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Le Nazioni Unite

Introduzione

1. Le origini della Carta delle Nazioni Unite

A) Dalla Carta Atlantica alla Conferenza di San Francisco

Durante la Seconda guerra mondiale, gli Stati che si opponevano alle Potenze del Patto Tripartito si autonominarono Nazioni Unite. In una Dichiarazione firmata a Washington il 11 gennaio 1942, queste nazioni – inizialmente 26 governi, alcuni dei quali in esilio, e altri 21 che aderirono successivamente si impegnarono a dedicare tutte le loro risorse alla sconfitta del nemico e a non intraprendere armistizi o paci separate. Inoltre, accettarono i principi stabiliti da Franklin D. Roosevelt e Winston Churchill nella Carta Atlantica del 1941.

Benché la Carta Atlantica non prevedesse la creazione di un'organizzazione o associazione di Stati per sostituire la Società delle Nazioni, conteneva l'indicazione della necessità di istituire dopo la guerra un sistema di sicurezza collettiva per scoraggiare le aggressioni e promuovere una stretta collaborazione economica e sociale tra gli Stati. Questi principi costituiscono oggi gli obiettivi fondamentali dell'Organizzazione delle Nazioni Unite.

Nell'ottobre del 1943, durante la Conferenza di Mosca, Stati Uniti, Unione Sovietica, Regno Unito e Cina ufficializzarono la creazione di un'organizzazione internazionale simile alla Società delle Nazioni. La Dichiarazione delle quattro Potenze riconobbe la necessità di istituire un'organizzazione internazionale generale basata sulla sovrana eguaglianza di tutti gli Stati membri, aperta a Stati grandi e piccoli amanti della pace, con l'obiettivo di mantenere la pace e la sicurezza internazionale.

Tra agosto e ottobre 1944, gli stessi quattro Governi si riunirono a Dumbarton Oaks, Washington, per stabilire i fondamenti dell'organizzazione mondiale futura. Durante questo periodo, il Dipartimento di Stato americano e gli altri tre Governi svilupparono i propri progetti, culminando nelle «proposte» di Dumbarton Oaks. Queste proposte, pubblicate al termine delle riunioni, contenevano già tutti gli aspetti essenziali che caratterizzano l'ONU oggi.

Le proposte di Dumbarton Oaks ribadirono gli scopi dell'Organizzazione, tra cui:

  • Il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale;
  • Lo sviluppo di rapporti amichevoli tra gli Stati;
  • La promozione della collaborazione economica e sociale.

La struttura dell'Ente si basava sul Patto della Società delle Nazioni, con organi fondamentali come l'Assemblea Generale (composta da tutti gli Stati membri), il Consiglio di Sicurezza (a composizione ristretta con seggi permanenti per le Grandi Potenze), il Segretariato con un Segretario Generale e la Corte di Giustizia. Divergenze significative con il Patto della Società delle Nazioni riguardavano le funzioni e le competenze degli organi proposti da Dumbarton Oaks.

L'Assemblea Generale rimaneva l'unico organo con competenza generale, mentre il Consiglio di Sicurezza aveva l'esclusiva responsabilità del mantenimento della pace e della sicurezza internazionale, con poteri ampliati. Inoltre, veniva istituito un organo ausiliario, il Consiglio Economico e Sociale, sotto l'autorità dell'Assemblea Generale, destinato allo sviluppo della collaborazione in campo sociale. Un'altra differenza con il Patto della Società delle Nazioni era quella relativa al sistema di votazione, proponendosi che l'Assemblea e il Consiglio Economico e Sociale votassero a maggioranza anziché all'unanimità.

Le proposte di Dumbarton Oaks delineavano la composizione del Consiglio di Sicurezza, stabilendo che sarebbe stato costituito da 11 membri. Cinque di essi, noti come i «cinque Grandi» dell'epoca (Stati Uniti, Regno Unito, Unione Sovietica, Cina e Francia), avrebbero avuto una partecipazione permanente, mentre i restanti sei sarebbero stati nominati dall'Assemblea Generale per un periodo di due anni. Tuttavia, non furono definite a Dumbarton Oaks le modalità di voto all'interno del Consiglio.

La questione del sistema di votazione fu affrontata successivamente alla Conferenza di Yalta nel febbraio 1945, durante un incontro tra Roosevelt, Churchill e Stalin. In questo contesto, fu istituita la regola, in seguito

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incorporata nell'articolo 27 della Carta dell'ONU, che conferisce a ciascuno dei cinque membri permanenti il potere di veto. Questo diritto di veto consente a un membro permanente di bloccare con un voto negativo qualsiasi deliberazione del Consiglio, a condizione che non riguardi questioni puramente procedurali. Tale norma è comunemente conosciuta come la «formula di Yalta».

