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VERSO LA LETTERATURA MODERNA (1875 - 1915)

Con la guerra dellʼoppio (1839 - 1842) e la conseguente apertura della Cina ai contatti con lʼestero, il

grande impero fu sempre più esposto alle idee e alla tecnologia dellʼoccidente. Fu per soltanto in

seguito alla sconfitta della Cina nel conflitto sino - giapponese (1894 - 1895) che la massa dei letterati

cinesi, improvvisamente coscienti della relativa arretratezza del loro paese, presero ad interessarsi al

ʼ70

pensiero occidentale. Dapprima principalmente alla tecnologia miliare, poi a partire dagli anni del

1800 vennero introdotte anche le tecniche occidentali di stampa quali litografia e stampa a macchina.

Questo periodo di transizione che non pu ancora definirsi letteratura moderna che va dal 1875 al 1915

si suddivide in due fasi :

- 1875 - 1895 in cui il nuovo fattore fu essenzialmente sullʼaspetto tecnico

- 1895 - 1915 in cui si affacciarono in maniera sempre più determinante la cultura e le idee occidentali.

GLI ANNI DAL 1875 AL 1895

Le due scoperte più importanti furono la litografia e la stampa a macchina.

 La litografia, usata soprattutto per la stampa di illustrazioni, fu utilizzata in Cina per la produzione

libraia visto che era un metodo più economico rispetto al tradizionale metodo di stampa a blocchi.

Grazie a questa metodologia di stampa divennero popolari i wuxia xiaoshuo, romanzi sui cavalieri

erranti. Incentrati principalmente sulle gesta eroiche di combattenti esperti nellʼuso della spada,

della lancia del bastone e dei pugni. Il Sanxia wuyi è considerato il più importante esempio di questo

genere letterario e trae origine dalle trascrizioni della storia del Giudice Bao.

 Lʼintroduzione della stampa a macchina ebbe unʼimportanza decisiva per lo sviluppo della stampa

figura

cinese moderna. Grazie ad essa, sulla scena letteraria cinese si affaccia la nuova del giornalista.

I primi giornalisti ricevettero tutti una formazione tradizionale. Per alcuni il giornale era poco più che

un messo per ottenere un ampio pubblico per le proprie produzioni letterarie in stile tradizionale;

per altri invece fu un vero e proprio mestiere. Uno dei più importanti giornalisti del 1800 fu Wang

Sui giornali si pubblicavano anche dei romanzi a puntate. Lo Shenbao ad esempio cominci a

Tao.

pubblicare la Haishang qishu , scritti notevoli da Shanghai, la prima rivista letteraria cinese che era

riempita quasi interamente con gli scritti di ogni numero comprendeva due capitoli

Han Bangqing, fiori

del suo romanzo : Haishang hua Liezhuan (Biografie esemplari di di Shanghai). Il romanzo

descrive in dettaglio la vita delle cortigiane e dei loro clienti nella Shanghai contemporanea. La storia

è narrata in parecchi episodi, con i paesaggi tra lʼuno e lʼaltro organizzati in modo che un personaggio

dellʼepisodio precedente viene coinvolto nelle avventure dellʼepisodio seguente insieme ai

personaggi di questʼultimo.

GLI ANNI DAL 1895 AL 1915

Per molti cinesi la sconfitta della Cina nel conflitto sino - giapponese fu lo stimolo per intraprendere a

studiare le idee su cui era basata la potenza giapponese. La riflessione sulla situazione della Cina e sulla

figure

sua posizione svantaggiata port molti a credere nella necessità di riforme. Da qui emersero le di

personaggi che tramite racconti e giornali comunicavano le loro idee riformiste o il loro disappunto :

- venne associato ai tentativi di riforma istituzionale rapida e di ampia portata. - Liang

Kang Youwei

Qichao, compagno di Kang Youwei, trascorse quattordici anni in Giappone dove fond numerosi

periodici cinesi in cui pubblicava i saggi che esponevano le sue idee. Egli considerava il romanzo e il

teatro come fattori importanti in grado di contribuire allʼeducazione politica del popolo, e favorì i

romanzi che contenevano un chiaro messaggio politico.

- anche svolsero un ruolo vitale nellʼintroduzione delle idee occidentali, entrambi

Yan Fu e Lin Shu

scrivevano critica sociale in prosa (wenyan).

- fu lʼunico esempio di poesia toccata dai fermenti sociali e intellettuali. Nelle sue poesie,

Huang Zunxian

per la maggior parte in forma gushi , egli descriveva la vita e il paesaggio così come li aveva visti

allʼestero, commentava gli avvenimenti contemporanei e dava voce alla propria preoccupazione per il

destino della Cina. fiorire

Una delle caratteristiche più notevoli dello sviluppo letterario del periodo dal 1895 al 1915 fu il del

romanzo nellʼultimo decennio della dinastia Qing. Il fenomeno va attribuito in gran parte a Liang Qichao

che era convinto che nellʼEuropa del diciottesimo e diciannovesimo secolo il romanzo fosse stato uno

fine

strumento vitale nel diffondere quelle idee nuove che alla portarono al cambiamento sociale. Egli

sperava che il romanzo in Cina potesse occupare una posizione simile. Nelle proprie riviste pubbliche a

puntate vari romanzi che criticavano i mali della società cinese contemporanea. I più importanti autori di

romanzi furono :

- che scrisse lo Ershi nian mudu zhi guai xianzhuang (Strani fenomeni, visti con i propri occhi,

Wu Woyao

degli ultimi ventʼanni), una catena di episodi in cui il protagonista descrive le avventure che ha vissuto di

cui è stato testimone o dei quali ha sentito nel corso delle sue vaste peregrinazioni nei dintorni di

Shanghai. Il libro cataloga i mali sociali della Cina contemporanea. Lʼapparato burocratico in particolare

viene messo a nudo nella sua incompetenza, corruzione e codardia.

- il cui romanzo più famoso fu il Guanchang xianxingji (La situazione odierna nel mondo

Li Baojia

burocratico) che documenta quasi tutti i difetti immaginabili della burocrazia.

- che scrisse il Lao Can youji (i viaggi di Lao Can) che descrive le avventure del medico letterato Lao

Liu E

Can il quale risolve ogni genere di problema ma riesce a scomparire ogni qualvolta i funzionari tentano di

raccomandarlo per una carica burocratica.

- che scrisse il Nie hai hua (Fiori in un mare di peccato) , romanzo palesemente modellato sulla

Zeng Pu

realtà, è costituito su due trame principali : una riguardante le attività dei rivoluzionari cinesi, lʼaltra

incentrata sulla storia dʼamore tra un diplomatico burocrate e una cortigiana.

LA LETTERATURA MODERNA (1917 - 1942)

Si dice spesso che la letteratura moderna abbia avuto inizio nel 1917, anno in cui Hu Shi e Chen Duxiu

pubblicarono, nelle colonne della rivista Xin Qingnian (Gioventù Nuova), gli articoli in cui essi invocavano

alla c eazio e di u a lette atu a uova . I due chiedeva o che la lette atu a fosse esp essa o ella

lingua classica scritta bensì nel dialetto contemporaneo (baihua) senza distinzioni di argomento o

genere. Altri studiosi ritengono che la letteratura cinese moderna abbia inizio nel 1919, lʼanno del

Movimento del Quattro Maggio, la prima grande protesta a carattere nazionale. Di lì a poco il baihua

divenne di uso comune anche per le forme che erano normalmente in wenyan. Non meno

fondamentale, oltre al passaggio da lingua classica a lingua moderna, fu lʼopposizione di base della nuova

letteratura alla moralità confuciana e allʼordine tradizionale.

LA PROSA

Dopo la Rivoluzione Letteraria del 1917 il primo genere ad ottenere notevole successo fu il racconto:

molti dei più famosi autori cinesi moderni iniziarono cimentandosi in questo genere. Personaggi più

rappresentativi del genere furono :

- Egli scrisse il suo primo romanzo in baihua , Kuangren riji (Diario di un pazzo). Chi scrive il diario

Lu Xun.

è lʼunico personaggio della storia che prende coscienza del fatto di vivere in una società in cui le persone

cercando vicendevolmente di uccidersi, e persino di mangiarsi. In una siffatta società lʼetica non è altro

che una facciata tenuta in piedi per giustificare la situazione corrente. Il romanzo è unʼesplicita denuncia

allʼaridità e allʼingiustizia presenti nella società cinesi. Il racconto ebbe un successo immediato. Un altro

romanzo da lui scritto fu A Gui zhengzhuan (La vera storia di Ah Q) dove Ah Q è un povero lavoratore a

giornata in un piccolo villaggio. Sua caratteristica principale è la capacità di interpretare ogni sconfitta e

fine

ogni umiliazione come una vittoria psicologica mentre in realtà egli è un disastro in tutto. Alla egli

viene condannato a morte e ucciso. La storia rappresenta il disprezzo di Lu Xun verso il diffuso

atteggiamento di rifiuto nel prendere coscienza della gravità della situazione cinese per rifugiarsi nei

vuoti sogni di una gloria passata e futura.

- Nelle sue opere è lʼelemento dellʼespressione individuale a prevalere e il suo lavoro è infatti

Yu Dafu.

fortemente autobiografico. Oltre che per i racconti era noto per i saggi e i diari.

- Un tema ricorrente è lʼoppressione dei bambini in una sistema educativo fortemente

Ye Shengtao.

autoritario; un altro è lʼimpotenza degli intellettuali riformisti, spesso di ceto sociale modesto, in una

città di provincia.

- Narratore entusiasta nonostante non si noti dalla poca cura delle sue opere, fu quello

Shen Congwen.

che si mantenne più vicino al romanzo cinese tradizionale per quanto riguarda stile, tematiche e

concezione del ruolo dello scrittore.

- Fu una delle prime donne scrittrici a raggiungere un posto di rilievo nellʼambito della nuova

Bing Xin.

letteratura.

U alt o ge e e che co ti ua ad ave vita i uesto uovo pe iodo fu il o a zo, i cui espo e ti

maggiori furono Mao Dun, Ba Jin e Lao She che avevano in comune con gli autori dei racconti lo stesso

atteggiamento critico nei confronti della società cinese tradizionale e contemporanea. Il modo di

accostarsi alla scrittura era diverso per in ciascuno di loro. Mao Dun era un realista, Ba Jin un

sentimentalista e Lao She un umorista.

- Scrisse tre novelle che vennero pubblicate insieme nel 1930 con il titolo di Zhi (Eclissi). Tutte

Mao Dun.

e tre riguardavano le esperienze vissute dai giovani intellettuali durante la Spedizione del Nord; le loro

finale.

speranze iniziali cozzano con la delusione Scrisse poi Ziye (Mezzanotte) un romanzo ambientato

nella Shanghai del 1930, che descrive vite e reciproche relazioni di capitalisti, manager, intellettuali,

lavoratori e altre moderne tipologie umane. Oltre ai romanzi Mao Dun scrisse dei racconti dei quali il più

famoso è Chuncan (Bachi da seta in primavera). Questa storia ha come sfondo la campagna; descrive

lʼimpotenza dei contadini di fronte ai nuovi sviluppi economici a livello nazionale e mondiale. Allo

scoppio della guerra sino - giapponese nel 1937 Dao Dun scrisse un romanzo che poi rimase incompiuto

Fushi (Corruzione), una denuncia degli abusi del regime Guomindang.

- Il suo primo romanzo fu Miewang (Distruzione), basato sulle esperienze vissute negli anni prima

Ba Jin.

di lasciare la Cina per trasferirsi a Parigi. Siccome il romanzo fu poi un grande successo egli fece ritorno al

suo paese. Oltre ai romanzi produsse numerosi racconti. Molte sue opere mostrano dʼesser state scritte

in gran fretta, e la morale politica non è poi presentata con particolare attenzione. Il suo più volte

dichiarato anarchismo gli attir gli attacchi degli scrittori comunisti. Il romanzo più famoso di Ba Jin fu

Jia (Famiglia) che apparve nel 1931 come prima parte di quella che poi fu la trilogia autobiografica Jiliu (Il

torrente); il secondo e i terzo volume erano Chun (Primavera) e Qiu (Autunno). "Jia" descrive la vita in

una grande casa della gentry tradizionale; le occasioni di felicità della giovane generazione sono guastate

dai matrimoni che i più vecchi organizzano per loro contro la loro stessa volontà. Fu un romanzo

fortemente sentimentale, letto da generazioni di lettori cinesi moderni con un forte senso di

identificazione. filosofia

- Visse a Londra dove scrisse i suoi primi tre romanzi : Lao Zhang de zhexue (La di

Lao She.

Zhang) che tratta dei conflitti tra due giovani onesti ed un meschino insegnante; Zhao Ziye che descrive

la vita di Zhao Ziye, moderno studente a Pechino, dipinto come stupido, lascivo e incline alla corruzione;

figlio,

Er Ma due cinesi, Ma padre e gestiscono un negozio di antichità a Londra. Una volta tornato in

Cina, scrisse poi anche parecchi volumi di racconti e i romanzi Maocheng ji (Città di gatti) a proposito di

una Città di Gatti dove il pilota si ritrova dopo un atterraggio di fortuna, in cui i gatto indolenti sono

convinti che gli slogan risolveranno i loro problemi; e Lihun (Divorzio) in cui il protagonista compie ogni

sorta di sforzo per trasformare la moglie da semplice ragazza di campagna in una moderna donna

metropolitana. I primi romanzi di Lao She sottolineano i fallimenti con cui si scontra lʼindividuo nel

realizzare i propri ideali. Nelle opere scritte a partire dalla metà degli anni trenta per , lʼattenzione si

sposta verso lʼimpotenza dellʼindividuo di fronte allo sconvolgimento sociale. Secondo questi ultimi

orientamenti egli scrisse anche un libro intitolato Luotuo Xiangzi (cammello Xiangzi) che descrive la vita

finiscono

di un tiratore di risci di Pechino i cui sforzi per raggiungere un livello di vita decente tutti in un

fisico

fallimento facendo di lui un relitto e mentale.

LA POESIA

In seguito alla Rivoluzione Letteraria abbiamo dunque visto che la possibilità di scrivere romanzi e

racconti in baihua trov una pronta accettazione. Ma a molti lettori appariva meno ovvio che questo

nuovo mezzo si adattasse alla produzione di una poesia che fosse i grado di reggere il confronto con la

tradizione classica. Via via, molti scrittori abbandonavano completamente i tradizionali concetti formali a

finchè

favore della scrittura in versi sciolti, non ci fu la comparsa di componimenti poetici in prosa. Per

quanto riguarda i contenuti negli anni venti il Romanticismo continu ad esercitare lʼinfluenza più

importante. I poeti più giovani, informati sugli sviluppi della poesia occidentale, presero a scrivere versi

influenzati dai movimenti moderni quali il Simbolismo e lʼImagismo. Con lʼavvento della guerra con il

Giappone, queste nuove tendenze vennero temporaneamente abbandonate e godettero invece di

temporanea fama le più semplici forme di poesia popolare. Poeti più famosi del periodo furono :

- La sua notorietà non effimera era dovuta allʼimportante ruolo amministrativo che egli

Guo Moruo.

svolse per parecchi anni nella vita culturale cinese. Scrisse una raccolta di poesia con il nome di Nushen

(Le dee). Erano poesie in forma sciolta che esprimevano i sentimenti dellʼautore sullʼunione cosmica con

tutto quanto vi è al mondo; le immagini erano spesso patetiche e il tono pesantemente retorico. Negli

anni della guerra cinese scrisse poi la sua commedia più famosa, Qu Yuan sulla tragica vita del poeta

patriota.

- Fu uno dei primi a fare uno sforzo sistematico per sviluppare nuove forme poetiche basate

Wen Yiduo.

sulle caratteristiche sonore e prosodiche del baihua. Scrisse due raccolte di poesie : Hongzhu (La candela

rossa) e Sishui (Acqua morta) dove queste ultime riflettono il dolore pubblico e privato dellʼautore,

figlioletta.

dolore per la debolezza economica della Cina e dolore per la morte della Lʼautore è

chiaramente tormentato dal proprio scontro interiore tra sensibilità romantica e senso del dovere

confuciano.

- Fu un altro a sviluppare nuove forme poetiche. Eʼ stato a volte definito il più grande poeta

Xu Zhimo.

cinese moderno. Fu un grande ammiratore dei poeti romantici del diciannovesimo secolo, romanticismo

che oltre ad essere applicato alle sue opere egli manifest anche nella sua vita. Divorziato dalla moglie

che la famiglia gli aveva destinato, continu a mantenere con lei un rapporto di amicizia, cosa del tutto

inusuale per lʼepoca. A seguito di una tormentata storia dʼamore, la moglie di un alto ufficiale

dellʼesercito divorzi dal marito per risposarsi con Xu Zhimo. Il diario di Xu che riguarda la loro relazione

venne pubblicato nel 1937.

- Mentre alcuni poeti lavoravano allo sviluppo di nuove forme per la poesia in baihua, altri

Feng Zhi.

come lui adattavano le forme poetiche occidentali. Egli infatti fu il più famoso professionista del sonetto

in Cina moderna.

