Inglese: lingua particolare nella seconda metà del 500
Importanza della retorica in questa epoca
Titoli di testi: Henry Peacham scrive un trattato sull’arte dell’eloquenza, del dire bene e persuasivamente. Come lui, anche altri autori hanno scritto in questa epoca saggi di retorica per elogiare l’arte retorica: Thomas Wilson e George Puttenham, tutti nella seconda metà del 500. Questa produzione vasta ci dice l’importanza che si ascrive al parlare ordinato, logico e alla scrittura e al discorso che è ugualmente ordinato.
Russ Mc Donald insiste su questo punto nel capitolo in cui dice “ideas, in order to be transmitted effectively, had to be expressed eloquently...”. Rendere chiaro all’altro, capacità comunicativa.
Questa epoca (che non è ancora epoca barocca) è come se già elogiasse dimensione artificiosa della scrittura, devo essere “fluent” nel mio discorso ma questi testi danno proprio indicazioni su come raggiungere quella chiarezza. La chiarezza del discorso viene se applichi una serie di regole o se ti eserciti nella scrittura. Questi testi stanno esaltando l'artificiosità che permette la formazione di quel discorso apparentemente naturale. Gli elementi di questo discorso erano “amplitude”, “ornamenti, siate generosi anche negli esempi...”
Tuttavia, quando parliamo di cultura possiamo parlare di un’idea dominante in certi periodi, possiamo contestualizzare perché quell’idea sia dominante in quell’epoca e tuttavia per ogni società per ogni cultura sarà sempre possibile, individuata la nota dominante, trovare una nota che discorda da quella nota dominante. Un filone che si dissocia da quella nota. Poi si tratterà di vedere se quell’altro filone avrà col passare del tempo la meglio o resterà un filone secondario.
Questa cosa vale anche per quest’epoca: epoca che dà grande importanza all’eloquenza, reputa il parlare bene una virtù che non è naturale, che deve apparire come naturale ma che deve essere acquisita. Tuttavia, allo stesso tempo, siamo nel 1603 in traduzioni inglese (Montaigne, due saggi 1580, fine 500. John Florio traduce in inglese i saggi nel 1603) saggio intitolato “of the vanitie of wordes” si va contro l’esaltazione della retorica.
Montaigne in questo passo con sarcasmo, attacca quei testi e quegli autori che parlano delle figure retoriche “trash names of grammar”. Nomi che per lui non significano niente anzi sembra quasi che appartengano a un'altra lingua. Non si riesce a comprenderne il significato. Aggiunge “conversazioni inutili delle inservienti, delle cameriere”.
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