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I Tudors

I Tudors salgono al trono dopo le guerre civili delle due rose – 1485 (da qui la denominazione posterà, infatti sono il simbolo della famiglia una rosa bianca e una rosa rossa): si tratta di una serie di guerriglie che hanno dilaniato la Gran Bretagna per un secolo. Due famiglie: 1) Lancaster – colore rosso – 2) York – colore bianco - si contendono il trono in quanto entrambi discendono da Edoardo III (plantageneta) il quale però lascia il regno a Riccardo II, considerato poi l’ultimo re della Plantageneta. Al Duca di Lancaster, Giovanni di Gaunt questo fatto non piacque in quanto credeva di essere lui l’erede, fu così che il figlio Enrico VII spodesterà Riccardo II. Questo fatto però diede fastidio alla famiglia di York che credevano di avere il diritto di successione. Le guerre, che si svolgono in 4 fasi, si concludono poi nel 1485 quando Riccardo II viene sconfitto da Enrico VII, conte di Richmond, ultimo erede della famiglia Lancaster. I Tudors regneranno per tutto il XVI secolo (1501 - 1600).

Hanno origini gallesi (all’epoca la Gran Bretagna era suddivisa in 3 regioni: Wales, England e Scotland – era ancora indipendente). Quando Enrico sale al trono, la gente vive ancora in villaggi e piccoli borghi (hamlet) sparsi in tutto il paese e il commercio era basato sui manufatti e sulla lana. Inoltre la chiesa aveva un ruolo importante se non fondamentale, era molto potente e contava abbazie e monasteri. Il capostipite dei Tudors è Owen Tudors, un commerciante che sposa Caterina di Valois, dalla quale nasce Edmund, conte di Richmond che sposa Margaret Beaufort da cui nasce Enrico Tudors, colui che spodestò Riccardo II facendo finire così la guerra delle due rose. Egli però doveva rispettare un patto preso tra le due famiglie: ovvero in caso fosse riuscito a spodestarlo avrebbe dovuto sposare una York così che i discendenti sarebbero state entrambe le famiglie. Decise così di sposare Elisabeth di York dal quale ebbe 4 figli: Arturo – che muore giovane di tubercolosi nel 1502 – Enrico VIII – inizialmente destinato alla chiesa – Margaret e Mary. Il matrimonio ebbe luogo nel marzo del 1487.

Enrico VIII

Alla morte del padre nel 1509, Enrico VIII si ritrova ad essere l’unico erede al trono, ed è il secondo monarca della dinastia Tudors. Egli è l’artefice della riforma anglicana ed è colui che ha permesso la rinascita della letteratura inglese, si è sposato 6 volte e segnò fortemente le vicende inglesi grazie al suo potere assoluto incontrastato. Le sue mogli sono:

  • Caterina d’Aragona: Figlia di Isabella di Castiglia e Ferdinando di Aragona, è una ragazza cattolica che non conosce nessuna parola d’inglese. Si era sposata con Arturo, solo che se, dopo la sua morte, fosse tornata in Spagna, si sarebbero persi gli accordi tra Spagna e Inghilterra, così Enrico VII decise di darla in sposa al figlio Enrico VIII. Non tenne però conto del passo del levitico, passo secondo cui chiunque sposi la moglie del fratello sarà punito da Dio con la sterilità. Fu così che la prima gravidanza non andò a buon fine in quanto il figlio nacque morto. Nacque però successivamente Mary Tudors ma non riuscì a dare un erede maschio a Enrico VIII.
  • Anna Bolena: Fanciulla affascinante che entra a contatto con una cultura diversa da quella inglese. Entra a corte a seguito di Caterina d’Aragona. Enrico VIII se ne innamora. Molto superstizioso, nota anche una protuberanza nella mano sinistra secondo il quale potesse avere un erede maschio, così Enrico VIII, prendendo in riferimento il passo del levitico, decise di lasciare Caterina d’Aragona per sposare Anna Bolena. Il papa però si oppose e così Enrico VIII nel 1534 attua l’atto di supremazia, atto grazie al quale lui è l’unico a poter scegliere i membri della chiesa inglese. Enrico VIII si sposa, nacque Elisabetta e non arriva l’erede maschio. Enrico VIII, pensando si tratti di una maledizione divina, decide di lasciare Anna Bolena, ma per poterlo fare la accusa di tradimento, la rinchiude nella torre e successivamente la fa decapitare.
  • Jane Seymore: Finalmente con la 3° moglie nacque il figlio tanto atteso: Edward VI, era un ragazzo gracilino e non adatto a fare il sovrano. Jane muore poi qualche anno dopo.
  • Anne of Claves: Dipinta da tutti come una bellissima donna, in realtà delude Enrico VIII per il proprio aspetto fisico tanto che egli decide di posticipare il matrimonio di 24 ore sperando in un miracolo che però non accadde. Una volta sposata però Enrico VIII non riesce neanche ad avvicinarsi e decide di lasciarla e decide anche di non volere più donne giovani ma esperte.
  • Catherine Howard: Per tradimento verrà decapitata successivamente.
  • Catherine Parr: Diventa più una sua compagna di vecchiaia poiché Enrico VIII è diventato inavvicinabile.