IL TEATRO

Nonostante la continua popolarità e vitalità del teatro cinese di tipo tradizionale nelle sue varie forme,

esso non è stato contrario allʼadozione degli artifici tecnici del teatro moderno, come ad esempio gli

scenari, le luci, lʼutilizzo di una tenda. Alcune forme di teatro tradizionale adottarono addirittura

strumenti musicali e melodie occidentali. Il vero teatro moderno è chiamato in cinese huaju (teatro

parlato) perchè il testo è appunto parlato, non cantato e non cʼè accompagnamento musicale. Il teatro

cinese moderno era originariamente modellato su quello europeo del tardo diciannovesimo secolo.

Questo periodo occupa una posizione estrema allʼinterno della tradizione occidentale per il suo realismo,

quindi lo sforzo di riprodurre sul palcoscenico gli esatti dettagli del linguaggio, del gesto, del costume e

dellʼambientazione scenografica così come si troverebbero nella realtà. I commediografi che

esercitarono maggiore influenza sul nascente teatro cinese moderno furono Ibsen e Shaw. I problemi

fine

sociali della del diciannovesimo secolo di cui si occupavano questi autori erano facilmente

riconoscibili agli occhi dei moderni spettatori cinesi. I primi esperimenti di huaju precedono la

Rivoluzione Letteraria di una decina dʼanni : nel 1905 infatti un gruppo di studenti cinesi a Tokyo

rappresentava un adattamento teatrale della traduzione della Signora delle Camelie. A questa fece

seguito una versione teatrale de La Capanna dello Zio Tom. Dopo la Rivoluzione del 1911, furono in voga

per breve tempo nelle città più grandi degli huaju su temi rivoluzionari, chiamati wenmingxi (teatro

impegnato). Esponenti di spicco furono :

- Regista, attore e commediografo, egli era spesso in disaccordo con le autorità politiche,

Tian Han.

motivo per cui trascorse anche un periodo in carcere. Molto popolare fu la sua versione della storia del

Serpente Bianco. Continu anche a scrivere commedie.

- Studiò a Tokyo e fu uno degli studenti cinesi che nel 1907 misero in scena La

Ouyang Yuqian.

Capanna dello Zio Tom. Tornato in Cina, interpret dei ruoli femminili nel wenmingxi e in seguito anche

nellʼopera di Pechino.

- La sua prima commedia Leiyu (Temporale) fu rappresentata nel 1935 con la regia di Ouyang

Cao Yu. fine

Yuqian. Ha una trama molto intricata : un ricco giovanotto cerca di porre alla sua storia dʼamore

clandestina con la matrigna, visto che si è nel frattempo imbarcato in una relazione con la servetta che

fine

risulterà poi essere sua sorellastra. Alla muoiono la ragazza e un fratello minore, il giovanotto si

suicida e la matrigna diventa pazza. La commedia incarna due temi che ricorrono spesso nelle opere

successive di Cao Yu : il potere conferito dal denaro e gli effetti soffocanti della moralità tradizionale. La

tendenza disumanizzante del denaro è uno dei temi della seconda commedia di Cao Yu, Richu (Lʼalba),

fine,

ambientato in un lussuoso albergo di Tianjin. La protagonista è una prostituta dʼalto bordo che alla

dopo aver preso coscienza dello squallore dei circoli in cui si muove, si suicida. Poi scrisse anche Beijing

ren (Uomo di Pechino) che mostra come la vita del protagonista, membro di una famiglia della gentry

pechinese decaduta, sia stata rovinata da un matrimonio combinato.

IL SAGGIO

Oltre ai racconti, ai romanzi, alla poesia e al teatro, quasi tutti gli autori cinesi moderni hanno scritto dei

saggi in cui riflettono sulle proprie opere letterarie o in cui espongono i propri punti di vista su problemi

contemporanei. Uno scrittore la cui fama si fonda essenzialmente sui saggi è il fratello minore di Lu Xun,

Zhou Zuoren.

LA LETTERATURA DAL 1942 AGLI ULTIMI ANNI

Nel 1936 il Governo Nazionalista e il Partito Comunista formarono un nuovo Fronte Unito rivolto contro

lʼaggressione giapponese. Nel nuovo ambiente molti proseguirono nella loro attività di scrittori, cercando

di offrire un contributo allo sforzo bellico nella maniera a loro più consona e quindi aggiungendo una

buona dose di propaganda.

Nella primavera del 1942 un certo numero di autori di spicco, tra i quali Ding Ling e Ai Qing pubblicarono

degli articoli che attaccavano le politiche del Partito Comunista. Il Partito rispose indicendo un Convegno

sulla Letteratura e lʼArte a Yanʼan nellʼestate dello stesso anno. Durante il Convegno, Mao sostenne la

tesi che lʼopera letteraria dovesse essere considerata come parte integrante dello sforzo propagandistico

del Partito. Tutta la letteratura quindi era associata al punto di vista di una certa classe, motivo per cui gli

scrittori che intendevano scrivere la causa proletaria dovevano seguire le linee tracciate dal Partito

Comunista. Gli autori dovevano narrare le proprie esperienze in modo che risultasse riconoscibile e

gradevole a lavoratori, contadini e soldati. Il compito della letteratura era di far prendere coscienza al

proletariato della loro situazione attuale, indicare la strada verso un futuro migliore sotto la guida dei

comunisti e rappresentare modelli positivi di condotta da emulare.

- Nel teatro una delle prime occasioni in cui fu associato con successo un genere popolare tradizionale ad

un messaggio rivoluzionario fu il dramma teatrale Baimao nu (La ragazza dai capelli bianchi) di He Jingzhi

figlia fittavolo

e Ding Yi che narra la storia della di un costretta a diventare schiava di un proprietario

terriero quando il padre di lei non è più in grado di pagare lʼaffitto della terra. Dopo aver subito uno

stupro dal padrone, ella scappa per rifugiarsi in una grotta insieme al suo bambino; la mancanza di sole

fine

fa sì che i suoi capelli diventino bianchi. Alla viene salvata dallʼArmata Rossa, il padrone viene punito

e i capelli ridiventano neri.

- In poesia si fecero dei tentativi di utilizzare in modo nuovo la tradizione dei testi da rappresentazione.

Lʼesempio più famoso è il poema narrativo Wang Gui yu Li Xiangxiang (Wang Gui e Li Xiangxiang) in cui il

figlia fittavolo.

bracciante agricolo Wang Gui si unisce alla guerriglia e riesce a sposare Xiangxiang, di un Il

testo è in un tipo di canto popolare della Cina del nord in cui si narra una storia in distici rimati di diverse

lunghezze, con immagini tratte dalla natura ad spezzare la trama.

Nel 1949 venne fondata unʼassociazione nazionale di scrittori, della quale entrarono a far parte

praticamente tutti gli scrittori importanti. Da quel momento i requisiti del Partito andavano applicati a

tutte le pubblicazioni letterarie. Agli scrittori era richiesto che si sottoponessero ad una vera e propria

rieducazione in varie forme. In sostanza tutta la letteratura degli anni precedenti venne rinnegata. Non si

pu comprendere la politica del Partito Comunista sullʼarte e la letteratura se non si tiene conto delle

rivalità personali e delle lotte di potere allʼinterno del partito. In molti casi erano conflitti che nascevano

per personali scontri di vecchia data prima ancora di entrare nel partito. Una rivalità del genere sembra

essere stata una delle cause del primo grande scontro tra partito e scrittori : la campagna contro Hu

Feng. Dopo lo scoppio della Rivoluzione Culturale nel 1966 vennero presi di mira praticamente tutti gli

scrittori affermati, tutti torturati dalle Guardie rosse. I nuovi romanzieri di questo periodo furono Zhou

ʼ50

Libo, Yang Mo e Hao Ran. Per quanto riguarda il teatro negli anni lʼaccento principale era posto sulla

riforma del teatro tradizionale, che continuava ad attirare un pubblico molto più vasto di quello del

huaju.

Il lasso di tempo di tredici anni trascorso tra la morte di Mao nel 1976 e lʼincidente del Quattro Giugno

1989 è stato un periodo di nuovissimi esperimenti culturali che diede la speranza di unʼennesima

rivoluzione rispetto al clima di terrore degli anni precedenti. Tuttavia si trattava di risvolti marginali

rispetto a quel che rimaneva il fattore primario che governava la vita cinese, ovvero lʼimposizione del

consenso politico e sociale. La letteratura moderna cinese pertanto è stata notevolmente ostacolata e

limitata da diversi fattori tutti risalenti alla Rivoluzione culturale degli anni precedenti :

- per molti cittadini cinesi non era stato possibile ricevere unʼadeguata cultura scolastica

- lʼonnipresente influenza di uno stile cinese definito Mao wen ti (Lo stile di Mao) ha rappresentato per

molti scrittori cinesi un ostacolo per lo sviluppo di un proprio stile autentico ed espressivo.

- la diversificazione culturale del mondo non - cinese era sempre più difficile da comprendere

- la nuova letteratura era ostacolata dal fatto che vie era la tendenza a valutare le opere sulla base della

lo o i po ta za azio ale .

La prima letteratura chiaramente nuova ad emergere dopo la Rivoluzione Culturale fu la cosiddetta

lette atu a delle fe ite degli a i 1977 - 1978. Si tratta di storie sulle sofferenze personali degli

individui che durante la Rivoluzione Culturale erano stati perseguitati, maltrattati e privati dei propri

diritti. A partire dal 1979 apparve una seconda ondata di narrativa. Chiamata con cari appellativi, tipo

Lette atu a ape ta , eo ealis o ecc, a dava olt e il pe iodo 1966 - 1976 per parlare di eccessi

fila

sociopolitici, corruzione tra le del partito, disparità eclatanti e altri problemi sociali tanto del periodo

iniziale quanto di quello più recente. In questo periodo si assistette alla riabilitazione di molti scrittori che

erano stati rimossi dalla scena letteraria per ragioni politiche. Tra questi cʼerano i poeti del gruppo delle

Nove Foglie che aveva o sc itto poesie otevoli degli a i ʼ40. In particolare, due poetesse di questo

ʼ80

gruppo guadagnarono un rinnovato riconoscimento negli anni : Chen Jingrong e Zheng Min.

Negli anni 1978 - 1979 cominci ad apparire una letteratura pubblicata clandestinamente. Tra gli

scrittori che ne facevano parte di questa corrente cʼera un numero di giovani. La poesia sperimentale di

questi scrittori, che tentavano di rompere con i temi tradizionali e con gli stereotipi linguistici stile

maoista, fu etichettata con il termine di menglong shi (poesia oscura). La ricerca di un nuovo linguaggio

filone

espressivo si trasmise anche alla narrativa. Alla metà degli anniʼ 80 emerse un nuovo narrativo

chiamato xungen (ricerca delle radici). Si torna ad esplorare il linguaggio, le ambientazioni e i temi

costanti caratteristici delle fasi pre - maoiste della cultura cinese. Nel frattempo, continuava a

contendersi lʼattenzione dei lettori la scrittura realista sotto forma di letteratura giornalistica. Con il

procedere del decennio, emersero generi narrativi sempre più nuovi, molto più innovativi del contenuto,

nella forma e nel linguaggio. Veniva data grande attenzione allʼesplorazione e allo sfruttamento delle

fluire

possibilità evocative della lingua nonché del ritmo interno e del della narrazione stessa.

Ambientazione, personaggi e fatti spesso non erano più specificatamente cinesi visto che gli scrittori

cercavano di rivolgersi alla condizione umana in generale.

DIARIO DI UN PAZZO di Lu Xun (1881-1936)

Questo testo è stato scritto nel 1918 , da uno dei maggiori esponenti della letteratura cinese del XX

secolo. Anche se breve, il racconto è diviso in 13 capitoli, equivalenti a 13 momenti in cui il diario è

stato scritto.

E' considerato il fondatore della lingua cinese moderna. Era di una famiglia feudale in decadenza.

Ricevette sin da piccolo la tipica educazione feudale ma si appassionò anche ad altre letture.

TRAMA

La storia ruota attorno alla figura di un giovane contadino che, improvvisamente, vede la sua vita da

un'angolazione diversa. Siamo in una Cina dai contorni incerti e la violenza del mondo attuale lo

assale in maniera sempre più forte. Egli si autoconvince che tutti coloro che lo circondano stiano

complottando contro di lui:

- il cane di casa Chao lo guarda in maniera ambigua;

- il signor Chao lo guarda come se volesse ucciderlo;

- la gente bisbiglia, ridndo di lui;

Il suo delirio cresce e lui li definisce " uomini che si nutrono di altri uomini". Questo sulla base di

alcuni fatti: un uomo, definito un poco di buono, viene ucciso e i suoi carnefici gli strappano cuore e

fegato per nutrirsene e diventare più forti. Dice: " se mangiano esseri umani, possono mangiare

anche me". Questa è la sua paura e il suo diario diventa testimone della sua follia.

Vuole capire e fare leva su di loro per dissuaderli. Si informa su episodi di cannibalismo nella storia

ma non riesce a far a meno di soffermarsi sulle parole: " mangiano uomini".

Esempi: il vecchio Chen gli porta il pranzo e lui, ossessionato, lo rigetta pensando sia carne umana.

Non si fida neanche del fratello maggiore per via di alcune frasi che gli disse quando erano bambini.

Riconduce a questo anche la morte della sorellina. Tenta di parlare al fratello che però lascia cadere il

discorso.

Pensa che tutti stiano tramando per costringerlo al suicidio e non capisce che la gente raccolta fuori

la porta di casa è semplicemente incuriosità nel vedere un pazzo.

Alla fine capisce che solamente i bambini sono, per ora, estranei al cannibalismo e conclude il diario

con un'esortazione: << Salvate i bambini>>.

IL CONTENUTO

In realtà, attraverso la metafora del cannibalismo, Lu Xun vuole sottolineare i valori fittizi della

società del suo tempo che "divorano l'individualità delle persone". Mette in luce " l'arretratezza", il

marcio, il malato.

"Mi resi conto che erano una banda, tutti mangiatori di carne umana, e tuttavia non pensavano tutti

allo stesso modo. Alcuni pensavano che, poiché era sempre stato così, bisognava mangiarla. Altri

pensavano che non si sarebbe dovuto e nondimeno ne avevano voglia. Questi ultimi erano gente

impaurita che si potesse scoprire il loro segreto..."

La frase finale, dei bambini, è quindi un'esortazione al cambiamento.

NOTE SUL ROMANZO

Il romanzo è ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale e, in particolare, tratta delle sofferenze

del popolo cinese durante la Guerra di resistenza al Giappone (1937-1945). Ba Jin racconta la storia di un

malato di tisi, di un misero intellettuale demolito da un sistema incoerente, trascinato verso la morte. Un

uomo che ha studiato e che per questo vorrebbe essere valutato, per le sue reali capacità. Wang

Wenxuan ha i suoi difetti ma ama la famiglia. Farebbe di tutto per le due donne e per il figlio ma non ne

ha le possibilità. La Guerra e il Governo hanno parti uguali di responsabilità; entrambi hanno contribuito

a portare grigiore, buio e freddo nelle vite di molti. Il lavoro scarseggia e se lo si ha, l'ambiente è teso, è

una lotta di sguardi sprezzanti dei funzionari verso i dipendenti; è il riflesso della società. A casa, la

moglie incarna il sogno, la via d'uscita, quella giovinezza che da' la forza di partire alla ricerca di una vita

migliore al di fuori delle quattro mura domestiche. La madre di lui è una donna istruita che, da sempre,

ha svolto lavori umili. Ha una mentalità ferma e un po' all'antica ma si fa portatrice di valori che per

molto tempo hanno caratterizzato il mondo cinese. Il freddo e il grigiume caratterizzano l'intero

romanzo: riempono le strade, le case, le giornate e le notti. L'unica luce presente è quella di una lampada

ad olio, fievole e scossa di qua e di la', quasi morente. Il tempo scorre lento "come un carrettiere

malato", tutto assume sembianze spettrali. La malattia di Wang è l'emblema del male della società. Ti

logora dentro, a poco a poco ti porta via la parola lasciandoti solo con i tuoi pensieri; poche parole scritte

con mano tremolante a cui nessuno bada. Non riesce a chiedere giustizia, anche in punto di morte deve

stare in silenzio. C'è chi si è suicidato, chi è morto di colera, chi tutti i giorni si ritrova seduto al tavolo di

un bar a commentare miseramente le notizie sulla guerrra, chi per strada dorme cercando di scaldarsi. E

poi, c'è chi ha sempre avuto una buona posizione, chi, grazie a non si sa bene quali meriti, parte e si

mette in salvo. Piange, ma non tanto per se stesso quanto per coloro che, dopo la sua morte, saranno

ancora li, a vivere una vita di incertezze e dispiaceri. La vittoria è considerata tale da coloro che già

stanno in alto, tutti gli altri non hanno visto grandi cambiamenti. La frase conclusica, dice l'autore,

doveva essere "Ecco l'aurora". Tuttavia non è stata aggiunta poichè un uomo che vive in un tal sistema e

che muore soffocato da esso, non ha più la forza di salutare nessuna "aurora".

