le varie carte: cartografia IGM e CTR, carte

Le fonti tematiche (geologiche e di uso del

suolo) e anche indagini dirette (campionamenti).

L’ ANALISI DEL SUOLO si sviluppa secondo tre livelli:

1. CARATTERI MORFOLOGICI – con l’altimetria cambiano le

 Altimetria e fasce altimetriche

condizioni ambientali, quindi da essa dipende la vegetazione naturale e

L’altimetria si ricava dalla lettura delle

la coltivazioni praticabili.

isoipse della carta topografica e ripartendo il territorio in fasce

altimetriche delimitate dalle stesse isoipse. Dalla lettura delle isoipse si

ricava anche la morfologia del suolo, i bacini idrografici e le

(geometria)

aree a pericolosità idrica. Per individuare le fasce altimetriche sono

possibili vari metodi ma il modo più mirato è di riferire le fasce ad aree

collina, …)

tipologiche(pianura, mettendole in relazione ai caratteri

emergenti da altre analisi come la clivometria.

È una carta importante per la comprensione della morfologia del suolo

e per gli incroci con le altre analisi.

 Bacini idrografici - vallata dove scorre il fiume, il bacino è dato dalla

zona di raccolta dell’acqua piovana. –

 Clivometria e pendenza dei versanti è la più importante della analisi

sulla morfologia del suolo poiché consente la comprensione della

geometria del territorio e perché da essa dipendono la

(morfologia)

maggior parte dei problemi e degli eventi legati al suolo. Il regime dei

corsi d’acqua e l’individuazione delle aree di deposito o di erosione

è sempre l’uso dei

sono legati alla pendenza del suolo, al cui assetto

suoli e la loro lavorabilità. La pendenza dipende dalla natura del suolo

e dalla sua formazione geologica così da rendere l’assetto delle

pendenze determinante per capire in un territorio i problemi di stabilità,

idraulico che influenzano l’attività umana.

deflusso e rischio

La clivometria si costruisce dalle isoipse e la pendenza del suolo

dipende dalla loro distanza (rapporto tra la differenza di quota e la distanza

ripartendo poi il territorio

tra due isoipse successive, moltiplicato per 100)

in classi di pendenza (che dipendono dalla prevalenza dei problemi presenti,

.

dalla tipologia di territorio e dalla natura del suolo)

La classificazione delle pendenze in base alla lavorabilità dei suoli:

- Aree di collina/montagna con deflusso naturale delle acque

>35% suoli non agricoli

20%-35% suoli agricoli solo con opere meccanizzabili di presidio

10%-20% suoli agricoli con opere meccanizzabili

<10% suoli meccanizzabili

- Aree di pianura con pendenze basse

>5% deflusso naturale

1-5% problemi di deflusso

<1% ristagno

In base al rischio di erosione:

>25% erosione molto severa

8-25% erosione scarsa a severa

<8% erosione assente

 Esposizione dei versanti - influenza sul microclima influenzando gli

usi dei suoli – l’assetto delle pendenze è stato

 Modifiche artificiali dei versanti

artificialmente corretto dall’uomo, concentrando la pendenza in alcuni

(muri a secco …)

punti o linee strategiche . Il terrazzamento è la rettifica

di pendenze elevate interagendo con la stabilità del versante.

QUALITA’ DEI SUOLI

2.  Analisi geologica

 Analisi litologica (permeabilità suolo)

 Analisi geomorfologica (punti franosi o predisposti)

 Analisi geopedologica DELLE STABILITA’

CARTA TECNICA + CARTA PENDENZE + CARTA GIACITURE E TOPOGRAFICA = CARTA

POTENZIALI DEI VERSANTI

CARTA DELLE PERICOLOSITA’: pericolosità geologica = PERICOLOSITA’ INTEGRALE

+ idraulica

svolgere un’analisi di

3. USI DEI SUOLI - land-use significa trovare il ruolo o funzione che svolge la porzione

di territorio interessata dall’analisi. La carta dell’uso del suolo, che è la principale delle analisi funzionali,

 si ottiene attraverso la decodificazione della simbologia della carta

aereo fotogrammetrica Può

(che è la sovrapposizione di carte tematiche di base).

dall’ortofotocarta che, trattandosi di vera carta eseguita su

essere tratta

supporto cartaceo, le trascrizioni sono riportate direttamente su

cartografia. L’individuazione degli usi in aree scoperte è chiara, mentre

e per l’uso

non sempre è possibile per le colture erbacee, seminativi

delle aree edificate (capannoni..) che necessitano di analisi diretta.

carta dell’uso del suolo della Toscana

(La è più dettagliata rispetto alle altre regioni

perché mira a usi molteplici del suolo.)

