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Il mercato interno dell'UE

L'UE puntava a creare un'unione non solo economica ma un'unione dei popoli: all'inizio l'obiettivo era creare basi economiche stabili. Si parte dalla nascita di un mercato comune dove gli stati riversavano i propri beni, che poi si trasforma in mercato interno.

Il principio del paese di destinazione

Per quanto riguarda il mercato comune, veniva utilizzato il principio del paese di destinazione: prevede che la persona che si sposta dal proprio territorio verso un altro o la merce venduta da parte di uno stato ad un altro, dovrà essere conforme alla normativa presente nello stato in cui viene venduta (principio di non discriminazione). Si trattava di un principio non discriminatorio anche se ci si rese conto che questo principio aveva delle lacune, cioè si è resi conto che applicandolo in concreto, c'era qualche forma di discriminazione.

Il principio del paese di origine

Il passaggio che ha portato alla nascita del mercato interno si ha grazie al principio del paese di origine: se un prodotto ha le caratteristiche per circolare in un paese dell'UE, dovrà essere venduto e accettato anche in altri stati membri nonostante la normativa sia differente, fidandosi della preparazione del paese in cui viene prodotto. Si parla dell'accettazione della bontà del prodotto, se quel prodotto può circolare nello stato prodotto, può circolare anche negli altri stati, i quali si devono fidare della preparazione da parte dello stato membro.

Libera circolazione delle merci

La libera circolazione delle merci è costituita da 3 principali argomenti:

  • Nascita unione doganale: l'unione doganale nasce nel 1947. Si tratta di un accordo in base al quale gli stati si impegnano ad abolire i dazi doganali (e anche le tasse di effetto equivalente ai dazi) nei rapporti tra gli stati membri e ad adottare un'unica tariffa doganale uguale per tutti gli stati membri e uniforme.

Caratteristiche dell'unione doganale

L'unione doganale implica:

  • L'istituzione di una tariffa doganale comune applicabile nel perimetro esterno.
  • L'applicazione di una legislatura doganale comune.
  • Il divieto negli scambi tra gli stati che ne sono membri, dei dazi doganali e delle tasse di effetto equivalente e di regolamentazioni restrittive.

Concetto: creare un'area territoriale dove prevedere sul perimetro esterno l'applicazione di una tariffa doganale comune nei rapporti con gli stati terzi uguali per tutti gli stati (quindi si ha una richiesta di denaro uguale per tutti gli stati membri). C'era un'alternativa ovvero la Zona di libero scambio, che prevedeva la creazione di un'area dove non erano applicati i dazi doganali. Per quanto riguarda il perimetro esterno, la zona prevedeva che ogni stato potesse mantenere la propria tariffa nei rapporti con gli stati terzi. Nel 1957 fu necessario prendere una decisione: creare un'unione doganale, questo per evitare che si creassero situazioni di squilibrio tra gli stati: se si mantengono tariffe diverse con gli stati terzi, lo stato terzo sceglierebbe lo stato con tariffa doganale più bassa e questo avrebbe creato uno squilibrio.

Nel 1957, l'obiettivo era creare l'unione doganale. Agli stati vennero dati 12 anni per adeguarsi alla nuova normativa: essi avrebbero dovuto eliminare i dazi presenti nei rapporti tra di loro. Entro il 1970 doveva essere realizzata l'unione doganale, la quale si è formalmente perfezionata il 1 luglio 1968. L'articolo 30 afferma che i dazi doganali e le tasse di effetto equivalente sono vietati tra gli stati membri. Se gli stati riscuotevano i dazi, essi acquisivano ricchezza. Nel momento in cui gli stati li eliminano, essi non hanno più avuto entrate nelle loro tasche, perciò, per risolvere il problema, hanno elaborato degli escamotage per chiedere soldi nel momento in cui la merce passava la frontiera: ovvero vennero richiesti dei denari da parte degli stati che producevano il prodotto, delle richieste e non dei dazi.

La sentenza che ha chiarito cosa vuol dire tasse di effetto equivalente, è stata una sentenza del 1962 sul pan pepato: si considerano tasse di effetto equivalente qualsiasi onere pecuniario per il solo fatto che varca la frontiera. Secondo questa sentenza, la tassa di effetto equivalente è considerata come un diritto unilaterale sia all'atto dell'importazione che in un secondo momento, che altera il prezzo incidendo sulla libera circolazione delle merci. Se la richiesta di denaro colpisce solo la merce che varca la frontiera, quella richiesta è vietata. Il divieto di dazi doganali e di tasse di effetto equivalente è un divieto assoluto. L'UE stabilisce la tariffa.

All'articolo 31 è previsto che i dazi sono stabiliti dal Consiglio su proposta della Commissione. La procedura è di consultazione. Il parlamento si esprime attraverso un parere. Ogni anno viene adottata una tariffa doganale comune. Il consiglio impone la tariffa doganale comune attraverso il regolamento, perché esso entra direttamente in vigore.

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Scienze giuridiche IUS/14 Diritto dell'unione europea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vacchieri.99 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'Unione Europea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Mattone Monica Chiara.
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