LETTERA SULL’UMANISMO, M. Heidegger
Lettera inviata a Jean Beaufret nel dicembre 1946.
L’essenza dell’agire è il portare a compimento. Il pensiero porta a compimento il
riferimento dell’essere all’essenza dell’uomo. Nel pensiero l’essere perviene al linguaggio.
Il linguaggio è la casa dell’essere. Nella sua dimora abita l’uomo. Pensare è l’engagement
de l’Etre par l’Etre (genitivo soggettivo e oggettivo). Dobbiamo liberarci dell’interpretazione
tecnica del pensiero in cui l’essere, come elemento del pensiero, è abbandonato. Il
pensiero volge alla fine quando si ritira dal suo elemento, che è il potere. Il pensiero è
dell’essere perché appartiene all’essere e perché e all’ascolto dell’essere. Questo potere è
il possibile autentico: l’essere è il “possibile”. Quando il pensiero, ritirandosi dal suo
elemento, giunge alla propria fine, sostituisce tale perdita diventando una tekne. Così il
linguaggio cade sotto la dittatura della dimensione pubblica. Esso ci rifiuta ancora la sue
essenza, che consiste nell’essere la casa della verità dell’essere. Humanismus è meditare
e curarsi che l’uomo sia umano e non non-umano. In che cosa consiste l’umanità
dell’uomo? Essa riposa nella sua essenza. Per Marx l’uomo umano è all’interno della
società. Per il cristiano è nella sua delimitazione rispetto a Dio. L’humanitas compare per
la prima volta nella Repubblica romana (homo humanus vs homo barbarus) incorporando
la paideia greca. L’umanismo storico presuppone sempre uno studium humanitatis che
attinge all’antichità.
Ogni umanismo o si fonda su una metafisica o pone se stesso a fondamento di una
metafisica. Ogni metafisica è umanistica e ogni umanismo è metafisico. L’uomo è
considerato come animale razionale: questa determinazione è condizionata dalla
metafisica. La metafisica non pensa l’essere come tale, non pensa la differenza essere-
ente. Tale domanda è inaccessibile alla metafisica perché metafisica. La metafisica pensa
l’uomo a partire dall’animalitas, e non pensa in direzione della sua humanitas. Chiamo lo
stare nella radura (Lichtung) dell’essere l’e-sistenza dell’uomo. Di e-sistenza si può parlare
solo in relazione all’essenza dell’uomo. L’essenza dell’uomo riposa nella sua e-sistenza.
L’uomo è essenzialmente in modo da essere il ci, cioè la radura dell’essere. Questo ci ha il
carattere fondamentale dell’e-sistenza. Fra tutti gli enti l’essre-vivente è per noi il più
dificile da pensare. Il linguaggio è avvento diradante-velante dell’essere stesso. L’e-
sistenza non coincide con l’existentia né per contenuto né per forma. E-sistenza significa
stare fuori nella verità dell’essere, existentia significa actualitas (realtà). L’essenza si
determina in base all’e-staticità dell’esserci. L’uomo sopporta l’esser-ci prendendo in cura
il ci come radura dell’essere. La terza sezione della prima parte, Zeit und Sein, non fu
pubblicata perché il pensiero non riusciva a dire in modo adeguato la svolta. Sartre
esprime il principio primo dell’esistenzialismo come “l’esistenza precede l’essenza” ma il
rovesciamento di una tesi metafisica è ancora una tesi metafisica. L’uomo è in quanto
esiste. La sostanza dell’uomo è l&rs
-
Heidegger, la lettera sull'umanesimo
-
Lettera moderna
-
Lettera di Petrarca a Boccaccio sull'imitazione
-
Lettera informale esame inglese ESB B2