La carta dell’uso del suolo è la base per:

 Individuazione dei sistemi attuali del territorio

 Costruzione di carte finalizzate

 Correzione di progetto dei sistemi del territorio

 Una molteplicità di studi territoriali per l’assetto funzionale

L’analisi dell’uso del suolo può contenere l’individuazione delle varie

voci degli usi in atto, la valutazione della qualità e efficienza produttiva

al momento del rilevamento e le trasformazioni in corso in modo da

evidenziale le modificazioni avvenute di colture tradizionali, le aree e

l’aumento delle aree insediate.

le coltivazioni in abbandono,

Con il sistema CORINE (1985) si ha la verifica della stato ambientale in tutta Europa (1:100000)

(COoRdination de l’Information sur l’Environnement)

PROGRAMMA CORINE

Varato dal Consiglio delle Comunità Europee nel 1985.

lo stato dell’ambiente nell’area

Scopo: verificando e tutelando comunitaria, creare metodologie comuni di intervento nei

confronti dell’ambiente in tutta Europa. Ha avuto l’avvio concreto nel 2000 con la creazione di una copertura di

immagini ortorettificate su tutta Europa per la realizzazione del CLC2000.

All’interno del programma Corine è presente il progetto CORINE LAND COVER (CLC) che nasce con lo scopo di

rilevare e monitorare le caratteristiche del territorio, fornendo al programma Corine e ad ogni suo utilizzatore le

informazioni sulla copertura del suolo. Il CLC realizza una cartografia della copertura del suolo alla scala 1:100.000 e

fa riferimento ad unità spaziali omogenee distinte dalle altre unità e stabili per un sicuro rilevamento delle informazioni.

Nel quadro del progetto, l’unità che il CLC cartografa deve soddisfare 3 esigenze :

- leggibilità della restituzione cartacea e agevolare il processo di

digitalizzazione

- rappresentare gli elementi essenziali a coprire le esigenze del

tematiche del progetto

- raggiungere un rapporto costi/benefici compatibile con le

disponibilità finanziarie

Composta da 3 livelli (legenda. Dal generale al particolare):

- 5 voci sulla copertura del suolo

- 15 voci adatte ad essere rappresentate in scale 1:1.000.000,

1:500.000

- 44 voci più dettagliate per la scala 1:100.000

In Italia i dati del programma Corine sono distribuiti gratuitamente dall’APAT.

ANALISI TIPOLOGICA (Caniggia)

Per una corretta individuazione delle tipologie edilizie occorre informarsi su:

- le modalità di edificazione del lotto

- l’edificato,

i rapporti tra le aree scoperte e i percorsi

- le modalità di aggregazione e di distribuzione degli spazi interni, dedotti dai prospetti architettonici

l’individuazione si può ottenere una classificazione:

Attraverso il soddisfacimento delle tre richieste per

-casa colonica: edifici isolati di colonizzazione agricola del territorio

-casa a corte: di originaria matrice rurale ancora riconoscibile, rapporto non diretto con il percorso (mediato dal cortile),

con l’apertura di affacci sull’esterno (prima erano solo verso il cortile, creando un recinto)

rivalutati in residenze

-ville e villini isolati: insediati nel territorio agricolo, possiedono costruzioni accessoriate (oggi esistono solo le ville)

I villini si possono classificare in:

- Villino ante 1940 : monofamiliare, come una villa ma con mezzi più scarsi, recintata e

centrata nel lotto e con giardino davanti che collega al percorso

- Villino post 1940 : plurifamiliare, simile all’ ante 1940 ma con forme più complesse che si

sviluppano a 2 o più piani, può presentare scale esterne

-palazzo e palazzina isolata:

- Palazzo: di una famiglia nobile, in posizione nodale della città, ogni piano ha la propria

funzione (piano terra salone ingresso e servizi; primo piano - piano nobile..)

- Palazzina ante 1940 : plurialloggio in zona periurbana (zona indeterminata del tessuto

edilizio), come la casa in linea ha la scala interna, centrale al lotto, parcheggio e aree verdi.