Atto di supremazia

I punti cardine della riforma sono:

  • Defensor fidei: proclamato da Leone X
  • Erede maschio
  • Carninal Wolsey, Thomas More, Thomas Cromwell: collaboratori del re
  • The royal divorce
  • La dissoluzione dei monasteri, frati e monache che devono lasciare il territorio, affidati poi agli aristocratici in cambio di favori

La causa principale è il divorzio da Caterina d’Aragona negato dal papa, solo che Enrico VIII non voleva mai essere contraddetto. Questa riforma avviene anche a causa di una mancanza d’azione da parte della chiesa. Il Re diventa responsabile delle questioni regali della chiesa, si impossessa di tutte le proprietà della chiesa, comprese le tasse e decide perfino come si devono svolgere i servizi religiosi. Enrico VIII non accetta completamente queste condizioni, riconosce il papa solo come vescovo, non vuole infatti immagini sacre nelle chiese, e quest’ultima doveva avere testi sia in latino sia in inglese, inoltre toglie alcune festività religiose. Con questo atto il sovrano è:

  • Responsabile degli atti legali della chiesa
  • Può nominare vescovi e arcivescovi
  • Si impossessa delle proprietà della chiesa
  • Prendeva le tasse della chiesa

Nel momento in cui muore Enrico VIII sale al trono Edoardo VI il figlio nato dal matrimonio con Jane, egli è un ragazzo gracile e ha solo 7 anni, viene così nominato un reggente il duca di Sommerset (zio). L’unica creazione di Enrico VIII è stato il Book of Common Prayer. Dopo la morte di Edoardo VI succede al trono Mary, prima figlia di Enrico VIII avuta con Caterina d’Aragona. Ella era molto cattolica e aveva l’ossessione di riportare l’Inghilterra sotto il papa. In questi anni avverranno persecuzioni, vi saranno esuli inglesi e le casse dello Stato verranno svuotate per attuare il suo progetto. Infatti Mary viene ricordata come la peggior sovrana della storia d’Inghilterra.

Si sposa con Filippo II di Spagna (cugino), anch’egli molto cattolico e pertanto cerca di aiutarla nel suo piano. Maria muore prima di Filippo II che però non diventò re in quanto aveva firmato una clausola prima del matrimonio. Alla morte di Mary nel 1558 succede al trono Elisabetta, sua sorella con la quale non aveva un buon rapporto. Infatti al momento della morte di sua sorella ella non vive in Inghilterra. Rispetto a Mary, Elisabetta voleva mantenere il paese sotto la chiesa anglicana. L’incoronazione venne a gennaio del 158 e regna fino al 1603. Era una donna carismatica e sapeva parlare perfettamente inglese, francese, tedesco, italiano e latino; indossava sempre un mantello di ermellino come simbolo di regalità. Venne cantata da tutti i poeti dell’epoca compreso Shakespeare, che non ha mai fatto un riferimento diretto ad alle ma l’ha sempre descritta come una grande sovrana illuminante. Elisabetta è l’ultimo discendente dei Tudors.

Rinascimento

Nascono nuove idee riguardanti la politica, la religione, l’arte e la cultura che sfidano i vecchi assunti. Inizialmente riguarda gli alti stati sociali, per poi diffondersi. È l’epoca delle scoperte geografiche – America 1492 – inoltre venne inventata la stampa, innovazione che permesso ulteriormente la diffusione della cultura. Il rinascimento viene vissuta come un’epoca complessa ed articolata, in quanto è difficile da definire. Si riferisce a un profondo e duraturo scompiglio e trasformazione che riguarda la politica, la cultura, l’arte e la società dal 1400 al 1600. L’Italia ne è la culla e successivamente arriva fino in Francia e Germania, solo dopo un secolo arriva in Inghilterra e dura per tutto il XVI secolo lasciando però dei residui anche nel secolo successivo.

