Global Shakespeare: appropriazioni e contaminazione del canone shakespeariano
Osserveremo come i testi hanno subito cambiamenti nel corso del tempo.
Amleto
Per quanto riguarda Amleto, ci fermeremo sulla figura del fantasma perché nell'epoca elisabettiana aveva un significato diverso rispetto a quello attuale. Rapporto tra le origini e quello che succede nel corso delle messe in scena. Altro punto chiave è quello in cui Ofelia restituisce i regali ad Amleto e lo vedremo in 12 versioni diverse. Successivamente vedremo le varie contaminazioni dell'Amleto.
Otello
È sempre più complicato da mettere in scena perché è presente un uomo nero e nella storia era un bianco che si tingeva la faccia.
Mercante di Venezia
Testo complicato da mettere in scena sia per la persecuzione dell'ebreo (da dopo la Shoah) che per l'omo-eroticità.
Amleto a cura di Keir Elam, Milano, Rizzoli
Otello a cura di Shaul Bassi, tr Serpieri, Marsilio
Il mercante di Venezia, cura di Serpieri
Restaurazione e critica romantica
Con la restaurazione Shake non è il national poet e verrà incoronato dalla critica romantica. Con la restaurazione si restaurano i valori classici e quindi si considera un autore intelligente, con belle storie, ma linguaggio grezzo. Si tende così a modificare il testo adattandolo al decorum del tempo, a quei valori estetici e morali del periodo: per l'estetica neoclassica Cordelia non poteva morire (King Lear), troppo buona per morire e si adatta in una versione in cui sopravvive. Nel Tempesta si trova un fidanzato anche a Ariele. Era inconcepibile che Romeo e Giulietta muoiano uno dietro l'altro, ma si aggiunge un risveglio in cui si uccidono insieme. David Garrey ha il merito di aver organizzato un giubileo shakespeariano e da lì viene celebrato come poeta nazionale, nei primi 30 anni del 1700. Parallelamente a questa violenza che viene fatta ai suoi testi fino alla fine del 1700, nasce la disciplina shakespeariana in cui si stabilisce il suo testo. Si pongono il problema di riprodurre il testo per iscritto secondo canoni filologici.
Antologia dedicata a Shake
Nel 1752 William Dood pubblica una prima antologia dedicata a Shake, “the beauty of Sh.” e fu ristampata fino al 1911/1936 e ci dice che c'è una progressiva popolarità di Shake. Afferma nella sua prefazione che non è necessario dire quanto Shake sia grande, in quanto veniva applaudito in tutte le lingue e aveva una fama infinita. Siamo agli inizi del romanticismo e si comincia a diffondere le idee che porteranno al romanticismo. Con il romanticismo le sue opere cominciano a far parte dell'immaginario globale e viene usato dai grandi movimenti romantici come poeta nazionale, non solo in Inghilterra. Shake è l'autore che si traduce e viene messo in scena nei grandi teatri nazionali. Venivano usate per sottolineare la passione morale, religiosa, amorosa. Vengono usati una serie di testi come “Wisdom and genius of Shake” “the philosophy of Shake” “cupid's birthday book”. Negli ultimi decenni Shake è un fenomeno globale consacrato dai 9 oscar a Shake in love dove il giovane drammaturgo ci appare completamente inserito nello showbusiness elisabettiano. Uno Shake globalizzato e globalizzante.
La vita di Shake
Di quale Shake stiamo parlando? Della sua vita sappiamo ben poco. Fu battezzato il 26 aprile 1564, la nascita è stata attestata al 23 perché è San Giorgio (patrono d'Inghilterra). Nonostante la vulgata che ci dice che fosse molto povero, in realtà cresce in una famiglia agiata perché il padre era un guantaio ed era molto remunerativo. La madre Mary era di una famiglia di grandi proprietari terrieri e frequentò la scuola grammar school in cui apprese i rudimenti del latino e della letteratura e teatro latino. Sono elementi che ritroveremo nelle sue opere. A 18 anni sposa Hannah in quanto era incinta di lui e nacque Susanna, unica figlia sopravvissuta. Tra 1582 e 1592 non abbiamo notizie e la leggenda la fa da padrone: Italia, Inghilterra in cui si converte al cattolicesimo, ma non abbiamo certezze. Sappiamo solo che ad un certo punto compare a Londra, metà anni 70 ed erano gli anni in cui il teatro a Londra comincia a crescere. La prima testimonianza che ci dice che aveva un po' di fama è del 1592 e quindi sappiamo che è arrivato prima: Robert Greene, Groats-worth of Witte, bought with a million of repentance: lui si scaglia contro Shake e dato che usa una citazione si suppone che il pubblico lo conosceva abbastanza. In quello stesso anno scoppia la peste, i teatri chiudono e lui comincia a scrivere poesie d'impostazione ovidiana e quando i teatri riaprono, due anni dopo, tutto è cambiato e sopravvive solo la compagnia rivale di Shake e una nuova fondata da lui e un altro, sono le due compagnie che si contenderanno il mercato teatrale di Londra. Nel 1599 si costruisce il Globe, fino ad allora girava i vari teatri. Francis Mmeres lo paragona ai grandi autori latini e viene elevata la sua fama. Il Globe è un teatro da 3500 posti con un palco di quasi 20m. Dal 1608 recitano anche in un teatro chiuso e Shake in quegli anni si ritira a Stratford, comprandosi la casa più ricca della zona. Nel 1613 va in scena Enrico VIII, ultimo dramma di Shake, poi la tempesta e il 23 aprile dello stesso anno muore a New Place.
