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JOHN LOCKE

- Empirismo, Liberalismo, Illuminismo, Tolleranza

- Fondatore dell’empirismo (=corrente della filosofia moderna inglese che si

sviluppa tra 600 e 700 iniziata con Bacone e proseguita da Hobbes: tutta la nostra

conoscenza deriva dai sensi. Orientamento antirazionalista: la ragione non è

unica, né infallibile, né onnipotente, al contrario di quanto aveva presunto

Cartesio.

1) L’unità della ragione non è garantita ma va guadagnata tramite disciplina

(Cartesio riteneva che tutti fossero in possesso del buon senso in egual misura)

2) L’infallibilità della ragione è resa impossibile da limiti quantitativi e qualitativi

delle idee, dalla presenza di falsi principi e dall’imperfezione del linguaggio.

(Per Cartesio se condotta in maniera costante secondo il metodo visto che il

mondo è fatto di meccanismi ed è capace di penetrare tutta la realtà e renderla

adeguata alla sua conoscenza o viceversa). La ragione in realtà fa uso di

strumenti come idee, principi e linguaggio i quali sono limitati. (per Cartesio i

limiti erano costituiti dai sensi) non è più garantita l’universalità della ragione.

3) L’onnipotenza va esclusa perché le idee innate non esistono, la ragione

non produce nulla da sé. (In Cartesio la ragione è onnipotente perché si

attribuisce a Dio)

La ragione comprende in sé il sapere probabile (cambiamento di principio: alla

ragione non è quella facoltà che basa la conoscenza solo sull’evidenza etc.. la ragione

è anche il nostro raziocinio, la capacità di ragionare ma soprattutto serve per guidarci

nel mondo con saperi probabili non con la certezza). Basa la sua azione sui

ragionamenti che guidano il mondo.

Dal punto di vista storico si colloca nella tradizione del pensiero inglese e

rappresenta il punto d’incontro tra cartesianesimo e rivoluzione scientifica.

Interpreta l’esperienza come:

1. fonte e origine del processo conoscitivo (lo collega alla tradizione anti-

innatistica della filosofia occidentale)

2. criterio di verità delle tesi della ragione (lo collega all’empirismo moderno)

che risultano valide solo se suscettibili di controllo empirico.

Locke considera la filosofia come analisi del mondo umano.

- 1687 furono pubblicati i principi matematici di Newton e nel 1690 comparve il

saggio sull’intelletto umano di Locke. Queste due opere caratterizzarono il periodo

storico del XVIII sec (Illuminismo). Locke giustifica i procedimenti scientifici che

hanno permesso a Newton di compiere le sue scoperte e rielabora i nuovi ideali

politici e religiosi scaturiti dalla Rivoluzione inglese.

Vita e opere (Inghilterra, 1632- Inghilterra 1704)

Conduce una vita tra la prima e la seconda rivoluzione inglese: nasce nel periodo della

Guerra Civile inglese (decapitazione di Carlo I, 16499, Dittatura di Cromwell, e muore

subito dopo la Glorious Revolution (Bill of Rights, 1689) nomina di Guglielmo III

d’Orange a re d’Inghilterra.

Studia all’università di Oxford, fu influenzato dalla politica di tolleranza verso le altre

religioni di John Owen. Diviene Maestro delle arti e insegna nell’università di Oxford.

Influenzato dalle opere di Cartesio. Partecipa attivamente alla vita politica al fianco di

Lord Ashley, ma poi si ritira in Francia dove si dedicò alla preparazione del Saggio.

Torna in Inghilterra, la sua autorità è elevata divenne il rappresentante intellettuale e il

difensore filosofico del regime liberale e inizia il periodo intendo della sua attività

letteraria.

1667 scrive le Epistole sulla tolleranza. 1690 Due trattati sul governo e il

saggio sull’intelletto umano. (La polemica con Stillingfleet, la condotta

dell’intelletto e l’esame di Malebranche. 1693 pubblica i pensieri dell’educazione e la

ragionevolezza del cristianesimo).