Il termine rinascimento rimanda a qualcosa di storico e culturale, infatti viene inteso come rinascita e risveglio. Usata per la prima volta nel XIX secolo (1855) da un francese (A) – Jules Michelet nella sua opera – “Il rinascimento è scoperta del mondo e la scoperta dell’uomo”, riscoperta del mondo grazie alle scoperte geografiche, e riscoperta dell’uomo come riscoperta di sé poiché l’uomo ritrova la sua individualità grazie al contatto con altri uomini. Un importante testo è quello di Burkhardt (B) (1860) - pubblicato 5 anni dopo quello di Michelet – sostiene che il rinascimento sia un fenomeno italiano del XV secolo con la differenza che nasce il concetto di individualità dell’uomo prima assente nel periodo medievale. La versione di Burkhardt non viene accettata da tutti e viene incolpato da Burke per essersi limitato a riportare quello che gli artisti vedevano di sé stessi e di non aver inventato nulla di nuovo anzi si era semplicemente lasciato coinvolgere dal romanticismo per vincere la monotonia della Svizzera del suo tempo (in tal modo si vede come il contesto in cui gli autori vivono li condizioni).

Vi è anche Peter (C) che nel 1873 sostiene che il rinascimento sia uno spirito di ribellione e di rivolta dell’epoca verso i valori precostituiti e non un risveglio. J. Huzinga (D) ne “l’autunno del medioevo” del 1919 si pone in contrasto con gli studiosi precedenti e sostiene che il rinascimento sia la fase conclusiva del medioevo, non un passaggio successivo, e come Burke anch’egli nota una continuità tra rinascimento e medioevo. Stephen Greenblatt (E) nel 1980 afferma che il rinascimento nasca nel momento in cui nasce l’uomo moderno. Insiste sul fatto che esso sia anche un momento storico, infatti la critica recente ha definito il rinascimento con “early modern study” e afferma che il quadro “the embassador” di Hans Halbain sia il sommario del Rinascimento.

Umanesimo

Fase che anticipa il rinascimento, ed in Inghilterra esso arriva all’inizio del 16° secolo, in ritardo rispetto agli altri paesi. L’umanesimo, infatti, è un ponte durante il quale avvengono le importanti scoperte geografiche e deriva da uno studio attento dei testi greci e latini. Le parole chiave dell’umanesimo sono:

  • Scholarship: ossia lo studioso, colui che si occupa di ricostruire accuratamente lo studio dei classici e di ricostruirlo anche nella propria lingua. È una sorta di traduzione, veicolo attraverso il quale i classici possono essere divulgati. Il greco e il latino sono lingue per uomini di cultura e non erano comprensibili da tutti solo da uomini di chiesa, ed è proprio grazie alla traduzione che potranno essere accolti da tutti.
  • Stile: caratterizzato dall’uso della retorica classica, in quanto gli studiosi vanno a studiarli e possono riproporli.
  • Etica: attraverso la conoscenza dei testi classici è possibile anche e soprattutto produrre i valori degli antichi e quindi questi testi permettono di avere modelli per poter vivere.

In questa fase il mondo non vede più Dio al centro ma l’uomo. In Francia l’uomo che incarna l’umanesimo è Michelle Montaigne, divenuto il grande umanista per i suoi essay, scritti a partire dal 1572, che riguardano la vita quotidiana e che possano coinvolgere un ampio numero di persone. Egli è convinto che lo studio di una persona e la conoscenza servano a migliorare la persona stessa. Inoltre nei suoi essay riconosciamo 3 tappe dell’umanesimo:

  • Riflessioni sulla lettura
  • Espressioni delle proprie opinioni
  • Riferimento al modello classico

Altra caratteristica importante del periodo sono le conoscenze geografiche che hanno cambiato l’idea del mondo. Il nuovo concetto viene da Aristarco che notò che la terra era un pianeta che girava intorno al sole. Il decentramento dell’uomo nell’universo fa sì che vengano meno delle certezze e nascano nuove problematiche che saranno poi terreno fertile per le ricerche filosofiche. Si ha una nuova volta celeste quindi di conseguenza una diversa lettura del mondo celeste, delle carte e ciò è dovuto al fatto che la terra non sia più al centro dell’universo, e di conseguenza l’uomo. In Inghilterra non c’è un uomo che incarni l’umanesimo in quanto ci sono diverse correnti. La corte diventa il suo cuore. Il rinascimento, derivante dal che fatto che il medioevo fosse stato burrascoso a causa delle guerre, aveva bisogno di ordine e di armonia. Si cerca infatti di dare pace all’universo e l’unico modo per poterlo fare è quello di gerarchizzarlo nel modo migliore, introducendo la catena dell’essere (medioevo) secondo cui esitono 3 categorie comprendenti:

