INDICI DI DIVERSITÀ
Generalmente gli indici di tipicità vengono affiancati a quelli di diversità che mi dicono
quante unità statistiche tendono ad essere diverse tra di loro. Oltre alla modalità ho un
indice che mi dice che diversità c’è tra le mie unità statistiche.
Assoluti: sono più intuibili ma dipendono dall’unità di misura e dall’ordine medio di
grandezza non si presta a fare confronti
Relativi: depurati dall’unità di misura e ordine medio di grandezza (mi dice
direttamente quanto è mediamente grande quel carattere) adatti a fare confronti
con ordine di grandezza alti hanno indici di diversità più alti
Caratteri
Diversi aspetti della diversità:
Eterogeneità
Variabilità
Differenza tra i due gruppi di indici: i primi sempre costruiti indipendentemente dalla
natura del carattere, i secondi invece racchiude un insieme di indici solo per caratteri
quantitativi
Prima di definire un indice adeguato, posso avere due situazioni:
OMOGENEITÀ: Unità omogenee tra di loro, molto simili tra di loro minima eterogeneità;
la condizione di omogeneità NON È UNICA ma possono essere diverse. Devo individuare un
indice che in caso di omogeneità valga zero.
ETEROGENEITÀ: Unità massimamente diverse tra di loro minima omogeneità;
il mio indice qua assumerà il valore massimo SITUAZIONE UNICA ma non è detto che sia
osservabile, in questo caso lo è perché N è multiplo di k (16 è multiplo di 4, se non lo fosse
avrei delle ni con la virgola e quindi non osservabile). Parte dalle unità statistiche e da
come si collocano rispetto alle modalità del carattere osservato (la variabilità parte
direttamente dalle modalità osservate). Definisce degli indici che misurano come le unità
tendono a posizionarsi rispetto alle modalità osservate distribuzione di frequenza che
studia come le u si distribuiscono rispetto alle modalità osservate di X.
Possono esserci 2 situazioni:
Se c’è tendenza ad aggregarsi su 1 o poche unità significa che le modalità
saranno simili
Se le u si equi distribuiscono saranno tendenzialmente più diverse tra di loro, se ne
prendo due a caso avranno modalità probabilmente diverse tra di loro
09.03.22
Due situazioni estreme
Estrema omogeneità: tutte le N si raggruppano su una stessa modalità del
carattere (situazione estrema non unica). Situazione di omogeneità scritta come
distribuzione di frequenza dove la N corrisponde ad una sola modalità della x, in
tutte le altre righe ho zero; nelle frequenze assolute invece che corrispondenza con
N ho 1
Estrema eterogeneità: le N sono equi ripartite tra le diverse modalità osservate;
non è detto che sia osservabile in quanto non è detto che N sia multiplo di k
(modalità osservate), se ottengo numeri con la virgola la situazione non è
osservabile ma è ipotetica.
Gli indici di eterogeneità possono essere costruibili su ogni tipo di carattere in quanto mi
occupo solo di frequenze assolute o relative
INDICE DI ETEROGENEITÀ DI GINI ASSOLUTI o RELATIVI
Indice ASSOLUTO di Gini che si ottiene con:
Si usa per calcolare l’allontanamento dei due casi estremi (massima omogeneità e
massima eterogeneità); mi serve un indice che cresce man mano che mi avvicino
all’eterogeneità e mi allontano dall’omogeneità.
Devo capire se l’indice di Gini effettivame