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Le organizzazioni internazionali

Fino al XX secolo i rapporti tra gli Stati avvenivano soprattutto attraverso incontri al vertice tra capi di Stato e di Governo, oppure tramite incontri diplomatici tra i rappresentanti degli Stati posti a capo di un’ambasciata, ossia di una sede della rappresentanza diplomatica di uno Stato operativa in territorio straniero, con lo scopo di intrattenervi relazioni internazionali. Solo a partire dal XX secolo, soprattutto in seguito ai due devastanti conflitti mondiali, gli Stati hanno deciso di intensificare i loro rapporti economici, politici e militari dando vita alle prime organizzazioni internazionali a carattere permanente, dotate di organi propri e destinate ad assicurare la continua cooperazione tra i Paesi aderenti.

Sono così sorte organizzazioni mondiali come l’Onu (Organizzazione delle Nazioni Unite) e la Wto (World Trade Organization, ossia l’Organizzazione mondiale per il commercio), oppure organizzazioni regionali come la Nato (Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico) e la Cee (Comunità economica europea), poi diventata Ue (Unione europea).

Gli articoli 10 e 11 della Costituzione italiana

Lo Stato italiano mantiene una fitta rete di rapporti con altri Stati, in attuazione di alcuni principi fissati negli articoli 10 e 11 della Costituzione, che riguardano l’ordinamento giuridico e le organizzazioni internazionali. L’articolo 11, dopo aver indicato che l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa e per risolvere eventuali controversie tra gli Stati, precisa che il nostro Paese ammette che la sua sovranità possa subire limitazioni, necessarie a un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni.

Attualmente l’Italia fa parte di diversi organismi internazionali. Ad alcuni di essi, come, per esempio, l’Onu, aderiscono quasi tutti gli Stati della Terra, in quanto perseguono obiettivi di carattere mondiale, come la pace e la sicurezza tra i popoli, la lotta contro la fame nel mondo, ecc. Altre organizzazioni sono invece composte da un numero più limitato di Stati (come, per esempio, la Nato o l’Unione europea) e perseguono obiettivi che riguardano in modo più specifico gli interessi degli Stati aderenti, come lo sviluppo delle relazioni economiche in un’area determinata, oppure la sicurezza degli Stati partecipanti.

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Scienze giuridiche IUS/13 Diritto internazionale

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