"Di questo libro sono state vendute 5000 copie. Non è cosa da farsene vanto. So che molti libri scritti

peggio di questo si vendono assai meglio". Shanghai 1948. Ba Jin

GELIDE NOTTI di Ba Jin

E' una tragica descrizione, giorno per giorno, del calvario di un uomo ammalato di tisi nella Cina

miserevole che vive l'ultimo anno di guerra. E' il capolavoro della maturità di Ba Jin, autore che, nel 1931,

con il romanzo-saga "Famiglia" aveva denunciato il sistema patriarcale confuciano che, ancora, mieteva

vittime tra i giovani e, soprattutto, tra le donne. "Gelide notti" non è una saga; i personaggi sono soltato

tre: lui, lei e la madre di lui. Siamo nella Cina dl "disprezzo" che preclude ogni ottimismo e impedisce allo

scrittore di guardare da una nuova prospettiva. In questo romanzo ogni parola, gesto o evento sono

anti-eroici, semplici e quotidiani al punto che la banalità esalta la tragedia ed è rivlatrice della condizione

umana universale e al tempo stesso specifica; oppressi e vinti che in questo caso sono i cinesi ma che

potrebbe essere qualsiasi altro popolo in qualsiasi altro luogo e tempo.

Le notti gelide sono quelle della Cina invasa dai giapponesi, depredata dal governo corrotto di Chiang

Kai-Shek, la notte della Rivoluzione Culturale quando venne accusato dalle Guardie Rosse di essere "la

peggiore carogna anarchica della Cina".

LA VITA DI BA JIN (pseudonimo di Li Yaotang)

E' considerato uno dei più grandi scrittori dl XX secolo. E' nato a Chengdun, nel Sichuan, da una famiglia

di proprietari terrieri e di letterati confuciani. Studiò inglese e, quando si trasferì a Nanchino si avvicinò

all'anarchismo. Il suo più grande contributo ideologico fu l'attacco all'istituzione famigliare tradizionale

cinese, vista come il maggiore ostacolo alla libertà individuale nella Cina del suo tempo. Durannte la

Rivoluzione Culturale venne perseguitato come controrivoluzionario. Venne mandato a rieducarsi in un

campo di lavoro e solo nel 1972 potè tornare a casa, disprezzato, ignorato e costretto al silenzio,

situazione che si concluderà solo nel 1976 con la caduta della "banda dei quattro" (il gruppo dei radicali,

arrestati dopo la morte di Mao).

IL ROMANZO

1. Il nome del protagonista è Wang Wenxuan. Comincia con un'accurata descrizione della notte gelida,

del cielo cupo. Da subito notiamo che parla in terza persona come se ci fosse un narratore esterno e che,

oltre alla sua storia, emergono anche i suoi pensieri, in prima persona. I bombardamenti sembrano

essere cessati e lui esce dal rifugio per tornare a casa. Lavora in una tipografia. La sua famiglia si

compone della moglie di trentaquattro anni, Shusheng, del figlio di tredici, Xiaoxuan, e della madre di lui

di cinquantratre anni. Flashback alla sera precedente, durante la quale la moglie, dopo una

discussione, lo aveva lasciato per trasferirsi presso alcuni amici. I suoi pensieri gli ruotano attorno:

vorrebbe che la moglie tornasse a casa ma sembra che nulla lo favorisca. Speranzoso, si convince di

trovarla a casa con la madre. Le strade si ripopolano e, nella notte, si vedono solo le luci delle lanterne.

Giunto a casa, le due non ci sono; cerca di calmarsi facendosi lunghi discorsi, discutendo con se stesso,

senza riuscire a trovare una soluzione. Torna la madre, sola. Vanno a dormire.

2. Il sogno: in casa, discute con la moglie e il figlio piange. Si sente uno scoppio, stanno attccando la città.

La madre non è in casa e lui si precipita fuori per cercarla. La moglie cerca di persuaderlo a non andare, a

pensare a loro ma lui prosegue. La moglie e il figlio si allontanano, scappano. Lui cerca di farsi strada tra

la folla impaurita per raggiungere la madre. Si sveglia.

3. Frastornato, non distingue la realtà dal sogno. La madre gli ricorda che è tardi e che deve andare a

lavorare. Lui ha un pensiero fisso: trovare la moglie e scusarsi per la lite di due sere prima. Va in ufficio

e al rntocco di mezzogiorno esce e si immagina la scena dell'incontro. Con passo veloce, arriva di fronte

all'ufficio di lei (impiegata in una banca per l'industria e il commercio).

4. La vede con un giovane, probabilmente un collega di lavoro; sembrano affiatati. Lui li segue. La

guardava e alla risata di lei, così famigliare, gli si strinse il cuore. I passanti si frapposero tra loro e,

quando i due entrano in un caffè, combattuto sul da farsi, decise infine di tornare al lavoro.

I colleghi si accorgono del suo malumore e, nonostante Wang continuasse a smentire, ne comprendono

il motivo. Dopo aver ricevuto una serie di "consigli" da parte loro, egli si allontana nuovamente.

5. Si presenta davanti alla banca. E' tormentato: non sa cosa dire, come dirlo e non sa se lei sia disposta

ad ascoltarlo. Si incontrano e lei, fredda ma anche un po' colpita dal suo sforzo, lo ascolta. Stabiliscono di

incontrarsi dopo il lavoro. Wang torna al suo ufficio. Lui e la moglie si dirigono verso il bar e, dopo alcune

battute sprezzanti di lei, emerge un flashback sulla loro "precedente vita" a Shanghai: sogni, idee di

cambiare la società, coraggio nel difendere gli ideali. Forse non è cambiata solamente la loro vita ma

anche i loro sentimenti. Le chiede di tornare a casa, le chiede scusa per il suo comportamento; lei

ribadisce che la colpa è di entrambi, che i rapporti tra lei e la madre di lui non sono dei migliori, che con i

tempi che corrono lui deve pensare al figlio e alla madre. Si allontana e lui, rimane li, inebetito. Si

incammina verso casa.

6. Giunto a casa trova la madre, insonnolita, seduta a mangiare cna. Con un tono dolce e amorevole, lo

invita a sedersi. L'unico desiderio di Wang è di andare a letto e piangere. La madre insiste nel fare le

domande; lui le dice di aver incontrato la moglie e lei si infuria e mostra al figlio la verità su Shusheng: la

ritiene una donna che non si adatta, che non ha intenzione di vivere nella miseria, che per tutto questo

tempo ha intrattenuto una relazione illecita, così la chiama, con un altro uomo. La madre si mette a

cucire, lui si mette n silenzio vicino al tavolo e la osserva. Viene ripreso il discorso su Shusheng ma lui non

ha voglia di ascoltare; non vuole dormire ma solo urlare, essere martoriato. Si dirige verso la porta,

precipita dalle scale, sbatte contro uno stipite; non sente dolore, vuole solo chiedere perdono a tutti.

7. Esce in strada; si dirige verso il centro. Si muove come se tutto ciò che lo circonda fosse vicino ma

distante, ha la testa vuota. Va verso una strada illuminata. Si sente chiamare da un suo vecchio

compagno della scuola media. Normalmente si sarebbero scambiati qualche parola e si sarebbero

congedati, ma questa sera Wang si siede e beve con lui. L'amico, di soli trent'anni, gli sembra invecchiato

di altri dieci. Dopo qualche parola sul senso del bere, Wang chiede lu della moglie ed ecco che gli torna in

mente il suo tormento, Susheng. I due si ammutoliscono e anche la gente intorno non sembra essere

molto allegra. L'amico gli racconta la triste storia della moglie che, dopo aver partorito, è morta per via di

un emorragia. (Poca esperienza del personale dell'ospedale). Pochi giorni dopo, è morto anche il

bambino. Questo è il motivo per cui si ubriaca. L'amico è un letterato che ha venduto tutti i suoi libri per

andare avanti, scontento del fatto che "quelli come loro" non sono mai tenuti da conto. Wang Wenxuan,

ubriaco, esce dal locale e barcollando si dirige verso casa; incontra Shusheng che si offre di

accompagnarlo a casa. Wang si sente sollevato.

8. I due arrivano a casa. La madre di Wang, non curante del malessere fisico e mentale dl figlio, attacca

nuovamente la moglie che rimane però tranquilla. Susheng lo mette a letto e, dopo le suppliche del

marito, rimane per la notte. Al suo risveglio, Wang è felicissimo nel vederla di nuovo a casa.

9.Per più di una decina di giorni vivono una vita tranquilla. La madre, appositamente, cerca di evitare la

nuora ma quando si incontravano non attaccava lite. Una mattina, andando al lavoro, Wang Wenxuan

cade e si procura una ferita al ginocchio. I colleghi lo esortano a prendersi un giorno di riposo ma lui

rifiuta; non può fare altro che pensare a portare a casa uno stipendio. Nel frattempo, la guerra continua;

se i bombardamenti dovessero avvicinarsi, la ditta si dovrebbe trasferire e loro non potrebbero fare altro

che scappare. Si lamenta della sua condizione, del suo salario da niente paragonato a quelli che non

fanno niente e che guadagnano alte paghe. E' stato così preso dalle sue vicende personali che non si è

più interessato al mondo esterno Tutti questi pensieri lo affliggono, il peso della vita lo opprime. I

colleghi gli chiedono di partecipare alla colletta per il capo ufficio e lui, imbarazzato, acconsente. Sta

talmente male che chiede mezza giornata di permesso. Lungo il tragitto vede la moglie in compagnia di

quel giovane della volta prima. Tutto gli fa pensare all'inevitabile disanza che c'è ormai tra loro due. Si

ricorda che da li a poco sarebbe stato il compleanno della moglie; vorrebbe comprarle la torta ma non ha

abbastanza denaro. Probabilmente quel giovane poteva permettersela. La gelosia lo assale. Giunto a

casa si mette a letto. Forse ha la malaria, la madre gli dà il chinino. Nuovamente la donna dà sfogo alla

sua rabbia, contro Susheng, senza rendersi conto di quanto le sue parole feriscano il figlio.

10. Dorme tutto il pomeriggio e al suo risveglio, Susheng non è ancora rientrata. Un giovannotto bussa

alla porta e gli dà una lettera di Shusheng: gli amici l'hanno invitata a ballare, lo prega di non arrabbiarsi

e di non farla leggere alla madre. Wang è assorto nei suoi pensieri e ignora gli sprezzanti risentimenti

della madre (Susheng è laureta, passa la maggior parte del tempo a farsi bella, ha un lavoro dove fa poco

e guadagna abbastanza), lui cerca solo di scagionare la moglie e si giustifica dando la colpa a se stesso:

un buono a nulla. La madre, con amore, lo rassicura. E' colpa della guerra e dei giapponesi. Lei è

fiduciosa, arriverà la vittoria. Wang torna a dormir: viene tormentato da un viso di donna che ora ride,

ora piange, è arrabbiata, triste. Si mette ad ascoltare i rumori provenienti da fuori. "Lei" doveva

rientrare. Sprofonda in uno stato di incoscienza, poi riemerge. Fa brutti sogni. Sente Susheng, sta

canticchiando un motivo occidentale. Aveva l'aria felice. C'rano ante cose che lui avrebbe voluto dirle ma

non ne aveva il coraggio. Lei si mette alla scrivani a spazzolarsi i capelli. Wang ritien che la moglie sia

troppo gentile con lui, che abbia il diritto di divertirsi; con lui ha passato giorni tristi. Piange.

11. Il giorno seguente deve partecipare alla festa per il capo ufficio perchè, altrimenti, i colleghi gli

avrebbero dato del tirchio e del pezzente. Lui e la mdre si avviano; l moglie è ancora davanti allo

specchio. In ufficio, si immerse nel solito noioso lavoro. Gli arriva una lettera dal figlio Xiao Xuan, lo

solleva. I professori hanno aumentato la retta ("ecco a che gente in Cina è affidata l'educazione"); il

figlio, a malincuore, si rivolge a lui. La gioia subito svanisce e lui riprende a lavorare. Si sente stanco e

dolorante ma non ora prendersi una pausa.Tutto gli pesa, tutti gli mettono i piedi in testa. Tentava una

silenziosa rivoluzione ma era inutile, nessuno se ne sarebbe accorto. "La mia vita è stata rovinata dalla

guerra, dai discorsi di propaganda, dai manifesti per le strade". Non si ritiene inferiore ma se lascia quel

posto cosa fa? Arriva il momento del banchetto per il capo ufficio. Arriva anche il direttor e, subito tutti i

suoi colleghi si danno alle adulazioni; lui sta in disparte, cerca invano di ubriacarsi. Se ne va senza farsi

notare. A casa c'era solo la madre, di Shusheng neanche l'ombra. Fa per stendersi quando suona la sirena

d'allarme; il caseggiato si anima, la gente corre. Wang cerca di convincere la madre ad andare al rifugio

ma lei, convinta, non si cura della cosa, "Tanto, anche se moriamo per una bomba, che ci importa? Per

vivere a questo modo tanto vale morire sotto un bombardamento". Torna Shusheng, dà loro i permessi

d'ingresso al rifugio, legge la lettera del figlio e, con indifferenza, afferma che avrebbe mandato i

soldi l'indomani. (sottolinea la bassa condizione di lui); si allontana da sola. Wang si sente un groppone in

gola, sputa e va a letto.

12. Non vuole far sapere a nessuno che ha sputato sangue. Va al lavoro, solito vivere. Si sente

compatito dai colleghi. Fiacco e intorpidito si addormenta; lo svegliano le risate dei colleghi. Intorno si

parla dei giapponesi che avanzano. Parlano dello svollamento, i piccoli impiegati come loro sicuramente

non verranno considerati. Essere licenziato, sfollare... per lui è la fine. Febbricitante e stanco pensa di

avere la tubercolosi: "in tutti i modi devo morire" cerca di consolarsi. Un'altra paura lo assale: morirà

da solo. Finito il lavoro torna a casa. La madre lo aspetta con le solite ramanzine sulla moglie; Wang

vorrebbe dirle quello che pensa ma non se la sente. Torna Shusheng e cerca di tirar fuori qualche parola

al marito, dice di ammirarlo, lui che mette sempre gli altri davnti a sè. In realtà la donna vuole una vita

diversa, vuole divertirsi senza curarsi della guerra; è arrabbiata con se stessa per la sua cecità di fronte

alla situazione. Wang soffre in silenzio.

13. I giorni proseguono monotoni. La sua malattia non migliora. La madre lo guarda triste ma non sa cosa

lo mangia dentro. Sembrava meno egoista della moglie ma nessuna delle due riusciva ad alleviare il suo

dolore. La madre si compiace nel rivangare i loro guai, la moglie ostenta la propria vitalità. Lui odia

trovarsi davanti il volto triste della prima e teme il viso risplendente della seconda. " E' meglio vivere o

morire" questo è il quesito che sempre più spesso gli balena in testa. La morte è li che lo aspetta. Non

può neanche andare all'ospedale, non hanno soldi. Shusheng è quella più attiva, magari la morte arrivrà

ma, nel frattempo, bisogna reagire. Arriva la vicina, anche lei terrorizzata dal non sapere come va

realmente questa guerra. Chiede loro aiuto (ovviamente neanche loro sanno che fare). Le due donne

litigano di nuovo, lui se ne va. Si siede al bar e riconosce, nell'uomo seduto di fronte a lui, quel suo

vecchio compagno delle scuole medie. E' sempre più malandato, sconsolato, quasi arrabbiato. L'uomo fa

un lungo discorso: tutte quelle persone, intorno, quando c'erano i soldi, gli erano amici. Ora, non lo

considerano, "sono finito" ripeteva. Wang Wenxuan lo porta verso casa propria ma lui si scrolla e

attraversa la strada. Un camion lo investe. Sconvolto, torna a casa, le parole dell'amico continuano a

ronzargli in testa. Vorrebbe racontare l'accadute alle due donne ma, invece che parole, sangue. Non

riesce più a resistere.

14. La mattina la madre e la moglie non litigavano, tutte e due sono premurose verso di lui. Viene il

medico tradizionale, chiamato dalla madre. La moglie credeva invece nella medicina occidentale (più

cara anche per gli stessi medici) ma cedette. Per il dottore si trattava di un'infiammazione al fegato

aggravata da una prostrazione generale. La moglie ci crede poco ma tutti e tre ne escono tranquillizzati (

Wang crede che la medicina tradizionale abbia una sua razionalità; già nel passato se n'era fatto uso e

quindi perchè non crederci). L'ombra della morte si dileguava. La sera gli sale nuovamente la febbre e i

peggiori incubi lo tormentano. Inganna se stesso, fa della realtà un sogno. Nel su farneticare riesce a dire

alla moglie alcune di quelle parole che fino ad ora si è tenuto dentro. La moglie lo guarda con tenerezza.

Anche lei comincia a porsi la fatidica domanda: "perchè dobbiamo vivere una vita dl genere?". Si sentiva

sempre più depressa, non sapeva come fare a tirarsi su. Anche la madre soffre, pensa. "Che arrivino i

giapponesi, così sfolliamo" e subito si rimproverava. Il giorno dopo, Wang è migliorato. La moglie esce

tardi e torna prima. Non si intrattiene più con gli amici e aiuta la madre. Sembrava che la medicina

tradizionale facesse effetto ma, in realtà, per lui la cura migliore era il cambiato atteggiamento della

moglie. Pensa che sia valsa la pena sputare sangue per vedere le due donne così ravvicinate. Un giorno,

tornando a casa, Shusheng felicissima racconta al marito delle false notizie sugli attacchi giapponesi, non

è vero che si stanno avvicinando. Nonostante il suo continuo avvilirsi per la mancanza di soldi, la bella

notizia lo mette di buon umore; finita la guerra, riprenderà ad insegnare. Tuttavia, la stanza gelida

allontanava ogni speranza. Il giorno seguente la moglie torna a casa rattristita, i giapponesi stanno

avanzando. Lo sfollamento è incerto: la ditta di Wang non lo avrebbe mai portato con se, quella di

Shusheng si. La donna riceve una lettera dagli amici della banca, la invitano a cena. E' titubante, le solite

domande ritornano. Ci va, si cambia ed esce.