Testi e manoscritti di Shake
Non abbiamo manoscritti shakespeariani, leggenda sulla sua esistenza. Abbiamo solo testi a stampa i quali sono pieni di errori. Ci sono 3 testi per Amleto e 2 per gli altri, si cerca di stabilirne la data. L'edizione del 1623 pubblica 37 drammi attribuiti a Shake. La filologia Shakespeariana nasce nel 1709 con Nicholas Rowe e fino al 17equalcosa sono della stessa persona, quindi con lo stesso gusto filologico. La grande maggioranza delle didascalie non sono autoriali, ma fatte dal curatore. L'argomento dei suoi drammi: tutti, ad eccezione della Tempesta, si basano su storie preesistenti. Non si tratta però di plagio. Le sue opere, come tutte quelle teatrali, non sono fatte per essere lette, ma solo per la scena, infatti lui non curò la struttura dei testi. Nel 21 secolo è un simulacro che viene citato, modificato, reinventato e riscritto: non c'è un'unica messa in scena, le immagini di Shake sono molteplici. Contaminazione e appropriazione: ci sono immagini diverse per il suo ritratto. Così come per il Globe, ricostruito ovunque e ognuno si fa il suo Shake.
Amleto
Immagine del teschio che molti associano al monologo, ma non è così perché questa è la scena del becchino. Da un punto di vista testuale, ne esistono 3 testi: fino all'800 si conosceva solo la versione “The tragedie of Hamlet” con versioni del 1603 e 1604 “Tragicall historie of Hamlet”. Fino al 1823 si pensava che ci fossero solo due testi di Amleto, perché il folio ha più parole del quarto. Per stabilire quale sia il più attendibile se ne faceva edizione eclettiche prendendo il meglio da entrambi i testi. Se l'Amleto si unisse tutto sarebbero 5 ore di scena, impossibile. Il testo veniva adattato alla compagnia, tagliato ad esempio. Nel 1823 venne trovata una copia del 1603 a Dublino, il primo quarto che è una versione molto più breve rispetto alle altre due, in quanto il folio ha circa il 50% di versi in più. A prima vista sembra una versione ridotta con le grandi battute modificate: la critica si è divisa anche perché qui i nomi dei personaggi sono diversi. Per anni si è considerato un testo pirata, ricostruito a memoria da un attore in maniera sbagliata. Questo testo però messo in scena funziona alla perfezione con tempi ottimali, quindi si è pensato che sia stato ripreso dagli appunto di S come fosse una prima stesura. Quello che è interessante è che il testo ci dice tante cose che integrano informazioni che ci sono negli altri testi soprattutto a livello delle didascalie: Ofelia che entra in scena pazza con capelli sciolti etc, qui dice che etra in scena e basta. Il testo che noi leggiamo è eclettico. Il testo è stato composto intorno al 1600/1601. nel 1602 fu registrato nello stational register. Il copy right non esisteva, stava alle compagnie tenersi stretti i copioni. L'Amleto non è originale, ma era già narrata da Saxo Grammaticus che S forse lesse in versione francese. Un altra fonte potrebbe essere una tragedia che non ci è pervenuta scritta da Thomas kite. Si suppone questa tragedia perché ci sono allusioni al fantasma nel 1500, che pare essere stata rielaborata da S. Il fatto è narrato in una cronaca storica: in Danimarca il re affida il governo a due fratelli (vedi scheda da slide) e le due storie coincidono perfettamente. La storia di vendetta era un genere molto in voga. Porta si tracce dell'Amleto di Thomas Cage che della saga nordica di Saxo a dimostrazione che si tratta di un argomento di grande successo. (vedi slide) La tragedia si apre nel castello si Elsinor e il tempo è dato dalle parole delle sentinelle. La seconda è alla corte di Danimarca. La quarta è all'esterno del castello il secondo atto si svolge qualche giorno dopo: prima scena stanze di Polonio, poi interno sale udienze. E' dalla corte che partono gli intrighi. Nella tragedia greca l'eroe cade perché sono gli dei a volerlo, il tragico di S che parte da Otello è un eroe che cade per colpa sua, perché non riesce a reggere il mondo esterno: se non credesse a Jago il problema non si porrebbe. L'Amleto è visto come la tragedia dell'uomo moderno, un uomo che non sa decidere. In Amleto non accade nulla, lui non si muove. La critica ha cominciato a considerarlo un grande testo solo dal 1700 in poi. Voltaire dice che questo testo poteva essere scritto solo da un ubriaco. Dal romanticismo in poi viene calcolato sicuramente come grande testo di teatro perché l'Amleto sta sempre in scena. La critica su questo testo si divide almeno fino al romanticismo, c'è chi lo vede come un testo parziale, in quanto dato che non c'è azione richiede un altissimo livello di recitazione. Spesso la critica si ferma sull'Amleto nel senso del personaggio e non sulla tragedia di per se. Qual'è l'Amleto canonico da mettere in scena? (canone nel senso di insieme delle opere di S). Esiste un vero Amleto? Ad esempio si può avere un Amleto arrabbiato perché tagliato fuori dal trono o un Amleto amareggiato con la madre. Il romanticismo legge Amleto come un testo di forte nazionalismo: patria perduta, regno di Danimarca che sparisce. A partire da questa lettura Amleto è eroe nazionale ad esempio in Polonia e Croazia. E' interessante vedere come i grandi attori raffigurano Amleto.