Saggio sull’intelletto umano

Critica dell’intelletto: la questione è ancora sul metodo, non si riesce ad andare oltre

alle differenti opinioni senza arrivare a una conclusione. L’errore è dato in origine, si è

partiti dal punto di vista sbagliato. La riflessione della facoltà di conoscere mira a

isolare, nell’ambito delle proprie ipotesi, quali oggetti che si possono trattare e

conoscere e quelli che non si possono conoscere = Delimitazione del campo

d’applicazione dell’intelletto.

Critica delle idee innate: le idee innate dovrebbero essere conosciute da tutti gli

uomini allo stesso modo, ma ciò non accade quindi si conclude che non esistono (es i

bambini le acquisiscono quando crescono) quindi le idee esistono se sono pensate e

viceversa non esistono se non sono pensate.

- Tutta la nostra conoscenza è conoscenza di idee

- Cartesio ha affermato l’esistenza nella mente umana di idee innate: contenuti

mentali universali, es. l’idea di Dio..

- Locke utilizza un’argomentazione empirica per smontare la tesi

1) Le idee per esistere devono essere pensate (richiede la presenza in atto della

cosa perché esista)

2) I bambini, gli idioti non conoscono queste idee (es di Dio), non le percepiscono

distintamente nel proprio spirito, ovvero non le pensano.

3) Le idee innate non esistono (non sono presenti universalmente in tutti gli

individui)

Analogamente non ci sono principi innati, né speculativi (di non contraddizione), né

pratici (regole morali).

L’anima non pensa da sempre, ma apprende a pensare (se non esistono idee

innate pensate da sempre dall’anima razionale, essa quindi non è sempre in atto

come anima pensante)

Eliminazione delle idee innate: l’idea che le idee innate non esistano comporta

che l’anima non pensi da sempre, e comporta quindi che all’interno della ragione

identica a sé stessa, immutabile e perfetta, immutabile si instauri un dinamismo

che è fatto dall’arricchimento del contenuto mentale dei soggetti grazie alla

conoscenza sensibile, da dove derivano le idee (=dai sensi), e dalla manipolazione

di questi contenuti.

Ragione ed esperienza

= è l’unica guida efficace che dispone l’uomo per i campi del conoscere e dell’agire.

Non è un’entità infallibile (perché le idee sono limitate, oscure e spesso non si

concatenano tra loro), onnipotente e unica (perché negli uomini partecipa in misura

diversa), ma un’entità finita e imperfetta, limitata dall’esperienza.

L’origine del saggio sull’intelletto umano nasce dal bisogno di affrontare problemi non

strettamente filosofici poiché prima di fare indagini filosofiche è necessario esaminare

le capacità dell’uomo. Prima indagine critica della filosofia moderna

(indagine diretta a stabilire le possibilità dell’uomo riconoscendone i limiti)

I limiti derivano dalla ragione, ma questa è collegata all’esperienza.

L’esperienza fornisce alla ragione le idee semplici (elementi di ogni sapere umano),

che può trasformare in idee complesse e ragionamenti (sempre controllata

dall’esperienza)

Se controllata dall’esperienza, la ragione impedisce all’uomo di affrontare problemi

che vanno al di là delle sue capacità. Inoltre, la ragione guidata dall’esperienza

consente all’uomo di intendere i fondamenti della morale, della politica e della

religione.

Oggetto della

conoscenza Punto di partenza dell’indagine

Idea

cioè qualunque cosa Deriva dall’esperienza

che è oggetto

dell’intelletto

Idee di sensazione Idee di riflessione

Ricevute passivamente dall’esperienza Ricevute passivamente dall’esperienza che

del mondo esterno e provenienti dai il nostro senso interno si fa del nostro

nostri sensi esterni presi spirito, (l’idea di pensiero o percezione, di

singolarmente (suono, colore …) o volontà, di memoria). Sono tutte le idee

insieme (spazio, figura, sedia). Sono che si riferiscono alle operazioni dello

tutte le qualità che si attribuiscono alle spirito es ragionamento

cose.

Ci sono anche le idee miste come quella di piacere, forza, unità

Classificazione delle idee:

1) Semplici, materiale

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/07 Storia della filosofia antica

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