15. Cena di Shusheng con il capo ufficio Chen. Parlano della guerra, è vero, i giapponesi si avvicinano. Lui,

con fare dolce, cerca di convincerla a partire assieme ma la donna non può fare a meno di pensare al

marito malato, alla suocera e al figlio. Lui le confesso il suo amore e lei, senza sapere il perchè, lo rifiuta.

Partire o restare? Si rende conto di non voler perdere il marito ma capisce anche che la guerra le ha

portato via gli anni migliori della sua vita, vorrebbe solo essere felice. E la sua famiglia? Loro non hanno

le possibilità per sfollare. La nebbia e il freddo la circondano, le ovattano il cuore.

16. Al suo rientro il marito è ancora sveglio. Parlano e lui la spinge ad accettare l'offerta di andarsene del

capo Chen. Lei ribatte. In realtà è amareggiata. Vorrebbe si andarsene ma allo stesso tempo non se la

sente di abbandonarli. L'indomani dice al capo che non sarebbe partita ma, poco dopo, si rimangia le sue

stesse parole. In uffcio è un caos, per strada tutto è diverso, la gente se ne sta andando. Va a casa, Wang

è andato in ufficio. Lei e la suocera litigano.

17. Ritorna a quando Wang è uscito di casa. In ufficio nota il disprezzo del capo e la commiserazione dei

colleghi che sono sempre agitati e parlano di guerra ome per innervosirlo. Si mette a correggere le

bozze. Un fattorino gli porta un biglietto da parte di Shusheng che chiede di raggiungerla al bar. La

moglie vuole divorziare, non sopporta più il carattere iroso della madre di lui. Wang cerca di calmarala e,

infine, la questione rimane sospesa. Febbricitante, torna in ufficio si sente male, sputa sangue. Chiede al

capo mezza giornata di permesso e uno stipendio in anticipo per comprare la torta alla moglie per il

compleanno. Il capo gliene concede metà, pochi soldi. Sconsolato si avvia verso casa. "Il cielo era grigio di

cenere, come se volesse piovere da un momento all'altro. La strada di casa che conosceva così bene gli

sembrò essere diventata lunghissima, faticosa. Non riconosceva i luoghi, gli sembrava di essere capitato

in un altro mondo, tra gente che stava bene in salute, prospera. Gente che con lui non aveva niente a che

fare. Si piegò su se stesso e trascinando il passo s'incamminò lento verso la morte".

18. Ripresenta la medesima situazione famigliare: litigi e discussioni contrapposti alla sua fatica e al suo

silenzio. Wang sta sempre peggio, la moglie si pone le solite domande: è confusa, ancora non sa se

partire o restare. Lui, prima, le chiede di restare, di non abbandonarlo ma dopo si rende conto che se lei

ne ha la possibilità, deve andare. L'uomo è sempre più convinto che le medicine siano inutili, che la

morte sia vicina. La mamma e la moglie cercano, invano, di confortarlo.

19. Shusheng riceve una lettera da parte del capo Chen che le propone di incontrarsi er decidere sulla

partenza. La madre la guarda con risentimento e sarcasmo. Wang peggiora ma cerca di trattenersi per

non fare capire alle donne lo stato in cui si è ridotto; le osserva con attenzione. Comicia a fare domande

sul trasferimento della mogli e la situazione si fa irritante per tutti. Shusheng è esausta, non sa più come

reagire a questa stanza buia e fredda nella quale nessuno la considera. Arriva Zhong Lao, il collega di

Wang, a fargli visita. Gli porta una brutta notizia: il capo ha deciso di licenziarlo e lo congeda con un mese

e mezzo di stipendio. Wang è allibito e furioso, non capisce cosa può aver fatto di male. L'amico e la

moglie lo convincono a mettersi da parte e a cercare un lavoro migliore. False speranze probabilmente.

Shusheng è giunta al limite, deve salvare se stessa.

20. Un giorno Shusheng torna a casa con la notizia ufficiale del suo trasferimento. Al suo arrivo, il figlio

Xiao Xuan è in casa; la saluta con poco affetto. Si rivolge al marito incitandolo ad andare in ospedale per

una visita più accurata. Lui sa che si tratta di tubercolosi ma un'ulteriore visita non farebbe altro che

rendere ancora più vera la cosa. Shusheng, visto il poco interesse per lei da parte della sua famiglia,

mette in borsa la lettera e si mette da parte. Non deve perdere quell'occasione.

21. Wang sogna: la mogli se n'era andata, la madre era morta. Al suo risveglio subito non capisce se

ancora sta sognando o meno ma vede la moglie e si tranquillizza. Fa per andare in cucina e urta la borsa

di lei esce la lettera; la legge e si sente indignato come chi è stato tradito. La moglie si svglia e gli spiega

come stanno le cose: lei sarebbe partita e avrebbe mandato dei soldi alla famiglia. Wang non riesce a

parlare, si lascia cadere sul letto e piange.

22.Wang e la moglie dormono vicini ma sono sempre più lontani. Durante la giornata si vedono sempre

meno. Lei parla molto di più e lui non può fare a meno di notare la cosa. S'intristisce pensando al poco

tempo che hanno ancora da passare insieme. La partenza di Shusheng viene rimandata e questo da un

lato lo rallegra ma lo smorza anche poichè non sa quando la rivedrà. Le donne continuano ad invitarlo ad

andare all'ospedale ma lui preferisce una cura che gli dia un minimo di speranza cosa che non fa la

madre, la quale continua a sottolineargli la sua condizione. Wang decide di andare dal collega Zhong Lao

per chiedergli di trovargli un lavoro. Quando rientra pensa a tutti i suoi sogni, le sue speranze naufragate

nel nulla. Solo silenzio, che neanche il traffico riusciva ad infrangere. Torna Shusheng con una brutta

notizia: partirà l'indomani e questa sera deve andare a cena con i colleghi. Wang non sa più che dire, sta

rinunciando a se stesso e a qualsiasi cosa. Shusheng se ne andava portandosi via tutto di lui. La madre,

come al solito non lo capisce ma lui si sente in colpa vedendola invecchiare sempre più.

23. Attende il rientro della moglie dalla cena. Il tempo scorre lento. Non ha sonno, pensieri contrastanti

lo assalgono; osserva gli oggetti in casa che gli ricordano a moglie, l'indoman tutto sarà diverso. Entra

Shusheng. Wang fa finta di dormire e immagina i suoi movimenti. Lei mette le ultime cose in valigiae,

presa dallo sconforto, si accosta al letto chiamandolo sottovoce. Lui finge di svegliarsi e la ascolta

abbozzando un finto sorriso. La mattina, Shusheng porta una valigia in auto e Wang, vedendone ancora

una in camera, si affretta a portarla di sotto; triste e docile la cede al signor Chen. Saluta Shusheng e

tenta di rincorrere l'auto che la sta portando via. Fa freddo, due bambini dormono per strada. Torna in

casa e legge la lettera della moglie; si mette sotto le coperte e, stringendola, piange amaramente.

24. Due giorni dopo la partenza della moglie, ha una ricaduta. Riceve da lei due lettere. Nella prima gli

racconta della nuova sede: tutto le è estraneo ma il capo ufficio pensa a tutto. Chiede lui della madre e lo

rassicura sui soldi. Wang è contento e attende la seconda lettera ch arriva dopo quattro giorni. Gli

racconta di quanto sono occupati, del poco tmpo che ha per scrivere e gli da il suo indirizzo affinchè le

scriva. Però, si firma "Shusheng". La madre, come al solito è scettica. Lui sembra essersi ripreso un po'

ma ovunque vada il su sguardo non ved altro che il volto della moglie. Lui e la mdre parlano di Shusheng:

Wang si attacca ancora ad un filo di speranza e lei non vuole distruggere i suoi sogni. Non ne parlano più;

la sera Wang le scrive una lunga lettere e chiede alla madre di spedirla. Passano numerosi giorni prima e

arriva una busta da parte di Shusheng: un buono postale ed un foglio con poche parole. Delusione. La

badre ha i geloni alle mani e il figlio si sente in colpa. Non occorre che facciano troppa economia;

entrambi devono pensare alla loro salute. Forse bisognerebbe spostare Xiao Xuan in una scuola meno

cara. Ma non può andare contro i desideri della moglie. La vittoria della guerra è la loro unica speranza

ma hanno anche la consapevolezza che, quello che per loro è "tirare avanti", per i ricchi vuol dire

solamente "avere il tempo di diventare ancora più ricchi". I due trascorrono l'inverno in silenzio, hanno la

sensazione che sia già stato detto tutto. Di tanto in tanto Xiao Xuan passa una notte a casa e li tira un po'

su di morale. Dalla sedia passano alla cucina. Le lettere di Shusheng sono brevi e quel suo essere sempre

"occupata" lo porta ad immaginare la dinastanza che sempre più li divide.

25. La primavera riporta negli uomini la speranza, allontana le nebbie. La gente commenta le notizie sulla

guerra con tono allegro. Ma nella vita di Wang Wenxuan non ci sono cambiamenti. La sua salute a volte

migliora e volte peggiora. La maggior parte del tempo se ne sta a letto. La madre pulisce, cucina.

L'unica distrazione è scrivere le lettere alla moglie. Le giornate sono più lunghe e amare. Piano piano sta

perdendo la voce. La madre, invecchiata, parla sempre meno. In silenzio seguono il corso delle grige

giornate, accogliendone di ancora più grige. Tra poco le orze gli verranno a mancare ma tutti pretendono

che lui continui a tirare avanti. Un giorno, la madre lo trascina all'ospedale: il medico gli dice di

ripresentarsi la settimana seguente per la radioscopia, più cara. La volta dopo, la stessa cosa. Fatto un

conto delle spese e immagnando l'esito, se ne va senza ritirare i risultati. Vuole che " il destino segua il

suo corso" ma da quel momento, non avrà più un attimo di pace. Passa davanti al solito bar, tutto è

come prima manca solo lei. Entra, si siede e ordina due caffe. Immagina che Shusheng gli sieda di fronte,

sorride. Si rende conto che non è davvero davanti a lui e, così, il sorriso diventa malinconico. Si guarda

intorno, non c'è nessuno che si cura di lui. Paga ed esce. Rientra, la madre stende. Intavolano il discorso

dei soldi: tutto aumenta meno che le loro entrate. Wang non sa più che dire. Arriva la lettera di

Shusheng, è pesante: è la lettera lunga, quella che aspettava; si siede e legge emozionato.

26. Non scrive più di essere "occupata" ma dà libero sfogo al suo cuore. Perchè dice queste cose? Wang

ha un presentimento. " Il fatto è che specie negli ultimi due anni, ho sempre avuto la sensazione che

insieme non potevamo essere felici. Nel nostro rapporto mancava una cosa essenziale, tu non mi capivi.

Spesso ero di cattivo umore, tu cedevi, non mi combattevi, ti limitavi a guardarmi con occhi imploranti.

Avevo paura di quel tuo sguardo. Odiavo quel tuo sguardo. Perchè sei così debole? Quante volte ho

desiderato che tu mi dicessi le tue ragioni, che litigassimo (...) Tu invece non facevi altro che implorare,

sospirare, piangere. Dopo queste scene io avevo sempre dei rimorsi, volevo chiederti perdono. Ma ormai

potevo solo compatirti. Non più amarti..." Nel frattempo Zhong Lao viene a fargli visita. Wang non riesce

a staccare i suoi pensieri dalla lettera. L'amico gli dice che in ditta c'è un nuovo responsabile e che questo

vorrebbe che lui riprendesse il suo posto al lavoro. Lui acconsente ma si limita a sorridere. Zhong Lao

ha capito che c'è qualcosa che non va ma non osa chidergli spiegazioni. Se ne va e Wang torna in casa:

non c'è notizia che per lui abbia importanza. Riprende a leggere la lettera. Shusheng lo sta lasciando, è

stanca di vivere in quella casa tetra e gelida. E' stanca di sentire e vedere le irritazioni della madre. E'

ancora giovane e vuole una vita diversa. Non vuole più essere la sua "amante". Si rimprovera di tante

cose e sottolinea che di errori ne hanno fatti entrambi. Gli consiglia di trovare una nuova moglie che

vada bene anche a sua madre. Vuole essere libera. Non lo lascia per un altro uomo ma lo prega di non

provare risentimenti. Wang rimane sconvolto, ancora una volta si chede cosa può aver sbagliato. E'

prostrato ma allo stesso tempo si ribella all'ingiustizia. La madre rientra e i due parlano della proposta di

Zhong Lao ma Wang non regge più, va in strada, si guarda attorno e yuyyi gli sembrano felici, perchè lui

non lo può essere? Va al bar, gira e rigira la lettera. Torna a casa e risponde a Shusheng chiedendole

scusa per non essersene accorto. Le parla della riassunzione e le dice di non aver più bisogno del suo

aiuto economico. La madre è soddisfatta e compiaciuta. Non le passa neanche per la testa di consolare il

figlio.

27. " La lettera si Shusheng era stata come un sasso scagliato nello stagno della sua vita, aveva provocato

schizzi, un estendersi concentrico di onde alla suprficie dell'acqua, poi di nuovo era tornata la calma.

Ma il sasso era rimasto nel fondo, per sempre, e mai sarebbe stato possibile rimuoverlo". Riceve ancora

qualche lettera da Shusheng e lei continua a mandargli dei soldi. Wang ha ripreso a lavorare ma le sue

giornate si "trascinano". La primavera è terminata, la Germania è caduta e da lì a poco accadrà lo stesso

al Giappone. Nessuna di queste notizie lo rallegra, lui prosegue senza svaghi nè gioie. La sua salute non

migliora e lui sembra quasi essersi abituato al doloore. Tutto è grigio. La madre vorrebbe che lui si

prendesse un permesso dal lavoro ma come si fa? Disperazione e paura sono ormai due compagne.

Wang continua a ripetersi: "voglio vivere, voglio vivere!" Ma a chi si rivolge? Non lo sa nemmeno lui.

28. A mano a mano perde la voce. Lui e la madre non sanno più a chi rivolgersi. Ad ogni bozza che Wang

corregge la tosse aumenta. Per quanto resisterà? Non osa pensarci ma non può fare a meno di farlo. Non

vuole che gli altri glielo ricordino. Pensando alla morte si pone le classiche domande: l'anima sopravvive?

si può continuare a riconoscere le persone care? non vuole separarsi da loro per sempre ma è

consapevole che nessuno gli può dare una risposta. Il ritorno di Xiao Xuan mitiga la solitudine; non è un

bambino chiacchierone ma la sua presenza rallegra sia lui che la madre. Wang riceve una lettera dai

colleghi i quali chiedono che egli non mangi più alla mensa con loro per evitare il contagio. La madre e il

figlio rimangono sconvolti, questa cosa gli sembra assurda. La mattina dopo Wang va in ufficio pur non

essendo nelle condizioni di lavorare (Deve correggere un testo che esalta i progressi della Cina negli

ultimi anni, che parla di quanto fosse migliorata la situazion per il popolo, di quanto il governo si fosse

impegnato e di quanto la gente gli sia riconoscete. Bugie!). Viene a sapere che Zhong Lao è ricoverato in

ospedale per va del colera. La sua giornata si svolge di routine ma lui non riesce a non pensare all'amico.

Deve scrivere una recensione del testo che sta scrivendo ma non riesce a tirare fuori neanche una parola,

ipocrisia. Cerca espressioni il più elogiative possibili: "Anch'io sono in grado di raccontare contro verità".

Poco dopo aver finito, la voce: Zhong Lao è morto. Tutto si oscura.

29. Con la morte dell'amico, perso ogni legame con il posto di lavoro. Uscendo, ha la sensazone che non

vedrà più quel luogo. Va con i colleghi a fare visita alla tomba di Zhong Lao; i colleghi non gli rivolgono

parola. Gli sembra di non essere andato lì per il collega ma per prendre famiglianza con il luogo. Nei

giorni successivi, non torna più in ufficio. Rimane a casa, a letto, febbricitante. Non permette più al figlio

di andare a casa, parla sempre meno con la madre. I medici sono impotenti ma lui cerca di non

lamentarsi. Non riesce più a parlare, il dolore sta diventando insopportabile ma guarda la madre con la

dolcezza di un figlio che non vuole lasciarla sola nella sventura. Entrambi si rendono conto del

deterioramento ma la madre nutre sempre un po' di speranza. Ormai, Wang si limita a scrivere ciò che

vuole dir sui fogli. Shusheng continua a mandare i soldi mensilmente e la madre, pur di farlo star meglio,

li usa. Wang nelle lettere, le racconta che le cose vanno meglio, che lui sta guarendo; vuole che sia felice.

In strada si sentono scoppi di petardi. Il Giappone si è arreso. Ora può morire tranquillo.

