INTRODUZIONE ALL’ICT
L’ICT rappresenta il risultato dell’integrazione tra informatica (IT) e telecomunicazioni (TLC) e
include l’insieme delle tecnologie che consentono di archiviare, elaborare, analizzare dati per
produrre e comunicare informazioni in formato digitale.
Il dato è una rappresentazione oggettiva della realtà, che deriva da un’osservazione di fatti
presenti nel mondo. Il dato può essere visto anche come il risultato di un’osservazione non
interpretata di un evento o di un fatto, espressa attraverso simboli.
A differenza di un singolo dato, che di per sé non ha alcuna utilità, l’informazione assume un suo
significato a seguito di un processo elaborativo. Nell’ipotesi più semplice, un’informazione è un
dato (o un insieme di dati) che risponde a una domanda specifica.
L’informazione è dotata di significato, scopo o contesto. Secondo questa visione, le informazioni
possono essere viste come dati che sono stati sottoposti a un processo che li ha resi significativi
per il destinatario.
L’aggregazione rappresenta un processo di lavoro sui dati che attribuisce loro un significato,
producendo quindi un’informazione per il destinatario.
Il processo mediante cui dati e informazioni sono trasformati, per essere elaborati e trasmessi con
gli strumenti dell’ICT, è detto digitalizzazione. Gli strumenti dell’ICT utilizzano una particolare
forma di rappresentazione dei dati e delle informazioni, definita binaria.
I valori utilizzati nella rappresentazione binaria sono sequenze di valori 0 o 1. L’unità minima di
rappresentazione è così costituita da bit che è la posizione elementare e può assumere il valore 0
oppure il valore 1. L’unità di digitalizzazione più piccola è un insieme di 8 bit, definito byte. Il byte
consente di rappresentare tutti i caratteri alfa-numerici e costituisce anche l’unità di misura
impiegata per valutare la capacità di memorizzazione dei dati.
La diffusione dell’ICT sta interessando ogni campo dell’attività umana, ponendosi come tratto
caratteristico di quella che viene indicata come società dell’informazione.
Il consolidamento dell’economia dei servizi segna l’affermazione di un settore a elevata intensità
informativa (information intensive). Nei contesti information intensive le informazioni diventano
fondamentali nei processi di creazione del valore.
Gli ambiti di innovazione ICT più significativi riguardano:
- le tecnologie hardware e software alla base dei dispositivi a uso individuale per l’accesso al
mondo dei servizi informatici e delle telecomunicazioni;
- le reti di telecomunicazioni per la trasmissione di dati e informazioni digitalizzate.
Con il termine hardware si è soliti indicare l’insieme delle componenti che costituiscono fisicamente
un elaboratore elettronico, ossia tutte le componenti fisiche che consentono all’elaboratore di
funzionare.
Le principali componenti hardware sono:
1- monitor
2- scheda madre
3- CPU: consente di elaborare i dati secondo le modalità necessarie per la produzione delle
informazioni e gestisce il funzionamento dell’intero sistema elaborativo, assicurando la
coerenza logica e temporale delle operazioni svolte. È installata sulla scheda madre;
4- interfaccia ATA
5- RAM: contiene tutti i programmi attivi e i dati sui quali i programmi operano. È installata sulla
scheda madre;
6- slot di espansione
7- alimentatore
8- lettore CD / DVD
9- hard disk
10- tastiera
11- mouse
Le componenti che scambiano dati con l’unità centrale e le consentono di interagire con l’esterno
sono le unità di input e output. Sono esempi di unità di input/output i dispositivi che permettono
all’utente di interagire con il sistema, ma anche le memorie ausiliarie, ossia le unità di memoria che
hanno funzioni di supporto rispetto alla memoria centrale (RAM). Contrariamente alla RAM, che
rappresenta una memoria volatile, tali unità consentono di archiviare dati e informazioni in modo
durevole. Fra le memorie ausiliarie troviamo sia memorie non rimovibili sia memorie rimovibili.