- Palazzina post 1940 : morfologia simile all’ante, edificio che si contraddistingue dagli altri

-schiera :

(casa ad elementi accostati)

- Ante 1940: evoluzione della casa monocellulare (4-6m fronte), solo due affacci (uno sulla strada

l’appoggio e il confine con le

e i muri laterali costituiscono

e uno sullo spazio privato retrostante) – –

altre unità abitative, sviluppata su più livelli (piano terra artigianato; 1° piano alloggio)

- Pseudo-schiera ante 1940: variazioni di altezza, profondità e numero di unità abitative

- Post 1940: maggiore ampiezza fronte (6-10 m), articolazione pianta

-case in linea: - Ante 1940 : profondità bicellulare , diviso al centro dalla scala che distribuisce, 2

(corpo doppio)

di bagni o corridoi sull’eventuale parete laterale

affacci ma può presentare finestre

- pseudo linea ante 1940 : edifici appartenenti alla stessa matrice della casa in linea ma con

elementi di alterazione (scale decentrate) e stile che li contraddistingue

- in periferia, all’interno di un unico e presenta un piccolo cortile d’ingresso

Post 1940 : lotto

-blocco chiuso o isolato: - centrale illuminato dall’alto,

Ante 1940 : profondità di due o più cellule con vano scale

l’accesso

ha diretto dal percorso, è collegato lateralmente da cellule di collegamento più basse

- modifica solo l’aspetto architettonico

Post 1940 : inalterato, si

-blocco aperto: - Ante 1940 : plurialloggio, serie di fronti indistinti, non chiude spazi interni a carattere privato

- Post 1940 : plurialloggio, simili 1940, alta densità abitativa

-speciali nodali: - Ante 1940 : edifici a destinazione speciali, spazio centrale unitario dominante su spazi

secondari (chiese, teatri) con posizione polare, intero lotto organizzato ad uso pubblico

- Post 1940 : in periferia, rapporto irrisolto tra spazio privato e pubblico (Stadi)

-seriale polare: - : edifici speciali ottenuti dall’unione seriale(scuole,

Ante 1940 conventi), costituire un polo

- Post 1940 : articolazione volume (ospedali) svincolato dalla geometria urbana

-seriale antipolare: - Ante 1940 : in periferia, tipologia a recinto, con accesso indiretto, nelle zone più

dismesse (vecchie fabbriche)

- Post 1940 : aree a destinazione produttiva coperte solo parzialmente e poi intasate da

tettoie o altre costruzioni eterogenee precarie

GENERALITA’ E ASSETTO FUNZIONALE (Natali - pag 161-176)

Il sistema urbanizzato è costituito da quelle parti di territorio che hanno subito una

(insieme delle aree urbanizzate)

trasformazione allo scopo di garantire le condizioni adatte all’insediamento dell’uomo (ne sono prova i continui mutamenti

a cui sono sottoposti i centri abitati per essere sempre più adeguati alle esigenze espresse dalla società che ci vive).

Il sistema urbanizzato è per eccellenza il luogo delle trasformazioni umane. il progresso e l’insieme dei valori della

L'insediamento stabile è il luogo nel quale sono sempre espressi il significato,

società insediata.

Ruoli connessi al significato di insediarsi e al sistema urbanizzato sono:

-abitare - vivere nella comunità caratterizzata dai valori del luogo insediato

-lavorare svolgere attività al fine di produrre beni e servizi per la popolazione

-svagarsi svolgere attività connesse al tempo libero

-spostarsi relaziona nello spazio e nel tempo gli altri ruoli

ruoli all’interno delle strutture costruite dalla società comporta una trasformazione del suolo

Lo svolgimento di questi

con la costruzione di opere finalizzate a renderlo adatto allo svolgimento di quelle attività chiamate opere di

urbanizzazione : –

 Primarie essenziali per la sussistenza stessa dell’insediamento (strade, parcheggi, reti di distribuzione di acqua, energia

elettrica, gas, illuminazione, verde pubblico)

 Secondarie legate alla struttura organizzativa della vita civile (tutti i servizi pubblici e di uso pubblico)

Gli insediamenti sparsi, come nella campagna, non fanno parte di un sistema urbanizzato poiché determinante è la

collocazione all’interno di aree aventi un funzione precisa (anche se non urbana).

Un sistema urbanizzato può essere analizzato anche attraverso vari aspetti:

-Aspetto funzionale indica il ruolo di ogni parte del territorio urbanizzato

-Aspetto storico evolutivo indica il modo di successione delle strutture insediative

in forme relazionate all’ambiente

-Aspetto morfologico- indica il modo in cui la società ha espresso i propri bisogni

-Aspetto quantitativo di carico edilizio relazionato alla qualità della vita

-Aspetto di relazione fisica indica la necessità di stabilire con la mobilità un collegamento tra le varie funzioni

Il sistema urbanizzato nei suoi limiti fisici si individua attraverso l’analisi dell’uso del suolo.