30. La sofferenza si fa smpre più grande. Ormai non riesce neanche più a scrivere. E' cosciente, lucido, sa

che si sta spegnendo. Proprio ora sente il forte desiderio di vivere, la paura della fine. Si rende conto del

dolore della madre e vorrebbe gridare e chiedere giustizia. Ma con che voce? A chi? Deve morire in

silenzio. Il dottore no può venire. Fuori sono tutti in festa per la vittoria e lui vorrebbe sorridere al figlio e

alla madre ma il dolore lo obbliga a dimenticare tutto il resto. La vittoria porta aria di festa in paese ma,

nella stanza di Wang Wenxuan ci sono solo lacrime. E' giunto al limite del dolore, spera che la morte lo

porti via in fretta. Non vuole distogliere gli occhi dalla madre e dal figlio. I loro volti si annebbiano e gli

compare davanti il volto di Shusheng; non l'ha dimenticata ma neanche quella visione può alleviare la

sua sofferenza. Esala l'ultimo respiro spalancando la bocca come per chiedere gustizia.

EPILOGO

Un mese dopo, Shusheng torna. Bussa alla porta e le risponde una voce di donna, famigliare ma che non

riconosce. Le apre la porta la vicina e Shusheng le chiede notizie dei Wang. La donna le dice della morte

di Wang e del trasferimento della madre e del figlio di lui. Non sa darl molte notizie. SShusheng si trova

in quella casa, con quei mobili, si, pulita, nuova, luminosa. Ora è un'ospite, un'estranea. In pochi mesi

tutto è cambiato. Per inseguire la sua felicità, ha contribuito alla distruzione di un'esistenza. Non c la fa

più a stare in quella csa dove tutto le ricorda la sua storia. Esce. Vuole solo trovare un posto dove

chiudere la porta e abbandonarsi al pianto ma non ce l'ha questo posto. Cammina, la notte è gelida. Si

guarda attorno e vede madri con i propri figli che con occhi spenti vendono sigarette per pochi soldi, che

chiedono l'elemosina. La vittoria non è stata della gente comune, non si stanno facendo ricchi ma, anzi,

subiscono il rovescio della vittoria stessa. Attorno tutto le sembra falso. Il giorno prima era in un'altra

città, con un uomo che le sussurava parole dolci. Ora, è li, sola, al freddo. Cosa fare? cercare la suocera e

il figlio? La notte è davvero troppo gelida.

HAN DONG

Han Dong è nato il 17 maggio 1961 a Nanchino. Durante la Rivoluzione Culturale, i suoi genitori sono

stati banditi in campagna, portandolo con sè. Quando la rivoluzione si concluse, studiò filosofia presso

l'Università dello Shandong e successivamente insegnò a Xi'an e a Nanchino. Nel 1993 abbandonò

l'insegnamento per dedicarsi alla scrittura. E' stato uno scrittore importante nel panorama letterario

della Cina moderna ed è noto come uno dei più importanti poeti dell'avanguardia. Diventò sempre più

noto anche come saggista, scrittore di racconti blogger.

Egli afferma che, nella Cina moderna, si sono sviluppati tre filoni:

- quello degli scrittori professionisti che svolgono una professione accademica;

- quello della letteratura commerciale;

- quello della letteratura più autentica.

Lui si inserisce nell'ultima categoria. Utilizza un linguaggio ben costruito e le sue storie sono ben

strutturat e inerenti ad un ambito ben costruito; i suoi testi sono scritti in maniera accattivante ed

intelligente.

Per quanto riguarda il mercato della letteratura in Cina, egli ritiene che sia difficile entrarvi ma che,

tuttavia, negli ultimi anni ci sono stati molti cambiamenti. Attualmente si vendono molti gialli e questo

limita molto quegli scrittori che appartengono al terzo filone. Nel 1988 il Movimento Letterario fece

girare tra gli autori un questionario: si chiedeva di dare un'opinione sulle istituzioni e sulla critica

letteraria. Questo fatto ebbe un enorme impatto letterario ma non riuscì a cambiare i meccanismi che

stavano alla base del mercato. La promozione del mercato cinese all'esteero deve avvenire a livello

individuale e bisogna porre molta attenzione alla trasmissione dei propri sentimenti, unica cosa che lega

l'autore ai propri lettori.

A riguardo dell'influenza della Rivoluzione Culturale sulla sua scrittura, sottolinea il fatto che di per sè la

"letteratura di sofferenza" non è mai stata considerata molto in quanto ritenuta un mezzo

d'informazione storica e memoriale e non letteratura vera e propria. Inoltre, ritiene che, il fatto di essere

stato semplicemente coinvolto nella Rivoluzione, non sia stato il fattore che maggiormente ha dato

libero sfogo alla sua produzione; quando è cominciata era un bambino è quindi il tutto viene raccontato

da questo punto di vista che, però, non è l'unico.

HAN DONG POETA E IL SUO RUOLO NELLA POESIA D'AVANGUARDIA

Ai tempi la pressione ideologica era molto forte e la maggior parte degli scrittori annotava i fatti su

piccoli diari. Lui ha preso spunto dai diari del padre, sui quali vengono sì illustrati i fatti storici ma non

emerge un punto di vista individuale. Egli prese parte alla rivista "Tamen" che venne pubblicata nel 1985

e che faceva parte delle "riviste autopubblicate" ossia di quelle che non passarono sotto la critica cinese.

E' una rivista che ha una stretta relazone con la poesia oscura il cui eroismo è forte e magniloquente e il

cui linguaggio è forbito. Essa ha iniziato l'ispirazione poetica di Han Dong che, poi, è passato oltre,

creando una sua poesia personale. Il suo desiderio è sempre stato quello portare l'spressione letteraria a

diretto contatto con la realtà, attraverso una lingua più semplice e lineare anche se, non per questo,

facile da scrivere.

In questo momento ci sono molti giovan poeti che si dedicano soprattutto alla "posia in rete" la cui

presenza è fondamentale per lo sviluppo e per l'interazione tra scrittori. Risulta però difficile individuare i

nuovi scrittori emergenti in quanto tutte le categorie di scrittori si mescolano e mettersi in contatto con

delle letterature diverse dalla propria d'origine può risultare difficoltoso.

La risposta del pubblico cinese: i giovani leggono soprattutto libri fantasy ed è difficile che si approccino a

temi come la Rivoluzione Culturale. Attualmente, all'interno dell'ambiente letterario, non c'è

meritocrazia e i giovani abbandonano l'idea di fare gli scrittori. La Cina si è messa di fronte alla

Globalizzazione: l'Occidente detta la maggior parte delle regole e la Cina stessa punta a muoversi sempre

di più vrso lo stile di vita occidentale adattando la sua cultura tradizionale.

JIN PING MEI Romanzo erotico del XVI secolo

Questa avventurosa storia di Hsimen e delle sue sei mogli è definita come una "spregiudicata

rappresentazione dell'erotismo pagano" del licenzioso mercante-usuraio oltre che rappresentaione della

corruzione politica del cosiddetto "governo di gentiluomini" confuciano (che gli copre ogni delitto,

purchè, dopo ogni malefatta, faccia pervenire alla Capitale qualche mulo carico di lingotti d'oro e

d'argento). Destò numerosi contrasti tra le scuole letterarie rivali del XVI. Tali contrasti etico-politici, di

cui il tessuto letterario del libro non era che riflesso, sembra che abbiano determinato la misura di polizia

della cenura ufficiale del libro, il quale venne bandito dal divieto di pubblicazione dell'Editto Imperiale

del 1687. Successivamente circolò come opera di anonimo autore e presto venne riabilitato dalla voce

pubblica come opera morale, pia e capolavoro di arte narrativa. Può anche darsi che la sua condanna

fosse determinata dall'istinto di conversazione del potere politico, anzichè dall'immoralità della

denuncia, implicita nel libro, di costumi pubblici e privati riprovevoli.

E' un romanzo di una razza, di una terra in un momento dl tempo; tragico e comico, lirico e psicologico.

Si tratta di una rappresentazione corale distaccata e convincente la cui intima moralità fa da filo

conduttore .

L'autore esordisce con un lamento di alta spiritualità buddhista, sulla caducità e innocenza di tutti gli

eventi umani: " e lo conclude, invitandoci a considerare il

Che è l'uomo, che è mai il potere?..."

"contrappasso" che egli ha fedelmente osservato nel rappresentare le sorti delle creature, buone o

viziose, i caduti e i redenti, illuminando così la realtà su tutti i lati: "Scorri rapidamente tutta la nostra

storia, chiedendo un significato: vedi, ogni evento da un altro evento è stranamente riecheggiato...".

Conclude, fiducioso nella bontà del suo lavoro, con un giudizio: "le creature possono discendere o salire e

gli imperi rigenerarsi o perire ma la fragranza di questa storia durerà per mille anni a venire."

L'AMBIENTE CHE PRODUSSE IL JIN PING MEI

Il mondo letterario nella seconda metà del XVI secolo era diviso in due campi: il partito tradizionalista

sosteneva che nulla di degno di seria attnzione fosse stato scritto dalla metà del VIII secolo in poi; per

questo, condannava le opere come banali e insignificanti e non intendeva leggere nè scrivere nulla che

avesse un diretto fondamento nei classici.

Il loro avversari, spesso chiamati Scuola Kung-an, ritenevano che la letteratura dovesse tenersi in

contatto con la vita vissuta.

CAPITOLO 1

Il racconto parte da Hsi-Men, un uomo potente, circondato da diverse donne di cui una prima moglie

dalla quale ebbe una figlia, una seconda moglie era la Madama Luna, altre due secondarie e le varie

concubine con cui l'uomo si intratteneva. Oltre alle figure femminili, accanto a lui emergevano figure

maschili di amici, amici che un giorno egli decide di riunire in un'occasione particolare in cui i giovani

giuravano un sacro patto di fratellanza. Questo patto viene pronunciato da un prete, che nel corso del

successivo banchetto racconta di una tigre pericolosissima cui molti uomini davano la caccia e che aveva

provocato diverse vittime. Il banchetto per alcuni di loro termina in anticipo e successivamente ad esso,

precisamente nel giorno seguente, si viene a sapere che quella stessa tigre di cui tanto si parlava in

occasione cerimoniale era stata uccisa da un tale Wu Sung. Tutti accorsero per le strade a sentir le parole

d'onore pronunciate dal Mandarino nei confronti dell'uomo che con tanto coraggio aveva ucciso

l'animale. Un giorno Wu Sung si sente chiamare da una voce che si scoprira essere suo fratello, Wu Ta.

Wu Ta era un uomo povero che dopo vari spostamenti, giunge come ultima meta alla casa di Messer

Chang, un uomo di una certa età i cui unici beni risiedevano nella moglie, donna austera e poco speciale,

e nel denaro. Fu proprio quest'ultimo che si rivel utile all'acquisto di due belle ragazze da ospitare in

casa. Una di queste aveva il nome di Loto d'Oro, era piccola e proveniente da una famiglia povera che già

alla sua età di nove anni aveva deciso di venderla. Ad undici arriv a casa di Messer Chang e quando

giunse ai diciotto egli decise che sarebbe stato bello poter assecondare una fantasia da tempo repressa

nei confronti della giovane. Pentito, decide pero di confessare tutto alla moglie e conseguentemente

venne obbligato a darla in matrimonio fuori di casa. Decisione portata quasi al termine fin quando non

arriva il suggerimento che avrebbe potuto darla in sposa al povero Wu Ta, inconsapevole che quello

sarebbe stato solo un pretesto per Chang per aporofittare ancora della ragazza. La cosa si svilupp

infatti così, con la consapevolezza sia della moglie di lui che del marito di lei fino al momento in cui gli

amanti vengono sbattuti fuori di casa. Loto d'Oro comincia così una vita povera ed infelice con suo

marito Wu Tai il quale appunto un giorno incontra il fratello, l'eroe uccisore della tigre. Lo invita a cena e

quell'invito sarà solo l'inizio di un interesse più che accentuato della moglie che lo invitera persino a

rimanere a casa loro!

CAPITOLO 2

Wu Sung, con l'enorme soddisfazione di Loto d'Oro, si trasferì così definitivamente a casa del fratello Wu

Ta e, grazie al prestigio della sua posizione, si preoccup di aiutare il fratello sia da un punto di vista

economico sia da un punto di vista sociale per ci che riguardava ad esempio i rapporti con i vicini.

Passato un mese dall'arrivo di Wu Sung a casa del fratello, giunse l'inverno. Fu proprio in una di quelle

gelide giornate che la cognata decise che se tutte le attenzioni fin'ora dedicate al cognato non erano

riuscite ad ammaliarlo, quel giorno sarebbe andata diversamente. Organizz infatti un banchetto per

Wu Sung mentre il marito era fuori a prendere le frittelle, lo convinse a mangiare, a bere fin tanto che lei

potesse perdere parecchi dei suoi freni inibitori. Ma Wu Sung non cedette. Tutt'altro. Dopo ripetute

provocazioni, fu la sua collera a parlare e ad invitare la cognata a smettere di comportarsi in quel modo

perché lui era un galantuomo e non si sarebbe abbassato a simili viltà. Loto d'Oro la prese come una

profonda umiliazione e quando il marito torn a casa, con gli occhi pieni di lacrime gli spiego che il

fratello l'aveva offesa fraintendendo le sue "innocenti" attenzioni. Wu Ta, nella sua innocenza di modo,

provo a estorcere spiegazioni al fratello che per decise di andarsene senza proferir parola. Circa una

quindicina di giorni dopo Wu Sung venne incaricato dall'Intendente Distrettuale (Il Mandarino) di un

viaggio alla Capitale d'Oriente che sarebbe servito a portare in loco il tesoro in oro e argento accumulato

durante i suoi due anni di carica al distretto. Wu Sung accett e prima di partire si rec a casa del

fratello minore con una serie di doni. La cognata fraintese decisamente il gesto pensando l'uomo fosse lì

per ritrovare la pace. In realtà Wu Sung imbandì un banchetto con i due durante il quale si rivolse prima

al fratello, dicendogli di stare attento, di lavorare di meno perché ci avrebbe pensato lui a mantenerlo, di

stare più spesso a casa e chiudere le porte; e in secondo luogo a lei, invitandola a metterci il cuore nel

rapporto con il marito. Ancora una volta Loto d'Oro interpret le parole come un'offesa, come se il

cognato insinuasse la sua infedelta e la sua mancanza di onore all'interno del rapporto coniugale. Scoppi

ancora una volta il putiferio ma Wu Ta tenne ben in considerazione le parole del fratello e nei giorni

seguenti, nonostante il disappunto della moglie, le applico in pratica. Consigli che alla fine decise di

ascoltare anche la moglie . Arriva poi la primavera, e fu proprio in uno di questi giorni che Loto d'Oro

stava aggiustando il sostegno che reggeva la portiera di bambù sulla porta. Nel fare questo colpì quasi un

forestiero che passava di lì, forestiero che altri non era se non Hsi-Men. Egli rimase tanto colpito dalla

bellezza della giovane che nei giorni successivi non fece altro che pensarci e chiedere una soluzione alla

Madre Wang della bottega del tè lì di fianco, la stessa signora che scherzando e ridendo si proporrà

proprio di aiutarlo.

CAPITOLO 3

L'aiuto di Madre Wang si rivel infatti concreto. In cambio di denaro, la donna studi un piano da

proporre a Messer Hsi-Men che consisteva in diversi passaggi : il primo era farsi portare da lui stesso una

stoffa che avrebbe fatto da esca a Loro d'Oro, la donna infatti avrebbe velatamente richiesto il suo aiuto

nel cucirla. Successivamente al consenso della giovane, ella si sarebbe recata all'alloggio di Madre Wang

nei tre giorni successivi per prestarsi al lavoro. Solo al terzo giorno sarebbe arrivato Hsi-Men fingendo di

non vedere la Madre da molto tempo, la stessa Madre che lo avrebbe fatto accomodare insieme a Loto

d'Oro cogliendo così l'occasione per presentarle il mittente di quella bella stoffa. Dopo qualche

convenevole, Madre Wang si sarebbe assentata una volta per portare del cibo, una seconda volta per

comprare del vino, a spese del giovane Hsi-Men. In quell'arco di tempo l'uomo avrebbe delicatamente

approcciato con la donna, avrebbe colto i momenti di solitudine lasciati dalla proprietaria di casa per

trovare finalmente un contatto con la donna. Il piano effettivamente non fallì, o almeno.. fino al punto in

cui Madre Wang esce per comprare del vino, lasciando i due in quel clima di leggera ebrezza ed intimità.

CAPITOLO 4

Una volta uscita Madre Wang con la scusa di andare a prendere il fantomatico vino, i due amanti dopo

una breve resistenza, fingendo un gesto casuale, si unirono in amore e lo consumarono nel letto di

Madre Wang. Quand'ella torn , compiaciuta di aver portato a termine la sua missione, minacci Loto

d'Oro di spifferare tutto al marito Omino Tre Spanne, Wu Ta, se solo ella non avesse acconsentito ad

incontrare Messer Hsi-Men ogni qualvolta la Madre lo ritenesse opportuno. E così fu per il mese

seguente fin quando la notizia che i due fossero amanti cominci a circolare in giro. La cosa si pu dire

esplose quando un giovane ragazzino di nome Fratellino Yun, proveniente da una famiglia povera

composta dal solo padre e per questo protetto da Messer Hsi-Men, un giorno decise di cercarli per

chiedergli appunto qualche moneta per il padre. Chiese in giro dove fosse, e gli si rispose che avrebbe

dovuto cercarlo a casa della Madre Wang. Il giovincello si diresse lì ma dovette scontrarsi con

l'aggressività della padrona di casa che negava il fatto che Hsi-Men si trovasse lì. Il giovane provo ad

insistere ma la donna lo respinse con violenza fino a cacciarlo. Il ragazzino se ne and impaurito ma non

manc di promettere vendetta alla Madre.