Pre-Shakespearean ghosts
Scena 1 atto 1. La scena si apre sulle mura di Elsinor, con Francesco e Bernardo che montano la guardia. È una scena notturna che, però nell'epoca elisabettiana si svolgeva di giorno perché andavano in scena nel pomeriggio. Shake convoglia la sensazione della notte nella parola, infatti la parola "notte" ricorre almeno dieci volte. Inoltre le guardie portavano delle torce per far capire che la scena era al buio. È importante l'argomentazione delle due guardie: discutono sulla probabilità del ripetersi dell'evento passato, ossia un qualcosa che si mostra sulle mura. Sono delle scene che nella tradizione teatrale vengono spesso modificate: anche perché nell'epoca elisabettiana, l'apparizione di un fantasma era qualcosa di incredibile, mentre ora no, quindi c'è l'esigenza di metterlo in scena in maniera differente per attirare lo stupore del pubblico. In teatro si rischia d'incappare nell'ilarità, cosa non ammissibile per una tragedia.
Il fantasma appare come qualcosa di sovrannaturale. Shake si ispira ad una tradizione che parte dalla tragedia greca sul ruolo del fantasma a teatro: I Persiani di Eschilo, 472 a.C. Parla della spedizione di Serse contro la Grecia e a un certo punto spunta l'ombra di Dario (morto): qui il fantasma non vuole essere pauroso, ma serve a dare informazioni sulla trama, anticipandola, per far proseguire il dramma. Lo stesso accade nelle Eumenidi del 458 a.c. Sempre di Eschilo. Il prototipo della maggior parte dei fantasmi è quella di Ecuba 424a.c. Di Euripide e il fantasma fa il prologo al fine d'informare il pubblico di cosa è accaduto prima ed indica anche la direzione che la tragedia deve prendere infatti afferma che deve esserci vendetta. “Tieste” “Agamennone” di Seneca sono riprese dalle tragedie greche e c'è un fantasma che ha il ruolo del prologo. Seneca era molto tradotto e spesso interpretato nelle università. I classici latini venivano anche recitati per studiare la dizione e impratichirsi nella lingua latina. (vedi slide per altri esempi di tragedie con fantasma).
In Shake il fantasma appare 41 volte: ad esempio in Riccardo III, quando Riccardo uccide sia fratello che nipoti e nel V atto gli appare il fantasma di Edward e poi Enrico VI e infine Clarence che lo mettono di fronte ai suoi crimini. Anche qui il fantasma è di tipo senechiano perché anticipa la fine in quanto dice a Riccardo cosa accadrà, ma non ci sono allusioni all'aldilà (in Amleto si). In Macbeth, III scena atto IV: è un fantasma particolare. Come in Amleto solo l'assassino vede il fantasma, gli altri personaggi in scena non capiscono e sembra come se l'assassino stia impazzendo. Altro grande fantasma è quello di Giulio Cesare che appare a Bruto per dirgli che lo rivedrà a Filippi. Bruto chiede: sei un dio, un angelo o un tipo di demonio? È un dibattito che si trova spesso. In Amleto il fantasma appare per la prima volta nei versi 40 e il fenomeno di cui parlavano le guardie si ripete. Il fantasma è altamente riconoscibile, ma Orazio subito lo accusa di essere un usurpatore, un entità che vuole apparire come il vecchio re di Danimarca. Introduce quindi il tema dell'usurpazione, tema fondamentale della tragedia,
-
Letteratura inglese
-
Letteratura inglese
-
Letteratura inglese - Shakespeare
-
Riassunti letteratura inglese: Shakespeare - Othello