Principali direttrici su cui si basa la spinta innovativa dell’ICT:
- progressivo aumento della potenza di calcolo e di memoria : secondo la Legge di Moore ogni
18/24 mesi si raddoppiano le prestazioni dei chip dei microprocessori, ovvero si dimezzano i
costi di tali componenti a parità di prestazioni. Oltre che per descrivere il progressivo
incremento nelle capacità di calcolo/elaborazione di un computer, il trend descritto dalla legge
di Moore è ampiamente applicabile anche al progressivo incremento delle capacità di memoria
dell’hardware. L’aumento della capacità di memoria è direttamente collegato all’aumento delle
capacità di calcolo: al fine di sfruttare al meglio la potenza di calcolo del processore, la
memoria centrale va dimensionata adeguatamente. Nel corso degli anni si è dunque assistito a
un aumento sia della quantità di RAM installata sui computer sia della capacità dei supporti di
memorizzazione di massa, in particolare degli hard disk che costituiscono il supporto
principale;
- progressiva riduzione delle dimensioni : questo processo è detto miniaturizzazione. Da un lato,
la miniaturizzazione dei transistor e dei chip consente ai produttori di ottenere grandi vantaggi
funzionali, oltre che interessanti benefici in termini di costi e di produzione. Dall’altro lato,
anche il mercato chiede dispositivi hardware di dimensioni sempre più ridotte, in modo da poter
essere sfruttati in diverse situazioni e luoghi della vita professionale o privata
- progressiva estensione delle funzionalità : ha come conseguenza un progressivo aumento di
funzionalità di componenti e dispositivi hardware. Questa progressiva estensione di
funzionalità dei dispostivi hardware può essere inquadrata in un fenomeno più ampio, definito
convergenza digitale [progressiva unificazione di funzioni in precedenza separate → risultato
dell’integrazione di prodotti nati per compiere funzioni diverse, ma che tendono a essere
accomunati dall’utilizzo di tecnologie digitali]. La convergenza digitale diventa convergenza
tecnologica nel momento in cui la tecnologia hardware consente di gestire efficacemente
grandi quantità di informazioni in formato digitale e tende a essere incorporata in un numero
crescente di dispostivi. Per poter essere sfruttate al meglio e da un pubblico sempre più vasto,
le nuove funzioni dell’hardware necessitano ovviamente di un’interfaccia semplice e intuitiva
per l’utente finale. In questo gioca un ruolo fondamentale l’evoluzione della tecnologia
software.
Le tecnologie software costituiscono la parte intangibile di un sistema elaborativo e comprendono
tutti i programmi: ne dirigono e ne controllano il funzionamento, permettendo così lo svolgimento
delle funzioni di elaborazione. Il funzionamento di qualsiasi sistema elaborativo è determinato
dall’integrazione che si instaura fra le componenti hardware e software: senza software l’hardware
è incapace di svolgere qualsiasi funzione.
L’evoluzione del software si lega in modo molto stretto alle innovazioni nel mondo dell’hardware,
ma vale anche il contrario. Ciò che conta per un utente non è tanto la velocità di elaborazione del
processore, quanto la velocità effettiva di elaborazione del codice, calcolata in base al tempo che
occorre alla CPU per eseguire un’operazione.
La continua aggiunta di nuove funzionalità al software esistente ha imposto di conseguenza la
costante richiesta di processori più veloci, memorie sempre più grandi e più ampie capacità di
input/output.
Il software di base è quello che interagisce in modo diretto con l’hardware ed è fisiologico al
funzionamento del sistema elaborativo. Tra le principali categorie del software di base vi sono:
- sistemi operativi
- linguaggi di programmazione
- utilità di sistema
Il software applicativo è costituito da quei programmi che vengono utilizzati dagli utenti per
elaborare i dati e per produrre le informazioni di cui necessitano.
Al di là delle applicazioni già disponibili sui PC, i software applicativi sono in genere acquisiti dagli
utenti in base alle loro esigenze specifiche di elaborazione dati e trattamento di informazioni e
contenuti digitali.
Il software applicativo comunica con il sistema operativo che comunica con l’hardware; i
programmi applicativi non comunicano in modo diretto con l’hardware.
I processi di trasformazione che stanno interessando le tecnologie software possono essere
ricondotti ai seguenti trend:
- progressiva facilità e ubiquità di utilizzo: il processo di semplificazione delle cosiddette
interfacce utente si sta legando in modo sempre più stretto ai progressi nel campo
dell’hardware. Una prima evidenza di questa stretta integrazione riguarda la possibilità di
limitare l’utilizzo di periferiche di input/output, sfruttando la sinergia fra componenti hardware e
software.