CAPITOLO 5

La vendetta non tardo infatti ad arrivare. Il Fratellino Yun si diresse in cerca dell' Omino Tre Spanne Wu

Ta e quando lo trovo decise di provocarlo con delle affermazioni pesanti sulla moglie in modo che il

giovane uomo fu costretto ad offrirgli da bere affinché il giovincello potesse svelargli ci che sapeva. E

così fu. Parl dell'Intera vicenda che si svolgeva in casa di Madre Wang e che coinvolgeva Loto d'Oro e

Messer Hsi-Men. Wu Ta espresse subito al ragazzino l'intenzione di andare a bussare alla porta della

Madre Adottiva e cogliere i due in fragrante ma Fratellino Yun gli fece notare che qualora avesse agito in

questo modo, la donna avrebbe trovato il modo per non farlo entrare e il potere sociale di Hsi-Men lo

avrebbe ricondotto davanti alla legge. Così i due escogitarono un piano alternativo che prevedeva il

distrarre Madre Wang per poter permettere a Wu Ta di entrare in casa. La cosa si svolse in questo modo,

la donna venne effettivamente colpita e Omino Tre Spanne si addentr . La porta rimase chiusa mentre i

due cercavano di trovare una soluzione, Hsi-Men si nascose sotto il letto fin quando la donna non lo

accus di codardia. A quel punto egli si dirige verso la porta, la spalanca e da un calcio alla bocca dello

stomaco di Wu Ta. Dopodiché sia lui che il fratellino Yun se la diedero a gambe. Nel frattempo il povero

marito tradito si accovasci a terra spuntando sangue, le due donne le soccorsero e lo portarono in casa

sua dove lo adagiarono sul letto. Per i giorni successivi Wu Ta fu costretto a guardare la moglie che si

preparava ad andare dall'amante, senza che lui venisse curato in alcun modo. Decise quindi di prendere

la situazione in mano e di parlare con la donna. Le disse che avrebbero potuto dimenticare l'accaduto se

solo lei lo avesse curato, o che altrimenti ne avrebbe parlato con il fratello Wu Sung una volta tornato

dalla sua missione. La donna si spavent , si confront con Madre Wang la quale decise di proporre un

piano ai due amanti per sbarazzarsi dell'infermo : mescolare una medicina per il mal di stomaco con un

po' di arsenico e farla bere al malato intorno alla mezzanotte. Questo lo avrebbe messo a tacere per

sempre. Il piano funzion e Wu Ta morì avvelenato per mano della moglie. Acconciarono il morto per

bene e lo prepararono per il funerale. Ora avrebbero solo dovuto accertarsi che la legge sarebbe stata in

loro favore. E per questo Hsi-Men avrebbe avuto il compito di assicurarsi l'appoggio del magistrato Ho

Chiu.

CAPITOLO 6

Effettivamente Ho Chiu si fece poi corrompere da Hsi-Men con un Lingotto d'argento. Il giovane gli aveva

chiesto la cortesia di dirigere la cremazione del corpo e di badare che rimanesse coperto. L'ispettore, una

volta in casa del defunto, si accorse degli elementi che mostravano il delitto ma li ignor volutamente. Il

corpo venne così dimenticato e nei due mesi successivi i due amanti proseguirono la loro relazione con

più intensa frequenza, coccolati e viziati da Madre Wang. Un giorno in particolare, durante la festa della

Giunca del Drago, Hsi-Men port doni preziosi all'amata e dopo che ella ebbe suonato per lui la pi'pa,

fecero l'amore.

CAPITOLO 7

Un'altra vicenda si incrocia improvvisamente con quella di Loto d'Oro : quella della vedova Meng. Una

donna giovane appunto rimasta vedova che una vecchia di nome Hsueh fece in modo di dare in sposa a

Hsi Men. Dopo lunghe dispute fra la zia Yang e il Quarto Cheng, anch'egli zio del marito morto, dispute

sorte per via dell'eredità che ognuno voleva tenere per sè, alla fine Hsi Men riesce a sposare la vedova

Meng dandole il nome di Stelo di Giada. In tutto questo la giovano Loto d'Oro non sente più parlare del

suo amante, tanto da disperarsi e sfogare la sua rabbia sulla serva, la piccola Ying. Fin quando un giorno

non intravide, il servo di Hsi Men, Tai An e gli chiese spiegazioni circa l'assenza dell'amato durante lo

scorso mese. Il servo le rispose confessandole del matrimonio con la giovane donna. Loto d'Oro si

dispero e nella disperazione chiese a Madre Wang di portare da lei Messer Hsi Men. Quella stessa sera

per sarebbe stato il compleanno di lui, motivo per cui la donna si rec in loco la mattina seguente e lo

trov a cavallo per la strada delle case del piacere, anche un po' ubriachello. Gli comunic

dell'insofferenza della donna e lui decise di farle visita. Per breve Loto d'Oro sfogo la sua rabbia

sull'uomo fin quando alla fine sopravvalse la gioia di averlo rivisto. I due si unirono in amore recuperando

il tempo perso. Un giorno per alla casa di Loto d'Oro giunse un ambasciatore del fratello di Wu Ta, Wu

Sung, per consegnare una lettera al fratello in cui gli comunicava il ritorno dalla sua missione. Madre

Wang vide l'ambasciatore e prese lui la lettera per non fargli scoprire che in realtà il fratello era morto.

Entro di corsa in casa e comunico agli amanti che avrebbero dovuto sposarsi al più presto, allo scadere

dei cento giorni in cui la donna portava il lutto. Sposarsi per loro sarebbe stato l"unico modo per stare

tranquilli. Prima per avrebbero dovuto praticare un rito attraverso dei sacerdoti in cui di bruciava la

tavoletta con l'anima del defunto o una cosa del genere insomma. Na roba strana. In quello stesso

momento per i sacerdoti sentono i due che fanno l'amore e li prendono in giro. Il capitolo finisce che i

sacerdoti vengono licenziati dopo un'allusione al fatto.

CAPITOLO 8

Loto d'Oro entra così a far parte della casa di Hsi Men, conosce tutte le mogli e in particolare lega con la

Prima, Madama Luna. La vita dei due amanti prosegue liscia fin quando un giorno arriva Wu Sung in casa

e non trovando la cognata e il fratello si rivolge a Madre Wang la quale racconto al giovane quanto

accaduto secondo la versione premeditata e cioè che il fratello si era ammalato, che nessuna cura aveva

potuto salvarlo e che la donna, in situazione di tristezza emotiva si era risposata. Wu Sung va su tutte le

furie e finisce poi con il farsi raccontare tutta la verità dal fratellino Yun, quello che era stato malmenato

da Madre Wang. Così, dopo averlo pagato, se lo porto in tribunale per testimoniare il fatto. Fece

denuncia ai protagonisti della storia ma il tribunale, corrotto da Hsi Men, non gli concesse l'accusa. Wu

Sung si sentì così costretto a rivendicare il fratello con le proprie mani ed una sera, mentre Hsi Men in

compagnia dell'agente Li, segretario di Palazzo che aveva riportato il successo della mancata denuncia,

giunse nello stesso locale. Hsi Men se la da a gambe e Wu Sung non trova che il segretario che fa

precipitare fuori dalla finestra provocandone la morte. Il capitolo finisce che Wu Sung venne circondato

dalle guardie che lo arresteranno poi per omicidio volontario.

CAPITOLO 9

Il povero Su, dopo aver passato due tribunali, alla fine fu costretto a scontare la sua pena e venne percio

allontanato dal confine. Hsi-Men, in onore della felocita per la notizia, decide di dare un banchetto al

Padiglione dei Figli d'Acqua. Tutti felici, tutti contenti. Durante la festa arrivano due adolescenti bellissimi

che portavano i doni della Signora Hua. Madama Hua, anche detta Signora P'ing, era una Li che venne

presa come concubina dal Segretario Capo Liang la cui prima moglie era gelosissima e aveva fatto

uccidere tutte le sue concubine. Per tale ragione Liang nasconde lei e una cameriera in un'ala della sua

biblioteca. Un bel giorno Liang viene assassinato e la Signora P'ing torno nella capitale Orientale, dove il

capo degli Eunuchi Hua volle renderla in sposa al nipote Tzu-Hsu. Il Capo Hua si era tenuto poi con se la

coppia fino alla sua morte. L'eredita passo dunque al nipote. E questa era una parentesi. Tornando al

banchetto, Hsi Men a sera volle fare l'amore con Loro d'Oro fintanto che entr una cameriera, Prugna

Primaverile. Loto d'Oro si imbarazzo e Hsi Men le disse che non avrebbe dovuto imbarazzarsi e che

Madama Hua non si era mai fatta problemi a vedere suo marito con altre. Prendendola come sfida, la

donna decise di lasciargli fare quel che voleva con la donna e da quel momento Prugna Primaverile

divent un'amante del padrone. Di lei si prese cura proprio Loto d'Oro.

CAPITOLO 10

Loto d'Oro si sentiva così la preferita in casa di Hsi-Men. Ma nei giorni seguenti una discussione

percosse l'intera casa e fu quella tra Prugna Primaverile e la Quarta Moglie, Occhio di Neve. Prugna

Primaverile era ormai stretta a Loto d'Oro per questo le due donne vennero accusate di aver

monopolizzato Messer Hsi-Men. Loto d'Oro si sentì profondamente offesa dall'accusa della Quarta

Moglie e invogli il marito a chiedere vendetta per lei. E così fu.. Messer Hsi-Men percosse piu volte

Occhio di Neve e alla fine regal una collana in perle a Loto d'Oro. Qualche giorno più tardi il banchetto

si spost a casa del giovane Hua dove erano presenti due donne che suonavano e danzavano. Queste

due erano Boccia d'Argento, la favorita di Hua, e Madamigella Boccio di Cannella che era poi la nipote di

Girasole, Seconda Moglie di Hsi-Men. Fu proprio quest'ultima fanciulla a destare l'attenzione di Hsi-Men

e infatti quella stessa sera lui e due dei suoi amici, Ying Po-Chueh e Hsieh Hsi-Ta, andarono a casa di

Madre Li, sorella di Girasole e mamma di Boccio di Cannella e della sorella maggiore. Banchettarono e

quella notte Hsi-Men la passo con la sorella maggiore ma il suo obiettivo era quello di sverginare Boccio

di Cannella. Nei giorni successivi fu festa in previsione di questa notizia, festa soprattutto per Girasole.

CAPITOLO 11

I quindici giorni successivi Hsi-Men non torn a casa per dedicarsi interamente ai piaceri con la

giovane Boccio di Cannella. Le sue mogli erano preoccupate e intristite, Loto d'Oro inclusa. E infatti un

giorno decide di fargli recapitare un bigliettino dal servo di lui, il piccolo Tai-An, in cui lo si invitava a

tornare a casa rapidamente. Hsi-Men non ne volle sapere. E dunque Loto d'Oro per non morire di noia in

sua assenza, decise di intrattenere il suo tempo notturno in compagnia del giardiniere che abitava in un

padiglione alle porte del palazzo, un tale Ch'in-T'ung. La cosa and avanti per un mese, e lei gli don dei

fermagli ed un sacchetto con non mi ricordo cosa dentro. Passato il tempo il tradimento giunse alle

orecchie delle donne di casa che non mancarono di informare il padrone quando fece ritorno per il suo

compleanno. Non appena Loto d'Oro seppe, decise di recuperare i fermagli dati in dono all'amante. Ma

dimentico il sacchetto. Il povero giardiniere venne picchiato mentre negava e al mostrare del sacchetto

dimenticato si scus dicendo di averlo trovato in giardino. La scusa non bast e il giovane venne

cacciato. Hsi- Men corse a vendicarsi presso il padiglione di Loto d'Oro e cominci a frustarla mentre lei

negava fin quando anch'ella utilizz la stessa scusa del giardiniere per giustificare il ritrovamento del

sacchetto nelle tasche di lui. Hsi-Men chiese conferma a Prugna Primaverile la quale difese la sua

padrona. Così, Loto d'Oro fu salva. E il padrone la perdon . Il giorno del compleanno di lui Boccio di

Cannella e la madre si recarono presso il padiglione di Loto d'Oro per portarle dei doni, la donna si rifiut

e così la giovane fanciulla ne rimase offesa. Offesa al punto che in seguito ad una visita di Hsi-Men in casa

sua nei giorni seguenti, lo accus di farsi intenerire dalla giovane Loto d'Oro e di preferirla al punto di

non riuscire a picchiarla. Lui, sbronzo, volle dimostrarle il contrario. Torn a casa e quella notte chiese a

Loto

d'Oro di tagliarsi una ciocca di capelli da portare a Boccio di Cannella. Loto d'Oro lo fece e l'altra giovane

donna si rasseren . Cosa che invece non fece Loto d'Oro che si sentiva sempre più lontana dal marito.

Non mangiava nè usciva dalla stanza. Venne così chiamata Madre Liu, una sorta di psicologa del Palazzo

che per risolvere la faccenda aveva bisogno del marito Liu l'astrologo. Egli prescrisse un incantesimo alla

donna per far sì che il marito tornasse da lei. L'incantesimo consisteva nel porre le figure di due amanti

con data di nascita di lui, scolpite nel legno e avvolge in sette fili di seta rossa, sugli occhi di lui

dormiente. Poi doveva spargere dei rami di assenzio sopra il suo cuore, pungergli le mani con un ago e

spargere la colla sui sui piedi. Ed infine nascondere un incantesimo sotto il suo cuscino e bruciarne un

altro per mischiarlo nel tè. Questo in modo tale che lui la guardasse con occhi di chi ama, che si

riaccendessero gli ardori per lei nel suo cuore, per impedirgli alle mani di percuoterla e per evitare che

mettesse di nuovo piede in luoghi di sfrenata lussuria. Loto d'Oro applic tutto ed effettivamente

l'incantesimo funziona.

CAPITOLO 12

Nonostante l'incantesimo di Loto d'Oro e nonostante lui fosse in seguito rimasto fedele, Hsi-Men non si

asteneva dai soliti piaceri. In questo capitolo fu la volta di Madama Hua, moglie dell'amico Hua, la quale,

più volte lasciata sola e abbandonata decise di confidare nelle braccia del vicino di casa Hsi-Men. I due si

unirono quindi in amore ma la furbissima Loto d'Oro li scoprì e fece promettere al marito di raccontarle

tutto, di allontanarsi dalle case di poacere e di ubbidirle. Così fu. In più Hsi-Men le portava

continuamente doni custoditi nella casa della sua amante al solo scopo di vedere felice la moglie.

CAPITOLO 13

Un giorno Madama Luna giunse ad annunciare ad Hsi-Men che fratello Hua era stato arrestato. Il motivo

dell'arresto risaliva ad un'eredità mai divisa con i suoi fratelli. Dopo i soliti magheggi di Hsi-Men, fratello

Hua viene rilasciato. Non senza il contributo economico della moglie, Madama Pi'ng, la tizia di prima, che

aveva deciso di usare quasi tutta l'eredità per sostenere il marito nella causa. Con ci l'uomo cadde in

povertà e sempre di più poi con il voler ottenere sempre più ricchezze e più proprietà. Fin quando, per il

troppo stress, morì. Da questo momento in poi Madama Hua, la moglie, decise di darsi alla pazza gioia. Al

compleanno di Loto d'Oro and a far visita alla festa ed entr nelle grazie delle cinque mogli tanto che

al suo di compleanno, alla festa delle lanterne, le sei donne si ubriacarono sul balcone di casa Hua

osservando la particolarità di ciascuno capitasse a camminare lì sotto. L'obiettivo di Madama Hua non

era altro che intrufolarsi nella casa di Hsi-Men come sesta moglie.

CAPITOLO 14

Ed effettivamente il desiderio di Madama Hua non fu così lontano dal realizzarsi. Dopo innumerevoli

consigli e sotterfugi Hsi-Men prende la decisione di inserila in casa sua di lì alla fine dei suoi 100 giorni di

lutto. Non solo, il padrone aveva anche deciso di dedicarle un intero padiglione nella sua residenza. I

piani volsero quasi al termine fin quando a casa di lui si presentarono la figlia e il genero che cercavano

rifugio per via del fatto che il padre di lui era stato denunciato ed esiliato. Per questa ragione Hsi-Men si

dimentic quasi totalmente del matrimonio con Madama Hua tanto che lei cadde malata e depressa. A

curarla fu un medico di nome Dottor Chu-Shan che la mise in guardia dallo sposarsi con Hsi-Men. La

donna si convinse e decise in ultimo di sposare proprio il medico.