Le tre potenze partecipanti alla Conferenza di Yalta decisero successivamente di convocare, il 25 aprile 1945, a San Francisco, una Conferenza delle Nazioni Unite. Il compito di questa conferenza era elaborare la Carta della nuova Organizzazione mondiale seguendo le linee guida proposte a Dumbarton Oaks. Francia e Cina furono invitate a considerarsi come «Governi invitanti» alla conferenza (Sponsoring Governments). Nonostante la partecipazione assicurata della Francia, rifiutò il titolo, mentre la Cina accettò tale ruolo.

B) La Conferenza di San Francisco, l'entrata in vigore della Carta

  • Alla Conferenza di San Francisco presero parte 50 Stati.
  • Oltre a quelli già firmatari della Dichiarazione delle Nazioni Unite, furono convocati l'Argentina e la Danimarca nonché due delle Repubbliche appartenenti all'Unione Sovietica, l'Ucraina e la Bielorussia.
  • La Polonia, sebbene avesse sottoscritto la Dichiarazione, non partecipò a causa della presenza di due Governi rivali nel Paese. Dopo la chiusura della conferenza, il regime comunista consolidato in Polonia la equiparò agli Stati partecipanti, conferendole lo status di membro originario dell'Organizzazione.
  • La partecipazione della Bielorussia e dell'Ucraina, considerati membri originari delle Nazioni Unite, fu basata su motivazioni politiche decise a Yalta, al fine di aumentare l'influenza dell'Unione Sovietica nella Conferenza e nella futura Organizzazione. Questo garantì all'URSS tre voti anziché uno sia durante la Conferenza che nell'Assemblea Generale. Con la dissoluzione dell'Unione Sovietica nel 1991, la Bielorussia e l'Ucraina divennero indipendenti e sovrani, come gli altri Stati nati da questa dissoluzione.
  • Altri due Stati partecipanti alla Conferenza, l'India (allora dominio britannico) e le Filippine (sotto protettorato degli Stati Uniti), erano prossimi all'indipendenza, ottenuta nel 1947 per l'India e nel luglio del 1946 per le Filippine.

La Conferenza di San Francisco, tenutasi tra il 25 aprile e il 26 giugno 1945, evidenziò il predominante ruolo delle Grandi Potenze nella creazione della Carta delle Nazioni Unite. La Carta, in un certo senso, emerse come una costituzione «octroyée», con le linee guida stabilite a Dumbarton Oaks presentate come immutabili. Sebbene la Conferenza avesse il potere di decidere a maggioranza sulla redazione degli articoli, era consapevole che modifiche sostanziali alle proposte di Dumbarton Oaks avrebbero portato al rifiuto delle Grandi Potenze o di alcune di esse, compromettendo l'intera costituzione dell'Organizzazione.

Numerose questioni di rilievo furono discusse a San Francisco, con norme importanti aggiunte su iniziativa degli Stati medi e piccoli. Tra queste, si possono citare:

  • Norme in materia coloniale, come la dichiarazione sui territori non autonomi nell'art. 73 della Carta;
  • Norme istitutive del Consiglio di Amministrazione Fiduciaria.
  • Norme che riguardavano l'art. 51 della Carta in merito all'autotutela, regole sulla registrazione dei trattati e la superiorità della Carta su ogni altro accordo internazionale.

Tuttavia, i tentativi di rivedere parzialmente le linee di Dumbarton Oaks e di limitare l'influenza delle Grandi Potenze fallirono. Ad esempio, l'opposizione ai progetti che cercavano di sottoporre la Corte Internazionale di Giustizia a un controllo di legittimità sugli atti dell'Organizzazione incontrò resistenza. Allo stesso modo, gli sforzi per ottenere modifiche o un'interpretazione autentica della formula di Yalta non ebbero successo, lasciando invariata la dipendenza dell'efficacia dell'Organizzazione dalla volontà e dalla concordia delle Grandi Potenze.

Nonostante le divergenze, alla fine della Conferenza, la Carta delle Nazioni Unite fu approvata all'unanimità e firmata da tutti i partecipanti. Secondo l'articolo 110, paragrafo 3, la Carta sarebbe entrata in vigore una volta

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ratificata dai cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza e dalla maggioranza degli altri Stati firmatari, il che avvenne il 24 ottobre 1945. Entro dicembre dello stesso anno, tutti i 50 Stati partecipanti (oltre alla Polonia) avevano ratificato la Carta, diventando i membri originari dell'ONU, come stabilito dall'articolo 3. L'articolo 4 regola la procedura di ammissione di nuovi membri.

