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Geroglifico – lezione 1

Vediamo qui sulla sinistra una tomba di Tebe ricca di geroglifici. Da questi testi si riconosce il nome della persona, la sua famiglia, la genealogia e le cariche che ha rivestito. A un certo punto si è perso l’uso e il modo di leggere i geroglifici; nel momento in cui l’Egitto si cristianizza, intorno al III-IV secolo d.C., ormai coloro che sanno i geroglifici sono poche decine di persone (ad esempio i preti pagani non ancora convertiti). Di lì a poco, nel V secolo, non c’è più nessuno che conosca i geroglifici.

Già alcuni scrittori greci erano incuriositi da questo strano modo di scrittura che si incrocia direttamente con il disegno (è infatti una scrittura chiamata “iconica”). Già Plutarco, nel suo trattato su Iside e Osiride, dice che i geroglifici sono degli ideogrammi, rappresentano cioè non un suono, ma un’idea. Questi geroglifici, così misteriosi alla vista dei greci, incuriosiscono anche i pitagorici e i diversi altri scrittori della tarda antichità, ad esempio Clemente Alessandrino, uno dei padri della chiesa, per il quale la scrittura geroglifica è una scrittura mistica.

Sviluppo e decifrazione dei geroglifici

Esistevano delle lingue antiche che avevano avuto più fortuna del geroglifico per quanto riguarda la decifrazione; alcune non avevano mai perduto l’uso, per esempio l’ebraico e il cuneiforme. Quest’ultimo fu decifrato prima del geroglifico egiziano, per il fatto che la forte spinta a voler comprendere questo sistema veniva dalle Sacre Scritture, le quali parlavano continuamente degli Assiri, degli Ebrei, ecc. Così, specialmente in ambito ecclesiastico, fu fatto un vero e proprio investimento per la decifrazione (per il geroglifico ciò non accadde).

La svolta avviene a partire da un gesuita, Atanasio Kircher, che viveva a Roma e che si interessò ai geroglifici pur non essendo mai andato in Egitto. Ma Roma è la città che al mondo ha più obelischi egiziani, più di quelli in Egitto. Kircher è uno dei primi in Occidente a scoprire un’ultima fase della lingua indigena egiziana parlata nella Valle del Nilo, cioè il copto.

Inoltre, un’ulteriore svolta per la scoperta della lettura del geroglifico fu la scoperta della Stele di Rosetta: si tratta di un decreto di Tolomeo V, il primo testo scoperto in Egitto in cui lo stesso editto è scritto in tre lingue e scritture diverse (il geroglifico, il demotico e il greco). Per la prima volta, così, gli studiosi hanno lo stesso testo in tre traduzioni diverse, ed è proprio dall’analisi di questo testo che si arriverà alla decifrazione del geroglifico e di tutte le altre forme di scrittura egiziane.

La stele di Rosetta è così chiamata perché è stata ritrovata dai francesi nel 1799, durante le guerre napoleoniche, nella città di Rosetta. Questi anni sono importantissimi per l’egittologia, in quanto Napoleone costituisce una commissione fatta dai più alti studiosi dell’epoca e assolda queste persone perché facciano un sopralluogo generale dell’Egitto, e che registrino, disegnino, studino e riportino dall’Egitto il massimo dei documenti. Ne nasce un’opera eccezionale che è la “Description de l'Égypte”, opera attraverso la quale l’Occidente rimane estasiato rispetto alla cultura egiziana antica, che fino a quel momento era poco considerata.

Un passo importante viene poi fatto da Thomas Young, il quale scopre che nel testo greco il nome del re Tolomeo è scritto con caratteri geroglifici; è quindi il primo a comprendere che il cartiglio contiene nomi reali.

Studio dell’Egitto antico

Studio dell’Egitto antico riguarda tanti punti di vista (studiare i papiri, chi si occupa dell’archeologia di tombe, decifrazione geroglifici ecc...). L’uso e il modo di leggere i geroglifici si è perso. Intorno al IV secolo d.C. L’Egitto si cristianizza, nel V secolo nessuno conosce più i geroglifici. Già i greci erano incuriositi dalla scrittura iconica anche i pitagorici dunque erano affascinati dai geroglifici. Anche nella tarda antichità (esempio: Clemente Alessandrino dice che i geroglifici sono una scrittura mistica, scrittura che vuole essere fatta di nascosto).

Il primo passo attraverso cui si inizia il lavoro di decifrazione dei geroglifici fu da parte di padre gesuita Attanasio Kircher che visse a Roma dove osserva monumenti egiziani (obelischi) che i vari collezionisti avevano introdotto a Roma insieme ai monumenti della classicità. Kircher è il primo a scoprire la lingua egiziana antica che è il copto (ultima fase della lingua indigena egiziana). La lingua copta era scritta in caratteri adottati dal greco.