CAPITOLO 15

Per Hsi-Men c'era ora da affrontare il problema della figlia e del genero in casa sua. Le accuse conto il

Maresciallo Yang potevano estendersi fino a lui stesso, e infatti così si rivel la cosa. Egli spedì tre dei

suoi funzionari Kao-An, Lai-Pao e Lai Wang a parlare con un certo Segretario Li responsabile della lista

degli indagati. In quella lista c'era anche il nome del loro padrone e solo tramite un'ingente somma lo

convinsero a togliere Hsi-Men da qualsiasi problema. Accadde poi che un giorno l'uomo incontr Madre

Feng, la protettrice di Madama P'ing, che gli disse che la giovane aveva finito con il riposarsi. Così egli si

infuri e la furia non gli pass poi neanche nei giorni successivi, giorni in cui Loto d'Oro approfondì i

suoi rapporti con Ch'en, genero di Hsi-Men. Il giovincello, che era stato affidato ai lavori del Belvedere

che stavamo costruendo nel parco di casa di Hsi- Men (belvedere tra l'altro ultimato e festeggiato) venne

invitato in casa a giocare a scacchi e da quel momento lui e Loto d'Oro strinsero amicizia.

CAPITOLO 16

Qualche mese dopo, i preparativi per il nuovo padiglione nel parco della casa erano pronti. Si

banchettava felici nella festa di inaugurazione. In quello stesso giorno il giovane Ch'en rub un bacio a

Loto d'Oro che lo respinse. Ma cosa più importante, Hsi-Men decide di affidare a due scagnozzi il

compito di conciare per le feste il povero dottore andato per marito a Madama P'ing che tra l'altro lo

trattava come una pezza da piedi. E i due in effetti cosi fecero, si presentarono al negozio accusando il

medico di non aver pagato un debito di un prestito che uno dei due gli aveva fatto per il funerale della

sua precedente moglie, mentendo ovviamente. Il dottore si ribell , finirono a botte e poi davanti al

tribunale.. dove ai due, per mezzo del solito potere di Hsi-Men, si diede ragione e il medico venne ridotto

economicamente e fisicamente all'osso.. tanto che Madama P'ing non lo volle più in casa sua. E le

tornarono le nostalgie per Hsi-Men. Volle a tutti i costi risposarlo e così fu. Dopo la terza notte che lui

non le prestava attenzioni ella pero tent il suicidio. Non riuscì e quando lui le chiede spiegazioni, alla

fine, dopo averla percossa più volte, ci si riappacifica.

CAPITOLO 17

Nel capitolo si parla semplicemente di un momento di prosperità per Hsi-Men, sia dal punto di vista

amoroso e infatti non aveva occhi che per la Nuova Moglie Madama P'ing trascurando tutte le altre

compresa Loto d'Oro, sia dal punto di vista economico. Egli possedeva così tanti soldi che decise di aprire

un'agenzia di pegni affianco al suo negozio. La affid al genero Ch'en onorandolo tra l'altro dei suoi

progressi e dicendogli quanto fosse fiero di lui. Nel capitolo si pone l'accento solo su un episodio di

media rilevanza, quello in cui Hsi-Men, dopo aver colto Boccio di Cannella, dalla quale non andava da

mesi, giocare intimamente con un uomo, si infuria al punto che distrugge la casa e la abbandona

giurando di non metterci più piede.

CAPITOLO 18

Tornato a casa dopo aver sfuriato per la scena di Boccio di Cannella, Hsi-Men scorge in giardino Madama

Luna che bruciava gli incensi pregando il cielo di ricondurre il marito da un po' di tempo ormai

indifferente alla sua camera da letto. Voleva in tutti modi tornare ad occupare una posizione dignitosa

nella sua vita. Vedendo questa scena l'uomo ne fu profondamente commosso tanto che se l'abbracci , la

port in casa e dopo qualche insistenza i due si riappacificarono. Fu indetto un banchetto in onore della

felicita di Madama Luna. Un banchetto durante il quale fece visita il fratello di Boccio di Cannella che

voleva suonare per loro della musica. Hsi-Men gli raccont poi quel che era successo e il fratello decise

di mettere un buona parola, tanto che l'indomani arriv il cordiale invito da parte della ragazza.

Hsi-Men, nonostante qualche remora per via del giuramento fatto, torn a casa e tutto fu come se

niente fosse successo. Torn poi a casa dove si festeggiava il compleanno di Stelo di Giada che quella

notte era la prescelta del marito.

CAPITOLO 19

Il capitolo presenta l'ennesima figura femminile che and ad affiancare Hsi-Men, Loto Fragrante, moglie

di un suo servo, Lai Wang, ch'egli aveva prontamente spedito lontano per qualche tempo in modo da

poter usufruire della donna. I due per dovevano nascondersi per evitare di cadere nei giudizi degli

abitanti della casa. Si nascondevano quindi in una grotta vicino a Palazzo nonostante facesse freddo.

Quella stessa giornata Loto d'Oro li scoprì e si fece raccontar tutto. Una seconda sera invece persino lì spi

udendo parole di offesa uscire dalla bocca di lei nei confronti di tutte le mogli. Loto d'Oro si adir e la

mise prima in ridicolo davanti ad alcuni abitanti della casa che ormai avevano scoperto il loro affare, e

poi successivamente la rimprover verbalmente. Un discorso ben lungo dopo il quale la fanciulla

promise di non offendere più nessuno. Da quel momento in poi la donna prese sempre più potere e

confidenza.

CAPITOLO 20

Il potere di Loto Fragrante cresceva sempre di più, più al punto che riusciva a sentirsi quasi come la

padrona di casa. Le cose cambiarono solo nel momento in cui il marito di lei, Lai Wang, torn a casa dal

lungo viaggio di cui era stato incaricato da parte del suo padrone. Il giovane servo venne ben presto

informato da quella che poi si scoprì essere sua amante, Occhio di Neve, del tradimento della moglie. Il

tutto volto ovviamente a creare scompiglio in casa che in effetti non tard ad arrivare. Una sera, preda

dell'ebbrezza cui era solito cedere, Lai Wang riunitosi con altri servi preferì parole a dir poco offensive

nei confronti di Hsi-Men e di Loto d'Oro, con annesse minacce di morte. Non tenne pero conto che ad

ascoltare quelle ingiurie c'era il portiere, Lai-Hsing, il quale nutriva da tempo antipatia verso il servo,

motivo per cui and a riferire tutto a Loto d'Oro. La donna, nel suo coraggio e nella sua determinazione,

suggerì al marito di far allontanare con la violenza il servo. Il marito, come al solito facilmente

condizionabile, ritenne opportuno fare così fino al momento in cui Loto Fragrante non gli suggerì invece

di allontanarlo dandogli dei soldi per aprirsi una sua attività in modo da non incattivirselo. La soluzione

sembrava essere raggiunta se non fosse stato per Occhio di Neve, che una sera lo and a svegliare per

dirgli che la moglie lo stava tradendo e lui, preso nuovamente dalla sua instabilità mentale, proferì

ancora parole di ingiuria uscendo peraltro con un coltello in saccoccia. Tanto bast per farlo afferrare

dai servitori di Hsi-Men che non perse occasione per incolparlo. Nuovamente corruppe la Corte per far sì

che il servo venisse torturato fino ad avvenuta confessione. Lai Wang per , incapace di ragionare, non

confessava e così la storia and avanti tra un cambiare e l'altro d'idea da una parte per il volere della

disperazione di Loro Fragrante che voleva a tutti vosti che il marito fosse rilasciato, da una parte per il

volere della determinazione di Loto d'Oro che per principio, come sempre, voleva vincere e dimostrare la

superiorita dell'importanza di lei e della sua opinione rispetto alle altre mogli. E ci riuscì : il servo venne

esiliato alla sua città d' origine ridotto poco più che uno straccio. Loro Fragrante si impicc una prima

volta, ma senza riuscire nell'intento, perché non vedeva il marito tornare. Hsi-Men seppe poi

rassicurarla con delle bugie che le garantivano la buona salute del marito e il fatto che presto sarebbe

tornato a casa. Ma quand'ella, parlando con il servo Tai-An, scopri che Lai Wang era stato cacciato dalla

città senza che lei ebbe potuto cocendergli neanche un ultimo addio, si impicc questa volta

riuscendoci. E l'unico commento che il suo padrone seppe fare fu che la donna era nient'altro che una

serva disgraziata.

CAPITOLO 21

Nel capitolo non si danno grandi informazioni. Si parla del padre di Loto Fragrante che venne fatto

morire per colpa del suo rifiuto a bruciare il corpo della figlia. E poi si parla di come la stagione estiva

invada la casa di Hsi-Men e come nello stesso periodo la sua ultima moglie, Madama P'ing gli diede la

notizia della sua gravidanza. Loto d'Oro non poté non ingelosirsi ma nonostante questo si fece più e più

coccolare dal marito.

CAPITOLO 22

Il capitolo si sofferma esclusivamente sui "giochi amorosi" di Loto d'Oro e Hsi-Men. Racconta di come i

due si fossero concessi al piacere più e piu volte inserendo anche un bel po' di sadomaso nella loro

unione. Dopo l'ultima volta Loto d'Oro perse una pantofola rossa, ordin così severamente alla sua

prima e seconda serva, Prugna Primaverile e Cristantemo Autunnale, di andarla a cercare e se non

l'avessero trovata avrebbe batonato l'ultima. Ne trovarono una simile nella Grotta dove Hsi-Men giocava

con la defunta Loto Fragrante. Loto d'Oro si accorse che non era la sua e scaten la sua rabbia su

Crisantemo Autunnale. Il giorno dopo il genero Ch'en incontro il figlio della vicina di casa, un ragazzino di

dodici anni, che aveva trovato la pantofola. Gliela don e con la scusa Ch'en and a trovare la sua da

sempre piaciuta Loto d'Oro. La donna ricambio con un fazzoletto e tra l'altro non esit a raccontare al

padrone che quel ragazzino aveva decisamente rubato la pantofola. Venne fatto bastonare anche lui con

il dissenso della madre. Poi ancora si legge dei rapporti sessuali di marito e moglie, e delle ingiuste

percosse che ricevette la povera servetta di lei che alla fine lascio il posto a Fiore estivo per spostarsi in

cucina.

CAPITOLO 23

Il capitolo si apre con due inviati di Hsi-Men presso il Cancelliere Ts'ai per porger lui dei doni per i quali il

Cancelliere avrebbe dovuto incaricare il padrone di una carica politica elevata. Così fu, Hsi-Men venne

proclamato Mandarino del quinto grado. Cominciava cosi la carriera da funzionario. Carica in onore della

quale il figlio nato dalla Sesta Moglie, Madama P'ing, quello stesso giorno venne chiamato Kuan-Ko, il

Mandarinetto.

CAPITOLO 24

I giorni passavano, ma Loto d'Oro non si era affatto dimenticato del dispetto che gli aveva fatto Ch'en

con la storia della pantofola rossa. Così decise di vendicarsi obbligandolo ad intagliarsi con lei mentre era

lavoro, peraltro contro la volontà di lui. Ma questo fu solo un breve passo oltre anche a quello

riguardante una caduta di Madama Luna, la prima moglie di Hsi-Men, che le cost la vita del bimbo di ci

era segretamente gravida. La cosa importante di questo capitolo è la lettera che l'Intendente Ti, che

aveva interceduto per Messer Hsi-Men davanti al Cancelliere che poi gli diede la carica di funzionario,

mand appunto al padrone ricordandogli di quel favore che gli aveva chiesto inerente al trovare una

fanciulla che potesse

dargli un bimbo e quindi continuare la stirpe vista l'ormai anzianità della sua moglie attuale. Hsi-Men se

ne dimentic e quando lesse la lettera mosse mari e monti al punto che si riuscì a trovare questa

fanciulla di 15 anni della cui madre Hsi-Men immediatamente si invaghì. Così la giovane intanto venne

spedita al suo prescelto marito.

CAPITOLO 25

L'interesse lievemente mostrato per la Sesta Wang, madre della fanciulla che Hsi- Men aveva spedito

all'intendente Ti, non tardó a mostrarsi con sempre maggiore foga fin quando la donna non fu

definitivamente sua vittima di giochi erotici di svariato tipo. Una situazione che per parve conveniente

sia a lei che al marito della donna quando torn visto che il padrone compro per loro una casa accanto

alla sua e regal soldi sufficienti a cambiare il loro status sociale tutto ad un tratto. Entrambi non vollero

cambiare lo stato delle cose. Un'altra fanciulla si aggiungeva alla lista mentre Loto d'Oro soffriva sempre

di più per l'assenza del suo amore che ogni sera al suo rientro faceva visita alla sua sesta moglie,

Madama P'ing e al piccolo da lei donato. Una sera Loto d'Oro suonava la pi pa, i due la sentirono e la

invita don a stare con loro. La donna ovviamente si fece pregare senza evitare di far sentire in colpa

Hsi-Men per il suo comportamento. Ma la cosa non lo scalfì più di tanto e la donna non perse comunque

occasione per stare con lui.

CAPITOLO 26

La soddisfazione di Loto d'Oro non duro molto. Neanche per il giorno del compleanno di lei il marito si

degn di farle visita. La donna rimase con le altre mogli ad ascoltare il racconto di due suore, una delle

quali consigli a Madama Luna una pozione per rimanere nuovamente gravida nonostante avesse subito

un aborto. L'indifferenza per il compleanno di Loto d'Oro lasci il posto invece al profondo entusiasmo

con cui Hsi-Men organizz la festa per il compleanno di Madama P'ing che avveniva in corrispondenza

della festa delle Lanterne. In quell'occasione ci fu l'incontro fra il neonato di Hsi-Men e la figlioletta dei

Ch'iao, ricchi vicini. I due neonati vennero fatti promessi sposi. E non fu l'unico evento che capit quel

giorno. Hsi-Men dovette far fronte ad una questione inerente ad una storia che prende vita con Miao

T'ien-Hsiu, un quarantenne ricco che un giorno venne avvertito da un monaco di non fare viaggi per

l'anno successivo per evitare di incombere nella morte. Ma quando l'uomo ricevette l'invito del cugino

nella capitale Orientale, egli di munì di mille doni e con il disappunto della moglie e della concubina parti.

Durante il viaggio per un suo servo, precedentemente umiliato per essere stato colto in fragrante con

la concubina del padrone di casa, decise che nessuna occasione migliore di quella si sarebbe presentata

per vendicarsi. Decise così, insieme alla complicità dei due addetti alla barca con cui erano partiti, di

assassinare il padrone e buttare in acqua il suo più fidato servo. Per loro sfortuna proprio quest'ultimo

riuscì a sopravvivere e decise di portare in tribunale i due e l'ideatore dell'assassinio. I due confessarono

e si disperse la voce del mandato di cattura per Miao Ch'ing. Nel tentativo di fuga decide di rifugiarsi a

casa dell'amico Yo San. La casa di Yo San confinava con quella del fiduciario di Hsi-Men, Han Tao- Kuo,

nonché marito della Sesta Wang. Le sue mogli tra l'altro andavano molto

d'accordo. Per questa ragione la Sesta Wang provo ad intercedere con Hsi-Men mostrandogli il

ricchissimo prezzo al quale Miao Ch'ing si comprava la sua salvezza. E alla fine Hsi-Men acconsentì a

difenderlo. L'accusa si rivolse solo nei confronti dei due barcaioli. La verità per non tardo a venire a

galla : il cugino dell'assassinato Miao aveva inviato una denuncia al Censore T'sung in cui rivendicava

giustizia nei confronti della corruzione dei due giudici. Il censore così invio la denuncia a Hsi-Men ma

ancora una volta egli riuscì a comprarsi la salvezza.

LU XUN

Lu Xun è vissuto tra il 1881 e il 1936. Pseudonimo di Zhou Shuren. Occupa un posto fondamntale nella

storia della cultura cinese della prima metà dl XX secolo. Da sempre appassionato di letteratura,

soprattutto popolare, nel 1902 si trasferisce a Tokyo per studiare Medicina; al suo ritorno in Cina insegna

in diverse città. Spinto da un desiderio rivoluzionario, ben presto capisce che la scienza medica non ha il

potere di trasformare lo spirito del popolo e che, invece, attraverso la letteratura può cambiare il modo

di pensare della gente. Il periodo tra il 1921 e il 1927 è il più fecondo della sua carriera di scrittore,

mentre in seguito si concentra sul tema della battaglia politica, scrivendo principalmente dei saggi. Tra i

suoi testi più fortunati si ricordano "Diario di un pazzo", "La vera storia di Ah Q", "Il rimpianto del

passato", "Alle armi" e "Errare incerto". Lu Xun critica gli scrittori non impegnati politicamente, ma rifiuta

anche qualsiasi forma di estremismo; è uno dei fondatori della Lega degli scrittori di sinistra e della Lega

cinese per i diritti dell'uomo. Nonostante non aderisca al Partito Comunista, Mao lo consacra padre della

Rivoluzione, dicendo di lui: "Lu Xun è stato un pioniere della rivoluzione culturale cinese; non solo un

grande letterato, ma anche un grande pensatore e un grande rivoluzionario".

LA VERA STORIA DI AH Q

Il racconto-biografia di Lu Xun, scritto nel 1921, è ambientato negli anni del passaggio della Cina da

Impero a Repubblica. Il protagonista è un povero operaio cinese che nonostante venga perseguitato da

sfortune e ingiustizie riesce sempre a trovare il lato positivo delle cose. Non contesta neanche la sua

ingiusta condanna a morte, dovuta ad un errore, perchè estraneo come tutti i cittadini ai giochi di potere

dei ricchi che neppure la "rivoluzione repubblicana" sarebbe stata in grado di intaccare.