Attraverso la continuità delle funzioni del sistema urbanizzato si ricava il perimetro del centro urbano.

Il significato funzionale delle aree è dato dall'uso degli edifici e la connotazione funzionale del centro

(essendo costruite)

urbano è definita dal complesso delle funzioni e dalla loro superficie interessata. successive con l’insediamento di

Il centro abitato nasce da un'esigenza primaria alla quale se ne aggiungeranno sempre

una comunità e il suo sviluppo.

È la funzione a creare la forma urbana, ma benché questa muta nel tempo, la tipologia funzionale (costituita da entità fisiche

rimane ed è sempre leggibile.

costruite nel tempo)

funzioni all’interno di un centro abitato possono trovarsi

Le variamente distribuite in base alla localizzazione, che

provoca aumento della domanda negli stessi luoghi. I motivi della loro distribuzione:

 accentramento in punti preferenziali e non residenziali

 integrazione delle funzioni residenziali

La localizzazione è sempre legata a ragioni di accessibilità, di relazione con funzioni complementari e di compatibilità

ambientale. “a in tutto il sistema urbanizzato

Le analisi funzionali si conducono tappeto” e nelle aree circostanti (per delinearne i contorni)

Un metodo di analisi può essere la classificazione preventiva delle funzioni generali che si presume siano nel territorio:

 servizi e attrezzature collettive : d’interesse

- generale (istruzione superiore, ospedale..)

d’interesse

- locale (istruzione infanzia, cimiteri..)

 infrastrutture per mobilità (viabilità ciclabile, parcheggi, ferrovia)

 residenza (stabile, secondaria)

 attività produttive (agricole, industriali, artigianali)

 attività terziarie (studi privati, turismo)

Abitazioni

Le abitazioni sono la struttura principale nel sistema urbanizzato.

L’abitazione è una risorsa economica che fa parte del sistema funzionale del sistema urbanizzato e che può essere

analizzato con l’uso del suolo o l’uso del patrimonio edilizio esistente. Deve essere messa sempre in relazione con la

analizzare l’idoneità delle sue caratteristiche

popolazione per poter con le esigenze della società.

(poiché esigenza primaria)

l’analisi strutturale della abitazioni è l’ISTAT “censimento

La fonte per che prima utilizza il generale della popolazione”

poi fornisce definizioni per la corretta interpretazione delle statistiche , poi

(abitazione,stanza,superficie, anno costruzione..)

. Analizza le abitazioni in “complesso”,

prende in considerazione il censimento del 1981 (il più completo a livello nazionale)

“occupate” e “non occupate”, che in generale classifica:

- abitazioni occupate ( numero, superficie, stanze, occupanti)

- non occupate (numero, stanze..)

- totale ( numero, famiglie..

VIABILITA’

Non esiste un edificio senza un percorso dal quale vi si possa accedere. Infatti prima di costruire un edificio occorre

avere una struttura che permetta di arrivare in un luogo.

Il “Percorso” è la struttura atta a consentire il raggiungimento di un luogo.

È prevalentemente su ciascun percorso è possibile notare il carattere basilare del tessuto di presentare i fronti degli

dell’edificio attuata con tipi edilizi analoghi che

edifici disposti modularmente, dipendente dalla fabbricazione iniziale

comporta anche una somiglianza nelle misure dell’area di costruzione (lotto edificato).

Un percorso può avere una formazione autonoma rispetto alla sua edificazione marginale, senza essere utilizzato

ulteriormente per l’accesso a edifici, come percorsi che portano da un nucleo urbano ad un altro (percorrenze

extraurbane). Su un tale percorso preesistente l’edificazione si forma marginalmente a un polo, creando un borgo, o in

lungo il percorso che verrà chiamato “Percorso

un nodo intermedio, estendendosi Matrice” :

percorso che ha un suo andamento indipendente dall’uso edilizio del margine, mediando, nel dirigersi da una

 polarità all’altra, l’esigenza di essere rettilineo con l’esigenza di superare gli eventuali ostacoli alla rettilineità.

Ciò porta spesso ad un ad un andamento sensibilmente curvilineo che vincola l’edilizia, che ne investe i

margini, così che l’edilizia su percorso matrice sarà riconoscibile per la forma trapezoidale dovuta alla ricerca

dell’ortogonalità e l’andamento dell’asse stradale. Un’altra caratteristica è la simmetria dell’opposto margine.