Attualmente, le Nazioni Unite contano 193 membri, inclusi gli Stati nati dalla dissoluzione dell'Unione Sovietica e della Jugoslavia, territori sottoposti a regimi coloniali, l'ingresso del Montenegro nel 2006 e del Sudan del Sud nel 2011. L'Italia è membro dal 1955. La stragrande maggioranza degli Stati del mondo è oggi parte dell'ONU, con alcune eccezioni come Taiwan, esclusa nel 1971 a favore della Cina popolare, la Repubblica turca di Cipro del Nord non ammessa per mancanza di riconoscimento, e la Svizzera, che è diventata membro nel settembre 2002, dopo essere rimasta fuori per sua volontà per diverse decadi. Altre entità, come la Santa Sede, la Croce Rossa e le organizzazioni intergovernative o non governative (ONG), hanno lo status di osservatori.

C) Rapporti fra la Società delle Nazioni e le Nazioni Unite

La Società delle Nazioni si sciolse nel 1946, dopo aver sopravvissuto formalmente alla Seconda guerra mondiale, quando l'ONU era già attiva. L'Assemblea della Lega si riunì per l'ultima volta tra l'8 e il 18 aprile del 1946 e deliberò unanimemente il suo scioglimento. Risoluzioni parallele delle Assemblee delle due Organizzazioni stabilirono il trasferimento di funzioni non politiche dalla Società all'ONU.

Questo coinvolgeva il passaggio di responsabilità dal Segretariato della Lega, come la custodia degli strumenti di ratifica, adesione e denuncia degli accordi internazionali, e dalle Commissioni ad hoc della Lega al Consiglio Economico e Sociale dell'ONU per promuovere la collaborazione economica e sociale fra gli Stati. Un "piano comune", approvato dalle Assemblee di entrambe le organizzazioni, regolava il trasferimento, inclusa l'acquisizione da parte dell'ONU della maggior parte dei beni mobili ed immobili della Società delle Nazioni.

2. Gli scopi delle Nazioni Unite

Gli scopi dell'ONU, delineati nell'art. 1 della Carta, comprendono il mantenimento della pace, lo sviluppo di relazioni amichevoli tra gli Stati, la collaborazione internazionale in ambito economico, sociale, culturale ed umanitario, e la promozione della tutela dei diritti umani senza discriminazioni. La natura politica dell'ONU emerge dalla sua elencazione di obiettivi.

Nonostante l'ONU abbia affrontato diverse questioni, i primi anni si concentrarono sul mantenimento della pace, seguiti dagli anni '50-'60 con risultati significativi nella decolonizzazione. Negli anni '70, l'attenzione si spostò verso la collaborazione in ambito economico, sociale, culturale ed umanitario per ridurre le diseguaglianze tra gli Stati. Dopo la caduta del muro di Berlino, l'ONU ha ripreso l'azione per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale, sebbene entro certi limiti.

3. Gli organi

L'art. 7 della Carta considera come organi principali l'Assemblea Generale, il Consiglio di Sicurezza, il Consiglio Economico e Sociale, il Consiglio di Amministrazione Fiduciaria, la Corte Internazionale di Giustizia, il Segretariato.

Assemblea Generale (AG)

  • Rappresenta tutti gli Stati con pari peso nelle votazioni.
  • Può affrontare qualsiasi problema statutario, ma i suoi poteri si limitano principalmente all'adozione di "raccomandazioni" non vincolanti e alla promozione di accordi tra gli Stati membri.

Consiglio di Sicurezza (CS)

  • Composto da 15 membri, di cui 5 permanenti con diritto di veto, e 10 nominati per un biennio dall'Assemblea Generale.
  • È l'organo più potente dell'ONU, con competenze esclusive per decidere sulle misure contro gli Stati colpevoli di aggressione o minaccia alla pace.

Segretariato

  • Guidato dal Segretario Generale, nominato dall'Assemblea Generale su proposta del Consiglio di Sicurezza.
  • Svolge funzioni esecutive.

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Pur indicati come organi principali dall'articolo 7, il Consiglio Economico e Sociale e il Consiglio di Amministrazione Fiduciaria hanno una posizione subordinata all'Assemblea Generale, seguendo le sue direttive e senza poteri decisionali significativi.

Consiglio Economico e Sociale (CES)

  • Composto da 54 membri eletti per tre anni.
  • Si occupa di questioni economiche e sociali.

Consiglio di Amministrazione Fiduciaria (CAF)

  • Ormai obsoleto
  • Gestiva territori coloniali.

