L’atmosfera terrestre e la sua evoluzione
Che cosa è successo l’atmosfera durante l’accrezione terrestre? Durante la formazione dei pianeti
i corpi celesti hanno incorporato al loro interno dei gas (per il semplice fatto che la nebulosa solare
conteneva gas e quando si aggregano particelle dell’ordine del millimetro per poi passare a quelle
del centimetro tali elementi rimangono incorporati).
I corpi celesti con la maggiore concentrazione di gas sono le condriti perché rappresentano
materiale primitivo che non è stato processato successivamente; un corpo un po’ più grande come
la Terra ha subito invece una differenziazione che ha fatto si che i gas venissero esplusi: una parte
del pianeta è stata fusa, un’altra parte è stata compressa ad alta pressione e quindi la risultante di
questi due processi è stato produrre un degassamento del materiale condritico e partizionare gli
elementi atmofili (nell’atmosfera).
La Terra ha subito notevoli impatti (soprattutto quello che ha originato la Luna) e quindi in
conseguenza a ciò parte dell’atmosfera primitiva è stata persa; ciò è evidenziato da studi di
concentrazioni di elementi volatili in condriti e sulla Terra (fig.1, pag.23, cap.1) dove è possibile
osservare che gli elementi atmofili sono impoveriti di 2-3 ordini di grandezza sul nostro pianeta
rispetto al materiale primitivo (sia gas reattivi che nobili).
La Terra durante la storia di impatti ha perso circa il 99% della sua atmosfera.
La domanda principe di tutto il capitolo è: l’atmosfera terrestre attuale è un’atmosfera residuale
primaria oppure è un’atmosfera completamente secondaria?
Una teoria che suonerebbe ragionevole è quella che afferma che le comete contengono grosse
quantità di gas e quindi gli impatti successivi a quello di formazione della Luna avrebbero portato
grandi quantità di gas sulla Terra in modo da ripianare i problemi causati dagli impatti precedenti.
E’ una teoria che non è supportata dai dati: nello schema (fig.1, pag.24, cap.1) sono rappresentati i
valori del rapporto deuterio su idrogeno (D/H); la Terra presenta un suo valore di D/H così come le
comete e quello che è stato osservato è che il valore terrestre è circa la metà rispetto a quello delle
comete! Questo fattore “va dalla parte sbagliata”: se prendo del materiale di una cometa e lo
disperdo, quello che deve succedere è che il D/H deve aumentare perché la perdita parziale in
-4
atmosfera dovrebbe favorire gli isotopi pesanti. Se parto da un valore di 3x10 (per esempio) e
perdo parte dell’atmosfera dovrei avere questo valore aumentato; invece nella Terra tale valore
-4
scende e si assesta su 1.5x10 .
La stessa cosa è possibile farla sul rapporto H/C (idrogeno/carbonio): se le comete presentano un
rapporto di 7, mi aspetto che perdendo una parte di un’ipotetica atmosfera cometaria, tale rapporto
➝
non possa che scendere. Invece il rapporto H/C ha un valore di 50 non c’è modo di arricchire H
e C.
La risposta alla domanda iniziale è quindi che l’atmosfera terrestre non deriva dall’esterno ma è
molto probabilmente pristina.
Se fosse completamente pristina ci aspetteremmo che i tre pianeti del Sistema Solare interno
(Venere, Terra, Marte) fossero simili come composizione chimica: andando a vedere i gas
dominanti nelle varie atmosfere (table1, pag.24, cap.1) la CO è dominante così come il rapporto
2
CO /N è costante. Ciò significa che Venere e Marte hanno delle atmosfere di CO con un po’ di
2 2
azoto. La Terra ha evidentemente composizione completamente diversa…
Come mai la Terra ha una composizione differente dai due pianeti che le sono vicini? E’
1. sempre stato così o un tempo la composizione dell’atmosfera terrestre era uguale alle
composizioni attuali di Venere e Marte?
Come ha fatto a cambiare nel tempo?
2.