  • Angeli, creature celesti ed eterne
  • Essere viventi – animali e uomo: superiore agli animali in quanto dotato della ragione e per questo più vicino a Dio. Tuttavia l’uomo non accontentandosi vorrebbe salire questa catena e così facendo spezza gli anelli creando il caos
  • Essere non viventi

La corte viene considerata il microcosmo ed è gerarchizzata al suo interno con il sovrano, i consiglieri, il cortigiano. Nel caso in cui quest’ultimo voglia accontentare le proprie ambizioni tutto precipita nel caos e nascono vari complotti che permettano al cortigiano di arrivare in fondo al suo obiettivo. La corte come già detto diventa il cuore di tutto e la letteratura del XVI secolo è esclusiva per la corte e non riguarda persone umili. La figura del cortigiano deve avere dei requisiti che concorrano a formare un gentleman. In questa occasione fioriscono una serie di trattati e di libri che spiegano come il signore si deve comportare, ossia deve essere virtuoso e non vizioso, uno dei testi inglesi che ha questo compito è di T. Elliot (“il cortigiano” di Castiglione).

Gli umanisti sviluppano anche nuovi metodi apprendimento:

  • Lettura del testo in lingua originale
  • Traduzione del testo in inglese
  • Ritraduzione del testo nella lingua originale mantenendo in evidenza il passaggio

Questo metodo fu utilizzato da John Collet fondatore della Grammar School. Si ha così un nuovo metodo per imparare i classici sia dal punto di vista lessicale sia dal punto di vista stilistico. Lo scolaro deve esprimersi bene in quanto è importante per politici, uomini di governo che devono interloquire con le persone in quanto sono diventati uomini di successo. Gli umanisti si preoccupano di diffondere il proprio sapere anche attraverso le Università in quanto luogo privilegiato del sapere umanista e il funzionamento di tale metodo viene testimoniato dagli uomini di successo. Grazie all’invenzione di Gutenber della stampa, che nel 1455 pubblica la bibbia in latino, il libro diventa il veicolo per diffondere ancor più facilmente il sapere umanista. Per quanto riguarda la stampa, nasce dalla collaborazione di 3 personaggi, Gutenberg – un calligrafo – un banchiere. In Inghilterra la stampa arriva nel 1476 con William Caxton ed entro il 1480 essa si è già diffusa in Francia, Germania, Polonia, Inghilterra ma non in Italia. Con la stampa, quindi con il fatto che i libri siano stampati e letti, si ha una standardizzazione della lingua e si inizia a parlare di nazione, anche se in Inghilterra la nazionalizzazione vera e propria avviene nel 1558 con un discorso di Elisabetta al suo popolo.

Tra i grandi umanisti che arrivano in Inghilterra vi è Erasmo da Rotterdam, arriva all’inizio del XVI secolo ed è durante il suo soggiorno in Inghilterra che scrive il suo celebre “Elogio della follia”. Il suo pensiero era quello maggiore tra le diverse correnti di umanesimo e sostiene che il libro sia l’elemento fondamentale in quanto permette di arrivare all’uomo e permette all’uomo di migliorare. Erasmo, inoltre, scrive “l’educazione di un principe cristiano” – 1516, dedicato a Carlo V e contiene le regole d’oro che un principe cristiano deve seguire: il mio sovrano cristiano era considerato Enrico VIII in quanto non trascurava mai i suoi studi.

Un altro autore umanista importante è Macchiavelli, il quale scrisse “Il Principe” nel 1513 incentrando la sua riflessione sul lato politico – umanesimo politico –. Il testo circola segretamente nel 1500 perché era stato bandito nell’Inghilterra, in quanto incitava alla rivolta ed era compreso tra i testi che riguardavano il tiranno. Gli umanisti inglesi avevano in comune queste caratteristiche:

  • Viaggi in Italia: l’Italia è sempre presente per la formazione e veniva considerata positivamente per la cultura, tuttavia veniva considerata una terra di perdizione e i suoi popoli dei maleducati e passionali. E una volta tornati dall’Italia, gli umanisti portavano la loro esperienza culturale.
  • A Tyndale è dovuta la prima traduzione e pubblicazione dell’antico testamento che verrà poi inserito nella Bibbia di Giacomo I, e fa tuttora parte della versione aggiornata della bibbia inglese.
  • Roger Asham fu l’educatore di Elisabetta e scrisse saggi su come insegnare la lingua.
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/10 Letteratura inglese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martyxangel92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura inglese I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Vallaro Cristina.
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