Corte Internazionale di Giustizia (CIG)

  • Composta da 15 giudici, principale organo giudiziario dell'ONU.
  • Risolve controversie tra Stati e fornisce pareri consultivi su richiesta.

4. La natura pattizia della Carta

La Carta, parte integrante dello Statuto della Corte Internazionale di Giustizia, è un trattato internazionale. Alcuni la considerano addirittura la costituzione dell'intera comunità internazionale, soprattutto considerando norme che consentono all'Organizzazione di agire nei confronti degli Stati non membri. Tuttavia, la prospettiva costituzionalistica si distingue per un'interpretazione che si è progressivamente allontanata dalle disposizioni originarie della Carta. Inoltre, essa sancisce i principi fondamentali della contemporanea comunità internazionale.

Contrariamente alla natura meramente pattizia di molti trattati internazionali, la Carta viene vista come uno strumento che si distingue per la sua interpretazione basata sulle circostanze attuali, collocandosi al di sopra degli altri obblighi internazionali, sia pattizi che non. La tesi costituzionalistica sostiene che la Carta, a differenza dei trattati, debba essere interpretata alla luce delle circostanze attuali, in linea con le Costituzioni nazionali.

Non si mira a estendere alla Carta tutte le caratteristiche delle costituzioni statali, ma piuttosto a riconoscerla come uno strumento giuridico "superiore" e suscettibile di interpretazione evolutiva, assumendo un ruolo di rilievo nella scena internazionale. Non è opportuno enfatizzare eccessivamente l'aspetto costituzionale dell'ONU, specialmente considerando l'attuale contesto internazionale poco incoraggiante.

La Carta dell'ONU è un trattato sottoposto ai principi degli accordi internazionali, e uno Stato non è vincolato ad essa a meno che non manifesti la volontà di aderirvi. Nonostante la maggior parte degli Stati ne faccia parte, l'ONU rimane una comunità volontaria e non necessaria, consentendo a uno Stato di rimanerne fuori senza essere vincolato dalla Carta.

Anche se si considera la Carta come un accordo e non necessariamente una "Costituzione", norme non scritte possono essersi formate accanto o in deroga a quelle stabilite a San Francisco. La cautela è necessaria nella ricostruzione di tali consuetudini, e non è sufficiente che un principio sia osservato per un periodo significativo di tempo dagli organi o sostenuto dalle maggioranze.

È difficile considerare la Carta come un trattato formalmente sovraordinato alle altre norme internazionali, ad eccezione dell'art. 103 della stessa Carta che sancisce la sua prevalenza in caso di contrasto con altri obblighi pattizi. Si suggerisce di interpretare la Carta con rigore, seguendo l'approccio tipico dei trattati internazionali, e di considerare la volontà originaria dei redattori della Carta. Si afferma che l'analisi della prassi attuale deve essere fatta con cautela, poiché la prassi si è sviluppata a partire dalla Carta, confermandola, integrandola o derogandovi.

La Carta regola principalmente le funzioni e gli atti degli organi dell'Organizzazione. Tuttavia, contiene anche disposizioni significative riguardanti i rapporti tra gli Stati membri. Ad esempio, l'art. 2, parti 3 e 4, stabilisce che i membri devono risolvere le loro controversie con mezzi pacifici e devono astenersi dalla minaccia o dall'uso della forza nelle loro relazioni. Inoltre, l'art. 51 riconosce il diritto di ogni Stato membro di agire in legittima difesa

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in caso di attacco armato, fintantoché il Consiglio di Sicurezza non interviene per mantenere la pace e la sicurezza internazionale.

Queste disposizioni sono strettamente legate alle funzioni e agli atti degli organi dell'ONU. La loro efficacia dipende dal corretto funzionamento dell'Organizzazione, ad esempio, il divieto dell'uso della forza ha senso solo nel contesto dell'esercizio normale delle competenze dell'ONU nel mantenimento della pace. Pertanto, un esame dei diritti e dei doveri degli Stati tra loro, separato dall'analisi delle funzioni e degli atti degli organi, è considerato sterile e non verrà approfondito qui.

5. L’interpretazione della Carta

La Carta delle Nazioni Unite, in quanto accordo internazionale, è soggetta alle regole comuni sull'interpretazione dei trattati. Sebbene universalmente riconosciuto in linea di principio, si osserva che da diverse parti si cercano di elaborare regole specifiche applicabili sia alla Carta che, in generale, agli accordi istitutivi delle organizzazioni internazionali. Questi sforzi derivano dalla concez

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Scienze giuridiche IUS/13 Diritto internazionale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher hurricanexn di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto delle organizzazioni internazionali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi L'Orientale di Napoli o del prof Grado Valentina.
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