Le atmosfere planetarie sono a rischio di essere perse. Una molecola di gas rimane “legata” al
pianeta se l’energia potenziale di legame è più bassa (in valore relativo) dell’energia cinetica: se un
corpo si muove troppo veloce la gravità non è in grado di trattenere, altrimenti si. Per mantenere
quindi un’atmosfera intorno ad un pianeta è necessario che
E < E
pot kin Per la legge di Boltzmann l’energia
cinetica si scrive così,
riscrivendo tale formula otteniamo tanto più alta è la temperatura di un
gas, maggiormente si muovono le
2
G[(M⋅m)/r] < 0.5 m⋅v = k⋅T particelle, maggiore energia cinetica
E’ possibile andare a giocare con i parametri sopra scritti e vedere quali pianeti trattengono quali
elementi e in quali quantità: se considero due gas diversi (A =2, A =129), noto
H Xe
che la fuga di idrogeno sarà molto maggiore rispetto a
quella dello Xeno. In particolare sulla Terra l’idrogeno
m e l’elio sono troppo leggeri per cui il nostro pianeta fa
H << Xe
2
massa del gas fatica a trattenere questi due elementi ma dato che è
in grado di trattenere la massa 18 (acqua). Marte ha
una gravità troppo bassa, non è in grado di trattenere
l’H O e quindi è un pianeta ormai morto
2
se confronto tra loro tre corpi celesti che sono a parità
di temperatura (in questo caso tre pianeti del sistema
Saturno, Saturno ha massa decine di volte quella
terrestre, Titano ha massa simile alla Luna e Dione
raggio di 300km quindi ha massa molto piccola).
M Dione < Titano Saturno ha un’atmosfera molto densa, praticamente
massa del pianeta Titano << Saturno non ha perso nulla del gas primordiale che aveva al
momento dell’accrezione, Titano ha un’atmosfera di
circa 1Bar mentre Dione è completamente priva di
atmosfera. Il termine M gioca un ruolo determinante
nel trattenimento dell’atmosfera
la Luna ha una temperatura media annuale di circa
T 0°C, Titano una di -150°C e quindi a parità di massa
Luna < Titano
temperatura del pianeta, Titano presenta un’atmosfera di 1Bar
mentre la Luna zero
Facendo una sorta di riepilogo, possiamo dire che:
L’atmosfera terrestre è innanzitutto primaria, cioè rappresenta qualcosa che c’è da sempre.
1. Quando la Terra si è accresciuta ha acquisito un’atmosfera primaria che poi ha al 90-95%
2. perduto
Quella che è rimasta però è in equilibrio con il mantello. Questo equilibrio con il mantello ci da
3. un’implicazione che è che l’atmosfera primitiva doveva contenere della CO e non doveva
2
contenere ossigeno perché il mantello contiene ferro metallico nel nucleo interno mentre ferro
2 nei minerali (come olivina)
Può avvenire la fotochimica: le radiazioni solari contengono raggi UV che sono in grado di
4. cominciare reazioni chimiche. Una di queste, che è stata la morte di Marte, è stata la
➝
decomposizione della molecola d’acqua (H O H + O); sulla Terra questa decomposizione è
2 2
sufficientemente lenta da permettere la ricombinazione di idrogeno e ossigeno. Un’altra
➝
reazione che avviene nella nostra atmosfera è la formazione di ozono (O + O O ), e questa
2 3
reazione è stata particolarmente utile perché ha permesso che i raggi UV non raggiungessero
la superficie terrestre. L’ultima reazione che avviene per fotochimica sulla Terra (soprattutto
nelle megalopoli equatoriali come Jakarta o Città del Messico) è quella che avviene anche su
➝
Titano (N + O NO ); si ha la produzione di NO che sono composti nei quali l’azoto che
2 2 X X
avrebbe valenza cinque non riesce a formare molecole stabili a stechiometria. Se si formano
molecole NO esse sono instabili e liberano energia chimica che va nei polmoni di chi respira
X
quell’aria.
12.1 Anidride carbonica e il ciclo di Urey 21
L’ordine di grandezza del carbonio presente nell’idrosfera e atmosfera terrestre è 3.6x10 moli; il
carbonio presente
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L'ecoturismo: la sua evoluzione nel mondo e le aree naturali protette