Le leggi delle dodici tavole: contesto e significato
Nel 451 a.C. i plebei iniziarono a esercitare forti pressioni sui patrizi chiedendo di eliminare due leggi in particolare. Fu inviata un'ambasceria in Grecia per confrontare le leggi di Solone (legislatore greco) e, al ritorno, Roma abbandonò per due anni il sistema consolare instaurando un organo istituzionale straordinario. Questo organo era composto da una commissione di dieci membri che reggeva le sorti della città e fungeva anche da organo legislativo, emanando la cosiddetta legge strutturata in dodici tavole. I plebei richiedevano la rimozione di due norme: il divieto di nozze tra patrizi e plebei e la legge che permetteva a un patrizio di uccidere o vendere un plebeo in debito e incapace di pagare.
La reazione dei plebei alle dodici tavole
Queste leggi, tuttavia, non vennero eliminate dalle dodici tavole. I plebei, però, ne furono contenti perché mentre i mores maiorum erano norme orali create dai Pontefici, che avvantaggiavano i patrizi, le leggi delle dodici tavole erano scritte, limitando così l'arbitrio di chi le interpretava. Ad esempio, se le leggi delle dodici tavole avessero stabilito che alla morte di un padre i suoi beni sarebbero andati indistintamente a tutti i figli, nessuno avrebbe potuto interpretare tale norma a proprio vantaggio, poiché era chiara. Invece, con i mores maiorum, ci sarebbe potuta essere un'interpretazione arbitraria a favore dei figli maschi.
L'impatto delle dodici tavole sulla discrezionalità dei Pontefici
In questo modo, la discrezionalità dei Pontefici, favorevoli ai patrizi, fu mitigata. La legge delle dodici tavole non è altro che una raccolta scritta dei mores maiorum che causavano più problemi ai plebei nella loro applicazione pratica, per cui furono inseriti nelle dodici tavole e chiariti. Ad esempio, in epoca romana, tutti i figli erano sottoposti al patres familias che poteva ucciderli o venderli secondo i mores maiorum. Nella legge delle dodici tavole, fu scritto un principio che stabilì che se un patres familias avesse venduto suo figlio per più di tre volte, avrebbe perso il potere su di lui, facendolo diventare una persona autonoma.
Innovazioni e interpretazioni delle dodici tavole
Quindi, nelle leggi delle dodici tavole si prese un principio dei mores maiorum, lo si mise per iscritto e lo si interpretò in maniera equivalente alle esigenze della nuova società e dei plebei. Cicerone affermava, per esempio, che la legge delle dodici tavole veniva utilizzata come un fondamento del diritto romano, segnando un cambiamento significativo nella giurisprudenza e nella società di quel tempo.
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