Gli sviluppi attuali sono focalizzati sulla totale eliminazione di periferiche e sfruttano la capacità
dell’hardware e del software di leggere e interpretare i movimenti naturali degli utenti (Natural
User Interface).
Secondo la caratteristica di ubiquità, uno stesso software può essere presente su un PC o su
un dispositivo portatile, ovviamente rispettando le caratteristiche di compatibilità con ognuno di
tali strumenti. In particolare, per quanto riguarda il software applicativo, la grande diffusione di
dispositivi mobili ha portato alla nascita di un interessante mercato di mobile apps, applicazioni
particolarmente intuitive e pratiche che gli utenti hanno la possibilità di sfruttare per soddisfare
una vastissima serie di bisogni;
- nuove forme e modalità di fruizione (in particolare i programmi applicativi): in genere in
possessori di un PC sono abituati ad avere una serie di programmi applicativi installati sul
proprio computer. Questi software sono di solito coperti da licenza di utilizzo e seguono l’utente
ovunque decida di spostare il proprio PC. Ma se l’utente si trova lontano dal proprio computer e
ha bisogno dei propri programmi, occorre trovare un PC con gli stessi programmi installati,
cosa non sempre agevole.
Un altro problema legato ai software installati sul PC riguarda le licenze di utilizzo. È prassi
diffusa fra i produttori di PC equipaggiare i computer con programmi applicativi soggetti a
licenze di prova, con una scadenza predefinita. Una volta scaduta la licenza di prova il
programma è utilizzabile solo installando la versione completa a pagamento.
Ancora, i software applicativi caricati sul proprio PC sono soggetti ad aggiornamenti, che
spesso comportano disagi per gli utenti meno esperti.
Per ovviare a queste problematiche comuni, ma anche per esigenze di economicità, diversi
operatori di ICT si stanno orientando a offrire modalità alternative di fruizione dei software.
Anziché proporre l’installazione del software sul PC, questi operatori mettono a disposizione, a
pagamento o in modalità gratuita, una serie di programmi applicativi e utilità che gli utenti
possono utilizzare direttamente via web, chiamati comunemente applicazioni web [includono
software applicativi ma anche software di base. Fra i software di base si ricordano i web OS
ovvero sistemi operativi che potranno essere caricati sul computer direttamente da browser,
senza bisogno di installazione. Sono inoltre riconducibili alla logica di fruizione delle
applicazioni Web i concetti di Software as a Service (Saas) e i Social Software (applicazioni
software che consentono agli individui di incontrarsi, interagire e collaborare in rete anche
creando comunità online). Il termine social software si fonde con la definizione di software
collaborativo che riguarda i sistemi di lavoro basati sulla cooperazione];
- nuove filosofie di sviluppo: lo sviluppo secondo la logica open source si basa sulle dinamiche
delle comunità e della collaborazione e prevede che i detentori dei diritti sul software ne
promuovano lo studio e le modifiche da parte di altri sviluppatori, in base a licenze di utilizzo. Il
codice sorgente del software è di conseguenza aperto alle modifiche da parte di soggetti
esterni al nucleo di sviluppatori iniziale. In questo modo si ritiene che il software possa essere
arricchito, grazie al contributo di più parti indipendenti, al di fuori di ogni motivazione
economica.
Un sistema di telecomunicazione è definibile come un insieme di mezzi trasmissivi e regole di
colloquio che permette di collegare tra loro installazioni informatiche lontane e di scambiare fra di
esse dati e informazioni in formato elettronico.
I dispositivi fisici includono gli apparati di accesso e le linee.
Le linee telefoniche, dette analogiche, grazie alla loro diffusione e facilità di utilizzo sono state poi
adattate alla trasmissione dei dati in formato digitale sfruttando la tecnologia del modem e la
commutazione di pacchetto.
Il modem è una particolare unità di input/output che serve per convertire i dati dal formato digitale a
quello analogico (prima di inviarli lungo la linea telefonica), sia per compiere l’operazione inversa
(una volta giunti a destinazione).