La storia di Ah Q voleva essere una dimostrazione di come la società cinese colpisse, senza verificare mai

in alcuna mariera chi o cosa stava attaccando.

INTRODUZIONE

Lu Xun dice di non essersi mai visto come un uomo destinato a trovare gloria nella letteratura. Solo

attraverso l'opera di un grande scrittore, l'uomo degno di essere ricordato nei secoli vivrà nella memoria

delle successive generazioni e lo scrittore sarà celebrato nel suo tempo proprio per aver reso note

all'umanità le imprese dello straordinario personaggio. L'uno dovrà essere grato all'altro e viceversa, per

la rispettiva fama presso i posteri.

Innanzitutto ci espone i suoi dubbi sulla classificazione dell'opera: non la si può considerate un'

"autobiografia" perchè lui non è Ah Q; nè una "biografia non autorizzata" perchè non ci sono notizie di

una biografia autorizzata; il termine "leggenda" è inappropriato perchè Ah Q non è un personaggio

leggendario; "storia di famiglia" è impraticabile perchè lui non è un membro della sua famiglia; "profilo"

è troppo riduttivo. Lu Xun ritiene che questo sia il racconto di una vita, ma poichè il suo linguaggio è

identico a quello dei facchini e dei venditori ambulanti, non può scegliere un titolo nè sontuoso, nè

nobile.

Il secondo problema è che questa biografia dovrebbe iniziare secondo le regole canoniche: non sa quale

fosse il cognome di Ah Q, il suo nome non compare nei registri, non ha fratelli. Sa che ha vissuto gran

parte della sua vita a Wei-chuang ma non sa quale sia il suo luogo d'origine. L'unico punto fermo è il

carattere "Ah".

BREVE RAGGUAGLIO SULLE VITTORIE DI AH Q

Anche il suo passato è incerto. Questa lacuna è probabilmente dovuta al comportamento della gente

di Wei-chuang che si servì di lui e ne fece il proprio zimbello senza preoccuparsi di raccogliere

informazioni sul trascorso del personaggio. Ah Q stesso raramente accennava ai suoi precedenti. Si sa

che non aveva famiglia, che viveva nel Tempio del Nume Tutelare. Non aveva un impiego fisso ma faceva

qualche piccolo lavoro per gli altri (tagliava il grano, macinava il riso...) dimostrando di essere sempre a

disposizione. La gente non esitava a convocarlo. Magro, di espressione indolente, aveva una grande

opinione di sè. Guardava tutti dall'alto in basso e non considerava neanche i due dotti del paese ( il

signor Chao e il signor Ch'ien). Un tempo era stato ricco; era stato un uomo di monte e sarebbe stato di

bell'aspetto se non avesse avuto alcuni difetti fisici come le chiazze di scabbia apparse sul suo cuoio

capelluto. Gli abitanti del paese erano volgari e ignoranti e quanddo qualcuno violava il suo tabù, lui si

infuriava insultando e lancianddo occhiatacce. Loro, però, si divertivano ancora di più a prenderlo in giro,

venendo spesso alle mani (Ah Q aveva la peggio). Tuttavia, Ah Q riusciva sempre a vedere le cose in

positivo e ad andarsene con la propria vittoria, prendendosi una rivincita morale. Quando ammetteva di

essere un verme, una bestia pensava di "essere il pi grande spregiatore di se stesso" ed era sufficiente

togliere il termine "spregiatore", lasciando in evidenza "il più grande". Soddisfatto, andava a bere

qualche scodella di vino e, se aveva qualche soldo in tasca, non esitava a giocarseli. Quando i soldi

scemavano, lui partecipava emotivamente come se fosse uno dei protagonisti.

ULTERIORE RAGGUAGLIO SULLE VITTORIE DI AH Q

Nonostante le sue numerose vittorie, Ah Q divenne famoso solo dopo essere stato schiaffeggiato dal

signor Chao. Per sentirsi meglio si diceva: "E' come se mi avesse schiaffeggiato mio figlio" e a poco a poco

si rasserenava e, a suo parere, il rispetto che aveva ottenuto dalla gente era dovuto al fatto di essere il

padre del signor Chao. In realtà era dovuto a ben altre motivazioni: se chi le aveva date era famoso,

anche chi le aveva prese fruiva dello stesso rispetto del rivale. Nessuno metteva in dubbio che la

responsabilità fosse di Ah Q ma non si sa dire il motivo per il quale la gente lo trattasse con tanto

rispetto. orse perchè lui aveva detto di essere u parente del signor Chao e gli abitanti dl villaggio,

temendo che nelle sue parole ci fosse qualcosa di vero, ritennero che fosse più conveniente trattarlo con

rispetto. Stette in tranquillità per alcuni anni, fino a quando, un giorno, decise di prendersela con

Wang-barbone. Ah Q nutriva per lui un profondo disprezzo. Si sedette vicino a lui e si sentì indignato e

deluso: non riusciva a prendere tante pulci quando quell'uomo barbuto e, nel mangiarle, le sue non

facevano alcun rumore. Lo prese a parole ma Wang-barbone venne alle mani e Ah Q fu umiliato

pubblicamente. Il rispetto della gente svanì forse anche perchè, eliminati gli esami imperiali, lo stesso

signor Chao non godeva più dello stesso prestigio. Intanto si avvicinava un altro suo nemico: il figlio del

signo Ch'ien. Egli sie era recato in Giappone e quando tornò aveva assunto modi più occidentali che

cinesi. Ah Q lo chiamava "Il falso diavolo straniero". Il protagonista, già sapendo, incurva la schiena ed

ecco che arrivano le bastonate. Alla fine però se ne andò tranquillo grazie alla sua "capacità di

dimenticare" ereditata dagli antenati. Tornando a casa, incontra una monaca. La stuzzicò e, vedendo

l'approvazione e le risate dei suoi compaesani, continuò sentendosi liberato da tutta la sfortuna che

l'aveva accompagnato in quella giornata.

LA TRAGEDIA DELL'AMORE

Ah Q è un uomo di forte carattere, sempre incline all'esaltazione. La vittoria sulla monacella, però, ebbe

le sue conseguenze. Quella sera, non riuscì a dormire, aveva una strana sensazione: era come se il pollice

e l'indice fossero più lisci del solito. Pensò all'insulto della monaca ("Che tu possa morire senza figli!") e,

nutrendo grande rispetto pr gli insegnamenti degli antichi, pensò di dover trovare moglie per garantirsi

una discendenza. "Donne, donne.." si ripeteva e si può giungere alla conclusione che Ah Q vedesse in

loro una minaccia per l'umanità. Quanti si sono rovinati a causa delle donne. Osservò sempre la "rigida

separazione dei sessi" e questo lo autorizzava a giudicare severamente la monacella. Questo perchè,

secondo lui, le monache intrattengono rapporti clandestini con i monaci; se una donna camminava da

sola per strada era per sedurre qualche malcapitato. Quando le incontrava, le puniva quindi con il suo

giudizio. Detto questo, nessuno immaginava che Ah Q potesse perdere la testa per una monaca. Questo

accadde perchè il viso della donna, da lui pizzicato, era liscio e morbido; se fosse stato coperto con un

velo non avrebbe provato alcuna riprovevole eccitazione. Lei aveva il viso scoperto e ciò dimostrava la

pericolosità di questi eretici. Cominciò a guardare le donne spettando che una dimostrasse la sua tesi ma

nessuna accennò un sorriso. In questo, lui vide la convinzione femminile di mostrarsi agli uomini come

delle santarelline.

Una sera Ah Q si recò a casa del signor Chao per svolgere un lavoretto. Una volta finito, andò in cucina a

fumare la pipa. La servetta Amah Wu si sedette vicino a lui a chiacchierare. Le chiese di andare a letto

con lui ma lei rimase di sasso e uscì piangendo. Ah Q improvvisamnte sentì il bastone colpirgli la

schiena: era il figlio maggiore del signor Chao, infuriato. Ah Q terminate le botte, si rimise al lavoro e

subito si tranquillizzò e tornò al Tempio. Giunse l'ambasciatore della famigli Chao che lo insultò e gli

chiese di ripagare la famiglia. Ah Q impgnò il suo cappello di feltro e la coperta. Aveva ancora qualche

soldo ma non pensò neanche di riprendersi i suoi averi; andò a bere.

IL PROBLEMA DELL'ESISTENZA

Tornò a casa ma si sentiva strano, qualcosa lo infastidiva e lo turbava.Studiò il disagio e lo ricondusse al

fatto che, avendo lasciato la camicia a casa del signor Chao, aveva ancora la schiena nuda. Si infilò una

giacca e si coricò. Si alzò e fece il suo solito giro per le strade: gli sembrava che le donne di Wei-chuang

fossero diventate più timide del solito. Vedendolo, scappavano in casa. Ah Q trovò tutto questo

imbarazzante ma qualche giorno dopo si rese conto che stava accadendo qualcosa di davvero molto

strano. Alla taverna non gli facevano più crredito come al solito; il guardiano del Tempio si comportava

come se volesse cacciarlo; da giorni nessuno veniva a cercarlo per i soliti lavoretti. I primi due lo

turbarono poco ma l'idea di fare la fame non lo allettava. Prima di disperarsi, andò a far visita ai suoi

abituali datori di lavoro ma l'accoglienza fu ostile. Non sapeva darsi una spiegazione. Venne poi a sapere

che quando capitava qualche lavoretto, veniva chiamato il piccolo D. Non poteva perdere il proprio

lavoro per un magro e malaticcio disgraziato. Al loro incontro, Ah Q gli saltò addosso. Entrambi erano

debilitati e la folla, che non si divertiva, tentava di interrompere la contesa. Alla fine i due, grondanti di

sudore, ammandonarono la presa andandosene tra la folla. Nonostante questa lotta Ah Q non vnne più

chiamato per lavorare. Lo stomaco vuoto lo tormentava e aveva freddo. Sperava di trovare qualche

moneta per strada ma la fortuna sembrava non essere interessata. Andò in paese in cerca di cibo, in

fretta lo oltrepassò e giunse in campagna. Arrivato al Convento del Quieto perfezionamento di sè vide un

orto, scavalcò il muro: non trova nulla di commestibile. Poi, vide davanti a sè delle rape ma, proprio

mentre si avvicinava, ecco che appare la monacella, lui strappò quattro rape e le nascose in tasca. Ne

entrò un'altra ed entrambe si accorsero del furto. Ah Q scappò rincorso da un cane. Una volta solo,

mangiò precipitosamente le rape. Decise di partire per la città.

RINASCITA E DECADENZA

Tornò a Wei-chuang e tutti furono sorpresi nel rivederlo anche se nessuno si era davvero accorto della

sua partenza (in passato, fiero, lo avrebbe detto a tutti). Ora, Ah Q era accompagnato da alcune

particolarità che lasciarono tutti stupiti. Era ben vestito e carico di soldi. Lo riconoscevano ma non era

quello di prima. Lo guardavano con un misto di sospetto e di rispetto. Tutti volevano ascoltare la sua

storia fortunata e da quel giorno fu trattato da tutti con assoluto rispetto. Raccontava di essere stato in

casa del vincitore del concorso provinciale e questo era sufficiente per destare ammirazione. Presto però

Ah Q rivelò di essersene andato poichè costui si considerava come un autentico "figlio di puttana". Chi

ascoltava sospirava perchè era disdicevole non avere un lavoro ma ne erano anche soddisfatti della

rivincita morale: Ah Q non era degno di tanta fortuna. Raccontò anche di non trovarsi bene con la gente

di città: non chiamavano le cose con il loro nome, rovinavano le ricette con aggunte di ingredienti senza

senso ma, soprattutto, le donne non ancheggiavano in quel modo che lui tanto apprezzava. Tuttavia, non

negava i pregi che la città offriva: ad esempio, in città tutti erano pronti a cimentarsi nel gioco

d'azzardo; le esecuzioni capitali erano per lui qualcosa di esaltante. Attorno a lui c'era chi arrossiva e chi

rabbrividiva. Nei giorni seguenti non lo ascoltavano più. Forse Ah Q non godeva della stessa

considerazione del signor Chao ma la differenza tra loro si riduceva al punto che la notizia del suo

rinnovamento arrivò anche alle donne di Wei-chuang che si scambiavano pettegolezzi sui vertiginosi

progressi di Ah Q e tutte desideravano comprare da lui, seguendolo scodinzolando. La notizia giunse al

signor Chao il quale riteneva che Ah Q non la raccontasse giusta; così, lo fa chiamare per chiedergli di

far vedere loro la sua merce. Ah Q risponde di non avere più grandi cose ma da' la sua parola che, nel

caso ne avesse avuta, sarebbe passato dalla loro famiglia prima delle altre. Il signor Chao è convinto che

non ripetterà la parola data. Ah Q venne a sapere dell intenzioni della famiglia Chao e come se nn

bastasse, la sua fama subì un tracollo. L'atteggiamento dei compaesani era simile al timore degli antenati

verso gli spiriti: era tenuto a distanza da tutti. Alcuni, non soddisfatti, lo sottoposero ad un interrogatorio

ma lui, tranquillamente, raccontò le sue esperienze. Si venne a sapere che aveva fatto il palo per alcuni

ladruncoli, prendendosi parte della refurtiva e, quasi scoperto, se la diede a gambe levate.

LA RIVOLUZIONE

In città si vocifera che i rivoluzionari siano giunti fino a Wei-chuang. Ah Q aveva già sentito parlare di

rivoluzionari e li considerava come dei ribelli che con la loro insurrezione gli avrebbero reso la vita

difficile ma dava loro il merito di spaventare il vinitore del concorso statale. Questte riflessioni gli

trasmettevano euforia e quindi decise di unirsi a questi rivoluzionari. Quel giorno, un po' brillo, camminò

per strada urlando "Ribellione! Ribellione" e vedeva i compaesani come suoi prigionieri. Questi lo

guardavano con sgomento.Raggiunse il Tempio del Nume Tutelare e lì comiciò a fare i suoi progetti: i

rivoluzionari verranno direttamnte da lui a chiedergli di unirsi a loro; a Wei-chuang tutti gli

chiederanno di risparmiare le loro vite; i primi ad essere giustiziati saranno il piccolo D, il signor Chao, il

Falso diavolo straniero e Wang-barbone. Non aveva ancora finito di pianificare tutto che calò in un sonno

profondo. La mattina si recò al Convento del Quieto perfzionamento di sè, forte e sicuro di sè busso e

disse che stava arrivando la rivoluzione. La monaca lo informò che ce n'era già stata una: il vincitore del

concorso provinciale e il Falso diavolo straniero si erano già uniti ai rivoluzionari. Lui era stato escluso. Ah

Q giustifica il fatto dicendo: "Forse ancora non sanno che mi sono unito ai rivoluzionari".

ESCLUSO DALLA RIVOLUZIONE

Con il passare di giorni tutti si tranquillizzarono. Si sparse la voce che i rivoluzionari fossero giunti in città

senza turbare le normali consuetudii. L'unico motivo di allarme era il fatto che alcuni rivoluzionari si

aggiravano per le strade tagliando il codino a tutti coloro che gli capitavano di fronte. Aumentò il numero

di coloro che si raccoglievano il codino in cima alla testa: in estate non sarebbe stata cosa strana ma in

autunno inoltrato venne visto come una stravaganza. Vedendo il signor Chao così conciato, la gente lo

riconosceva come un rivoluzionario e Ah Q decise di imitarlo. Tuttavia pr strada la gente lo guardava

ma nessuno faceva commenti. Dalla rivoluzione in poi, Ah Q si risentiva anche per piccolezze ed era

tutt'altro che felice nonostante la sua vita non andasse così male. Era deluso di avere un ruolo così

marginale nella comunità. Capì però che non bastava dire in giro di essere passato dall'altra parte, non

bastava arrotolarsi il codino, bisognava mettersi in contatto con il partito rivoluzionario. Doveva

rivolgersi al Falso diavolo straniero. Ah Q si presenta a casa di costui ma il "signor Sraniero" lo caccia via.

Se non lo ammetteva nei rivoluzionari, gli si sbarravano tutte le strade. Si venne a sapere che il signor

Chao aveva subito un furto ma Ah Q decise di non avvicinarsi. Tornò al Tempio e li, in preda alla rabbia,

scagliò parole pesanti contro il Falso diavolo straniero per le umiliazioni che era costretto a subire. In

quel clima di tensione prende una decisione: farà la spia. Ai rivoluzionari verrà tagliata la testa.

GRAN FINALE

Quando in città si seppe del furto a casa del signor Chao, rimasero tutti contenti ma anche un po'

spaventati. Qualche giorno dopo, nel cuore della notte, Ah Q venne trascinato in città da squadre di

soldati e poliziotti. In città, venne rinchiuso in una stanzetta con altri due uomini. I due raccontarono la

loro storia e quando chiesere ad Ah Q il perchè si trovasse li, lui ripose: "perchè volevo ribellarmi!". Poco

dopo i soldati lo vennero a prendere e lo portarono al cospetto di un personaggio di alto rango. Costui gli

chiese di confessare il furto in casa Chao e di fare il nome dei suoi complici. Ah Q disse di non essere


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea triennale in Lingue, culture e società dell’Asia e dell’Africa mediterranea
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lorenza.dutto1994 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura cinese 2 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Ca' Foscari Venezia - Unive o del prof Ceresa Marco.

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