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Psicometria: Le scale di misura

Le scale di misura, Statistica descrittiva e inferenziale, Popolazioni e campioni, Parametri e indicatori, I test psicologici, Attendibilità e validità, Scala Nominale/Categoriale, Scala Ordinale, Scala A intervalli equivalenti, Scala A rapporti equivalenti.

Esame di Psicometria docente Prof. M. Vecchione

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Test di Tipica Performance

Test che misurano le preferenze, i comportamenti I test di personalità, di interessi, di

abituali, il modo di essere e di comportarsi di un motivazione, le scale di atteggiamento, sono

individuo esempi di test di comportamento tipico

Non esistono risposte giuste o sbagliate I soggetti possono falsare le risposte (in

modo più o meno deliberato e consapevole

Attendibilità e validità

L’attendibilità di un test riguarda l’accuratezza con cui quest’ultimo misura un costrutto

psicologico

La validità di un test rappresenta il grado in cui esso misura effettivamente ciò che dovrebbe

misurare. La validità è dunque un concetto diverso dall’attendibilità: si può avere una misura

perfettamente attendibile ma senza alcuna validità. La validità è un concetto multidimensionale che

si articola in aspetti diversi.

Le scale di misura

Il termine misurazione fa riferimento alle procedure utilizzate per assegnare dei numeri agli

oggetti, in modo tale che le relazioni fisiche tra gli oggetti corrispondano alle relazioni aritmetiche

tra i numeri (isomorfismo)

Le regole tramite le quali i valori numerici sono assegnati agli oggetti determina il livello di

misurazione che viene ad essere definito

Stevens (1946) distingue quattro livelli di misura:

Nominale/Categoriale

• Ordinale

• A intervalli equivalenti

• A rapporti equivalenti

Scala nominale

È il tipo più semplice di scala: informa solo sull’uguaglianza/diversità di due casi

Classifica i casi in categorie (o modalità, o livelli): casi dello stesso tipo ottengono lo stesso valore,

casi di tipo diverso ottengono un valore diverso

I livelli sono costituiti da categorie discrete che non possono essere ordinate in alcun modo [non

viene fatto riferimento al maggiore o minore grado di presenza della qualità esaminata]

Esempio Genere: maschio, femmina

Ai livelli della variabile possono essere assegnati dei nomi (es. “maschio” e “femmina”), dei codici

astratti (es. “a” e “b”) o dei valori numerici (es. “1” e ”2”).

Anche quando vengono utilizzati dei numeri, comunque, questi rappresentano semplicemente

delle etichette che identificano i casi (es. 1 = “maschio”). In altri termini, viene utilizzata la sola

proprietà di simbolo del sistema numerico.

I casi devono essere classificati in un insieme di categorie:

a) Mutuamente escludentisi: ogni caso viene assegnato soltanto ad una categoria

b) Esaustive: tutti i casi vengono classificati nelle categorie utilizzate

Esempio di scala nominale

Supponiamo di essere interessati a «misurare» lo «stato civile» in un campione di 10 soggetti

Possiamo stabilire la regola di assegnare il numero 1 ai soggetti coniugati, 2 ai non coniugati, 3 ai

divorziati e 4 ai vedovi:

Casi Stato civile

A 1

B 2

C 4

D 3

Siamo interessati a «misurare» il genere sullo stesso campione. Decidiamo di assegnare “1” ai

maschi e “2” alle femmine

Questo tipo di scala di misura viene definita dicotomica poiché prevede due sole categorie

(Politomiche con più di due categorie). È il più basso livello di misura possibile

Casi Stato civile Genere

A 1 1

B 2 2

C 4 2

D 3 2

Le uniche proprietà della scala nominale sono quelle dell’equivalenza (tra i casi che appartengono

alla stessa categoria) e della non equivalenza (tra i casi che appartengono a categorie diverse) (=, ≠)

Le uniche statistiche applicabili a questo tipo di dati sono quelle che si basano sul calcolo delle

frequenze, ovvero il calcolo di quanti soggetti sono stati assegnati alle varie categorie (es. moda, test

del chi-quadrato => non parametriche)

Stato civile f

1 Coniugato 4

2 Celibe 3

3 Divorziato 1

4 Vedovo 2

Genere f

1 Maschio 5

2 Femmine 5

Scala ordinale

Nelle scale ordinali i livelli, oltre ad essere diversi, sono anche ordinati

Queste scale implicano l'assegnazione di numeri ai casi in modo che essi riflettano l'ordine di

graduatoria rispetto all'attributo in esame

Oltre all’equivalenza/non equivalenza viene quindi stabilita una relazione di ordine

Questo ordinamento viene definito «graduatoria»

La posizione del singolo caso nella graduatoria viene definita “rango” o "ordine di rango"

Il numero che viene assegnato ai casi non corrisponde alla quantità della caratteristica posseduta,

ma indica una relazione d’ordine tra le quantità (es. più grande di, superiore a, etc.)

Regola di assegnazione dei numeri:

I casi cui viene assegnato il numero 1 presentano una quantità maggiore della caratteristica

• rispetto ai casi cui viene assegnato il 2, etc.

I casi cui viene assegnato lo stesso numero presentano la stessa quantità della caratteristica

Esempio di scala ordinale

Supponiamo di ordinare cinque partecipanti (A-E) ad un gruppo terapeutico secondo l’aggressività

manifestata attraverso il loro comportamento:

B > C > A = E > D

Il soggetto B è considerato il più aggressivo del gruppo, seguito dal soggetto C, a sua volta più

aggressivo dei soggetti A ed E, etc.

Possiamo a questo punto costruire una graduatoria, assegnando dei numeri ai casi:

Casi Rango

B 1

C 2

A,E 3.5

D 5

Nel caso di posizioni uguali nella graduatoria, si assegna a ciascun elemento la media dei ranghi che

si sarebbero attribuiti se le posizioni fossero state diverse

In genere l’ultimo elemento della graduatoria ha un rango pari al numero totale degli elementi

Le graduatorie non ci dicono di quanto i casi differiscono rispetto ad un attributo, ma solo chi ne

ha di più e chi ne ha di meno

Esse ci informano, cioè, sulla relazione di ordine ma non sull’entità della differenza, poiché la

grandezza degli intervalli non è definita

Le operazioni statistiche ammesse sulle scale ordinali sono le stesse di quelle consentite per le

scale nominali; in più possono essere utilizzate tecniche per la quantificazione dei dati ordinali,

come la mediana, i quartili e i percentili (indici di posizone)

Scala ad intervalli equivalenti

Le scale ad intervalli equivalenti consentono di definire degli intervalli uniformi tra i punteggi

Con una scala ad intervalli equivalenti sappiamo non soltanto se un caso si colloca più in alto

rispetto ad un altro (scala ordinale), ma anche di quante unità di misura si colloca più in alto

Ciò è possibile perché le differenze tra i numeri sono uguali lungo tutta la scala, ovvero l’unità di

misura è costante


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DETTAGLI
Esame: Psicometria
Corso di laurea: Corso di laurea in psicologia e processi sociali
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AliceDP97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicometria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Vecchione Michele.

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