Per massimizzare l’efficienza di trasmissione sulla linea telefonica si utilizza la cosiddetta
commutazione di pacchetto: l’informazione da trasmettere viene suddivisa in pacchetti dati di
dimensione più piccola. A ogni pacchetto viene aggiunta un’intestazione (header) che contiene
tutta l’informazione necessaria affinché il pacchetto possa essere inoltrato fino alla sua
destinazione finale, ovvero l’indirizzo del destinatario, la sua posizione (numero di pacchetto)
all’interno del flusso dell’informazione che viene trasferito. I pacchetti vengono inviati
individualmente attraverso la linea e vengono poi riassemblati, grazie al numero di pacchetto,
nell’ordine originale quando arrivano sul computer o sistema ricevente del destinatario.
Tra le reti a commutazione di pacchetto si annoverano:
- rete internet : è una rete di computer mondiale ad accesso pubblico che deriva
dall’aggregazione di tante reti diverse [piccole reti locali LAN sono collegate a reti
metropolitane MAN e territoriali WAN che a loro volta sono collegate alle dorsali “backbone”,
che trasportano i dati per il mondo intero]. Il funzionamento della rete Internet si basa sui
dispositivi che permettono a reti diverse di collegarsi fisicamente tra di loro e su un linguaggio
comune che consente alle stesse lo scambio di informazioni, il protocollo di comunicazione
TCP/IP [TCP: compito, al momento della spedizione, di suddividere un file in tanti pacchetti di
piccole dimensioni, applicando al pacchetto l’indirizzo del destinatario e un numero
progressivo. Al momento del ricevimento di tutti i pacchetti, ha il compiuto di ricostruire
correttamente il file. IP: instrada i pacchetti in rete e controlla che tutti raggiungano, integri, la
loro destinazione].
1993: uno scienziato del CERN concepisce un nuovo sistema di accesso alle informazioni
contenute in Internet, il WWW. A partire dalla metà degli anni Novanta, grazie al Web, alla
riduzione dei costi dell’hardware e alla progressiva convenienza di accesso, lo sviluppo della
diffusione di Internet è stato impressionante, con ritmi di crescita geometrici.
La prima fase di diffusione di Internet è stata favorita anche dalla ricchezza di servizi offerti:
accesso al Web, inteso come rete di informazioni e conoscenza globale
o gestione della posta elettronica
o utilizzo di protocolli applicativi per il trasferimento di file
o accesso a nuovi strumenti di comunicazione
o audio e video conferenza su protocollo IP
o
La nuova fase di sviluppo di Internet è legata a due fenomeni paralleli:
distribuzione e fruizione di risorse hardware e software in remoto, secondo il paradigma
o del cloud computing [può essere definito come una modalità di utilizzo dell’informatica
in cui le risorse hardware e software sono virtualizzate e offerte come servizi su
Internet. Il termine cloud sta proprio a identificare la nuvola di risorse informatiche
hardware e software alle quali è possibile accedere con un PC e una connessione a
Internet. L’utente non ha fisicamente a disposizione una piattaforma hardware né i
supporti su cui sono installate le applicazioni software, ma può fruire ugualmente dei
servizi da questi erogati. Uno dei vantaggi della virtualizzazione è quello di poter
erogare e utilizzare solo la quantità di capacità elaborativa di cui l’utente ha bisogno.
Questa modalità di utilizzo delle risorse informatiche è detta a servizio (as a service).
Gli utenti utilizzano i loro dispositivi per accedere via Internet a programmi software
(Software as a Service), a spazi di memoria e capacità elaborative (Infrastructure as a
Service) e a piattaforme di sviluppo applicativo (Platform as a Service)];
- reti mobili (o wireless) : consentono la trasmissione di dati e di voce nello spazio senza
necessità di collegamento a cavi. Una possibile modalità di classificazione riguarda la loro
propensione a supportare la comunicazione vocale (voice centric) piuttosto che lo scambio di
dati e informazioni (data centric).
Le tecnologie di telecomunicazione wireless seguono un processo di innovazione riconducibile,
come per i rispettivi terminali d’accesso, alla più generale e sentita esigenza di connessione a
servizi di rete secondo performance qualitative crescenti in termini di accessibilità, velocità e
sicurezza di trasmissione, con costi di servizio flessibili.
Il Wi-Fi è un protocollo di trasmissione per il supporto di reti ad alta velocità che garantisce
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