LA BILANCIA DEI PAGAMENTI
1. RAPPORTI INTERNAZIONALI;
2. BILANCIA DEI PAGAMENTI;
3. POLITICA COMMERCIALE;
4. CAMBI;
5. SISTEMI INTERNAZIONALI MONETARI;
6. LA BILANCIA DEI PAGAMENTI E MODELLO MUNDELL FLEMING
7. EQUILIBRIO BILABCIA DEI PAGAMENTI:
- CAMBI FISSI (con mobilità di capitali);
- CAMBI FLESSIBILI (senza mobilità di capitali);
8. REGOLA DI MUNDELL.
1) RAPPORTI INTERNAZIONALI
L’apertura internazionale del sistema economico di un paese determina importanti effetti sul sistema
stesso e sulle azioni del Police Maker in quanto tale apertura introduce un ulteriore obiettivo, cioè
L’EQUILIBRIO DELLA BILANCIA DEI PAGAMENTI.
2) LA BILANCIA DEI PAGAMENTI
La Bilancia dei pagamenti è un documento economico contabile che rileva la situazione debitoria e
creditoria di un paese nei confronti del resto del mondo e si compone di una struttura che secondo le
ultime indicazioni del FMI (Fondo Monetario Internazionale) prevede:
CONTO CORRENTE, che registra importazioni ed esportazioni di beni ed i trasferimenti pubblici e
privati, ad esempio contributi all’UE;
CONTO CAPITALE, che registra le operazioni commerciali (di beni capitali) e trasferimenti relativi
ad investimenti;
CONTO FINANZIARIO, che registra acquisti e vendite di attività finanziarie (azioni e la variazione
delle riserve ufficiali).
Gli aspetti fondamentali della Bilancia dei Pagamenti sono:
La BILANCIA COMMERCIALE su cui incide in maniera determinante il reddito (Yn e Ye);
Il MOVIMENTO DEI CAPITALI su cui incide, invece, il tasso di interesse (in e ie).
Per quanto riguarda i rapporti internazionali, bisogna tenere conto dell’incidenza sulla BP della POLITICA
COMMERCIALE che ha un ruolo determinante nella composizione della bilancia commerciale e dei SISTEMI
MONETARI INTERNAZIONALI che incidono su tassi di scambio e, quindi, sulla BP.
3) POLITICA COMMERCIALE
La politica commerciale è una forma di politica economica che può assumere due forme:
1. PROTEZIONISMO, i cui strumenti sono:
DAZI;
CONTINGENTAMENTI;
SUSSIDI ALLE ESPORTAZIONI;
LIMITI ALLE IMPORTAZIONI.
Tali strumenti per il paese che adotta il protezionismo hanno la finalità di proteggere la
produzione interna impedendo l’accesso alle produzioni esterne e se adottati nella forma di tariffe
doganali, aumentano le entrate fiscali. Inoltre, essi vanno ad incidere sulla bilancia commerciale;
2. LIBERO SCAMBIO, in tal senso non ci sono barriere tariffarie ma ciò comunque non significa che
non si impedisca totalmente l’ingresso di prodotti esteri, che può avvenire mediante barriere ad
importare non tariffarie come, ad esempio:
Regolamentazioni;
Regolamenti sanitari.
4) CAMBI
Quando si parla di bilancia dei pagamenti un ulteriore strumento adottabile dal police maker è il TASSO DI
CAMBIO. Vediamo che in un sistema economico APERTO, i soggetti che devono effettuare scambi con il
resto del mondo si incontrano nel MERCATO VALUTARIO e domandano (il soggetto che riceve la merce
domanda la mia moneta e offre la sua) e offrono moneta, cioè VALUTA. Dall’incontro tra DOMANDA e
OFFERTA nasce un PREZZO che è il CAMBIO. Esso indica il prezzo di un’unità monetaria nei termini di
un’altra moneta.
Il cambio può essere nominale o reale oppure può essere certo per incerto (1€, quanti x dollari mi dai?)
oppure incerto per certo (quanti x € avrò con 1 dollaro?). Quello che si usa frequentemente è il certo per
incerto. Inoltre, il cambio può, all’interno di un mercato valutario in cui non c’è intervento di un’autorità
monetaria centrale e quindi i CAMBI SONO FLESSIBILI:
APPREZZARSI, quando ad esempio, dato un valore del cambio iniziale che corrisponde all’equilibrio
della BC (ad esempio 1.5 dollari) che implica l’uguaglianza tra domanda e offerta di valuta, si
determina un eccesso di domanda di valuta rispetto all’offerta (genera miglioramento della BP,
comporta apprezzamento) e quindi la moneta conta di più in termini di valuta estera perché il
cambio non può rimanere al livello iniziale e, quindi, aumenta;
DEPREZZARSI, questo, per una qualsiasi ragione, aumenta l’offerta rispetto alla domanda (ogni
peggioramento della BP comporta deprezzamento).
La dinamica dei cambi ha effetti sulla competitività di beni e servizi di un paese, relativamente a quelli
esteri. I cambi flessibili sono stati adottati nei VUOTI tra i vari sistemi monetari.
I CAMBI FISSI si hanno, invece, quando il cambio viene fissato da una autorità monetaria centrale e, in
questo caso, quando il prezzo della valuta estera viene aumentato con un intervento dell’autorità
monetaria, si determina una SVALUTAZIONE (della nostra moneta). Ciò comporta che per gli operatori
esteri la moneta svalutata costa meno, mentre per gli operatori residenti l’acquisto di valuta estera costa di
più.
Il contrario della svalutazione è la RIVALUTAZIONE. I cambi possono, inoltre, essere a FLUTTUAZIONE
MANOVRATA O SPORCA.
5) SISTEMI INTERNAZIONALI MONETARI
L’andamento del cambio è influenzato dal tipo di SISTEMA MONETARIO. Nel corso del tempo, si sono
susseguiti i seguenti sistemi monetari:
Dal 1870 al 1914 SISTEMA AUREO o GOLD STANDARD (1);
1944 GOLD EXCHANGE STANDARD (2);
1972 SERPENTE MONETARIO (3);
1979 SME (SISTEMA MONETARIO EUROPEO) (4);
1991-1992 UEM (UNIONE MONETARIA EUROPEA) (5).
Nei vuoti tra i vari anni in cui non c’erano accordi, vi era il regime di CAMBI FLESSIBILI.
1) GOLD STANDARD: è un sistema che è stato in vigo
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Bilancia dei pagamenti, SAM e Input-Output