La presenza del percorso matrice non implica che la fabbricazione che parte da un polo e dall’altro debba finire per

edificando tutto il percorso ma l’uno o l’altro borgo lineare assume una dimensione tipica oltre la quale

congiungersi,

inizia la fabbricazione nell’area residua vicina al polo. Ciò comporta l’uso di percorsi già esistenti(ortogonali o meno al

diversa dal congiungere due poli e dove l’edificazione inizierà di norma dal limite del

percorso matrice) di natura

percorso già edificato. Questi verranno chiamati “Percorsi d’impianto edilizio” :

formati da varchi rimasti nel continuo dell’edificazione su percorso matrice, o ottenuti

 per sfondamento del

nascono già in previsione dell’uso edilizio dei loro margini cioè con l’esigenza

fronte

(per demolizione di una casa)

di raggiungere da tale varco ciascuna casa. Si formano di norma in verso ortogonale ai percorsi matrice dai

quali provengono e nella loro prima parte non vi sono fronti, né accessi, ma i lati 2 lati ciechi delle case che si

affacciano sul percorso matrice. Tendono ad essere rettilinei per consentire l’ortogonalità dei lotti edilizi, che si

disporranno ortogonali all’asse del percorso stesso. La distanza tra due di questi percorsi è il doppio del lotto.

Ciascun percorso d’impianto edilizio non prosegue la sua fabbricazione all’infinito, ma oltre un certo limite occorre

unire due percorsi d’impianto edifici su fronti opposti percorrano tutto il percorso d’impianto) formando quindi al

(per evitare che due

termine dell’edificazione avvenuta in “Percorso di Collegamento tra percorsi d’impianto” :

percorso che collega due percorsi d’impianto, fungendo da percorso d’impianto solo

 nel margine libero e

quindi più lontano dal percorso matrice.

Quando viene costruito un percorso di collegamento tra due percorsi d’impianto che nascono dal percorso matrice si ha

(PMatrice,2Pd’impianto,PdiCollegamento).

la costituzione di un Isolato : parte di tessuto delimitata da 4 strade

In un tale quadro urbanistico è possibile dedurre che è stato creato un Tessuto di base : percorso edificato

marginalmente con “tipi base”(edificio tipo), e dalla sviluppo longitudinale limitato dall’esigenza di inserimento di

percorsi d’impianto edilizio.

Altre tipologie di percorsi sono :

 Percorso di ristrutturazione : è quel tipo di percorso che si sovrappone ad un tessuto edilizio preesistente

sopraggiunte nell’aggregato, e

quando è ritenuto necessario un collegamento diretto tra polarità preesistenti

quando tale collegamento non sia già assicurato da un percorso matrice. Come un percorso matrice tende a

scegliere l’andamento più diretto, se possibile rettilineo, per collegare le due polarità, come un percorso

d’impianto edilizio tende a urbanizzare, se possibile, marginalmente, come un percorso di collegamento tende

ad abbreviare le percorrenze tra i tessuti sui quali incide. In quanto posteriore al tessuto circostante, tende ad

essere edificato con tipi edilizi diversi e i lotti a cui da origine sono irregolari .

(più recenti) (trapezoidi o triangolari)

STRUMENTI DELLA PIANIFICAZIONE URBANISTICA IN ITALA

Fino alla Seconda guerra mondiale, in Italia non c’era una legge che definisse gli istituti, le procedure

e i contenuti della pianificazione urbanistica. Ogni volta che si riteneva necessario formare un piano

urbanistico, si procedeva secondo regole e norme stabilite caso per caso: generalmente, ogni piano

metà dell’Ottocento prevalevano i

veniva approvato con legge dello Stato. Nel corso della seconda

“piani d’ampliamento”, relativi a singole zone d’espansione o alla valorizzazione tramite ristrutturazione

di aree centrali.

- PIANO REGOLATORE

è costituito da parti disegnate(tavole) e parti scritte(norme e reazione) riferite al territorio

- politico (espressione d’una volontà collettiva)

è uno strumento

- deve essere efficacie con ordini per determinare comportamenti :

-  per l'operatore pubblico è un programma,

è l’indicazione dei

 per il privato vincoli

con l’obbiettivo

è uno strumento normativo per il governo della città di :

-  ridurre il caos e dare ordine,

 programmare l'uso del territorio,

 regolare le trasformazioni fisiche e funzionali,

 valorizza la rendita fondiaria ed edilizia

legge urbanistica nazionale

legge 1150

Istituito in Italia il 17 Agosto 1942 con la -

-


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xj6-600

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in architettura
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher xj6-600 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Analisi del territorio e degli insediamenti e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Lingua Valeria.

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