Quello che dà inizio alla decifrazione dei geroglifici è la Stele di Rosetta. Un decreto di Tolomeo V, esso è il primo testo scoperto in Egitto scritto in 3 lingue diverse (geroglifico, demotico, greco). Nel 1798 viene scoperta la stele di Rosetta dai francesi durante le campagne napoleoniche a Rosetta da cui il nome. Fino al 1801, i francesi hanno il monopolio dell’Egitto, e Napoleone costituisce un gruppo di studiosi affinché facciano un sopralluogo in Egitto affinché riportino tutti i disegni, tutti i monumenti ecc.. dell’Egitto antico. Con l’opera Description de l'Égypte si ha un’enciclopedia su tutto quello che l’Egitto aveva preservato tecnologico e artistico fino all’arrivo dei francesi.

Nel 1801 gli inglesi sequestrano la Stele di Rosetta ai francesi. Oggi è conservata al British Museum. Negli anni a venire si inizia ad elaborare la Stele, Thomas Young scopre che i nomi dei faraoni erano inseriti nel Cartiglio. (Tolomeo e Cleopatra) Ma nel 1822, Jean-Francois Champollion riesce a decifrare per la prima volta i geroglifici. Attraverso la lettera a Monsieur Dacier. Scriverà una grammatica dei segni dei geroglifici e dal 1822 l’egittologia si afferma come scienza moderna.

Scrittura geroglifica e ieratica

Scrittura geroglifica non solo per scrivere ma anche per decorazione; ogni suo segno non corrisponde ad un suono ma ad una idea. Scrittura iconica in rilievo o dipinta. I primi geroglifici periodo dei re della prima dinastia (tombe con i geroglifici); gli ultimi del periodo romano (IV secolo a.C). Erano usati per i monumenti e per testi religiosi. Scrittura composta di segni che rappresentano oggetti, animali, persone...

Il papiro e documenti in ieratico, scrittura più veloce e meno precisa del geroglifico, ma derivante da esso (geroglifico stenografato, vedi foto sopra); questa scrittura era usata per i papiri (testi e documenti). Dal medio regno fino al periodo romano (IV secolo a.C.). papiro della prima scrittura ieratica, disposta in verticale.

Lettura dei geroglifici

I geroglifici possono essere scritti dall’alto verso il basso, da destra verso sinistra, da sinistra verso destra, ma NON esiste la lettura dal basso verso l’alto. I segni sono organizzati in colonne e le figure in una colonna guardano tutte verso la stessa direzione e rispetto alla direzione verso cui guardano si inizierà a leggere da lì (esempio: le figure guardano verso destra dunque si legge da destra verso sinistra). Principio dei fumetti: tutte le colonne che hanno le figure che guardano dallo stesso lato sono una casella (come nei fumetti in cui ogni casella corrisponde ad un fatto).

II lezione 2-3-21

In Egitto la nascita della scrittura è strettamente collegata alla figura del faraone. Il primo testo in una piramide si trova durante la V dinastia (i testi delle piramidi costituiscono i primi testi letterari); Esistono poi i testi documentari, nel nuovo regno, il numero dei geroglifici supera i 400. Il demotico era la scrittura popolare, si comincia a utilizzare questa scrittura tra il 700 a.C circa fino al periodo romano, è il modo di scrittura più complesso da interpretare, e ci sono pochissimi studiosi di demotico. Si tratta di una stenografazione derivata in parte dallo ieratico, ma contrariamente a quest’ultimo, non è più rapportabile al segno geroglifico che era all’origine. In un secondo tempo, il demotico diventa anche una scrittura per i testi letterari, l’ultima fase è quella della lingua copta, che abbraccia un sistema alfabetico, quello greco onciale biblico (perché l’Egitto nel frattempo è diventato cristiano, quindi la gente ha abbandonato i templi, distrutto le statue delle vecchie divinità e ha cominciato a leggere nuovi testi). Non si studiavano più i testi teologici religiosi di epoca faraonica o derivanti da essa, ma si leggevano testi biblici.

Nelle lezioni precedenti abbiamo parlato delle scritture, è facile riconoscere l’identità delle figure che rappresentano, ultima iscrizione in geroglifico si trova nel sud dell’Egitto all’epoca una sacca culturale, è chiaro che il sistema geroglifico è legato al doppio filo, di stampo faraonico fino all’epoca romana. Le prime manifestazioni di scrittura in Egitto sono in ambito regale, faraonico. È comunemente chiamato geroglifico perché è una scrittura incisa, la letteratura egiziana antica si apre con i testi “le piramidi”.

Geroglifico e ieratico, scrittura monumentale, scrittura sui piloni e sulle porte speculare, immagine speculare Iside e netti nell’atto di adorare e proteggere con le loro mani una divinità, Osiride associato a Ra, pittura parietale, famosa tomba di Nefertari, è una scrittura che è in sé una forma di decorazione che veicola un messaggio.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-OR/02 Egittologia e civiltà copta

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Gea_01 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Egittologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Gallo Paolo.
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