Estratto del documento

Il dolore

Secondo la IASP (International Association for the Study of Pain, 1986) esso è: "un’esperienza sensoriale ed emozionale spiacevole associata a danno tissutale, in atto o potenziale, o descritta in termini di danno. È un’esperienza individuale e soggettiva, a cui convergono componenti puramente sensoriali (nocicezione) relative al trasferimento dello stimolo doloroso dalla periferia alle strutture centrali e componenti esperienziali e affettive, che modulano in maniera importante quanto percepito".

Secondo McCaffery e Pesaro (2011) esso è: "tutto quello che una persona che lo prova dice che sia, esistendo ogni qualvolta si affermi che esista".

Trasmissione del dolore

La trasmissione dello stimolo doloroso inizia nei recettori del dolore (nocicettori) e si sposta lungo i nervi sensoriali all’interno del ganglio della radice dorsale. L’impulso entra nel midollo spinale attraverso il tratto spinotalamico, ascende verso il cervello e il talamo al fine di essere interpretato. Una volta elaborata l’informazione all’interno della corteccia sensoriale e del sistema limbico, la percezione del dolore diviene consapevolezza cosciente e interpretazione personale dell’esperienza dolorosa.

Classificazione generale

Secondo l'IASP

  • Dolore acuto: ha la funzione di avvisare l’individuo della lesione tissutale in corso ed è normalmente localizzato, dura per alcuni giorni e tende a diminuire con la guarigione.
  • Dolore cronico: è duraturo, spesso determinato dal persistere dello stimolo dannoso e/o da fenomeni di automantenimento, che mantengono la stimolazione nocicettiva anche quando la causa iniziale si è limitata. Si accompagna a una importante componente emozionale e psicorelazionale e limita la performance fisica e sociale del paziente. È rappresentato soprattutto dal dolore che accompagna malattie ad andamento cronico (reumatiche, oncologiche, ossee, metaboliche). È un dolore difficile da curare: richiede un approccio globale e frequentemente interventi terapeutici multidisciplinari, gestiti con elevato livello di competenza e specializzazione.
  • Dolore procedurale: accompagna molteplici indagini diagnostiche/terapeutiche, rappresenta in ogni setting, situazione ed età, un evento particolarmente temuto e stressante. Il dolore si associa ad ansia e paura (sia perché si prova dolore, sia perché si sa di essere sottoposti alla procedura in sé) e non infrequentemente la sua presenza condiziona in maniera importante la qualità percepita di cura, nonché la qualità della vita.

Classificazione dal punto di vista eziopatogenico

  • Dolore nocicettivo: attivazione diretta dei recettori della nocicezione, ovvero il risultato di una stimolazione normale. Esso ha diverse tipologie al suo interno:
    • Acuto dovuto a una lacerazione.
    • Persistente dovuto per esempio a una colite.
    • Somatico ha origine nelle ossa, nella cute, nei tessuti molli ed è spesso ben localizzato (ad esempio: distorsione alla caviglia).
    • Viscerale risultato di uno stiramento, distensione, infiammazione o danno di organi cavi o solidi che viene descritto come continuo, crampiforme, pulsante, profondo e radiante (ad esempio: il dolore al petto dovuto ad infarto del miocardio).
  • Dolore neuropatico: da interessamento del SNC e/o SNP. Nasce da un danno a livello dei nervi periferici o del SNC, presenta sintomi variabili (formicolio, bruciore, freddo, pungente, simile a shock elettrico) ma accompagnato sempre da formicolio, torpore e dolore con tocco normale (es: neuropatia diabetica).
  • Dolore psichico: attivato da stazioni psico-relazionali.
  • Dolore misto: con la presenza di tutte le componenti precedenti (neuropatico, nocicettivo, psichico).

Caratteristiche del dolore

  • Insorgenza (com'è iniziato)
  • Localizzazione (dove lo sento)
  • Durata (da quanto c'è)
  • Tipologia (nocicettivo, neuropatico, psichico, misto)
  • Intensità (descritta in modo chiaro tramite scale di valutazione)

Risposta del corpo al dolore

  • Aumento della pressione arteriosa
  • Aumento della frequenza cardiaca
  • Aumento della frequenza respiratoria
  • Aumento del metabolismo
  • Risposte verbali (persona molto irritabile a causa del dolore che prova)
  • Risposte non verbali (smorfie, immobilizzazione, posizioni antalgiche)

Scale di valutazione

Unidimensionali (scale che vanno a definire l’intensità del dolore); Multidimensiona...

Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 7
Il dolore - clinica Pag. 1 Il dolore - clinica Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 7.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Il dolore - clinica Pag. 6
1 su 7
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze mediche MED/45 Scienze infermieristiche generali, cliniche e pediatriche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher noeronchi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Infermieristica clinica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Brescia o del prof Fanetti Laura.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community